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lunedì 16 settembre 2019

Recensione "Flawed. Il momento della scelta" di Cecilia Ahern - Tu leggi? Io scelgo!

Buongiorno lettori, oggi è il mio turno per questa rubrica, che adoro sempre di più, nata da un'idea di Rosaria.


La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante

L'ordine di scelta è casuale, abbiamo usato random.org e questa volta mi è capitata Erica (la sua recensione qui), del blog Libri al caffè.
Guardando le sue recensioni ho scelto questo libro, così finalmente posso finire questa dilogia, il primo mi era piaciuto molto.

Autrice: Cecilia Ahern
Titolo: Flawed. Il momento della scelta
Editore: DeA
Data di pubblicazione: 11 settembre 2018
Pagine: 410
Serie: #2 Flawed

Trama:
Celestine è in fuga. Fino a poche settimane fa era una delle ragazze più in vista della città: aveva una famiglia che la amava, un fidanzato meraviglioso e un destino invidiabile. Ora la sua esistenza si è trasformata in un interminabile incubo. La sua vita dorata non esiste più. Celestine è finita in cima alla lista dei ricercati della Gilda. È il nemico Numero Uno. Lei infatti è l’unica a possedere le prove che potrebbero distruggere per sempre il sistema che stabilisce chi è perfetto e chi Fallato. Chi merita un futuro e chi no. Perfino il giudice Crevan, capo del tribunale che l’ha condannata, è al suo inseguimento. L’uomo crede di poter facilmente mettere alle strette una come Celestine, una ragazza che ha perso tutto: famiglia, fidanzato, amici. Ma si sbaglia. Il tenebroso Carrick non l’ha abbandonata e anzi è più determinato che mai a sostenerla, qualunque sia la scelta di Celestine. Perché adesso a decidere sarà lei. Scappare e mettersi in salvo, o rischiare tutto, tornare nella tana del leone e demolire il sistema dall’interno? Dalla penna dell’autrice bestseller internazionale di P.S. I love you e Scrivimi ancora, il capitolo conclusivo della saga iniziata con Flawed. Gli imperfetti, una serie distopica che mette sotto i riflettori la follia della ricerca della perfezione. 


giovedì 15 dicembre 2016

Advent Blog Tour - Recensione "Il dono" di Cecilia Ahern

Eccoci qui, con un'altra recensione che fa parte del Advent Blog Tour, in collaborazione con Dolci del blog Le mie ossessioni librose.


Avete la possibilità di vincere diversi libri, tra cui una sorpresa, come la cover del libro di cui vi parlo oggi. Se volete iscrivervi siete sempre in tempo, questo il post. Basta lasciare un commento, davvero molto semplice.

Autrice: Cecilia Ahern
Titolo: Il dono
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2009
Pagine: 303

Trama:
Qual è il regalo più grande che puoi fare a te stesso? 
“All’inizio vi ho detto che questa storia racconta di una persona che riscopre se stessa, e per la prima volta si rivela agli altri. Pensavate che parlassi di Lou Suffern, giusto?
Sbagliato. Stavo parlando di tutti noi.”
Lou Suffern è un uomo in carriera, in guerra perenne con l’orologio: per lui svegliarsi la mattina vuol dire passare direttamente “dal sonno al lavoro”; vorrebbe, dovrebbe essere sempre in almeno due posti contemporaneamente; e nella sua agenda ormai da anni non ci sono spazi vuoti: nemmeno per i suoi due bambini, che pure amano di un amore testardo quel papà che non c’è. Finché, a pochi giorni dal Natale, ogni cosa cambia. A compiere l’incantesimo è un incontro, inatteso come sanno essere a volte le cose più belle. L’incontro con un uomo misterioso, forse un imbroglione, forse un pazzo, di certo un angelo. Nella notte più magica dell’anno, Lou riceverà da lui il dono più straordinario: un po’ di quel tempo che ha così tenacemente sprecato nella sua vita frenetica, proprio mentre pensava di sfruttarlo il più possibile, dimenticando le cose e le persone importanti. Perché il tempo non possiamo comprarlo o ipotecarlo: possiamo solo condividerlo con quelli che amiamo.
Il nuovo, acclamato romanzo di Cecelia Ahern è una favola romantica, emozionante e piena di sorprese: una storia che commuove e scalda il cuore proprio come un regalo di Natale inaspettato e perfetto.


