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lunedì 15 maggio 2017

Blog Tour Gita a Borgo Propizio - 4° tappa


Buongiorno e buon lunedì! Per una volta la settimana comincia bene, infatti oggi continua la gita al Borgo più amato d'Italia, quello Propizio, nato dalla penna di Loredana Limone. Proprio lei oggi incontreremo, all'interno del nuovo negozio di abbigliamento Amandissima, la boutique più grintosa del circondario, che dispensa consigli anche su accessori, trucco e pettinatura.

Abbiamo già visitato la latteria di Belinda con Laura de La biblioteca di Eliza, il Castelluccio con Anna Rita di Appunti di una giovane reader e rivissuto il terremoto con le Due lettrici quasi perfette. Oggi è tempo di shopping, come in ogni buona gita che si rispetti, e di una chiacchierata con Loredana.




Chiara: Oh ciao Loredana, anche tu qui all'Amandissima? Stai cercando qualcosa di particolare, magari proprio quel vestito da sposa a sirena maculato?
Loredana: Ciao, Chiara. Certo che sono qui anch’io, è il mio negozio preferito (Belinda non me ne voglia)! No, no, niente abito da sposa, già fatto a suo tempo! Quello che vende Amadissima è di Gemma, anche se sta ingrassando notevolmente e a ogni prova le mancano nuovi centimetri di stoffa. Sai che non può dormire perché di notte sente dei passi? Pare che ci sia un nuovo fantasma in giro (o almeno lei così crede…). E dunque non appare affatto gaudente come una donna presto sposa dovrebbe.
Io sto cercando qualcosa di carino da indossare per la prima presentazione de “La felicità vuole essere vissuta”. Amanda mi sta proponendo qualcosa di adatto, ma non so scegliere. Che bella questa boutique. E pensare che l’alternativa era un franchising di mozzarelle che voleva farle aprire Nello, il suo bizzarro fidanzato napoletano.

C: Che bello essere di nuovo al Borgo. Come è stato per te questo ritorno? Quali emozioni ti ha dato?
L: È stato fantastico, c’è scappata pure la lacrimuccia. Anzi, più di una! Non pensavo di trovare tante novità. E poi il borgo ricostruito è meraviglioso.  C’è aria di nuovo ma anche di antico e… quanti turisti! Venendo qui ho incontrato due giapponesi che mi hanno chiesto di fotografarli.
Hai visto il Municipio  completamente ricostruito e tinteggiato di un bel color perlaceo? E il pavé a coda di pavone ancora più elegante del precedente? Per non parlare della fontana che, ricostruita in uno stile moderno, si produce in giochi d’acqua mirabolanti come mai in passato. Purtroppo è stata oggetto di critiche da parte di qualcuno, ma ci stanno anche quelle.

C: C'è gente che critica e basta, non me ne parlare guarda. Adoro la ricostruzione del Borgo. Che brutta cosa il terremoto e quanti danni!
Prima di questa sciagura erano tutti insoddisfatti, come se presagissero qualcosa. Trovi anche tu? Che poi adesso sembra quasi una rinascita dalle ceneri, cosa ne pensi?
L: Non dirmelo! Erano venuti fuori gli aspetti negativi dell’anima dei borghigiani. Il terremoto, infatti, non era solo sismico, ma anche interiore. Padre Tobia non riusciva più a sopportare il peso della croce con gli scandali emersi e le confessioni che erano vergogna allo stato puro, e pensava di lasciare, di andarsene in Vaticano. 

C: Ma basta parlare di cose brutte, senti un po'. Hai notato l'eleganza del Sindaco e della consorte? Che poi a me pare strano ancora adesso lui è così, così… e lei... Suo cognato mi è più simpatico e anche quella cara ragazza di Belinda. Tu con chi ti trovi meglio qui?
L: Oh, il sindaco è un elegantone, anche se a volte mette insieme un po’ troppi colori,  non sei d’accordo? Ma se a Marietta, che lo ha ben accettato, piace così…
Io mi trovo benissimo un po’ con tutti. Certo, a dare una preferenza, ti dirò che adoro la compagnia della consorteria muliebre, ovvero il gruppo delle amiche: Mariolina, Ornella, Belinda e Antonia la quale, a lato della sua attività di architetto, sta scrivendo un interessante libro su Rolanda la Minuta, l’antica sovrana del borgo che fu la donna intelligente dietro il grande uomo che era Aldighiero il Cortese e, così, ci fa conoscere anche un poco di storia del Rinascimento. Personalmente non sapevo che nel Quattrocento i mariti non approvassero l’allattamento e per questo molte donne della nobiltà e del patriziato dovevano dare i bambini a balia.

