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giovedì 10 dicembre 2020

Recensione di Ludovica - Tu leggi? Io scelgo! - "Pumpkinheads" di Rainbow Rowell e Faith Erin Hicks

Buongiorno lettori, oggi tocca a Ludovica, per questa rubrica che amo molto, nata dall'idea di Rosaria e ora gestita da me e Chicca. Se vi facesse piacere partecipare fatemi un fischio.



La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante. 

Questa volta ha scelto tra le recensioni di Floriana del blog La biblioteca del libraio e ha pescato questo titolo.
 
Il libro:
Autrice: Rainbow Rowell
Illustratrice: Faith Erin Hicks
Titolo: Pumpkinheads
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 20 ottobre 2020
Pagine: 228

Trama:
Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni…
L'amata scrittrice Rainbow Rowell e l'artista vincitrice dell'Eisner Award Faith Erin Hicks si sono unite per creare questa storia tenera e divertente su due adolescenti che imparano cosa significhi dire addio a un posto - e a una persona - senza rimpianti.



venerdì 23 ottobre 2020

Review Party "Pumpkinheads" di Rainbow Rowell e Faith Erin Hicks

 Volete una lettura adattissima a questo periodo che però non fa paura? Eccola qui! Grazie a Giusy per l'organizzazione e alla casa editrice Mondadori per la copia 


Il libro:
Autrice: Rainbow Rowell
Illustratrice: Faith Erin Hicks
Titolo: Pumpkinheads
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 20 ottobre 2020
Pagine: 228

Trama:
Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni…
L'amata scrittrice Rainbow Rowell e l'artista vincitrice dell'Eisner Award Faith Erin Hicks si sono unite per creare questa storia tenera e divertente su due adolescenti che imparano cosa significhi dire addio a un posto - e a una persona - senza rimpianti.



venerdì 26 gennaio 2018

5 cose che... 5 libri di cui vorrei leggere un sequel

È venerdì quindi rubrica


Ideata da Twins books lovers ogni settimana viene scelto un argomento e si devono indicare le varie preferenze.

L'argomento di oggi è:            libri di cui vorrei leggere un sequel


Per questa volta ho deciso di mettere 5 titoli autoconclusivi, nati cioè con l'idea di non avere seguito ma che mi hanno lasciato il desiderio di saperne di più.
Difficile da trovare perché tutto sommato anche i finali aperti mi piacciono e sono scettica sui sequel creati ad hoc, avendo avuto diverse delusioni (Il confine in un attimo della Redmerski per esempio). Questo è il motivo per cui non ho letto, e non intendo farlo, i seguiti di Io prima di te.

Di questi 5 però a fine lettura avrei proprio voluto saperne di più.

Pronti? Via!


mercoledì 17 gennaio 2018

Recensione "Ti chiamo sul fisso" di Rainbow Rowell

Autrice: Rainbow Rowell
Titolo: Ti chiamo sul fisso
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 7 novembre 2017
Pagine: 352

Trama:
Se ti capitasse una seconda possibilità in amore, faresti di nuovo la stessa scelta? 
Se si parla di macchine del tempo, un semplice telefono non sembrerebbe il modo più sofisticato di viaggiare nel passato… Eppure quando Georgie, madre di due bambini e autrice televisiva perennemente sotto stress, mette piede nella casa della sua infanzia, e in un momento di nostalgia alza la cornetta del vecchio telefono fisso - un vero reperto archeologico -, improvvisamente è trasportata a quindici anni prima. Non nel senso che può vedere il suo passato. Ma nel senso che può… telefonargli. Sperando che il passato risponda. Sperando che Neal, quello che oggi è suo marito e allora stava per diventare il suo fidanzato, risponda…
Perché se c'è una cosa che Georgie cambierebbe della sua vita è il modo in cui il suo matrimonio si è pian piano spento, fino a ridursi a quello che è oggi. Forse parlando al telefono con il Neal di ieri potrà rimediare a cose che oggi sembrano irrimediabili. Forse quello stupido telefono, così antiquato da essere ancora attaccato a un filo, può davvero darle una mano… 
Con l'ironia e la freschezza cui ci ha abituati con Eleanor & Park, bestseller mondiale che ha battuto ogni record di permanenza in classifica, una delle autrici più amate d'America torna a raccontare una storia di sentimenti che a fasi alterne vi farà ridere e vi spezzerà il cuore. E vi insegnerà molto sul destino, sul tempo e sul vero amore.


