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venerdì 18 maggio 2018

Recensione "Tutto questo ti darò" di Dolores Redondo - Premio Bancarella 2018

Autrice: Dolores Redondo
Titolo: Tutto questo ti darò
Editore: DeA Planeta
Data di pubblicazione: 17 ottobre 2017
Pagine: 517
Finalista Premio Bancarella 2018

Trama:
Quando una coppia di agenti in divisa bussa alla sua porta, Manuel, scrittore di successo impegnato nella stesura del prossimo bestseller, intuisce all’istante che qualcosa di grave deve essere accaduto ad Álvaro, l’uomo che ama e al quale è sposato da anni. E infatti il corpo senza vita del marito è stato ritrovato al volante della sua auto, inspiegabilmente uscita di strada tra le vigne e i paesaggi scoscesi della Galizia, a chilometri di distanza dal luogo in cui Álvaro avrebbe dovuto trovarsi al momento dell’incidente. Sconvolto, Manuel parte per identificare la salma ma, giunto a destinazione, si ritrova presto invischiato in un intrico di menzogne, segreti e omissioni che ruota attorno alla ricca e arrogante famiglia d’origine del marito. Con l’aiuto di Nogueira, poliziotto in pensione dal carattere ruvido, e di Padre Lucas, il prete locale amico d’infanzia di Álvaro, Manuel indaga sulle molte ombre nel passato dei Muñiz de Dávila e sulla vita segreta dell’uomo che si era illuso di conoscere quanto se stesso. Serrato, sorprendente e ricco di atmosfera, Tutto questo ti darò è un thriller psicologico dalla sensibilità finissima, capace di indagare con la stessa lucidità le dinamiche del cuore e quelle – troppo spesso malate – della società.

Oggi vesto di nuovo i panni di #bancarellablogger e vi lascio il mio pensiero su questo libro, che fa parte della sestina finalista Selezione Premio Bancarella 2018.

Manuel è uno scrittore affermato, che vive felice nella sua bolla, nel suo mondo. Finché una mattina tutto gli crolla addosso: due agenti gli comunicano che suo marito, Álvaro, è morto in un incidente stradale. Ma non solo il lutto gli sconvolge la vita, perché di colpo Manuel scopre che suo marito gli aveva nascosto molte cose del suo passato, dal quale emergono fatti sconcertanti.

Il libro ha una predominanza di genere giallo che sconfina nella narrativa, affronta diversi argomenti importanti: omosessualità, rapporto con la Chiesa cattolica nell'educazione, differenza fra città e campagna, problemi familiari, rapporto fra classi sociali.


La trama prettamente "gialla" l'ho trovata intrigante e ben strutturata. Le rivelazioni vengono dosate bene attraverso tutta la narrazione e il finale mi ha sorpresa. Non avevo capito e mi ha piacevolmente stupita.

Ho apprezzato molto l'ambientazione: siamo in Galizia, dove la superstizione unita alla fede cattolica regnano sovrane, spodestando logica e buon senso. Questa contrapposizione città/campagna, praticità e fede, ragione e credo è gestita in maniera completa. Vengono più volte portati esempi che fanno riflettere sia Manuel sia il lettore.
Leggere poi delle varie descrizioni fisiche del luogo permette di immedesimarsi bene, è come accompagnare per mano lo scrittore attraverso la sua ricerca di verità.

Devo dire però che spesso i vari resoconti li ho trovati eccessivi. Tutto il libro in sé per me è troppo ricco di nozioni, spesso superflue. Ne appesantiscono la lettura, rendendo tutto molto lento e difficoltoso.
Credo sia proprio lo stile dell'autrice che si prende tutto il tempo per esporre i fatti, facendo un quadro completo della situazione, perdendosi in particolari che accrescono l'impressione di essere dentro la storia ma fanno difetto in scorrevolezza.

Proprio per il modo di scrivere dell'autrice i personaggi sono caratterizzati molto bene. Tutti quanti, principali e secondari. Ho adorato l'evoluzione di Nogueira, il poliziotto che segue il caso (anche se non potrebbe). Mi è piaciuto proprio perché parte quasi negativo ma alla fine si arriva ad apprezzarlo in pieno.

Avrei preferito un maggiore approfondimento sulla tematica dell'omosessualità, anche legata alla Chiesa e alla nobiltà (fatto fondamentale nella storia). Credo però che le pagine siano già tante, gli argomenti trattati pure e che quindi sarebbe stato un ulteriore appesantimento di tutto.

Un libro che nella prima parte mi ha annoiata un po' per poi riprendersi e sorprendermi. Una storia sicuramente particolare che fa venire voglia di visitare la Galizia, magari sorseggiando un buon vino.
Voto:

Voi lo conoscete?


4 commenti:

  1. Trama affascinante... i gialli mi piacciono da sempre anche se non li leggo da anni. Tutto sommato non mi attira particolarmente...sarà perché lo avverto pesante 😉

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