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giovedì 2 febbraio 2017

Recensione "Carve the mark" di Veronica Roth

Autrice: Veronica Roth
Titolo: Carve the mark
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2017
Pagine: 427
Serie: #1 Carve the mark

Trama:
In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un "donocorrente", ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui. Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi. Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l'unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l'ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro.


Quando ho visto questo libro ho voluto leggerlo subito, ho amato tantissimo la saga Divergent, ne ho apprezzato pure il finale ed ero curiosa di leggere che cosa avrebbe inventato questa volta. Quindi sono partita con aspettative altissime, forse troppo.
La corrente fluiva attraverso tutti gli esseri viventi e si mostrava nel cielo in tutti i diversi colori.
Siamo in una galassia lontana dove ogni persona ha un donocorrente  cioè un "potere" derivante dall'energia, appunto la corrente, che determina tutto. Non è dato di conoscere prima di cosa si tratta, ma ogni popolo (tranne uno, perché?) possiede 3 veggenti: uno in ascesa, uno in carica e uno prossimo al ritiro. Queste persone prevedono sia fati che futuri. La differenza è che il fato è comunque certo, cioè accadrà quello e basta. I futuri invece sono molti e possono cambiare. I fati che riescono a prevedere sono solo quelli di qualche famiglia prescelta (anche qui, perché?).
La gente parlava sempre degli oracoli come se dispensassero i fati facendone dono alla gente speciale e importante ma, da quel che diceva sua madre, funzionava all'inverso. Erano i fati a rendere importanti determinate famiglie.
Un pianeta di questa galassia è diviso in due, governato da due popoli differenti in usi e costumi che ovviamente non convivono pacificamente. I nostri protagonisti sono moderni Romeo e Giulietta, uno per popolo. Akos è il terzogenito di una famiglia prescelta dei Thuve, la parte pacifica del pianeta. Cyra è la secondogenita dei regnanti Shotet, che mi hanno ricordato Sparta per come vivono la vita.
Per colpa dei loro fati Akos e suo fratello vengono rapiti da bambini e portati a vivere come servitori su Shotet, proprio a contatto con i regnanti. Ed è lì che tutto ha inizio.
Ho fatto un'introduzione lunga e non ho spiegato neanche un grammo di tutto quello che ci sarebbe da comprendere per iniziare questo libro. All'inizio questa lettura mi ha spiazzata. Troppe nozioni da capire, troppi nomi, una realtà diversa e faticosa, tantissime spiegazioni ma anche tantissime carenze. Io fino a circa il 20% ho capito poco e continuavo a immagazzinare cose.  Avrei voluto più calma, forse anche un prequel, che spiegasse bene e magari con meno urgenza questa realtà. 

Cyra è un tutt'uno con il dolore. Il suo donocorrente è appunto questo, la corrente scorre nelle sue vene procurandole sofferenza e facendola provare a chiunque la tocchi. Una maledizione più che un dono (frase voluta, ci arriverò). E il donocorrente di Akos? Interrompe gli altri donicorrenti. Sì, quindi lui non solo può toccarla, ma le lenisce pure il male. Chi, come me, ha letto Shatter me forse  qui storce il naso. Perché è la stessa cosa. Ma non è l'unica. Durante la lettura ho avuto una continua sensazione di déjà vù, ho visto particolari di diversi altri distopici. E' vero che un qualcosa di comune al genere deve esserci, ma io ho notato proprio caratteristiche peculiari, come ad esempio i marchi di morte che si fanno sul braccio gli Shotet: chi ha letto La Chimera di Praga ha colto subito la somiglianza. E ne ho trovati diversi. E' un genere che mi piace, ne ho letto tanto.
La trama però è interessante e qui ho ritrovato la Roth. Contorta il giusto, cruenta ma soprattutto con questioni familiari e tra fratelli. Sì perché di nuovo il rapporto tra fratelli è al centro della questione. La parte più politica della storia è ancora nebulosa ma ho idea che si chiarirà con i prossimi volumi. Ci sono colpi di scena e rivelazioni finali, ma molto deve ancora succedere, ha gettato le basi per i prossimi.