C: Ma che interessante, non lo sapevo proprio. Speriamo di leggere presto il suo libro, non vedo l'ora di conoscere nuove cose di questo Borgo, anche passate. Oh buongiorno Dora, anche lei qui?
Ssssst parliamo piano, è una gran chiacchierona, sempre a sparlare, lei!
L: Be’, però lei è quella che sa tutto di tutti, dalla privilegiata posizione della sua edicola. Perciò magari potrebbe raccontarci qualcosa  sulla conferenza stampa che ha tenuto James Joy, il regista che farà un film su Borgo Propizio. Tutti in paese attendono questo evento, è il tema portante del nuovo romanzo. E pare che lui abbia pronunciato una frase sibillina ma significativa: “Viene sempre il momento di rendere ciò che si è preso”. Forse Dora sa cosa intendeva…

C: Dopo magari faccio un salto in edicola allora, mi serve giusto una rivista! Mi hanno detto che hai finito un percorso lavorativo durato già qualche anno, che progetti hai per il futuro?
L: Finito per il  momento il percorso borghigiano, sì, perché ho chiuso tutti i cerchi, specie – e mi stavano molto a cuore – due cose relative a Felice Rondinella e a Bartolomeo Saltalamacchia… Ma non posso svelare nulla.
Poi magari i personaggi continueranno a parlarmi e io li ascolterò volentieri.  J
Intanto sono in lavorazione con qualcosa extra borgo, tanto sentimento e lo sfondo di una città bella e reale.

C: Ho un'idea di quale città sia e sono impaziente di saperne di più, ti telefonerò spesso, ho una reputazione da stalker da mantenere ormai. Ora però devo darmi una mossa, fra poco mi attende un'inaugurazione, la scuola! Devo scegliermi la mise, rigorosamente maculata. Cosa mi consigli? E a quelle ciospe delle mie colleghe che, uffa, sono pure in ritardo?
L: Vero, hai ragione, andiamo all’inaugurazione, è stata invitata tutta la cittadinanza. Felice Rondinella ha fortemente voluto la riapertura della scuola dove ormai facevano lezione solo topi e scarafaggi, ed è riuscito a realizzarla, nonostante in un primo momento si parlasse di abbatterla e spostarla. Hai visto com’è bella così ristrutturata? E Belinda è felice, perché la sua bambina, la piccola Letizia, ha giusto tre anni e deve andare alla materna.
Ma torniamo ai nostri acquisti. Quasi quasi io prenderei una camicetta uguale a quella di Marietta, color sottobosco in crêpe Georgette, con la civettuola cravattina light animalier e pantaloni palazzo color burro. A te non piacerebbe il vestito di Mariolina? È delizioso quell’abitino a ruota in tessuto tecnico e tulle stretch, collana a catena, con perle e roselline di gros grain. Certo non deve esserle costato poco…

C: Certo che no, ma lei non bada a spese! Prendo solo più questo foulard maculato per Laura Eliza, so che lo cercava da tanto, questo coprispalle con le paillettes per Anna Rita, si abbina alla sua carnagione candida, Un paio di occhiali a specchio, graduati ormai ha la sua età, per Stefania e la spilla con la farfalla che so che stava cercando Lea, mentre alla Libridinosa il golfino rosa shocking. Dovrei avere fatto tutto, ci si vede e ci sente presto, ciao Loredana, in bocca al lupo per tutto!



Quante novità ci sono, non vedo l'ora di scoprirle nel nuovo libro, La felicità vuole essere vissuta,  in uscita giovedì, intanto vi lascio l'appuntamento proprio giovedì da La libridinosa per sapere il suo pensiero sul libro.

Vi ricordo che per partecipare all'estrazione di una copia cartacea del nuovo libro, accompagnata da una borsina del BlogTour, dovrete commentare tutte le tappe del Tour, entro e non oltre le ore 12 di domenica 21 maggio!


venerdì 12 maggio 2017

Recensione "Un terremoto a Borgo Propizio" di Loredana Limone

Autrice: Loredana Limone
Titolo: Un terremoto a Borgo Propizio
Editore: Salani (io ho letto la versione economica)
Data di pubblicazione: 11 giugno 2015
Pagine: 387
Serie: Borgo Propizio #3

Trama:
A Borgo Propizio va in scena la vita che, si sa, è fatta di cose belle e di cose brutte. Cose belle, il borgo ne ha tante da sfoggiare da quando è risorto a nuova vita, con il Castelluccio restaurato e le imbellettate case del contado, ora affacciate sull’elegante pavé a coda di pavone della piazza del Municipio, e con l’elettrizzante fermento culturale che si respira già fuori della cinta muraria e che sicuramente fa rodere il fegato a fior di città d’arte. Ma un giorno qualcosa di molto brutto, un violento sisma, arriva inclemente a distruggere ampia parte del centro storico, gettando nella disperazione i propiziesi che tanto amano il loro paese. La villa del Comune sembra una scatola con il coperchio sfondato; il pavé è sprofondato quasi agli inferi; i lampioni, ora ciechi e senza luce, con le bocce frantumate, appaiono piegati alla catastrofe; le botteghe e le abitazioni sono squarciate, orribilmente. Felice Rondinella, appassionato sindaco, vive l’immane disastro come un fallimento personale, e Padre Tobia si sente troppo stanco per portare il peso della croce. Perché non si tratta solo del terremoto: al borgo i peccati sono diventati incontenibili e le confessioni scandalo allo stato puro. Non si capisce più nulla, tutto è sottosopra. L’unico fatto certo è che il professor Tranquillo Conforti, trovato a terra nella Viottola Scura, non ha avuto un infarto mentre scappava, spaventato dalle scosse, ma è stato ucciso. Un assassino a Borgo Propizio? La faccenda si complica...


