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lunedì 24 luglio 2017

#bancarellablogger a Pontremoli - La Ropolo c'era

Ciao a tutti, oggi sono qui per provare a raccontarvi l'incredibile esperienza vissuta nel weekend scorso quando, insieme alle mie socie, ho partecipato, in qualità di #bancarellablogger, alla serata conclusiva in cui è stato assegnato il 65° Premio Bancarella, a Pontremoli.


Il progetto bancarella blogger nasce a fine febbraio quando Amanda, libraia facente parte del direttivo dell'associazione librai indipendenti, ha contattato Laura La Libridinosa e le ha chiesto di formare una squadra che seguisse la manifestazione anche sui social e sui blog. Io sono stata inclusa in questo gruppo e non potrò mai ringraziarle abbastanza per la fiducia che hanno riposto in me, ne sono onorata e commossa.


In questi mesi abbiamo fatto diversi post, tra recensioni, interviste, spiegazioni sul premio ecc. e il 16 luglio c'è stata la premiazione. Saprete ormai tutti che il vincitore è stato Matteo Strukul con "I Medici. Una dinastia al potere", edito Newton Compton, a cui vanno i nostri complimenti.

Vorrei raccontarvi come ho vissuto io questi giorni, che sono stati magici e indimenticabili.

Sono partita da casa in compagnia della mia famiglia che mi ha accompagnata e ne ha approfittato per passare del tempo in un campeggio, al fresco e in piscina. Mi sono stati vicini lasciandomi però libera di vivere questo evento senza preoccupazioni, quindi non posso che ringraziarli per il sostegno!

Sono arrivata il sabato e dopo cinque minuti mi sembrava di essere in gita scolastica, insieme alle mie migliori amiche. Laura mi ha fatto le unghie e abbiamo chiacchierato senza sosta. Non solo con lei, con tutte, pure con Amanda che ho sempre visto come un capo e alla cui approvazione ho sempre ambito.
La cosa che più mi ha colpito, di nuovo, è questo senso di appartenenza, di comunione. Persone che ho visto dal vivo pochissime volte o, addirittura, per la prima volta; amiche però che ho sentito vicine come se ci incontrassimo ogni giorno. L'amicizia virtuale può esistere, ve lo assicuro! Ho trovato le sorelle che mi sono sempre mancate, delle complici. Abbiamo una grande passione comune e questa esperienza ci ha legate e unite in una maniera che fatico a spiegare. Laura, Stefania e Lea, Cristina, Deborah vi adoro!

Tornando al resoconto, sabato sera abbiamo cenato a Montereggio, il paese dei librai. E' un borgo stupendo, molto suggestivo, con le vie e le piazze intitolate agli editori. Abbiamo mangiato molto (pure troppo povera la mia dieta!), assaggiando anche i testaroli al pesto, piatto tipico locale, e concludendo la serata in terrazza a casa di un libraio sorseggiando vino e piluccando gorgonzola.
E' stato interessante osservare qualche dinamica interna alla Fondazione e all'associazione dei librai ed è cresciuta la mia ammirazione per Amanda e i suoi colleghi e per la passione che ci mettono.
Fin da questa serata ho riscontrato la considerazione che hanno avuto per noi. Ci hanno trattate come professioniste (sì, lo so, sono la prima a esserne stupita). Ci hanno ringraziate tantissimo (loro!) e siamo state incluse nella manifestazione proprio come parte integrante. Non sono neanche in grado di dirvi quanto questo è stato appagante, la mia paresi penso abbia raggiunto livelli critici di non ritorno.

