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giovedì 26 novembre 2020

Review Party "Two'morrow. La teoria del caos" di Beatrice Simonetti

 Esce oggi questo libro, grazie alla casa editrice Delrai per la copia in anteprima.


Il libro:

Autrice: Beatrice Simonetti
Titolo: Two'morrow. La teoria del caos
Editore: Delrai Edizioni
Data di pubblicazione: 26 novembre 2020
Pagine: 298

Trama:
Boston, 2049
Lowell è un ragazzo al servizio della Terrorism Prevention Unit, più conosciuta come TPU. Il suo compito è quello di anticipare i reati dei soggetti che gli vengono sottoposti dall’unità anticrimine. Lui, infatti, è un anomalo, fa parte di quei pochi esseri umani che, a causa di una mutazione genetica, nascono o sviluppano capacità incredibili. Lowell, tramite il contatto cutaneo, riesce a vedere il futuro di chi lo tocca e a estrapolare il materiale che servirà poi per condannare o assolvere l’imputato. In una lotta continua per ritrovare la stabilità e il rigore, lui capirà che le carte in tavola possono essere sempre rimescolate. È l’incontro con una ragazza qualunque a fargli comprendere questo, Myrtie. Collegiale dall’animo sensibile, molto timida, la giovane è cresciuta senza una madre e con la sola guida di un padre assente, pezzo grosso della TPU e grande nemico degli anomali.
All’apparenza tutto è stabilito e persino il futuro non lascia scampo, ma il battito d’ali di una farfalla può generare il successivo caos e lo spostamento di un singolo tassello può stravolgere il regolare andamento delle cose in maniera del tutto inaspettata. Niente è stato deciso per essere come deve.



Libro distopico ambientato in un futuro prossimo in cui alcuni individui, chiamati anomali, nascono con capacità straordinarie o le sviluppano nel tempo. Non sono però ben visti dai "normodotati" per colpa di una rivolta passata che ha causato ingenti danni e morti. Gli anomali vengono braccati, torturati e uccisi, salvo quelli che possono avere un'utilità per lo stato. La TPU è quel ramo della polizia che si occupa di prevenire i reati, grazie anche all'aiuto di Lowell, anomalo con poteri di preveggenza. Lui non ha mai conosciuto nessuna vita all'infuori di quella della sua gabbia, non così dorata ma neanche terribile. La voglia di libertà e l'incontro con Myrtie, figlia di Voltage, pezzo grosso della TPU, cambierà tutte le previsioni, perché, come sostiene la teoria del caos, a volte un battito d'ali di farfalla può avere conseguenze inaspettate e incontenibili

L'inizio di questo libro mi ha ricordato il film Minority Report, per l'idea di poter prevenire un crimine, anche se sono contesti diversi. Ho apprezzato molto questo principio perché chi non vorrebbe un mondo privo di criminalità? Ma poi, è così sicuro il meccanismo oppure, come dice il titolo, grazie alla teoria del caos una volta avuta la visione e condivisa questa non è più attendibile? 
I ragionamenti scaturiti da questo assunto sono moltissimi, ci si può proprio perdere in disgressioni filosofiche, spaziando fra ciò che è giusto e sbagliato e per chi. L'autrice, per me, si perde un po' in queste riflessioni, proponendo un libro che è veramente molto introspettivo
L'introspezione a me piace, nel giusto contesto. In un libro distopico però, con queste basi, mi ha rallentato la lettura, facendomi perdere nei meandri della mente. Mi aspettavo più azione, più trama, anche perché gli spunti c'erano tutti. 

Di contro, però, questo voler sottolineare la parte psicologica ha fatto sì che i personaggi fossero caratterizzati benissimo, ognuno con le proprie qualità e i propri difetti

I protagonisti sono Lowell e Myrtie, si alternano anche i pov. È facile entrare in empatia con loro, anche se ammetto che alla fine non sono loro che mi hanno rapito il cuore. Io ho adorato Voltage, il padre della ragazza, il più ambiguo e tormentato. I miei gusti personali non potevano farmi preferire altro, lui è proprio ciò che io apprezzo, ha tutte le qualità che ogni volta mi affascinano. 

Ho apprezzato molto l'idea dell'inizio dei capitoli con i titoli di giornali giusti e riveduti e corretti, in base alla preveggenza di Lowell. Anche i salti temporali iniziali nel pov di Myrtie aiutano a capire meglio tutto il contesto. 

Il finale mi ha spiazzata un po', non perché non me lo aspettassi, ma perché secondo me non è così preciso. Ci sono stati alcuni particolari che ho trovato non esaustivi e altri non in linea con ciò che viene raccontato in precedenza, ma credo che questo sarà risolto con il seguito, che ora sono molto curiosa di leggere.
Voto:



Vi ho incuriosito?
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12 commenti:

  1. Non conosco, ma sembra interessante; grazie della recensione

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  2. Ah, ecco, non avevo pensato a un seguito. Io ho fatto fatica a entrare in empatia con la coppia principale, mentre ho trovato molto meglio delineati (e ambigui) Beth e Voltage.

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  3. anche io come Dolci ho preferito Lowell e in seconda battuta Voltage. sono molto d'accordo con i tuoi pensieri e come te voglio leggere il seguito

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  4. Io purtroppo ho trovato una narrazione lenta (per me) e quindi per quanto la trama sia carina e ricca di spunti non ho molta voglia di proseguire

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  5. Ciao Chiara! Non è il mio genere, anche se in effetti sembra abbastanza interessante :-)

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