La mia recensione di Borgo Propizio qui, di E le stelle non stanno a guardare qui


In attesa dell'uscita del capitolo conclusivo delle avventure Borghigiane vi parlo di questo terzo libro ambientato in quel paese arroccato che sembra quasi lo scenario di una una favola. Anche se all'inizio del libro la situazione non è proprio così idilliaca, in quanto i nostri vari protagonisti sono tutti scontenti: chi è incastrato in una relazione che non da più stimoli, chi sogna la favola ma gli manca il principe, chi ha tutto quello che ha sempre desiderato e si ritrova infelice ecc.
Insomma il malcontento dilaga e pure la natura ci mette lo zampino in una maniera purtroppo ben nota in Italia: arriva un terremoto e distrugge parte del centro storico, dopo che il sindaco aveva fatto così tanto per renderlo il Borgo Propizio Felice.
E non lascia solo macerie a terra, ma anche un omicidio, come se non fosse abbastanza...
Avvilito non si fermò; prima di tutto voleva verificare cosa fosse effettivamente accaduto al centro storico e, quando arrivò in cima, più che i danni preannunciati, ebbe davanti agli occhi la bruciante visione di un immane disastro che gli apparve come il proprio, personale, immeritato eppure inevitabile, fallimento.
Che bello leggere del Borgo, l'ho già detto ma lo ripeto, mi sembra sempre di tornare a casa. Sarà perché vivo in una realtà piccola, sarà perché ormai i personaggi mi sembra di conoscerli da una vita, ma ogni volta la sensazione che mi trasmette è proprio di calore e appartenenza.

La particolarità è sempre lo stile dell'autrice, elegante e colto, con quel tocco di ironia che lascia il buonumore. Riesce però a farti riflettere sulla vita, sul quotidiano e le azioni di ogni giorno, sull'importanza di prendere le cose nella giusta prospettiva.
Il borgo doveva risorgere dalle proprie macerie e ritornare il  luogo che sembrava fatto di pan di zenzero, come lui lo aveva riportato a essere dopo anni d'immobilizzante torpore. Come la Storia lo aveva visto in tempi gloriosi.
Il giallo che questa volta caratterizza il racconto non è al centro della trama, rimangono i personaggi il fulcro. Loro, che potremmo essere noi, imperfetti e molto reali.

Nella parte centrale ho trovato il ritmo un pochino più rallentato ma il finale mi ha lasciata a bocca aperta! E ora non vedo l'ora di sapere cosa succederà ancora ai nostri beniamini.
Voto:

Vi ricordo il Blog Tour (presentazione) dell'ultimo libro di questa serie stupenda, La felicità vuole essere vissuta, si possono vincere copie cartacee con tanto di shopper coordinata! Vi aspetto.


martedì 2 maggio 2017

Blogtour - Gita a Borgo Propizio

Cari lettori e care lettrici,
in barba ai giorni di festa che trascorrono sempre troppo in fretta, in barba alla scuola che riempie i nostri figli di compiti e non lascia tempo a nessuno per godere del sole e delle giornate che si allungano, noi blogger abbiamo deciso di prenderci una vacanza extra e di organizzare una 

Gita a Borgo Propizio

E, ovviamente, vogliamo portarvi con noi, quindi passate dalla biglietteria e salite in corriera, perché tra poco si parte!
Ad aspettarvi per controllare i vostri biglietti, troverete Laura. Visto com'è carina in divisa?! Ad animare il viaggio Lea & Stefania... e speriamo che non siano stonate! A farci da guida turistica, invece, ci sarà Anna Rita e di lei ci fidiamo ciecamente, quindi state sereni, non correremo il rischio di perderci tra i vicoli del Borgo!
Alla guida della corriera, invece, ci alterneremo io e Laura e ricordatevi che non si parla al conducente!
Sarà un viaggio allegro quello che vogliamo fare con voi, un viaggio che, tappa dopo tappa, ci porterà a ripercorrere i vicoli di quel Borgo che tutti amiamo tanto, a incontrare i suoi abitanti e, giunti alla fine, permetterà a qualcuno di voi di ricevere una copia del nuovo romanzo di Loredana Limone, La felicità vuole essere vissuta, capitolo conclusivo della saga ambientata a Borgo Propizio, che potrete trovare in tutte le librerie dal 18 maggio! Ma non finisce qui, perché il romanzo sarà custodito da una shopper personalizzata!

Siete già in fila per ritirare il vostro biglietto? Bene! Mentre aspettate vi spieghiamo per bene cosa dovrete fare per far sì che Laura lo vidimi e vi permetta di salire a bordo! Pronti?

