Ebbene sì non state sbagliando, sto pubblicando la recensione di un classico! Chi mi conosce già un po' sa che non amo troppo leggere questo genere, perché ho già dato abbondantemente ai tempi della scuola. Oltretutto io amo i libri scorrevoli e per definizione questi non lo sono. Però la challange La ruota delle torture letture me l'ha imposto. Avevo deciso di saltare il punto ma poi ho visto che in libreria avevo questo titolo che ancora non avevo letto e ho deciso di provarci, e ci sono riuscita!
Autrice: Harper Lee
Titolo: Il buio oltre la siepe
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: in Italia la prima volta nel 1960
Pagine: 306
Trama:
In una cittadina del "profondo" Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un negro accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrare l'innocenza, ma il negro sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un po' di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale.

Oh come mi è piaciuto questo libro! E come me l'aspettavo diverso! Il titolo è famoso per la sua denuncia alla discriminazione nei confronti delle persone di colore, ed è anche vero, ma non è solo quello.
Siamo in Alabama, all'inizio del secolo scorso, e la storia è raccontata di Scout, una bambina di sette anni figlia di un avvocato bianco che crede fermamente nella giustizia e in quello che fa. Lei e suo fratello Jem (13 anni) vivono spensierati, giocando col loro amico Dill e la loro massima preoccupazione è riuscire finalmente a vedere il volto del vicino di casa, che è ammantato da una cappa di mistero e non esce mai di casa. Le cose inizieranno a complicarsi quando il padre dovrà difendere un uomo di colore accusato di stupro. Niente sarà poi come prima, perché loro impareranno molto sul comportamento umano e sui loro concittadini.
Questo libro è ideale per essere letto dai ragazzi. Lo stile è abbastanza semplice, nonostante sia stato scritto già da un po'. In più tratta argomenti forti ma lo fa con il punto di vista di una bambina, quindi in maniera per niente forte o esagerata.
Per la prima metà del libro si racconta la loro vita, che è particolare in quanto Atticus, il padre, è un uomo fuori dal comune in moltissimi sensi. E' un giusto, che li tratta anche con distacco, ma che insegna loro i veri valori della vita, vuole che imparino a pensare con la propria testa e ad accettarne le conseguenze. L'argomento del razzismo in questa prima parte quasi non viene toccato, se non per raccontare come si viveva. Mi è sembrato quasi di leggere un libro di Fannie Flagg, di sentire i profumi del Sud. Fa conoscere bene la vita in Alabama in quel periodo, in una piccola cittadina, dove non possono esistere segreti ma lo stesso ci sono. Mi ha stupito il mio enorme apprezzamento di questo, di solito le descrizioni eccessive dell'ambientazione non sono il mio forte. Ma forse il punto di vista di Scout ha donato al libro un'accezione da romanzo di formazione, che mi ha pienamente conquistata.
La parte del processo e delle sue conseguenze poi l'ho vissuta aspettandomi sempre il peggio, memore di altri libri e film. Invece il tutto viene raccontato in maniera mi viene da dire sussurrata, senza però togliere peso a questa ingiustizia.
Questo argomento mi agita sempre tanto, mi fa arrabbiare e mi sorprende ogni volta come l'animo umano arrivi a fare certe cose. E in questo libro fa capire anche molto bene quanto le stesse persone che fanno discriminazioni eclatanti si giustifichino come se agissero nel giusto e si permettano di criticare gli altri che fanno la stessa cosa. La parte che parla di Hitler è forse quella che più mi ha fatta riflettere.
E' stata comunque una lettura impegnativa perché lo stile non è quello a cui sono abituata, ma per il resto non ho faticato a leggerlo, anzi mi dispiace aver aspettato così tanto a farlo. Sicuramente lo farò leggere ai miei figli fra qualche anno, secondo me dovrebbe essere obbligatorio a scuola.
Se non l'avete ancora fatto vi consiglio di leggere questo libro, non aspettandovi qualcosa come Mississippi Burning o Il colore Viola, ma piuttosto tipo Stand by me con una connotazione sul razzismo.
E ora sono curiosa, voi l'avete letto, magari a scuola? Cosa ne pensate? Ringrazio ancora la premiata ditta Laura e Laura senza le quali non so se l'avrei fatto.