Amo questa autrice, appena esce qualcosa di suo in italiano io mi ci butto subito. L'ho adorata sia nel genere young che in quello adult. Mi è piaciuto un po' meno il libro fantasy (Carry on) ma ho comunque sempre apprezzato la sua penna.
Cosa è successo qui? Ranbow cosa mi hai combinato?



Ho faticato tantissimo a leggere questo libro, proprio per lo stile. Mi sono annoiata. E più leggevo più ci rimanevo male perché non mi sembrava neanche lei.

L'argomento non è semplice e forse non apprezzabile da tutti, ma da me sì! Io sono sposata da 14 anni, ho due figli, lavoro, seguo il tran tran quotidiano! Io posso capire benissimo tutto ciò che la routine può portare, nel bene e nel male! Chiunque condivida la vita con un'altra persona da un po' di tempo può identificarsi in questa storia, io l'avrei fatto, se avesse fatto breccia.
Il problema è che non l'ha fatto.
A ventitré anni non te ne rendi conto.
Non ti rendi conto di cosa significhi entrare nella vita di un’altra persona e restarci. Non capisci in quanti modi finirete per attorcigliarvi l’uno all’altra, per fondervi pelle contro pelle. Non conosci l’effetto che vi farà l’idea di separarvi dopo cinque, dieci, quindici anni. Pensare al divorzio adesso, per Georgie equivaleva a immaginare lei e Neal distesi fianco a fianco su due tavoli operatori e circondati da un’équipe di medici intenti a districare il loro apparato vascolare.
Ma a ventitré anni non se ne rendeva conto.
Georgie è moglie e madre ma è soprattutto concentrata sul suo lavoro, che viene sempre prima di tutto. Suo marito Neal, dopo il suo ultimo imprevisto lavorativo, decide di partire lo stesso per la vacanza programmata, a casa della sua famiglia di origine, con le figlie e senza di lei. Georgie va in crisi e grazie a un telefono "magico" che sembra farla parlare con il Neal del passato, riflette sul suo matrimonio e sulla sua vita.

Io adoro i libri che fanno riflettere, soprattutto quando nell'argomento posso identificarmi. Il potenziale di questo libro poi è grandissimo: si parla di famiglia, di rapporto di coppia, di amicizia, di gelosia, insomma è ricco di spunti e personaggi teoricamente interessanti.

Da parte mia non c'è stato feeling. Non ho provato né empatia ma neanche un minimo di simpatia per Georgia. Una lagnosa che vuole tutto e subito senza rinunce, una persona che non sa cosa vuol dire la parola compromesso. Mi stupisco che il suo matrimonio sia durato tanto. Ma non ho parteggiato neanche per Neal, che rinuncia ai suoi sogni (che non ha mai avuto fra l'altro) per la famiglia ma poi rinfaccia. Non a parole certo, ma con i fatti. Un uomo insicuro e chiuso, che non riesce né a dire né a far capire cosa vuole, cosa pensa. Di solito i personaggi imperfetti li preferisco, questi però non li ho trovati tali, né reali, ma soltanto freddi. Insomma non sono riusciti a farmi appassionare alla loro storia.
L'unico che in qualche modo ha fatto breccia è Heather, la sorella di Georgie, anche se poi non viene ben sviluppato.

Lo stile è stato proprio il colpo di grazia. Mentre Fangirl l'ho divorato in un giorno, imponendomi di rallentare per cogliere bene ogni cosa, questo me lo sono trascinata per oltre un mese, ne leggevo un pochino ogni tanto, dovendo riprendere spesso quello già letto perché è stata una distrazione unica. Ho dubitato sul serio che fosse la stessa autrice, ho avuto più volte voglia di mollarlo.
Georgie era convinta che mettere al mondo dei figli fosse il peggior colpo che si potesse infliggere a un matrimonio. Si sopravvive, certo. Come a volte si sopravvive al crollo di un masso sopra la testa… ma tanto bene non fa di certo.
I figli assorbono una quantità inimmaginabile di tempo e di energia. E hanno sempre la precedenza. Hanno diritto di prelazione su tutto ciò che hai da offrire.
La fine un po' si riprende anche se mi aspettavo un finale aperto (lei è la regina di questo) e non è stato così, ma quello alla fin fine mi è piaciuto.

La delusione di questo libro è stata grande, forse anche perché le aspettative erano alte. Mi è proprio dispiaciuto.
Voto:


venerdì 25 agosto 2017

5 cose che... 5 libri rosa che mi piacciono di più

Buongiorno a tutti! A volte ritornano si dice e oggi io ho deciso di riesumare questa rubrica che ho ignorato per molto, troppo tempo e non so neanche io il perché.