Regole di partecipazione

Spiegazione e tappe

La Gita a Borgo Propizio prende il via oggi e si svolgerà secondo le seguenti tappe:
  • 4 maggio - tutti in Latteria per una colazione ristoratoria. La colazione sarà gentilmente offerta da La biblioteca di Eliza
  • 9 maggio - Visita al Castelluccio in compagnia di Appunti di una giovane reader
  • 11 maggio - Le Due lettrici quasi perfette ci aspettano in Piazza della Resurrezione per il pranzo a sacco e ci racconteranno del terremoto che ha sconvolto il Borgo
  • 15 maggio - in mia compagnia scopriremo insieme la nuova boutique Amandissima, dove potremo incontrare Loredana Limone e fare quattro chiacchiere con lei
  • 18 maggio - il viaggio sta per terminare, ma prima di risalire in corriera andiamo tutti a fare la piega dal parrucchiere cinese (e speriamo bene!). E mentre saremo alle prese con bigodini e tinte, La libridinosa vi parlerà dell'ultimo romanzo. 
Come si vince?

Coloro che parteciperanno attivamente, commentando tutti i post del Blogtour, avranno la possibilità di aggiudicarsi una copia del nuovo romanzo di Loredana Limone, La felicità vuole essere vissuta, e la shopper coordinata. Riterremo valida la partecipazione solo di coloro che avranno seguito tutte le regole specificate sopra e che avranno commentato TUTTE le tappe del Tour entro le ore 12 di domenica 21 maggio. Nel pomeriggio del 21 maggio procederemo con l'estrazione dei vincitori tramite il sito Random.org . I vincitori saranno contattati da noi via mail per concordare la spedizione e annunciati con un post sulle pagine Facebook dei blog organizzatori (quindi domenica 21 occhio a Facebook!).

Prima di mettere in moto e partire, permettetemi di ringraziare La Casa Editrice Salani e, nello specifico, Matteo Columbo per il supporto, per averci sopportate e per aver messo a disposizione le copie cartacee. Grazie anche a Silvia Meucci che ha accolto con gioia la nostra idea e se ne è fatta portavoce presso l'editore. E un grazie infinito a Loredana Limone per le storie meravigliose che ci racconta (e soprattutto perché esiste!!!).

E adesso che siamo tutti pronti, si parte!!! Vai Bacci, dai il via alla musica...





sabato 22 aprile 2017

Recensione "E le stelle non stanno a guardare" di Loredana Limone

Ciao a tutti! Oggi sono a Milano, Tempo di libri, ma intanto vi lascio il mio pensiero su questo libro fantastico scritto da una persona meravigliosa. Sono di parte è vero, ma vi assicuro che la mia opinione è sincera, sempre. 

Autrice: Loredana Limone
Titolo: E le stelle non stanno a guardare
Editore: Salani (io ho letto la versione economica)
Data di pubblicazione: 6 marzo 2014
Pagine: 387
Serie: Borgo Propizio #2

Trama:
Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi protagonisti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l’amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia... 
Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l’inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo.
Be’, non sempre propizie.
Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l’anima,tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d’amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo.
Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate…
Un romanzo corale terapeutico che ha il tono della fiaba e il gusto della realtà, una favola moderna per scacciare il malumore e ritrovare il coraggio e l’allegria.


Se volete leggere la mia recensione del primo libro è qui.


Avete presente l'emozione di quando tornate a casa da un viaggio lungo? Quel calore, quella sensazione di appartenenza. Ecco, ritornare a leggere di Borgo Propizio mi ha lasciato addosso questo, mi sono sentita abbracciata.
"Dove mi stai portando?" chiese.
"In un posto da fiaba". 
In questo secondo capitolo assistiamo al rilancio del Borgo, dopo l'elezione del nuovo sindaco. Quindi nuovi esercizi, le vie pulite e soprattutto cultura! Per incentivare il turismo infatti si decide di fare una manifestazione culturale in occasione dell'inaugurazione della biblioteca e la nostra Ornella programma un festival letterario, tre giorni di manifestazioni che come conclusione avranno una cena con delitto, in cui scrittori e teatranti insceneranno un crimine che i commensali dovranno risolvere. E per dare lustro al tutto invitano Rocco Rubino, stella nascente nel panorama dei giallisti, sempre presente in trasmissioni e manifestazioni e amato da tutti. O quasi. Infatti Antonia, forestiera appena arrivata e con un'aria misteriosa, ha sentimenti contrastanti per lo scrittore, lo ama ma vorrebbe vederlo morto!

Naturalmente ritroviamo i vari personaggi conosciuti nel primo libro. Ruggero e Mariolina, sposini freschi e alle prese con le prime difficoltà del matrimonio, Mariolina che senza la sorella ha trovato la sua strada, ma sarà felice? Cesare e Claudia che invece sembrano ripercorrere la strada già segnata prima della crisi. Belinda che incomincia a non trovare più così affascinante la solitudine ecc.

