Pagine

mercoledì 21 ottobre 2020

Questa volta leggo - Recensione di Ludovica di "Le ho mai raccontato del vento del Nord" di Daniel Glattauer

 Buongiorno, oggi è il turno di Ludovica per questa rubrica, nata da una mia idea, in collaborazione con Dolci




Ogni mese verrà scelto un argomento e troverete le recensioni sui vari blog partecipanti. Ognuno quindi avrà un titolo diverso, sarà una specie di catena di recensioni, tutte con un comun denominatore.

L'argomento di ottobre è

Un libro che faccia pensare all'autunno

Ludovica ha scelto questo, che ho letto e amato tantissimo anni fa:
Autore: Daniel Glattauer
Titolo: Le ho mai raccontato del vento del Nord
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 18 ottobre 2010
Pagine: 181

Trama:
Un’e-mail all’indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l’impaccio iniziale, tra Emmi Rothner – 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito – e Leo Leike – psicolinguista reduce dall’ennesimo fallimento sentimentale – si instaura un’amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi.Romanzo d’amore epistolare dell’era Internet, Le ho mai raccontato del vento del Nord descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventata virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?La stampa tedesca su Le ho mai raccontato del vento del nord“Uno dei più coinvolgenti dialoghi d’amore della letteratura contemporanea” “Der Spiegel”“Drammaturgicamente raffinato e plausibilissimoe dal punto di vista psicologico…Una storia d’amore minimalistica, quasi senza trama eppure rocambolesca. I due protagonisti si dedicano a questo nostalgico scambio epistolare con indescrivibile ironia e con una prosa elettrizzante. Alla fine ci si commuove, augurando ai due tutto il meglio, sperando di incontrarli di nuovo un giorno.” „Neue Zurcher Zeitung am Sonntag““Intelligente, divertente e pieno di suspense.”“Brigitte”“Sembra retorico dire “non riuscivo a mettere giù il libro”, ma il fatto è che è andata proprio così. L’ho aperto una sera, tanto per darci un occhio. Ero stanca e avevo voglia di dormire. Ma non ci riuscivo. Dovevo andare avanti a leggere. E giuro: la mia mano ha letteralmente tremato quando ho girato pagina per l’ultima volta. “WDR 2”“Glattauer è un maestro assoluto nella costruzione della suspense, scrive in maniera toccante e incredibilmente coinvolgente”“Dpa”“Questa è arte della comunicazione ad altissimo livello. Non smetteresti mai di leggere.”“WELT”“Raramente mi è capitato di imbattermi in un libro così malizioso, vitale, divertente e al contempo così ricco di suspense.



Collegamento tra autunno e questo libro, che di autunnale ha davvero poco, né foglie arancioni in lontananza, né lo scroscio rumoroso della pioggia, né uggiosa nebbia? A dire il vero nessuno, o tutto, se devo basarmi sulla sensazione che subito ho ricevuto alla sola vista della copertina, cioè una fortissima malinconia, e ciò che da sempre porta con sé questa stagione, per me, cioè una nostalgia fortissima.

 

Da sempre subisco il fascino delle lettere d’amore, dell’espressione che solo attraverso la scrittura si riesce ad ottenere, della sincerità che spesso solo con in mano una penna, si riesce a trovare, ecco perché coccolavo da un po’ questo titolo, lo tenevo da una parte, aspettando il momento giusto, in cui il freddo che si sente a volte dentro, può essere placato solo da un dolce sentimento. L’ho trovato?

 

Ho trovato l’immediatezza che, secondo me, solo la scrittura, anche se si tratti di e-mail tra due sconosciuti, come in questo caso, può regalare, ho trovato un rapporto che, abbattuti i muri della conoscenza, riesce ad intrufolarsi nelle vite altrui, può soverchiare la timidezza o la schiettezza. Ho trovato due persone che solo nelle e-mail, nate per caso e prevalentemente serali all’inizio, riescono a mettere a nudo se stessi e a fare del loro virtuale sentimento un porto sicuro a cui approdare, ma anche uno stimolo ad essere diversi ed uguali.