Ideata da Twins books lovers ogni settimana viene scelto un argomento e si devono indicare le varie preferenze.
L'argomento di oggi è:          5 libri rosa che mi piacciono di più

Pronti a vedere le mie scelte?









Conoscete? Concordate? I vostri quali sono?


lunedì 22 maggio 2017

Recensione "Carry on" di Rainbow Rowell

Autrice: Rainbow Rowell
Titolo: Carry On
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 21 marzo 2017
Pagine:538

Trama:
Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l'ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?





Io adoro Rainbow Rowell, di suo ho letto e amato tutto ciò che è stato tradotto in italiano. Mi piace ogni tanto leggere un M/M e apprezzo molto il fantasy e i libri da ragazzi, ho persino una rubrica.
Le premesse c'erano tutte, le aspettative altissime e invece... ho avuto un blocco.
Davvero all'inizio faticavo a credere di avere proprio fra le mani Carry on, non mi sembrava vero. Quanto ho amato Fangirl, quanto ho apprezzato l'idea di questa fan fiction. Oltretutto non ho neanche finito la saga di Harry Potter (la sto leggendo pian piano insieme alla prole) e quindi non ho neppure i paragoni scomodi.
A volte ho l'impressione di cercare da una vita la mappa o la chiave capace di far sì che Watford - che l'intero mondo degli arcimaghi - abbia finalmente un senso. E invece non trovo altro che singoli tasselli del puzzle. Come se fossi in una stanza buia e la poca luce presente mi permettesse di vedere un solo angolo alla volta.
All'inizio del libro davvero la mia delusione e la mia incredulità erano elevatissime, ho persino pensato di mollarlo. Poi per fortuna mi sono imposta di finirlo, perché sì, dopo si riprende. E finalmente è ritornata la penna che adoro, insieme ai personaggi che già avevo amato in Fangirl.
La storia di Simon e Baz ci viene svelata pian piano e come pensavo ho avuto una predilezione per il vampiro. Mentre per il prescelto ho provato solo odio profondo! E' insopportabile, davvero e non ho mai provato simpatia per lui.
Ma quando sentivo che mi stavo allontanando troppo, mi aggrappavo all’unico punto fermo che ho…Occhi blu. Riccioli color bronzo. Al fatto che Simon Snow è il mago più potente tuttora in vita. Che nulla può ferirlo, nemmeno io.Che Simon Snow è in vita, appunto. E che io sono perdutamente innamorato di lui.
Ho adorato le relazioni che intercorrono fra i ragazzi, la profonda amicizia e anche l'amore che non si riesce quasi ad accettare.
Diciamo che questo libro parte male, lento, poi si riprende ma comunque non è ai livelli delle altre cose prodotte da questa autrice. O forse le mie aspettative erano veramente troppo alte.
Voi l'avete letto? La pensate come me?
Voto:



venerdì 24 febbraio 2017

Recensione "Fangirl" di Rainbow Rowell - Perché te lo dico io! #3

Ciao, oggi torno con questa rubrica in collaborazione con Lea del blog Due lettrici quasi perfette


E' un'idea che è nata parlando della nostra passione comune: i libri di narrativa per ragazzi. Ogni volta una di noi consiglierà all'altra un titolo, spiegando il perché di quella scelta e ci sarà la recensione. La cadenza sarà del tutto casuale perché noi due in fondo ci sentiamo ancora adolescenti e quindi pubblicheremo quando ci pare e piace!

Questa volta ci siamo consigliate la stessa autrice e Lea mi ha fatto leggere "Fangirl" di Rainbow Rowell perché:

Non sottovalutate questo libro: non racconta la solita storia ambientata all'università, non è solo un romanzo di formazione o una delicata storia d'amore. E' una storia apparentemente lieve che tocca temi fondamentali quali la famiglia, l'identità, l'abbandono, il conformarsi o meno e, su tutti, la scrittura/lettura, che è questa grande magia che rende la nostra vita più ricca e intensa. Lo consiglio senza riserve.


Autrice: Rainbow Rowell
Titolo: Fangirl
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 18 ottobre 2016
Pagine: 513

Trama:
Approdata all'università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fanfiction di cui migliaia di fan attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, e un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita...





Oh come mi piace questa autrice! Ha un modo di scrivere, uno stile che ti cattura, ti inchioda alle pagine e non riesci a smettere di leggere. O almeno è quello che capita a me.
Ho iniziato piena di aspettative e devo dire che non sono state deluse. La storia a prima vista sembra una "roba da ragazzini", l'università, i primi amori ecc. Niente di più sbagliato. E sì un romanzo per ragazzi, ma è molto molto di più.

