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giovedì 28 novembre 2019

Recensione "Non prima che siano impiccati" - Review tour "La prima legge. La trilogia" di Joe Abercrombie

Buongiorno, come anticipato la scorsa settimana oggi vi parlo del secondo libro della trilogia La prima legge, in occasione del review tour


Ringrazio ancora tanto Ylenia per l'organizzazione e la casa editrice Mondadori per la copia in anteprima.
La trilogia è racchiusa in un libro, edizione Titan. Essendo però tre corposi libri, il tour avrà tre recensioni differenti, una a settimana.
Oggi vi parlo del secondo, Non prima che siano impiccati.

Autore: Joe Abercrombie
Titolo: La prima legge. La trilogia
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 19 novembre 2019
Pagine: 1152 (in edizione Titan, impaginate doppie)

Trama:
LOGEN NOVEDITA È UN GUERRIERO IN FUGA dal Nord di cui è stato il campione idolatrato tanto dai nemici che lo vorrebbero morto come dagli amici che farebbero meglio a crederlo tale. Perché dentro di lui si annida il Sanguinario, un'ombra per cui orrore, fuoco e morte sono un banchetto al quale invitare tutto e tutti. Glokta l'Inquisitore trascina il proprio corpo torturato nei palazzi del potere, investigando su una cospirazione in grado di ribaltare l'ordine costituito. Il giovane Jezal dan Luthar, che forse si accontenterebbe della propria bellezza, sfacciataggine e abilità nella scherma, scoprirà che qualcuno nutre grandi e pericolosi progetti per lui. Il Maggiore West deve lottare contro la propria sorella, l'idiozia delle gerarchie militari, e la costante feroce emicrania. Nelle vene della misteriosa e intrattabile Ferro Maljinn scorre sangue di demone, e una sete di vendetta che minaccia di travolgere un Impero. I loro cammini sono destinati a incrociarsi nella guerra che chiude le sue fauci sull'Unione da Nord a Sud, mentre alle ombre del passato e ai sortilegi si sommano le nuove, devastanti forze dell'oro e della tecnologia. Con questo grandioso affresco, ricco di pathos e umorismo nero, che comprende rovine ciclopiche e bettole, schermaglie politiche e duelli brutali in un cerchio di scudi, mercenari e prostitute, regine e banchieri, Joe Abercrombie ha portato il fantasy verso nuovi confini, capaci di fondere J.R.R. Tolkien e i noir americani, il realismo di G.R.R. Martin e l'ironia citazionista di Tarantino. Un pilastro della narrativa fantastica contemporanea, dopo il quale niente è stato più come prima.

Recensione "Il richiamo delle spade"

Joe Abercrombie mi piace, in questo secondo libro della trilogia ho proprio capito che adoro la sua penna irriverente. Potrei leggere qualunque cosa scritta da lui apprezzandola, amo proprio il suo modo di esporre le cose, con un sarcasmo neanche così tanto velato, e frecciatine su tutto. È un modo di scrivere per me stimolante, quasi cattivo, sicuramente non “pulito”, condito da parolacce e molto molto crudo. Di contro non è per niente facile, richiede attenzione anche per farsi capire, ma merita tutto l’impegno. 
 
Immagine originale
La trilogia quindi continua a piacermi e non solo per l’abilità dell’autore e l’affinità con il mio gusto personale. In questo secondo libro la storia viene definita, si cominciano a capire le dinamiche e i vari meccanismi, qualcosa del passato viene spiegato e aiuta a comprendere meglio. 
 
I personaggi per me continuano a essere l’altro grande punto di forza, perché anche se in numero elevato, sono tutti caratterizzati splendidamente. Abercrombie riesce a gestire diversi pov in situazioni differenti con grande maestria, rendendo il racconto fluido e scorrevole e soprattutto facendoti affezionare, e tanto, ai vari personaggi
 
Di nuovo ho avuto una predilezione per Glokta, l’inquisitore zoppo. La sua mente esercita un fascino prepotente nei miei confronti, i suoi pezzi sono stati i miei preferiti. Ma in questa seconda parte se l’è giocata con Logen Novedita, il Nordico rude. Lui e Ferro mi hanno coinvolta tantissimo. 
Tutti i personaggi subiscono una certa maturazione, un’evoluzione che sembra non sia ancora finita. Ho apprezzato molto questo. 
Immagine orginale
 
Tengo a dire che questo è un libro di GUERRA. Ne è pregno, è incentrato quasi esclusivamente su questo, viene presentata in tutti i modi: assedio, carica, incursioni a sorpresa, scontri fra grossi eserciti ecc. Per gli amanti delle grandi battaglie è una manna. La guerra che fa vittime senza guardare in faccia nessuno e anche la guerra passata. Infatti quella più importante è proprio quella avvenuta anni e anni prima fra i semidei (o semidemoni) e che ha dato origine alla prima legge. Sembra che passi in secondo piano, ma tutto è in funzione sua e qualcosa inizia a essere svelato. 
 
Ammetto che, anche se amo il fantasy epico ed eroico, ho trovato un pochino eccessive tutte queste battaglie, mi sembrava di non leggere altro che guerra. Scritta bene, con spiegati pure i risvolti morali (alla maniera di Abercrombie sempre), ma è stata per me una lettura difficile e impegnativa, anche se gratificante. 
 
Ora non mi resta che terminare questa trilogia, che mi sta regalando grandi soddisfazioni, anche perché la curiosità è sempre più forte.
Voto: 

La prossima settimana vi parlerò del terzo e ultimo libro della trilogia, appuntamento il 4 dicembre!
 

2 commenti:

  1. Ti sto odiando...sallo...Scherzo… devo proprio organizzare il mio tempo per infilarci la lettura di questa serie...è da parecchio che non leggo fantasy!! Non va bene per nulla!!! Devo recuperare e tornare al mio primo amore letterario, il genere fantasy...

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