Il giorno dopo abbiamo visitato Pontremoli che è un paese molto bello, ricco di storia e di scorci interessanti. La vista dal castello è stupenda. Abbiamo passato la giornata a prepararci all'evento della serata, sia psicologicamente che fisicamente.
Il cameratismo di nuovo era al massimo: trucco, parrucco, prove generali per il discorso della serata, siamo state frenetiche. Abbiamo riso e scherzato, sempre supportate dal nostro Sherpa, il compagno di Deborah che ci ha sostenute e accompagnate come un perfetto badante (hai un futuro, sappilo!).
E poi è arrivata la sera. Che emozione, a pensarci ho ancora le palpitazioni. La piazza era pronta, gli autori arrivati tutti tesi e sorridenti, uffici stampa, agenti, tecnici, librai, tutti insieme per gli ultimi preparativi. Abbiamo anche recuperato Anna Rita e Alberto Zuccalà (autore delle graforecensioni) e ci siamo sistemati in seconda fila, tutte pronte a salire sul palco.

Sì perché ognuna di noi ha presentato un autore, raccontando in meno di due minuti il libro. Dire che ero tesa è minimizzare, ero pietrificata, nonostante Dario Vergassola, che conduceva la serata, sia un grande artista e sappia gestire benissimo gli interventi.


Laura è salita per prima, ha raccontato del nostro progetto, invece io ho introdotto il libro di Cristina Caboni, che è una persona stupenda.
La serata poi è proseguita con lo spoglio dei voti e dopo tutto quanto con la cena. E' stata lunga, intensa, entusiasmante. Noi #bancarallablogger siamo piaciute, così ci è stato riferito, ma non potete immaginare quanto noi l'abbiamo apprezzato. Ci siamo sentite parte del progetto, ci hanno fatto sentire volute, apprezzate è tutto ciò davvero non ha prezzo.



Ma bando ai sentimentalismi, all'inizio del progetto vi avevamo annunciato che noi #bancarellablogger avremmo effettuato una nostra votazione, lo Sbancarella. L'abbiamo fatta prima della serata del 16 e il nostro vincitore è stato Lorenzo Marone con Magari domani resto ed. Feltrinelli.

Poco più di un anno fa ho aperto il blog, mi sembrava la giusta evoluzione di questa passione che mi riempie le giornate. Mi auguravo di poter incontrare qualche autore, di partecipare a qualche evento, ma neanche nella migliore delle mie speranze avrei immaginato di far parte di questo. E' stato magico!
La cosa che più mi ha colpita è come noi, io, Laura, Stefania, Lea, Deborah, Cristina, ma anche Amanda e lo Sherpa, siamo diventati una squadra. Siete un'altra famiglia per me.
Questa esperienza è stata eccezionale, mi sono sentita apprezzata e credo che ve ne parlerò ancora per molto. Sono grata per questa opportunità ed estremamente felice di essere riuscita a parteciparvi.

detta anche La Popolo

mercoledì 19 luglio 2017

Premio Bancarella - Le graforecensioni

Buon pomeriggio a tutti, oggi torno di nuovo in veste di #bancarellablogger. Come ormai saprete bene ho avuto l'onore di far parte del team di blogger che ha seguito l'evento e la scorsa domenica ero a Pontremoli per la serata della premiazione. Vi racconterò tutto presto, le emozioni sono state fortissime, è stata un'esperienza meravigliosa, fra le più intense che io abbia mai vissuto.
Oggi però voglio parlarvi di Alberto Zuccalà e delle sue Graforecensioni.
Io sono completamente incapace a disegnare, ma non riesco neanche a fare cosine semplici o stilizzate. I bambini dell'asilo fanno un lavoro migliore del mio, non sono solo negata molto di più!
Quindi quando guardo queste cose rimango a bocca aperta, perché per me è incredibile.
Alberto è bravissimo a disegnare ma anche a catturare l'essenza del libro stesso, io vi consiglio proprio di seguirlo, rimarrete ammirati come me. (Pagina facebook)


Alberto ha graforecensito anche i sei libri finalisti del Premio Bancarella 2017. Cliccando sotto la cover del libro rimanda al video su facebook.

































