Pagine

lunedì 5 dicembre 2022

Recensione "L'onore della sposa" di Amalia Frontali e Amaryllis L. Medlar - Tu leggi? Io scelgo!

Buongiorno lettori, torna questa rubrica, che adoro sempre di più, nata da un'idea di Rosaria, gestita da me, Chicca e Dolci, che adoro sempre di più.


La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante

L'ordine di scelta è casuale, abbiamo usato random.org e questa volta mi è capitata Sara. Avendo apprezzato tanto la scelta la scorsa volta in cui mi è capitata lei, ho deciso di proseguire la serie.

Il libro:
Autrici: Amalia Frontali e Amaryllis L. Medlar
Titolo: L'onore della sposa
Editore: Self
Data di pubblicazione: 6 marzo 2019
Pagine: 601
Serie: Saga della sposa #2

Trama:
Pest, 1876.
Liselotte Nilsson raggiunge la cugina in Ungheria, ospite a casa di ricchi borghesi e, fuori dal suo ambiente, in palese difficoltà linguistica, cerca conforto nella scherma, passione coltivata fin dall’infanzia. Inaspettatamente, s’imbatte in un tenace e valido avversario…
Nel frattempo il mondo attorno all’idillio matrimoniale di Ann e Ivan continua a girare.
I personaggi noti evolvono e vengono osservati da occhi e prospettive differenti, mentre l'arazzo complessivo si amplia di nuove voci e nuove situazioni, in una sinfonia poliedrica e variegata, ricca di contrappunti, in cui l’Amore, nelle sua varie e diverse forme, non tutte positive, non tutte romantiche, ma tutte reali, è il vero protagonista.
L’Onore della Sposa è il secondo volume della Saga della Sposa, una serie di romanzi epistolari a narrazione corale che accompagnano i numerosi personaggi, nella loro evoluzione personale e familiare, per tutta la seconda metà del XIX secolo, fra i fasti dell’Impero Russo, la notte artica di Svezia, le danze sfrenate della Puszta, passando per la perfida Albione, fino al selvaggio West.



Questa rubrica negli anni mi ha permesso di leggere libri fuori dalla mia comfort zone e che altrimenti non avrei letto. Non ringrazierò mai abbastanza Sara per avermi fatto conoscere questa serie, per avermi invogliata con le sue parole a provarci. Perché, anche se complessa, è una storia che mi è entrata nel cuore e sono felicissima di aver recuperato i primi due libri (per ora, ho già pronti gli altri).

Come per Il prezzo della sposa, L’onore della sposa è un romanzo epistolare, con tutti i suoi limiti e le sue difficoltà. Ancora una volta ho capito che questo tipo di narrazione, quando fatta bene come in questo caso, a me piace tantissimo, il fatto di avere quindi molte interruzioni brevi, mi ha permesso di leggere velocemente il libro e di aver sempre voglia di proseguire.

Per questa recensione potrei fare copia incolla con il libro precedente, perché le emozioni sono state le stesse, così come le impressioni finali e le piccole difficoltà.

I nomi, complessi, a volte uguali, a volte usati giustamente in maniera diversa (i calmucchi hanno un nome ufficiale e uno usato in famiglia), mi hanno di nuovo creato qualche difficoltà, soprattutto nel passaggio tra il primo e il secondo blocco.

Infatti questo libro, come anche spiegato nei ringraziamenti finali, è l’unione di due storie ambientate negli stessi anni, ma il primo blocco ha una storia che ha una sua fine e il secondo ha altri protagonisti principali (alcuni non sono conclusi e non vedo l’ora di scoprire cosa accadrà).

Mi è piaciuta tantissimo la prima parte, in cui la scherma è vista come un mezzo di comunicazione (al posto degli scacchi de Il prezzo della sposa). Ho di nuovo provato quel trasporto totale, quella voglia di sapere cosa sarebbe accaduto, quel bisogno quasi fisico del lieto fine. Inoltre in questa prima parte non ho mai avuto bisogno di consultare l’elenco dei personaggi per capire chi fosse chi e che grado di parentela avessero gli attori delle lettere, cosa che mi ha permesso di essere più inserita nel contesto.

Ho adorato soprattutto Julius, con il suo impeto che travalica le regole sociali, mentre non ho sopportato Astrid (nipote) che alla quale avrei fatto faticare ben di più il suo lieto fine.

Mi è piaciuto ritrovare i personaggi protagonisti del primo libro e vedere la loro evoluzione, alcuni mi hanno deluso (Jacob), altri li ho rivalutati (Marcus).

È un romanzo corale, i personaggi sono molti, i vari collegamenti e filoni ancor di più, non è semplice star dietro a tutto. Le autrici però sono state meravigliose, sia per la cura storica, sia soprattutto per aver reso tutto quanto così realistico e accattivante, riuscendo a farmi emozionare tantissimo.
Molto molto soddisfatta, continuerò presto la serie.
Voto: 4.5*

Conoscete questa serie? Vi piacciono i libri epistolari?
Le altre recensioni



4 commenti:

  1. Sono così felice che la stai apprezzando tanto quanto era piaciuta a me!!! La voglio finire anche io

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille ancora, sto apprezzando tantissimo, non vedo l'ora di proseguire

      Elimina
  2. Avevo letto "La gemma di Ceylon" di Amalia e non mi era dispiaciuta, ma ora con le tue parole mi tocca iniziare anche questa e poi se è piaciuta anche a Sara la lettura è d'obbligo. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me dovresti leggerla questa saga, è veramente coinvolgente

      Elimina