Cath è una ragazza molto riservata che inizia l'università piena di paure. La sua gemella Wren vuole staccarsi un po' da lei, il loro rapporto è troppo stretto, simbiotico. Ma Cath patisce questa sua voglia di indipendenza, non ne comprende il motivo. Per lei la vita va benissimo così, tutta incentrata sulla famiglia e soprattutto la sua fanfiction. Infatti lei da anni porta avanti Carry on, una storia derivata da un grande successo tipo Harry Potter. Ma ha stravolto la storia secondo la sua personale interpretazione, come appunto fa una fanfiction.
Era bello poter scrivere in camera propria, nel proprio letto. Perdersi nel mondo degli Arcimaghi e non tornare più indietro. Non sentire altre voci nella testa eccetto quelle di Simon e Baz. Nemmeno la propria. Era per quello che scriveva. Per quelle ore in cui il loto mondo soppiantava quello reale. In cui poteva permettersi di cavalcare l’onda dei loro sentimenti reciproci, come qualcosa che precipitasse giù a rotta di collo.
Ammetto che io ne so pochissimo di questo, non le ho mai lette né considerate. Perché io in realtà sono ottusa e uscire dagli schemi a cui sono abituata mi destabilizza. Se devo leggere una storia in cui il personaggio è stravolto fatico troppo. Preferisco gli spin-off ecco.
Confesso anche però che la cosa mi affascina non poco. L'idea di partire da basi già note e inventare tutta una storia senza stravolgerla del tutto, ma cambiando parti fondamentali. Ci vuole passione e una buona dose di bravura.
A volte scrivere è come correre in discesa, con le dita che si muovono a scatti dietro di te sulla tastiera come fanno le gambe quando non riescono a stare al passo con la forza di gravità.
Soprattutto però capisco il bisogno che spinge Cath a tuffarsi nel mondo tutto suo di Carry on. La necessità di evadere dai problemi quotidiani, di trovare qualcosa che va esattamente come si vuole, la stabilità di ritrovare i personaggi amati e di far realizzare i propri sogni. E' magia, ma è anche rassicurazione, quando la vita ti da uno scossone. Per me la lettura, e il blog, sono proprio questo, quindi mi sono immedesimata tantissimo in lei per questo.

Quello che a prima vista appare appunto come un romanzo leggero nasconde invece dei retroscena che fanno riflettere. Il rapporto complicato tra le gemelle e quello con il padre che fa quello che può ma non è una figura forte né il classico genitore, ha dei problemi anche lui. E pure la madre, la sua assenza prima e la sua presenza sbagliata poi. Fa riflettere molto su quanto i problemi dei genitori si riflettono sui figli e ne condizionino la vita.
Infatti sia Cath che Wren non sono ragazze spensierate. Se Wren vuole vivere all'estremo tutto, Cath si chiude sempre più al mondo e alla gente.
«Dicevo semplicemente che... a volte ci si può anche arrendere, no? Si può anche dire: "basta, è una tortura, io ci rinuncio" non credi?»
«Crea un precedente pericoloso.»
«Per evitare il dolore?»
«Per evitare la vita.»
I personaggi quindi sono caratterizzati benissimo, ognuno con la sua particolarità e non vengono stravolti per ragioni di copione. Infatti Cath rimane sempre la stessa, non sboccia trasformandosi in un cigno. Matura, ma non viene stravolta.

Mi è piaciuta molto anche la storia d'amore. Levi, anche lui con tutti i suoi problemi e difetti, è dolcissimo e anche quando sbaglia mi fa tenerezza. E ho adorato il fatto che il sentimento non sia stato né istantaneo né scontato. Fondamentale, certo, ma il libro non è solo questo.
«Dio, Levi. Ma guardati… tu sei…» Non aveva parole per descriverlo. Era una pittura rupestre. Era Il palloncino rosso. Si alzò sui talloni e lo attirò a sé fino a ritrovarsi il suo viso così vicino da riuscire a guardargli un solo occhio alla volta. «Sei pura magia» gli disse.
E ora parliamo del finale non finale. Questo è un tratto distintivo di questa autrice e io me lo aspettavo. Non si è smentita anche se in qualche modo una chiusura c'è stata. Mi ha lasciata con un sentimento di speranza molto forte.

In conclusione ringrazio Lea per la scelta e Ketty per avermelo regalato. E ne consiglio la lettura a tutti, non solo ai ragazzini.



Adesso andate a vedere la recensione del libro che ho fatto leggere a Lea, Eleonor & Park (il primo titolo era Per una volta nella vita), qui il post. 

Io e la mia socia intanto stiamo già pensando ai prossimi titoli, spero che continuerete a seguirci.