Un episodio, grande o piccolo che sia, può influenzare una serie di individui. Gli eventi possono unirci.
Lou è un uomo d'affari molto impegnato, per lui il lavoro è tutto. Arrivista, concorre per una promozione e mentre sta facendo una cosa, pensa già a quella successiva. Non si ferma mai e non ha mai tempo per nessuno. Ha una famiglia unita che gli vuole bene ma che sta cominciando a stancarsi della sua assenza. Sua moglie ormai è rassegnata anche alle sue numerose scappatelle. Uno squalo nel suo lavoro e una delusione per tutti gli altri. Quelli che lui crede amici in realtà vogliono qualcosa da lui, nella stessa maniera in cui lui sfrutta gli altri.
Per la maggior parte delle persone normali le dimensioni non contano, ma Lou non voleva essere normale e considerava ciò che possedeva un'espressione della propria identità.
Finché una mattina non offre un caffè a Gabe, un senzatetto infreddolito che avrà il potere di sollecitare la sua coscienza e cambiargli la vita. Ma chi è realmente Gabe? E perché è così interessato a Lou?
Lou Suffren era convinto di sapere già tutto. E invece quello era soltanto l'inizio.
Ho iniziato a leggere questo libro e mi sembrava di avere fra le mani un incrocio fra Una poltrona per due e The Family Man. Molto Natalizio e molto commedia come si vede tanto in questo periodo. Però mi sono dovuta subito ricredere, perché non è così scontato, anzi!
Se state cercando il classico libro pieno di buoni sentimenti, allegro, divertente, prevedibile, questo non è quello giusto. E' ambientato a Natale, parla delle cose importanti nella vita, ma non lo fa in maniera frivola. E' molto profondo, sembra più una riflessione sulle cose veramente importanti della vita.
"Santo cielo, Lou, davvero pensi che un uomo come te possa cambiare in sei mesi?"
Mi è piaciuto anche il fatto che sia una vicenda raccontata. C'è una specie di storia contenitore, collegata direttamente a quella di Lou, che serve allo scopo. Mi ha dato ancor di più il gusto del Natale, dello stare insieme ad ascoltare gli altri.
Lo stile dell'autrice è molto scorrevole e con piacere ho constatato, di nuovo, che è molto versatile. Questo libro si discosta molto da i suoi più famosi, come Scrivimi ancora. Non è un libro d'amore, se non inteso come quello per la famiglia.
Ecco, quello che più mi ha colpito è proprio la diversità dai classici racconti di Natale. E poi il finale. Decisamente inaspettato.
Quel giorno Lou vide il mondo con occhi diversi. Invece che osservarlo dal tredicesimo piano, dietro un vetro fumé rinforzato, e da un'enorme poltrona di pelle, aveva deciso di immergervisi.
Quindi se volete leggere qualcosa di diverso e non prevedibile, che abbia però attinenza a questo particolare periodo io ve lo consiglio con tutto il cuore. Vi verrà voglia di fare una telefonata a qualche parente, di trovare tempo per una parola in più. Nel frattempo però avrete una lettura non sdolcinata ma capace di toccare il cuore.

Che ve ne pare? Vi ho dato un consiglio diverso dai soliti, avevo questo libro da leggere già da un po' e sono proprio contenta di averlo finalmente fatto.
Vi ricordo che per partecipare a Advent Blog Tour dovete commentare anche questa recensione. Le altre tappe le potete vedere sul calendario qui:



Aspetto allora i vostri commenti! Avete letto questo libro o altro di questa autrice? Vi incuriosisce?





sabato 17 settembre 2016

Recensione "Flawed: gli imperfetti" di Cecilia Ahern

Buongiorno lettori! Oggi vi parlo di un libro uscito da poco, che ha attirato da subito la mia attenzione già dal titolo, ma anche per la trama e per l'autrice. Sto parlando di Flawed: gli imperfetti scritto da Cecilia Ahern, edito DeAgostini che mi ha gentilmente inviato in ebook e che ringrazio ancora. Siete pronti a conoscere la storia di Celestine?

Autrice: Cecilia Ahern
Titolo: Flawed: gli imperfetti
Editore: DeA
Data di pubblicazione: 13 settembre 2016
Pagine: 377
Serie: #1 Flawed

Trama:
In un futuro non molto lontano, il giudice Crevan è a capo della Gilda, uno speciale tribunale con il compito di condurre una spietata crociata contro l’immoralità. È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a fuoco con una F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto, ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più, perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di soccorrere il pover’uomo e quel gesto si ripercuote su di lei con conseguenze drammatiche. Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene trascinata in tribunale davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un ragazzo misterioso e affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare.