Bravissimo Alberto, le adoro! E a voi piacciono? 


venerdì 5 maggio 2017

Recensione "La guardia, il poeta e l'investigatore" di Jung-myung Lee

Eccomi qui di nuovo in veste di #bancarellablogger, per lasciarvi il mio pensiero di un altro libro della sestina finalista, quello che noi abbiamo soprannominato "Il coreano" perché dire il cognome fa impappinare.

Autore: Jung-myung Lee
Titolo: La guardia, il poeta e l'investigatore
Editore: Sellerio 
Data di pubblicazione: 21 gennaio 2016
Finalista premio Bancarella 2017

Trama:
In un campo di prigionia giapponese durante la seconda guerra mondiale si può morire per amore dell’arte e della letteratura. Un omicidio, una intricata cospirazione, due guardie, un giovane poeta e i suoi versi clandestini. 
Nel 1944 la Corea è sotto l’occupazione giapponese, e nella prigione di Fukuoka non si permette ai detenuti coreani di usare la propria lingua. Un uomo, una guardia carceraria, viene trovato brutalmente assassinato, e un giovane collega dall’animo sensibile e letterario viene incaricato di condurre l’indagine e trovare il colpevole. La vittima era temuta e odiata per la sua brutalità, ma quando l’improvvisato investigatore avvia la sua inchiesta interrogando custodi e detenuti, ricostruendo poco a poco i movimenti degli ultimi mesi, un diverso e sorprendente scenario si impone alla sua attenzione. Dall’inchiesta sull’uomo emerge il passato di un povero analfabeta orfano dei genitori, il faticoso riscatto attraverso il lavoro, la carriera nella prigione, la scoperta di una passione inaspettata, il ruolo di «censore» con l’incarico di controllare la corrispondenza in entrata e in uscita dal carcere. E soprattutto il legame con un detenuto particolare, un famoso poeta coreano, autore di scritti sovversivi. E proprio attorno al poeta ruota l’intera vicenda: nel corso dei suoi interrogatori il giovane si trova a parlare sempre di più con il prigioniero e, come prima di lui la guardia assassinata, a immergersi in un dialogo fatto di letteratura, d’arte, di libertà. Si scopre a desiderare la bellezza dei suoi versi clandestini, a subire il potere eccitante e al tempo stesso rasserenante della parola poetica.
Calibrando suspense e ricostruzione storica, dolore e dolcezza, il romanzo dipinge un universo di contrasti: le condizioni dei detenuti obbligati ad abolire il proprio nome, la costante violenza fisica e psicologica alla quale sono sottomessi, il raggio di luce dei poemi del poeta realmente esistito Yun Dong-ju le cui parole diventano merce di contrabbando, balsamo di speranza, sfida provocatoria e coraggiosa alla crudeltà degli esseri umani.



Libro ambientato durante la seconda guerra mondiale nella prigione di Fukuoka, in Giappone. E qui inizio col dire che mi ci è servito del tempo prima di capirne l'ubicazione, così come la nazionalità del protagonista, la giovane guardia carceraria giapponese.
Il problema principale è proprio la mia ignoranza in fatto di nomi e luoghi che, essendo così lontani dal mio quotidiano, fatico anche solo a pronunciare.
"La vita è poesia", disse Hiranuma. "Le poesie che scrivi riflettono il modo in cui vivi la tua esistenza".
In questo carcere è stato commesso un crimine, o almeno ne è stato commesso uno che salta subito all'occhio perché non conforme alle leggi: è stata brutalmente uccisa una guardia, una di quelle più efferate e che meno avevano pietà con i prigionieri, soprattutto quelli di nazionalità coreana.
Un giovane libraio, arruolato da poco e spedito lì, ne prende il posto indagando nel contempo e scopre che non tutto è come sembra, partendo proprio dalla vittima: in realtà "il macellaio" era un poeta in erba e forse per questo è stato ucciso. Ma la guerra prosegue e le sorti cambiano e chi è controllore diventa detenuto. Non rimane che la verità, finalmente da svelare.
L'unica cosa che è cambiata è che ora dietro le sbarre ci sono io, la mia divisa marrone da guardia è diventata quella rossa da prigioniero e sul petto porto stampato un numero in cifre nere: D29745.
Ho faticato a leggere questo libro, è complicato, intenso. Innanzitutto per il motivo detto sopra, la difficoltà con nomi per me non facili. E' spiazzante. Poi ci sono diversi periodi temporali, prima, durante e dopo la guerra, che spiegano il racconto, ma non sono facili da capire. Spesso ho dovuto rileggere dei pezzi per raccapezzarmi e questo ha appesantito la lettura.

