Buongiorno lettori, dopo la pausa estiva torna l'appuntamento con la rubrica nata da un'idea di Rosaria, gestita da me e Chicca, che adoro sempre di più.
La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante.
L'ordine di scelta è casuale, abbiamo usato random.org e questa volta mi è capitata Emanuela.
Tra i suoi libri ho scelto questo, un classico che ancora non avevo letto e che volevo fare già da un po'.
Il libro:
Autore: Douglas Adams
Titolo: Guida galattica per gli autostoppisti
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: prima edizione italiana 1980
Pagine: 208
Serie: #1 Guida galattica per gli autostoppisti
Trama:
Lontano, nei dimenticati spazi non segnati sulle carte del limite estremo e poco à la page della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitargli intorno, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde. Quel pianeta sta per essere distrutto, per lasciare il posto a una gigantesca circonvallazione iperspaziale...
Volevo leggere questo libro da diverso tempo, non avendo mai
ancora letto nulla dell’autore ed essendo molto curiosa considerato le molte
recensioni positive, oltre al fatto che a me la fantascienza piace parecchio.
Complice una challenge e questa rubrica, questa estate ho finalmente affrontato
il libro, ma purtroppo non è andata come speravo.
Guida galattica per gli autostoppisti ci racconta le
disavventure di Arthur, l’ultimo terrestre che dopo la distruzione della Terra,
insieme al suo amico (scoperto poi alieno) Ford fanno letteralmente autostop
nella galassia e girano per l’universo, insieme a improbabili compagni di
sventure.
Se da una parte ho apprezzato il modo ironico di raccontare
la realtà – pur avendo alcuni anni certe cose non cambiano mai – dall’altra per
i miei gusti l’ho trovato eccessivamente surreale.
Ogni volta io mi stupisco di quanto ami il fantasy e la
fantascienza e di come invece abbia difficoltà con i libri surreali, ma
purtroppo anche stavolta è capitato così.
Inoltre, pur amando molto l’ironia nei libri, in quelli di
fantascienza purtroppo fatico a digerirli, è proprio un mio limite.
Il risultato è che ho faticato un po’ a leggere questo
libro, che seppur corto mi ha portato via diverso tempo e non mi è venuta
voglia di proseguire la serie, così come di leggere altro dell’autore.
Grazie a Chicca per la grafica





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