 

Io ho trovato amore. E vi dico che mi ha straziato alla fine, quando anche i protagonisti, Emmi e Leo, si rendono conto che un rapporto nato per caso, li ha portati tanto lontani da immaginare le loro vite al di fuori di una tastiera, da volersi incontrare, da voler rendere reale e vero l’impercettibile che provano.

Lo so, lo so, direte “ma come hai pianto? Ma quello non era neanche amore! Come ci si può innamorare se c’è un pc a far da divisorio? Quello non è amore”.

Ed invece per me questo è amore. Quello che nasce in maniera dolce e quieta, più come un passatempo che un bisogno, quello che ti spinge ad aprirti ad un altro anche se non lo hai mai guardato negli occhi, quello che ti incoraggia ad essere te stessa, con le tue insolenti domande, con le elucubrazioni mentali. Questo è amore. Ed io l’ho vissuto tutto, dall’inizio alla fine, se dapprima con leggerezza, la sana leggerezza che c’è quando due persone si scrutano, imparano a conoscersi, dopo con più intensità, con scambi sempre più intimi.

 

Vale a definirlo un non-amore solo il fatto che questi due giovani forse non si incontreranno mai? Per me vale l’emozione, l’attesa, il saper ri-conoscersi anche attraverso uno schermo, vale quello che comunicano e a me hanno comunicato tanto. Hanno dato tanto.

 

C’è trasporto in queste lettere, confusione, dolcezza, paura, curiosità, c’è un acuirsi di termini e sentimenti che si rincorrono, c’è una corsa sempre più folle verso quello che Emmi e Leo temono, ma vogliono con estrema perseveranza: incontrarsi.

 

È vero, perché l’ho vissuto sulla mia pelle, che si tende ad idealizzare chi ci si presenta solo in maniera virtuale, chi comunica se stesso servendosi di una penna e con le parole riuscirebbe ad ammaliare anche le persone più sveglie, è vero che ci si domanda, presto o tardi, quanto di vero ci sia dietro cento caratteri su una tastiera, ma forse perché sono un’inguaribile romantica, io credo che anche questo sia amore.

Ho terminato la lettura sospirando. Sentendo uno squarcio nel cuore. E sentendo io stessa sussurrarmi all’orecchio: Le ho mai raccontato del vento del Nord...

Voto: 







Le altre tappe del mese:




















shkejh

14 commenti:

  1. Ho questo libro da una vita ma ancora non mi sono decisa a leggerlo. Dovrò rimediare soprattutto dopo una recensione così

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io lo avevo da un po’ ma non era mai il momento giusto! ORA è stato il momento giusto.

      Elimina
  2. Mi è piaciuta la tua recensione, tuttavia il libro non mi ispira tantissimo lo ammetto.

    bella la nuova grafica

    RispondiElimina
  3. Bellissima recensione, mi fai venire voglia di rileggerlo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Me lo hai consigliato in talmente tanti modi che non potevo non leggerlo

      Elimina
  4. Ciao Ludovica! Grazie per la recensione. Sono anni che ho in Wishlist questo libro e spero di poterlo recuperare prossimamente! :)

    RispondiElimina
  5. Mi è piaciuto tantissimo questo libro, molto meno il secondo. Anzi lo reputo proprio inutile

    RispondiElimina
  6. Ops..ho letto prima la recensione del secondo volume...comunque l'ho messo in WL !!

    RispondiElimina
  7. Me l'hanno consigliato tanto, ma temo la drammaticità del testo... Faccio bene a nutrire questi pregiudizi o sono esagerata come quasi sempre? Ahahah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ho un po’ sofferto, ma perché soffro e cerco certe storie, ma ne vale la pena!

      Elimina