Una parte fondamentale è la poesia. Diverse composizioni sono inserite e formano parte integrante del testo che assume una connotazione quasi lirica. Molto profondo, ma non ha aiutato la scorrevolezza.

La storia però è interessante. Mi è piaciuto questo continuo scambio di ruoli, questo non focalizzare mai un personaggio come netto, un perpetuo scoprire il prossimo. Credo che un messaggio da trasmettere fosse questo: è sbagliato giudicare o cercare di capire una persona da pochi gesti.
Sugiyama viveva unicamente attraverso le dicerie. Solo con la sua morte riuscii finalmente a rendermi conto della sua esistenza. Compresi allora, per la prima volta, che non sapevo niente di lui.
E poi l'amore per lo scritto, la poesia e la letteratura. La guardia/libraio diventa censore ed è costretto a bruciare i libri definiti dal sistema come sovversivi. La sua sofferenza è palpabile.
Senza svelare troppo della trama anche l'idea dei prigionieri coreani mi è piaciuta. 
Mi mancò il respiro. In quel momento capii che erano quelle poche parole, non i proiettili o le bombe, a uccidere i soldati mandati a morire sul campo di battaglia. Una sola riga aveva il potere di capovolgere il mondo e di distruggere molte vite umane; ecco come i ragazzi diventavano soldati, venivano spediti al fronte a combattere.
Di sicuro fa riflettere molto, sulla tragedia della guerra e sulle condizioni disumane dei prigionieri. Sulle angherie che subivano, continuando a sperare nella libertà (bellissima la scena dell'aquilone).
Tanto anche sulla scelta giusta da fare e su quanto una persona può essere diversa, se solo lo vuole.
Un libro difficile da leggere, profondo e impegnativo che richiede molta concentrazione e pregno di spunti di riflessioni.
Voto:






lunedì 13 marzo 2017

65.ma edizione premio selezione Bancarella - L'annuncio dei finalisti

Ciao a tutti, è lunedì ma io sono ancora piena di energia e di entusiasmo da venerdì. Come vi ho già accennato qui partecipo a questa splendida iniziativa relativa al Premio Bancarella, insieme ad altri nove blogger.

Venerdì scorso a Novara c'è stata la presentazione della Sestina Premio Selezione Bancarella 2017, alla quale io ho partecipato insieme a Laura, che appena posso seguo, non a caso sono la sua stalker! Dire che è stata un'esperienza straordinaria è minimizzare, spero di riuscire a raccontarvela al meglio.
Nel pomeriggio ho raggiunto la sede della conferenza stampa, dentro l'edificio del Conservatorio "Guido Cantelli". Il posto è veramente molto bello e abbiamo avuto anche un basso sottofondo musicale, decisamente piacevole.
Quando sono arrivata ho incontrato Amanda, la nostra referente per questo progetto, che è molto carina e disponibile e mi ha accolto come un'amica. E quando finalmente è arrivata Laura (che qui lo dico era in ritardo!) mi sono sentita veramente speciale. Noi due siamo state trattate con molto rispetto, come se fossimo vere professioniste del mestiere. Sono stati tutti molto carini.
Mi ha fatto tanto piacere notare che tutti quanti prestano attenzione al mondo del blog e dei social. Lo vedono come un investimento e non hanno minimizzato il lavoro che facciamo, anzi ne hanno riconosciuto i meriti. Questo è stato veramente gratificante.

