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sabato 16 luglio 2016

Recensione "Alice from Wonderland" di Alessia Coppola

Buon sabato a tutti, pronti per il week end? Io lo inizio con questa recensione. Conoscete il libro o l'autrice? Vi piacciono i retelling?


Autrice: Alessia Coppola
Titolo: Alice from Wonderland
Editore: Dunwich Edizioni
Data di pubblicazione: 20 aprile 2015
Pagine: 279


Trama:
Cosa accadrebbe se Alice varcasse la dimensione di Wonderland? 
Quanto labile diverrebbe il confine tra lucidità e follia? 
Una strega, un sortilegio e un libro sono il principio di tutto. 
Alice non è più la bambina sprovveduta che vagheggiava tra labirinti di carte. È una giovane innamorata, alla ricerca della propria identità. Per trovarla viaggerà nel tempo e oltre il tangibile. 
Scrittori, scienziati, circensi e matti sono i suoi compagni in uno straordinario viaggio verso una meta impossibile. 
Sottomondo non è mai stato così sopra. 
Che la magia abbia inizio, la tana del coniglio vi aspetta.




 Ciò che gli altri si aspettano che facciamo è proprio ciò che non vorremmo fare. Si auspicavano che rimanessi. Mai. Mi dispiaceva averli delusi. Ma ero stanca di aver disilluso me stessa per così tanto tempo e dovevo conoscere il mio passato.
Mi sentivo in prigione. E nessuno è schiavo se in possesso della verità.

Questo libro è un retelling della famosa fiaba di Lewis Carroll. Siamo nella Londra Vittoriana e una ragazza si ritrova a vagare per le strade senza memoria, non sapendo chi è. Pian piano, attraverso qualche flash back e l’incontro con un ragazzo dal modista, i ricordi riappaiono e sono incredibili.

Conoscevo qualcun altro a cui piacevano da impazzire quei biscotti. Addentai un altro boccone, con la speranza che mi venisse in mente, ma nulla. Mi rimaneva solo l’aroma pungente sul palato e tanto buio nel cuore.

L’idea di questo libro è geniale, anche l’espediente alla base di tutto. Scoprirla mi ha colpito, ci vuole una fantasia molto creativa per immaginarlo. Forse però per me è stato persino troppo. Io amo i fantasy, ma ad un certo punto di questa lettura ero sopraffatta. Troppi personaggi, tutto troppo strano. Il modo di parlare del cappellaio matto l’ho trovato stancante. Capisco che fa parte del suo personaggio, ma per me è stato faticoso.
L’ambientazione è descritta molto bene, mi è piaciuto l’incastrarsi della realtà con la finzione, personaggi realmente esistiti insieme a quelli della fiaba. Anche la caratterizzazione dei personaggi è minuziosa. Molto preciso tutto, a volte persino troppo, in alcuni momenti mi sono annoiata. Io soffro le descrizioni tanto dettagliate, anche se capisco che servono. In questa storia però i personaggi sono molti e tutti ben specificati, per questo se da una parte mi ha fatto entrare bene nella storia, dall’altra mi ha stufato un po’.

Ci sentivamo fuori posto, ma era normale per due che come noi non potevano mai essere al posto giusto nel momento giusto. Eravamo i controcorrente, gli emarginati. Il Cappellaio e io eravamo fili distorti in un arazzo perfetto.

Credo di essere stata insofferente soprattutto perché non ho provato simpatia né per Alice né per Edmund. Per tutto il libro, fine compresa, ho tifato per Algar, il brucaliffo. È l’unico che mi ha veramente colpita e conquistata. È tormentato e misterioso, ma anche quando ha fatto cose sbagliate (è il cattivo della situazione), ho provato simpatia nei suoi confronti, l’ho scusato.
Il finale (finali?) lascia a bocca aperta e curiosi di scoprire cosa può succedere ancora, non me l’aspettavo.
Volevo ancora dire che lo stile di scrittura dell’autrice è molto curato. Preciso, senza errori e molto dettagliato.

E piansi di gioia perché quella che vedevano i miei occhi era proprio Wonderland

Il fatto che non mi sia piaciuto è dovuto proprio alla storia, per me troppo complicata e contorta, che non è riuscita a conquistarmi. È però un libro brillante, scritto bene e molto particolare.