Mi sembrava di passeggiare lì con loro, di accompagnare Letizia (che continua a essere la mia preferita) da Dora per sapere le ultime novità, di spiare da dietro le tende il sindaco che passeggia.
Forse perché io provengo da una realtà simile, abito e ho sempre vissuto in paesini piccoli, ma mi ritrovo in molte scene già viste e vissute e questo modo di proporle, con una punta di ironia ma tanto affetto mi scalda sempre il cuore.
"Invece la realtà supera in maniera più pesante, anzi diabolica, l'immaginazione; dunque, meglio inoltrasi sui leggiadri sentieri di storie fantastiche. Ne abbiamo tante dentro che spingono per uscire. Noi non ce ne rendiamo conto, ma basta ascoltarle" diceva Letizia sovente agli allievi, indirizzandoli verso testi di evasione, ché lei considerava la scrittura, prima di tutto, un'ottima terapia.
Lo stile di Loredana è splendido. Colta ma non saccente, non è difficile leggerlo, anzi scorre via che è un piacere, ma non è superficiale. In più il sottofondo burlesco la rende la lettura adatta anche per evadere. Devo dire però che fa riflettere su tutti quei piccoli piaceri e dispiaceri quotidiani che caratterizzano la vita di tutti i giorni. Ci sono talmente tanti personaggi e tante situazioni che in qualcuna ti riconosci e delle altre ne hai assistito.

Il vero protagonista del libro è il Borgo, che ci introduce il libro e che è presente appunto come un'entità con caratteristiche proprie.
Borgo Propizio esercitava una malia arcana, che forse si sprigionava dall'aria resa trasparente dalla brezza di pendio, o che sgattaiolava dal grigio delle pietre immortali delle case, dalle ambagi delle viuzze senza tempo. O addirittura dai fugaci movimenti delle tendine di pizzo bianco, inamidate, dietro cui occhi attenti scrutavano fuori, menti scaltre congetturavano sui perché e i percome, parole appassionate rimbalzavano di bocca in bocca con i necessari ricami, così che ogni fatto, ogni avvenimento, divenisse uno sceneggiato o una spy story.
Se avete letto il primo, Borgo Propizio, non potete non leggere questo che, secondo me, è ancor meglio. Ma se volete partire da questo potete tranquillamente farlo. Io so che non vedo l'ora di tornare al Borgo, ho già pronto il prossimo.
Voto:

E voi siete già stati a Borgo Propizio? 


lunedì 5 settembre 2016

Giveaway... con dedica!

Buongiorno amici! Nonostante sia lunedì oggi sono molto contenta perché finalmente è arrivato il momento del giveaway! E' la prima volta per me e così ho pensato di proporvi questo: libri con dedica. Se mi avete seguito sapete che nel mese di luglio nel paese dove lavoro indicono un festival letterario. Quest'anno ho partecipato, anche attivamente che emozione, come raccontato nei post: qui per Diego De Silva e Marco Malvaldi e qui per Loredana Limone. In quelle occasioni ho fatto autografare e dedicare tre libri apposta per questo giveaway. Ringrazio la casa editrice Salani che mi ha inviato la copia di Loredana Limone. I titoli in palio sono i seguenti:

Autrice: Loredana Limone
Titolo: Un terremoto a Borgo Propizio
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 11 giugno 2015
Pagine: 387

Trama: 
A Borgo Propizio va in scena la vita che, si sa, è fatta di cose belle e di cose brutte. Cose belle, il borgo ne ha tante da sfoggiare da quando è risorto a nuova vita, con il Castelluccio restaurato e le imbellettate case del contado, ora affacciate sull’elegante pavé a coda di pavone della piazza del Municipio, e con l’elettrizzante fermento culturale che si respira già fuori della cinta muraria e che sicuramente fa rodere il fegato a fior di città d’arte. Ma un giorno qualcosa di molto brutto, un violento sisma, arriva inclemente a distruggere ampia parte del centro storico, gettando nella disperazione i propiziesi che tanto amano il loro paese. La villa del Comune sembra una scatola con il coperchio sfondato; il pavé è sprofondato quasi agli inferi; i lampioni, ora ciechi e senza luce, con le bocce frantumate, appaiono piegati alla catastrofe; le botteghe e le abitazioni sono squarciate, orribilmente. Felice Rondinella, appassionato sindaco, vive l’immane disastro come un fallimento personale, e Padre Tobia si sente troppo stanco per portare il peso della croce. Perché non si tratta solo del terremoto: al borgo i peccati sono diventati incontenibili e le confessioni scandalo allo stato puro. Non si capisce più nulla, tutto è sottosopra. L’unico fatto certo è che il professor Tranquillo Conforti, trovato a terra nella Viottola Scura, non ha avuto un infarto mentre scappava, spaventato dalle scosse, ma è stato ucciso. Un assassino a Borgo Propizio? La faccenda si complica…


Autore: Diego De Silva
Titolo: Mia suocera beve
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 2010
Pagine: 338

Trama:
Ti fa ridere proprio tanto, e non sempre sai perché. Certo, è simpatico, ma il punto è che ti pare scemo e geniale, leggero e profondo ogni volta che parla portandoti dove vuole. E trascinandoti in un vortice di pensieri bislacchi che vanno e vengono dalla sua testa alla tua con assoluta naturalezza, spiazzandoti. Alla fine gli vuoi bene davvero, a Vincenzo Malinconico, avvocato d'insuccesso: «un uomo che sposerei non una ma due volte, sbagliando tutt'e due», ha detto qualcuna. Dall'autore di Non avevo capito niente , un altro pirotecnico romanzo costruito intorno alle divagazioni di un personaggio irresistibile.