E' poi iniziata la conferenza stampa, dopo una breve introduzione delle autorità, Sindaco di Novara, Sindaco di Pontremoli, rappresentanti della Fondazione Città del Libro, Associazione dei Librai del Premio Bancarella e Circolo dei lettori, si è passati a presentare ufficialmente i sei finalisti. L'evento è stato condotto dallo scrittore Marco Cubeddu e il Presidente del Premio Bancarella 2017 è Marcello Simoni.
Mi sono sentita veramente giovane, perché appena hanno iniziato a snocciolare nomi io e Laura siamo partite con un tam tam sui social, dove le altre nostre colleghe aspettavano per condividere. Io non sono così tanto sciolta, diciamo che mi sto allenando, ma ho digitato più # e @ in quel momento che in tutta la vita. Abbiamo fatto in modo che questo evento fosse mediatico e condiviso in tempo reale. 

Delle modalità di selezione e svolgimento di questo premio parleremo in questi mesi insieme agli altri blog coinvolti. Venerdì era la giornata di presentazione della Sestina.

I libri in concorso sono: 

- "Il giardino dei fiori segreti" di Cristina Caboni ed. Garzanti
- "I medici" di Matteo Strukul ed. Newton Compton
- "Gocce di veleno" di Valeria Benatti ed. Giunti
- "La guardia, il poeta e l'investigatore" di Jung-myung Lee ed. Sellerio
- "La locanda dell'ultima solitudine" di Alessandro Barbaglia ed. Mondadori
- "Magari domani resto" di Lorenzo Marone ed. Feltrinelli

Dopo la presentazione ufficiale sono riuscita a conoscere tutti gli autori, tranne Jung-myung Lee che non è potuto venire, ho scambiato qualche parola e sono riuscita anche a fare qualche foto con loro. 
E' sempre un'esperienza per me riuscire a incontrare di persona gli autori, scambiare due parole, questa volta il tutto è stato amplificato da questo progetto e la mia emozione questa volta si è mischiata alla loro, quindi se vi sembra che nelle foto io abbia una paresi non è così, è solamente felicità allo stato puro!

Finita questa parte che vedeva coinvolti solo gli addetti ai lavori ci siamo spostati in Auditorium dove dopo un breve concerto di percussioni a cura degli artisti del Conservatorio si è passati all'incontro con il pubblico. Qui ho salutato la mia amica e socia che è dovuta rientrare, mentre io ammetto di essermi un pochino distratta perché mandavo messaggi anche a mio figlio (prove pratiche di adolescenza). 
Finita la parte musicale la Sestina è stata presentata al pubblico ma in una maniera particolare. Ogni libro è stato introdotto da un testimonial che lo ha descritto come se si trattasse di vino, abbinandogliene anche uno. Decisamente un modo originale! Inoltre i vari autori hanno poi letto una parte dei loro lavori, cosa che è sempre molto emozionante da sentire.


Terminato questo io ho preferito rinunciare al buffet, visto che mi aspettavano ancora due ore di macchina. Posso dire però che la contentezza non mi ha abbandonata e che se avete visto sulla Torino Milano una pazza che cantava col sorriso stampato ero io! 
Questa prima esperienza da #bancarellablogger (ormai sono lanciatissima) finisce qui ma nelle prossime settimane fino alla serata conclusiva del 16 luglio io e gli altri blog coinvolti vi terremo compagnia con notizie sul premio e ovviamente le recensioni della Sestina. 


Non vedo l'ora di cominciare a leggerli, grazie ancora Amanda per avercene dati copia. 
Spero di essere riuscita a trasmettervi l'emozione che tutt'ora mi accompagna per questo incontro e questo progetto. Inoltre, come premio aggiuntivo, tutto questo mi permette di vedere e stalkerare maggiormente Laura, ed è sempre una cosa bella. Se volete leggere il suo parere lo trovate qui.
Alla prossima