Celestine è perfetta: figlia perfetta, studentessa perfetta, sorella perfetta, amica perfetta, fidanzata perfetta ecc. Lo pensa lei e anche tutti gli altri. Corregge i termini di tutti mentre conversa, abbina i colori dei vestiti in base a chi sta vicino e soprattutto ammira il giudice Crevan, padre del suo ragazzo e capo della Gilda, un organo politico/giudiziario istituito per punire chi commette qualcosa che non è moralmente giusto, facendolo diventare Fallato, marchiandolo a fuoco.
Bosco, che tranne me e Art conoscono tutti come il giudice Crevan, è a capo di un comitato noto come la Gilda. Istituita in origine dal governo come temporaneo strumento di inchiesta sul crimine, è diventata una struttura permanente con il compito di inquisire gli individui accusati di essere imperfetti, i Fallati. I Fallati sono cittadini che hanno commesso violazioni etiche o morali nei confronti della società.
Proprio così, in questo futuro immaginario, non così lontano e diverso dai giorni nostri, ci sono due categorie di persone: i Fallati e chi non lo è. Ai primi tocca una sorte peggio della prigione: non possono mangiare cosa vogliono, ma solo alimenti sani e stabiliti dalla Gilda, non possono adottare bambini (e neanche averne se entrambi i genitori sono Fallati), devono rispettare un coprifuoco, non possono stare vicini a più di un altro Fallato ecc. Devono sottostare a un mucchio di regole denigratorie e discriminanti per preservare la vera moralità. Celestine non mette in dubbio il suo mondo, d'altronde lei è perfetta e crede che sia giusto così, visto comunque che si viene indottrinati dalla nascita da questa propaganda.
E' come se dentro di me si fosse smosso qualcosa. Tutte le mie certezze, e forse anche le mie convinzioni, sono state messe alla prova.
Ma un giorno s'imbatte in un'ingiustizia troppo evidente. Un Fallato viene lasciato quasi morire perché aiutare un Fallato è un reato. E lei compie un gesto che stupisce tutti, prima fra tutti lei stessa. Ma ben presto si rende conto di essere solo una pedina e che il suo gesto viene sfruttato politicamente da tutti, trasformandola in un simbolo.
Sono diventata un burattino. Da una parte c'è chi vuole usarmi per dimostrare la parzialità della Gilda, dall'altra chi vuole usarmi per dimostrare l'esatto contrario. Sono la ragazza perfetta per entrambi i ruoli. Per alimentare la paura.
Sembra complicata la trama e forse lo è ma leggendolo non te ne accorgi neanche. La Ahern è bravissima a descriverti questo mondo, le sue regole, i suoi abitanti. Da come è stato presentato mi aspettavo un distopico young in cui la storia d'amore è al centro di tutto, ma non è così. Sono gli intrighi, la politica e soprattutto i sentimenti e le emozioni di Celestine.
Sono annientata. Mi hanno portato via tutto ciò che avevo di buono. Di me è rimasto solo un involucro coperto di cicatrici.
Leggere questo libro mi ha messo addosso un'ansia pazzesca, continuavo a dire "No, no, poverina, non è giusto!" e ho divorato le pagine per sapere cosa sarebbe (ancora) successo.
Questa autrice mi ha proprio stupito. Ho letto di suo Scrivimi ancora (un nervoso anche lì!) e Se tu mi vedessi ora, ma erano di un genere completamente diverso. Devo dire che ha avuto coraggio a cambiare così drasticamente, ma il risultato è decisamente positivo. Scrive benissimo, in modo semplice e adatto a tutti, anche ai più giovani. E poi i capitoli corti mi piacciono sempre e te lo fanno leggere ancora più in fretta. La protagonista è Celestine e la sua crescita interiore l'ho apprezzata molto. Anche i personaggi secondari sono ben definiti, sia i positivi che quelli negativi e sono anche molto credibili. Nel mio cuore ha un posto speciale la madre di Celestine.
La mia logica del bianco e nero adesso è una scala di grigi.
Consiglio la lettura di questo libro, primo di una duologia, perché è una bella storia, agghiacciante nella sua reale possibilità. Fa riflettere molto su cosa è importante e perché è sempre e comunque sbagliato uniformarsi troppo. Il finale lascia aperte molte questioni che non vedo l'ora di scoprire (un'idea di dove sia il famoso filmato me la sono fatta).
Cosa ne pensate di questo libro? Vi incuriosisce? Conoscete l'autrice?