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lunedì 25 maggio 2020

Questa volta leggo - Recensione di Ludovica di "Andrà tutto bene" di AA.VV.

Buongiorno, torna anche quest'anno Ludovica con questa rubrica, nata da una mia idea, in collaborazione con Dolci



Ogni mese verrà scelto un argomento e troverete le recensioni sui vari blog partecipanti. Ognuno quindi avrà un titolo diverso, sarà una specie di catena di recensioni, tutte con un comun denominatore.

L'argomento di maggio è

Un libro comprato in quarantena

Ludovica ha scelto questo:
Autori: Autori Vari
Titolo: Andrà tutto bene
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 9 aprile 2020
Pagine: 336

Trama:
Oggi la paura ha un nuovo nome: Covid-19. Per sconfiggerlo l’unica strada è rimanere a casa. Tra le quattro mura che ci hanno sempre protetto e che ora, però, sono diventate confini invalicabili. Sono diventate quasi un nemico. E invece, giorno dopo giorno, chi da sempre lavora con le parole ha scoperto che le stanze, le finestre, anche gli angoli più remoti di casa sono ali verso il mondo. Ognuno di loro ha così scelto il modo per dare vita a questa magia.
Dalle loro case, ventisei scrittori tra i più importanti del panorama italiano hanno dato un senso a questi giorni scegliendo di fronteggiare l’emergenza anche con le armi della letteratura. Per portare la loro quotidianità ai lettori che li amano. E hanno deciso di farlo insieme alla casa editrice Garzanti, devolvendo tutto il ricavato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
C’è chi ha voluto parlare delle sue giornate, delle routine consolidate, delle novità che strappano un sorriso. Delle lacrime che non si riescono a fermare, ma anche della forza della natura che scioglie il nodo in gola. Di convivenze forzate, come di distanze dalle persone care che sembrano insormontabili. C’è chi racconta di vicini sconosciuti che non lo sono più e del lavoro che cambia nei suoi strumenti ma non nella sua sostanza. Alcuni ammettono l’errore di aver pensato che non poteva essere tutto vero o danno voce agli animali che, invece, sono felici che sia tutto vero. Altri affidano le riflessioni su questi strani giorni alla voce dei personaggi amatissimi che hanno creato. Tutti sono sicuri che usciremo più consapevoli di quello che è davvero importante e che ci incontreremo, ci abbracceremo e passeggeremo presto tutti insieme. Sono sicuri che la solidarietà sarà il valore che porteremo con noi senza poterne più fare a meno.
Tutti loro sono convinti che le parole, i libri, le storie, uniscono. Creano vincoli invisibili che spezzano ogni barriera. Mentre leggiamo non siamo mai soli. E siamo forti. E tutto appare come sarà. Perché andrà tutto bene.

Ritanna Armeni, Stefania Auci, Alice Basso, Barbara Bellomo, Gianni Biondillo, Caterina Bonvicini, Federica Bosco, Marco Buticchi, Cristina Caboni, Donato Carrisi, Anna Dalton, Giuseppe Festa, Antonella Frontani, Enrico Galiano, Alessia Gazzola, Elisabetta Gnone, Massimo Gramellini, Jhumpa Lahiri, Florence Noiville, Clara Sánchez, Giada Sundas, Silvia Truzzi, Ilaria Tuti, Hans Tuzzi, Marco Vichi, Andrea Vitali.



Acquistato in piena quarantena, più per aiutare, con il ricavato delle vendite, l’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, che per l’eccessiva voglia di leggere.

Ebbene sì, io lettrice compulsiva, scostumata ed onnivora (si vede che ho appena studiato con mio figlio come si nutrono gli animali?) lettrice soprattutto notturna, perché sembra che la notte sia l’unico momento in cui i miei figli non sentano il bisogno di chiamarmi (10 volte al minuto!), proprio io, almeno all’inizio di questa pandemia, non sono riuscita ad aprire nessun libro. Cioè, a dire il vero, li aprivo, li sfogliavo, iniziavo con la lettura e puntualmente al secondo capoverso la mente se ne andava liberamente per i fatti suoi. In ogni luogo e contesto. Ovunque, tranne da quello che leggevo.
Ho capito, così, che non c’era la predisposizione giusta. L’ esigenza sì, quella c’era, perché mai come in questi mesi il bisogno di evadere con la mente era un imperativo che mi sforzavo di ripetermi, ma evidentemente era più forte l’angoscia e la disperazione per i morti, l’incertezza per il futuro, la rabbia nei confronti degli irresponsabili che non solo hanno messo a repentaglio la loro vita, ma quella di tutti. Quando l’ho capito, ho smesso anche di provarci. Poi, come accade nelle migliori storie, la necessità di leggere ha vinto le mie ritrosie ed ho diretto la mia mente, proprio dove volevo andasse.