Se volete leggere come inizia potete guardare qui


Autore: Marco Malvaldi
Titolo: Odore di chiuso
Editore: Sellerio
Data di pubblicazione: 20 gennaio 2011
Pagine: 198

Trama:
Un giallo di ambientazione ottocentesca: il castello, i delitti, la nobiltà decaduta, il maggiordomo e, un italiano memorabile, il grande letterato gourmet, studioso di storia naturale, Pellegrino Artusi. Sarà proprio il cuoco baffuto con il suo acume a fiutare il colpevole del gelido delitto piombato nella dimora del barone Bonaiuti.


L'inizio lo potete trovare qui



Cosa ne dite? Tre bravissimi autori, tre titoli veramente interessanti vero? Adesso passiamo alle regole:
- Commentare il post qui sotto, specificando per quale libro si partecipa (tutti, uno o due come si vuole, la vincita però è di un libro massimo a testa) e lasciando un indirizzo mail nel quale essere contattati in caso di vincita;
- Iscriversi fra i lettori fissi del blog (cliccando il pulsante segui a destra);
- Mettere Mi piace sulla pagina facebook del blog;
- Condividere sui social.

Scadenza 15 settembre 2016


giovedì 28 luglio 2016

Incontro con l'autore #3 - Loredana Limone 24 luglio 2016

Eccomi qui a raccontarvi l'ultimo pezzo di questo fine settimana letterario che ho vissuto. Nell'ambito del festival Una Torre di libri era prevista la presentazione del libro "Un terremoto a Borgo Propizio" di Loredana Limone.


Quando ho scoperto questo ho subito voluto leggere almeno il primo dei suoi libri che ahimè non avevo ancora fatto. Ho così scoperto un'autrice molto dotata, capace di tratteggiare i personaggi e i luoghi come pochi altri sanno fare. Se volete buttare l'occhio sulla recensione è qui.

Dopo aver saputo della sua presenza nei miei posti l'ho contattata su facebook e ho scoperto che è una persona molto simpatica e disponibile. Abbiamo iniziato a chiacchierare e ci siamo scambiate idee. A settembre se volete ci sarà una sorpresa a riguardo.
Arriva il giorno della presentazione e io, ancora scombussolata per l'incontro del giorno prima, mi presento un pochino prima dell'inizio e lei mi accoglie come solo le amiche più care fanno. E' stato bellissimo, mi ha trascinato nei discorsi e trattata come un'addetta ai lavori, mi ha coinvolto in tutto, foto, commenti. Lei è un vulcano di energia e positività.

E' passata in mezzo alla platea presentandosi a tutti e spendendo due parole per ognuno, elargendo sorrisi su sorrisi. Frizzante, piena di vita, allegra, ha conquistato tutti già prima di salire sul palco.
Quando l'ha fatto è stato divertentissimo, abbiamo riso per un'ora di fila, Francesca, la moderatrice, non riusciva quasi a parlare dalle risate. E' stata una chiacchierata e non solo sul palco, ha coinvolto anche il pubblico che spesso e senza bisogno di microfoni o altro faceva domande. Se non avete mai assistito a una sua presentazione vi consiglio con tutto il cuore di rimediare perché l'esperienza è unica e ne vale la pena.
Ha anche letto qualche pezzo del libro, interpretandolo come solo chi l'ha scritto può farlo. Noi del pubblico eravamo tutti rapiti. Quando è finito, dopo la firma dei libri, che è durata più del previsto perché lei ha speso più di una parola per tutti, mi ha concesso una piccola intervista, che vi propongo:





D: Ciao Loredana, il tuo libro “Borgo Propizio”, primo di una trilogia, è ambientato appunto in un paesino piccolo, un po’ decadente ma con la voglia di rinascere. Provieni da un’esperienza così?
R: No: io sono napoletana e ho sposato un meneghino; ho quindi vissuto in una città di mare e ora in una provincia di pianura. I borghi mi piacciono molto e ne ho visitati parecchi, ma solo in occasione di gite veloci. Però, quando a un certo punto della mia vita ho avuto bisogno di evadere dal mio vissuto, mi sono rifugiata a Borgo Propizio.

D: Secondo te è fattibile e utile una rivalutazione del Borgo, in generale di tutti i paesini piccoli che hanno ancora molto da offrire?
R: Se è fattibile dovrà dircelo il Governo. Infatti c’è una legge per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, proposta dall’On. Patrizia Terzoni, ferma in Commissione che spero si sblocchi e sblocchi qualcosa. Più che utile, per me è doveroso un intervento in tal senso.

D: I personaggi dei tuoi libri sono molto particolari e a me hanno ricordato persone reali. Ti sei ispirata a qualcuno per crearli?
R: Si tratta di romanzi di fantasia, però ho iniziato a scriverli a 45 anni, con un notevole vissuto alle spalle che è stato di grande ispirazione. 