Un'altra nota dolente, sempre per me, sono invece i personaggi. L'unico caratterizzato bene per me è Cyra e, nonostante il suo donocorrente, non ho provato empatia né mi è piaciuta. E' anaffettiva. Vuole presentarla come dura, forte e ci riesce, ma è solo quello. 
Nessun "grazie", nessuna cerimonia. Così era fatta Cyra.
Invece Akos non riesco a inquadralo. Un momento è un cucciolo bisognoso di coccole e quello dopo è un guerriero, che però poi piange perché costretto a far del male. Non l'ho capito e anche per lui non sono entrata in sintonia. Per lui oltretutto era più difficile in quanto il suo POV è scritto in terza persona. Questa cosa non l'ho capita, non riesco a motivare il perché dei due POV con quello di Cyra in prima e invece Akos in terza persona. Sono sicura che se c'è un motivo e ci verrà svelato alla fine.

Un altro punto a favore del libro invece è lo stile dell'autrice. La Roth scrive bene, benissimo, inchioda alle pagine, coinvolge e senza accorgetene l'hai già finito. 
Forse potevo cambiare. Forse anche solo credere di poterlo fare significava che stavo già cambiando.
Scusate la recensione lunghissima ma di cose da dire su questo libro ce ne sono tantissime, io qui ho solo scalfito la punta. Sia durante la lettura che ora che ho finito sento il bisogno di discuterne, tantissimo. 
Ringrazio ancora la casa editrice per la copia digitale e concludendo vorrei dire che questo libro non mi ha soddisfatta pienamente, ho trovato diverse cose che mi hanno fatto dubitare. Ma lo stesso a fine lettura avrei voluto avere subito il secondo per proseguire. Sì, la curiosità c'è e secondo me nei seguenti si andranno a colmare le lacune lasciate da questo. 
E voi l'avete letto? Conoscete l'autrice? Vi piace questo genere?


14 commenti:

  1. Ciao Chiara! Non ho letto la recensione perché devo ancora leggerlo, ma la valutazione è stata una bella botta in testa! Però me lo sentivo... qualcosa mi diceva di non farmi troppe aspettative... :(

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  2. Leggo molte recensioni negative per questo nuovo libro della ROth. Ho letto anche io Divergent anche se la serie, per me, è andata scemando piano piano. Lo metto in lista per curiosità, ma giù in fondo... in fondo...

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    1. io la serie Divergent l'ho amata tantissimo, tutta. Non ho volutamente letto altre recensioni prima, per non lasciarmi condizionare ma ora vado a vedere se la pensano come me

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  3. Cioè tu mi stai dicendo di aver ricevuto un libro da una Casa Editrice e di averlo bocciato? Male male male 😂😂😂😂😂😂😂

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    1. Hai visto? Il secondo nel giro di una settimana, non imparo niente ihihih

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    2. Mi intrometto qui perché mi è scappata la risata leggendovi! :D :D
      Io l'ho preso, in ebook, e mi sa che dovevo aspettare la tua recensione prima di azzardare! Vabbè, vedremo! ;)

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    3. Perché???? Dai che magari a te piace e se non fosse così abbiamo la conferma che per questo genere posso farti da guru ihihihihi

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  4. Ho finito la serie di Divergent per mera curiosità, altrimenti l'avrei interrotta alla metà di Divergent stesso. Questo ha una copertina figa, ma il mio istinto mi diceva che era tutto lì e la tua recensione me l'ha confermato.

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    1. io ho amato Divergent, tanto! Questo l'ho letto in ebook, ma in libreria l'ho visto e toccato e la cover è strepitosa!

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  5. Ciao! Mi spiace leggere una recensione non troppo positiva, perché personalmente non vedevo l'ora di iniziare questo libro... Mi spiace soprattutto che tu abbia fatto queste considerazioni per i personaggi, perché io ho amato Four e Tris.
    Lo leggerò ugualmente, visto che la curiosità è troppa...sarebbe un peccato essere delusi, tuttavia :-(

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    1. Brava Silvia leggilo così ti fai un'idea tua, è l'unica. Solo un consiglio: non aspettarti Tris e Quattro, parti sapendolo. Sono curiosa poi di sapere il tuo pensiero

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  6. madòòò, ma sembra la copia precisa di Shatter me!!! D:
    Bah, già non ero convinta, prima, figurati adesso lol
    però chissà, magari non mi dispiacerebbe. Sicuramente però non lo leggerò adesso XD

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    1. Oh Giusy io ho letto per il momento solo il primo di Shatter me ma le analogie sono molte e non solo con quella serie. Forse questo è il punto che più mi ha innervosita.

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