In questo libro ci sono tante storie, simili alla mia, che è quella che vi ho raccontato, di autori che non sono riusciti a scrivere mezza pagina, quelli che si sono rifugiati nella scrittura, quelli che non sono riusciti a sfruttare questo tempo di riflessione forzata per fare quello che più vogliono nella vita: scrivere in santa pace, senza che il correre quotidiano possa sviare la mente e le intenzioni.

Dico la verità. Ci sono molti degli autori che leggo con trasporto e regolarità, Basso, Galiano, Gnone, quelli che conosco poco, ma che mi piacciono, la Bosco, Gramellini ed è per questo che avevo pensato di leggerli subito, e magari fermarmi a loro, ma mi sono imposta di leggerli tutti, e pure con ordine!

È così che ho scoperto la scrittura di Carrisi, di Barbara Bellomo, Giuseppe Testa, ma quella che più mi ha colpito è stata Stefania Auci, talmente tanto da farmi acquistare subito il libro: mi ha conquistato in poche battute, quindi non oso immaginare cosa possa fare in un libro intero!

È un diario corale questo libro, gli autori danno, non solo una voce di se stessi, come fanno solitamente con i loro libri, ma una cronaca in diretta delle loro reazioni, diverse sì, ma anche comuni, ad un’inaspettata e violenta chiusura al mondo.

La chicca del libro? Sarò di parte, ma ritrovare, anche solo per poche pagine, la mia Vani Sarca alle prese con il lockdown, per lei unico stile di vita solito e consigliabile, è stata una bellissima e piacevole sorpresa!
Voto: 





Le altre tappe del mese:


14 commenti:

  1. Risposte
    1. È stato piacevole. L’ho diluito molto nei giorni

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  2. La raccolta di racconti è sempre una cosa che mi affascina molto e penso che hai fatto bene a cimentarti in questa lettura anche perchè così sei riuscita a scoprire autori nuovi

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    1. Generalmente non amo molto i racconti, ma di diversi autori è stato divertente!

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  3. Interessante e diverso dal solito; ottima recensione, grazie

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    1. Generalmente non li amo molto, ma in questo contesto è stato interessante

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  4. Ho vissuto la tua stessa situazione, sia nella lettura sia nella scrittura (di articoli per il blog e di racconti)... Non so, non ce la facevo a staccare la spina e rifugiarmi come mio solito fra le pagine di un libro :( Adesso, con calma, sto riprendendo la mia routine di sempre, ma è dura... Sono una persona molto attiva, eh, ma devo dire che sedere sugli allori, a volte, è comodo XD Troppo ahahah

    Ci farò un pensiero, comunque, su questa raccolta, visto quanto ti ha colpita :) E la Auci... Beh è in lista, considerando l'apprezzamento quasi globale de "I leoni di Sicilia" :3

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    1. Per assurdo ora, che tra lavoro e figli e casa non ho respiro, ho ritrovato la lettura!

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  5. Ho avuto difficoltà anche io a leggere in questo periodo di quarantena e non per la paura o altro, per la mancanza di tempo, come dici tu con figli che ti chiamano dieci volte al minuto arriva sera e amen!!
    Non sono una fan delle raccolte di racconti ma ammetto che la tua recensione mi ha fatto venir voglia di leggerlo

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    1. Io odio le raccolte dei racconti ma questa si può leggere! Davvero!

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  6. Io invece non ho avuto problemi con la lettura però ammetto che preferivo comunque rifugiarmi nelle serie tv piuttosto che in un libro.
    Detto ciò, devo leggere ancora recuperare praticamente tutti gli autori che hanno dato vita a questa raccolta!

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    1. Molti sono i “miei” autori, molti lo diventeranno e molti resteranno sconosciuti!

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