D: Qual è il tuo personaggio preferito?
R: Zia Letizia, che considero il mio alter ego; ma ho un debole per le sorelle Mariolina e Marietta. Il loro modo di approcciarsi e interagire è uguale al modo mio e di mia sorella, che adoro.

D: Belinda molla tutto per inseguire un sogno, quello della latteria. Hai fatto anche tu la stessa cosa per la scrittura? 
R: Sì, ero un commerciale estero e ho lasciato un impiego di quelli che oggi non esistono più: a tempo indeterminato! Ma volevo essere una scrittrice a 360° e non me ne sono pentita.

D: Quale consiglio ti senti di dare a chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura?
R: Quello che mi diede il compianto Giuseppe Pederiali in un per me fortunato incontro: avere un romanzo pronto in cui credere e affidarsi a un serio agente letterario. Mi sconsigliò i racconti perché poco graditi dagli editori.

D: Qual è la parte che ami di più del tuo lavoro e quale invece quella peggiore?
R: Oltre alla meraviglia del contatto col pubblico dei lettori (principalmente lettrici, ma si sa su 10 lettori 7 sono donne), con cui spesso intreccio rapporti di amicizia, la cosa che preferisco è scrivere (a mano su carta riciclata) seguendo l’ispirazione. La parte peggiore, ancorché fondamentale, è ricopiare al pc.

D: Ci saranno altri libri di questa serie, oltre ai tre già pubblicati? 
R: Sì, in autunno/inverno uscirà il 4° romanzo, che chiude le vicende borghigiane.

D: Hai in mente altri progetti al di fuori del nostro Borgo? 
R: Ho un progetto letterario di riavvicinamento alla mia citta natia, Napoli, della quale – per motivi non qui dipanabili – fino a poco tempo addietro mi sono sentita figliastra.

D: Qual è il complimento migliore che ti hanno fatto? E la critica peggiore?
R: Il complimento più gradito quando mi dicono di leggere i miei libri con il sorriso sulle labbra. La critica, ma per la quale ringrazio, è definirli libri da ombrellone che fanno ridere un paio d’ore e non di più. Ringrazio, dicevo, perché è una critica che vale più di un complimento: nel terribile mondo in cui ci troviamo a vivere, strappare anche una sola, semplice risata è una gran bella cosa. Io, se qualcuno mi facesse ridere due ore, lo bacerei dalla testa ai piedi e lo riempirei di benedizioni.



Ringrazio ancora tanto Loredana per l'enorme disponibilità e simpatia, una persona che d'ora in poi reputerò amica oltre che grande autrice. Se non conoscete i libri vi consiglio con tutto il cuore di leggerli, lasciano veramente col sorriso sulle labbra. E se avete occasione di incontrare l'autrice fatelo, arricchirà la vostra giornata.


giovedì 21 luglio 2016

Recensione "Borgo Propizio" di Loredana Limone

Bentrovati a tutti, questa è una settimana intensa per le recensioni e sono contenta di proporvi finalmente quella di un libro che mi è piaciuto tantissimo, scritto da una persona veramente simpatica e disponibile. E ci sarà anche una sorpresa fra qualche giorno, quindi occhio.
Volevo ancora ringraziare le Lgs per avermelo fatto scoprire.


Autrice: Loredana Limone
Titolo: Borgo Propizio
Editore: Guanda
Data di pubblicazione: 10 maggio 2012
Pagine: 288

Trama:
Quasi tutte le fiabe cominciano con C'era una volta, ma questa è diversa. Questa comincia con C'è una volta... Perché è oggi che Belinda ha intenzione di ripartire e Borgo Propizio, un paese in collina, in un'Italia che può sembrare un po' fuori dal tempo, le pare il luogo ideale per realizzare il suo sogno: aprire una latteria. Il borgo è decaduto e si dice addirittura che vi aleggi un fantasma... ma che importa!
A eseguire i lavori nel negozio, un tempo bottega di ciabattino, è Ruggero, un volenteroso operaio che potrebbe costruire grattacieli se glieli commissionassero (o fare il poeta se sapesse coniugare i verbi). Le sue giornate sono piene di affanni, tra attempati e tirannici genitori, smarrimenti di piastrelle e ritrovamenti di anelli. Ma c'è anche una grande felicità: l'amore, sbocciato all'improvviso, per Mariolina, che al borgo temeva di invecchiare zitella con la sorella Marietta, maga dell'uncinetto. Un amore che riaccende i pettegolezzi: dalla ciarliera Elvira alla strabica Gemma, non si parla d'altro, mentre in casa di Belinda la onnipresente zia Letizia ordisce piani, ascoltando le eterne canzoni del Gran Musicante. Intanto i lavori nella latteria continuano, generando sorprese nella vita di tutti...







Era finita - o comunque era sempre più in declino - la generazione di chi amava la tradizione. Il progresso, mostro ingordo, si stava mangiando tutto.

Delizioso. L’hanno definito così in un commento al post Chi ben comincia e trovo che sia l’aggettivo più azzeccato. È un libro che si lascia leggere da solo, col sorriso sulle labbra.
Belinda, ragazza intelligente e forse troppo viziata, vuole cambiare vita e decide di aprire una latteria in un paesino di collina, con tutti i pregi e i difetti inerenti.

