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giovedì 30 novembre 2017

Recensione "Gabbia per uccellini" di S.M.May - Spazio al self

Autrice: S.M.May
Titolo: Gabbia per uccellini
Data di pubblicazione: 3 agosto 2017
Pagine: 279

Trama:
Mai sottovalutare un acquazzone di primavera.
Quando Rey Morales, studente all’università di La Salle, Philadelphia, esce a festeggiare l’ultima vittoria della squadra di baseball, può solo aspettarsi una serata rilassante insieme ai compagni e tifosi, piena di musica e birra. Ma la pioggia continua a cadere incessante, e Julien, l'uomo più affascinante di tutto il locale, si offre di accompagnarlo sino al campus. 
Che c’è di male ad accettare quel passaggio? 
Al suo risveglio, Rey si ritrova senza vie di fuga e senza difese. 
Un uccellino chiuso in gabbia,
con un padrone esigente che vuole prendersi cura di lui.
209 notti che valgono una vita.
Quando Matthew Forsyth, ambizioso sostituto procuratore della città, si vede assegnato il caso Morales, può solo pensare che sia iniziato uno dei periodi più fortunati della propria carriera. Niente di meglio che un processo facile e sensazionale, per garantirsi promozioni e successo.
Che c’è di male ad accettare quell’incarico?
Peccato che non sia così facile capire chi, tra la vittima e l’imputato, sia l’individuo più pericoloso in aula.
209 notti su cui manca una verità certa.
Due presunti colpevoli.
Un processo che nessuno vuole vincere davvero.
Una gabbia invisibile che imprigiona ancora.
E un’unica domanda: chi tiene davvero la chiave?

DISCLAIMER: questo non è un romanzo d’amore. Contiene scene esplicite e taluni episodi di violenza che sono necessari per il contesto, ma che potrebbero risultare fastidiosi per lettori particolarmente sensibili. Lettura +18



Ultimamente sono stata più selettiva con i self, soprattutto per mancanza di tempo. E poi perché secondo me qualcosa non funziona benissimo, ma non è questo il luogo per la polemica. Voglio ribadire invece che quando le autopubblicazioni sono curate così bene come è capitato in questo caso rivaluto tutta la categoria. 
Questa autrice per me ormai è sinonimo di qualità e precisione, so di trovarmi davanti a un prodotto fatto bene, curato fin nel minimo dettaglio e questo per me è importante.
Altra caratteristica sua è di spaziare sempre molto fra i generi, cosa che le riesce pure bene.
Questa volta siamo davanti a un legal-thriller MM (come lo definisce lei), secondo me un vero e proprio Dark.
Con questo genere io sono sempre sulle spine, sono veramente pochi quelli che ho apprezzato e devo essere ispirata a leggerlo per l'ansia che trasmette.
"Ma fondamentalmente ti ho scelto per diventare il mio uccellino."
La storia racconta di un'ossessione, di una passione morbosa che ha dell'incredibile. Infatti nessuno crede alla storia di Rey, che da vittima si trasforma in accusato. Solo una scintilla di coscienza in Matthew, giovane rampollo in cerca di successo, aiutato dallo sguardo ferito di Rey, riuscirà a instillare qualche dubbio. Ma qual è la verità? E soprattutto, è davvero necessario rivelarla?
Chi era veramente Rey Morales? Un ragazzo che lo aveva fissato con occhi duri in carcere e gli aveva raccontato la sua verità, come se non avesse più niente da perdere, o un mantenuto che mirava ad alzare la posta in gioco?
La trama è complessa e intricata, viene svelata pian piano fino al colpo di scena finale che mi ha stupita e fatto scuotere la testa. L'idea è originale e ben descritta.
La storia si sviluppa in due piani temporali, il dibattimento al presente e il racconto delle notti passate in gabbia, che si intrecciano senza mai confondere il lettore.

È un libro psicologico, nonostante la storia ben costruita si basa soprattutto sulla caratterizzazione dei protagonisti, fatta in maniera magistrale. Ho odiato Julian e provato una profonda pena per Rey, ma il mio preferito è stato Matthew, perché è il più ambiguo. Non è totalmente buono né cattivo, è arrivista ma ha un'anima. L'ho adorato.
Pur sapendo di essere tra gli ultimi arrivati, Matthew non aveva alcuna intenzione di rassegnarsi a una carriera anonima nella sezione Crimini comuni, non con il suo curriculum scolastico e con un albero genealogico grondante di magistrati, procuratori e politici che avevano portato il suo stesso cognome.
Le due figure oggetto del processo invece secondo me sono troppo nette, buoni e cattivi. In una storia così torbida un po' di rimescolamento equivoco l'avrei preferito, proprio per gusto mio personale. Adoro i personaggi misteriosi, il non avere netta la separazione fra giusto e sbagliato, quando le vicende lo permettono.
"Io non ho regole qui dentro. Io non sono nessuno qui dentro. Io non appartengo al mostro che abita questo lurido posto."
Una cosa mi ha colpito molto: l'accento che pone sulle differenze sociali. I ricchi e potenti possono quasi tutto, hanno le spalle sempre coperte. Possono persino permettersi, come Matthew, di perseguire le proprie idee. Mentre se non hai i giusti agganci nessuno ti crede, non puoi neanche dichiarare la tua omosessualità e avere il sostegno di amici e familiari. 
Questa disparità sociale mi ha colpita, fa riflettere. C'è chi nasce in contesti in cui tutto è facile e se ne approfitta, come Julian. C'è chi si ritrova solo.
"[...] Senza di me non eri niente, uccellino. Ma io sono diventato il tuo tutto, il tuo passato e il tuo presente, e diventerò anche il tuo futuro."
Lo stile dell'autrice, come accennato sopra, è fantastico. Io la adoro, oltre a essere corretto riesce a coinvolgermi sempre. In questa storia non c'è ironia, sarebbe veramente fuori luogo, ma fa riflettere e appassiona. Ho di nuovo divorato il suo scritto, facendomelo apprezzare anche in un genere a me non sempre congeniale. 
Voto:


2 commenti:

  1. Mille grazie, Chiara! Soprattutto visto che ti ho costretta a leggere un genere diverso... :)
    S.M. May

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    1. mi fa bene cambiare un po' e provare cose nuove, grazie a te!

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