Il negozio si trovava nel centro di un piccolo borgo un po' decadente e romanticamente malinconico su una delle colline dell'entroterra.
Io provengo da una realtà simile e ora abito in un’altra, forse ancora più piccola. Mi sembrava di essere a casa, di essere tornata bambina e camminare in mezzo al mio paesino, dove alle finestre le vecchiette sbirciavano tutto, dove l’arrivo di un macchinone di un “forestiero” determinava il tam tam di pettegolezzi che poteva durare anche un mese.

Qualunque cosa Mariolina avesse fatto o stesse facendo, non era passata neanche un'ora. E già non si parlava d'altro.

Ho letto questo libro quindi con un pizzico di malinconia, ma anche col sorriso perché comunque sarebbe stato impossibile non averlo. Le atmosfere sono dolci, ma lo stile è ironico. L’autrice ha un modo di scrivere che mi ha conquistata da subito. È molto colto come stile e sempre permeato da un sarcasmo leggero, che non stona con l’ambientazione così caratteristica.
I personaggi sono molti, non c’è un vero e proprio protagonista, e tutti si intrecciano l’uno con l’altro. Si passa dalle sorelle quasi zitelle all’avvocato tutto lavoro, dalla figlia viziata ma buona al carpentiere che parla come Hagrid ma si sente un imprenditore e via così. Li ho amati tutti quanti, con una predilezione per zia Letizia, ed erano talmente ben descritti che mi sembrava di conoscerli veramente. Infatti ho rivisto in loro molte persone della mia infanzia, con un altro nome ma le stesse caratteristiche.
Anche la trama mi è piaciuta. Non è solo uno spaccato di realtà locale, un’inquadratura di vita di paese, ma c’è una storia che intreccia tutti i personaggi e che ha una sua conclusione.
Questo libro quindi si legge con facilità, è leggero ma non frivolo. Mi ha fatta anche riflettere, gli argomenti con cui farlo sono molti, dalla famiglia ai valori importanti, dalla ricerca di sé stessi al coraggio di cambiare.

E Borgo Propizio, metafora dell'amore, delle paure, dei fantasmi, dei tesori nascosti e non che tutti possiedono, metafora della vita stessa, continuò a raccontare la storia di ognuno.

A lettura ultimata posso dire che sì, è stato delizioso e sono contenta perché ci sono altri due libri che seguono questo che mi stanno aspettando.





mercoledì 6 luglio 2016

Chi ben comincia #3

E' mercoledì e quindi è tempo di Chi ben comincia, rubrica settimanale ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Vi ricordo che è in corso la votazione del libro per L'angolo vintage tramite sondaggio che trovate nella colonna a destra.


REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato

- Aspettate i commenti


Oggi ho deciso di proporvi un libro che mi è stato molto consigliato, di un'autrice molto molto simpatica e disponibile che avrò la fortuna di incontrare il 24 luglio al festival Una Torre di Libri che si terrà proprio nel paese dove lavoro. E state attenti perché ci sarà anche una sorpresa per voi. Il libro è "Borgo Propizio" di Loredana Limone, ed. Guanda.






«Mah!»
Perplessità. Disapprovazione. Meraviglia. Indifferentemente l’una o l’altra sensazione, oppure tutte e tre assieme, sorgevano nei pochi che, passando di là, vedevano operai al lavoro. Tuttavia, sebbene a Borgo Propizio non succedesse mai nulla di nuovo, la cosa non destò particolare curiosità fra gli abitanti. Piuttosto si diffuse un certo distacco, ovvero si eresse un muro di freddezza intorno alla novità. Per chi avesse voluto saperlo, in realtà non si trattava di operai al lavoro, ma di uno solo, singolo. Però uno che racchiudeva in sé tutto lo scibile della muratura, della piastrellatura, della carpenteria, dell’idraulica, dell’imbiancatura. Ma questo, anche a causa della carta di giornale che celava l’interno, i rari passanti non potevano immaginarlo.
La sola a conoscere qualcosa sul futuro dell’immobile era Mariolina, responsabile dell’ufficio tributi del Comune e, 
dopo i vari pensionamenti che si erano succeduti, ormai 
l’unica addetta. Educata ai drastici dogmi della 
deontologia professionale, si sarebbe tagliata la lingua 
piuttosto che rivelare a chicchessia la destinazione del 
negozio. Proprio di quel negozio, poi. Figurarsi!
Eccezion fatta, naturalmente, per Marietta, la sorella con 
cui divideva tutto, a cominciare dalla vecchia casa natia, 
dato che entrambe in gioventù avevano perso qualche 
treno. Forse non lo avevano neppure visto passare.






Io provengo, e ci vivo tutt'ora, da una realtà piccola, il classico paesino. Non è un borgo ma le dinamiche sono le stesse, mi ci sono ritrovata. Questo libro è in lettura, a breve arriverà anche la recensione. L'avete letto? L'inizio vi ha incuriosito?