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venerdì 9 febbraio 2018

5 cose che... 5 personaggi letterari che vorrei diventassero i miei migliori amici

È venerdì quindi rubrica


Ideata da Twins books lovers ogni settimana viene scelto un argomento e si devono indicare le varie preferenze.

L'argomento di oggi è:   
personaggi letterari che vorrei diventassero i miei migliori amici


Limitarsi a 5 è stata una fatica. In ogni libro che mi è piaciuto c'è almeno un personaggio che vorrei fosse reale e presente tra i miei amici. È una cosa sadica questa limitazione ma ci proviamo dai.

Pronti? Via!

venerdì 1 settembre 2017

5 cose che... 5 libri da consigliare, uno per genere: fantasy, fantascienza, rosa, narrativa, classici

Buongiorno, è venerdì e quindi è il giorno di questa rubrica, che mi piace molto e vorrei cercare di farla sempre, vi fa piacere?


Ideata da Twins books lovers ogni settimana viene scelto un argomento e si devono indicare le varie preferenze.
L'argomento di oggi è:         5 libri da consigliare, uno per genere: fantasy, fantascienza, rosa, narrativa, classici


Siamo pronti? Via!

Fantasy

"La figlia di Odino" di Siri Pattersen

Avevate forse qualche dubbio? Ormai inserisco questo titolo in ogni conversazione, perché secondo me merita veramente di essere letto! 














Fantascienza

"Illuminae" di Amie Kaufman e Jay Kristoff

Il miglior libro 2016 per me. E' una genialata e secondo me già solo per come è fatto va letto. Rigorosamente in cartaceo.
















Rosa

"Your name" di Makoto Shinkai

Prima che a qualcuno venga una sincope su Amazon viene classificato anche come rosa e visto che ci tenevo a metterlo in qualche modo eccolo qui. E' particolare e mi ha colpito al cuore.











Narrativa

"Non ditelo allo scrittore" di Alice Basso

Lo so, questo è il terzo ma io amo questa serie, amo l'autrice e amo Vani Sarca. Poi per me questo è il migliore. Se non conoscete ancora questa storia (eresia!) dovete assolutamente recuperare.














Classici

"Il buio oltre la siepe" di Harper Lee

Non leggo più molto i classici ma questo mi è rimasto particolarmente impresso sia per la tematica che per lo stile. Non è una lettura così difficile ma lascia dentro una marea di emozioni.















Li conoscete? Voi cosa mi consigliate?


mercoledì 24 maggio 2017

Recensione "Non ditelo allo scrittore" di Alice Basso

Buongiorno a tutti! Vi chiedo già scusa preventivamente per questa recensione, ma è difficile riuscire a trasmettere le emozioni che mi ha suscitato. Alice in questo libro si è superata.

Autrice: Alice Basso
Titolo: Non ditelo allo scrittore
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 18 maggio 2017
Pagine: 316

Trama:
A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c’è nella testa delle persone. Una empatia innata che Vani mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno. Una capacità speciale che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno. 
Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l’abbandona mai. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun’altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l’abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica.
Vani è ormai uno dei personaggi più amati dai lettori italiani. Dopo il successo dell’Imprevedibile piano della scrittrice senza nome e di Scrivere è un mestiere pericoloso, Alice Basso torna con la perfezione e l’originalità di uno stile che le ha portato l’ammirazione della stampa più autorevole. Un nuovo romanzo, stesse caratteristiche imperdibili: libri, indagini, amore e una protagonista che diventerà come un’amica un po’ strana che non riuscirete più ad abbandonare.


A me piacciono poche persone, è un dato di fatto. Quando hanno distribuito tolleranza e stima verso il prossimo sono arrivata tardi perché c'era coda allo sportello del cinismo.
Ok fermi tutti. Era tipo un anno che aspettavo questo libro. Gli altri due prima di questo li avevo semplicemente adorati, nel frattempo ho avuto l'onore di conoscere di persona Alice e ho iniziato il mio hobby di stalkeraggio anche nei suoi confronti, perché oltre a essere una brava autrice e cantante, lei è anche simpaticissima. Quindi le aspettative non erano solo alte, molto di più. E volete saperlo? Non solo non sono state disattese, ma il gradimento è stato ancor più grande di quanto mi aspettassi. 
Prima di passare a questo libro bisogna aver letto i due precedenti, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome e Scrivere è un mestiere pericoloso. Altrimenti non si può apprezzare in pieno, ma se non l'avete ancora fatto, correte e subito a recuperarli, perché: 1) sono meravigliosi, 2) si leggono in pochissimo tempo, 3) si trovano entrambi in edizione economica, 4) ve lo dico io che, come Vani, sono Una Che Capisce.
Ma a quanto pare quest'empatia del tutto priva di simpatia, se così si può chiamare, mi è sempre venuta naturale, fin da quand'ero piccola, e così ne ho fatto il mio mestiere.
La trama di questo libro è molto interessante ma come per gli altri prima, passa in secondo piano rispetto alla protagonista. Sì perché il punto di forza di tutto è proprio lei, Vani Sarca, professione ghostwriter, dall'aspetto e dai modi di fare simili a Lisbeth Salander (protagonista della Millennium Trilogy di Stieg Larsson). Piccola nota per l'autrice: grazie per il riferimento presente, io l'ho veramente apprezzato.
Al banco è seduto un pipistrello. Un pipistrello enorme oppure un vampiro in miniatura. Una cosa a forma di adolescente ma tutta nera e lucida e chiusa in sé stessa come un origami di vinile. 
Vani questa volta verrà messa di fronte a un'altra persona che fa il suo stesso lavoro, che ha il medesimo approccio verso la gente. Questo incontro è quasi un guardarsi dal di fuori e le farà aprire gli occhi su cosa lei si aspetti dalla vita, non solo su cosa non vuole. Sono sibillina ma non voglio rovinarvi l'esperienza meravigliosa che è scoprirne la trama.
La cosa predominante del libro è proprio la crescita interiore della protagonista. Si mette a nudo, ricordando anche episodi passati che ci permettono di capirla meglio, fa autocritica e finalmente capisce chi è e cosa vuole,  incominciando così ad accettarsi e ad accettare l'affetto che le persone intorno a lei provano costantemente a dimostrale. E' più introspettivo, vengono a galla le fragilità di un personaggio all'apparenza così forte.
Forse inizio ad averne abbastanza di vivere in guerra. Forse a me un po' di pace non farebbe più tanto schifo.
Naturalmente c'è sempre una parte di giallo, un mistero da risolvere. E ritroviamo tutti i personaggi secondari già conosciuti precedentemente: Berganza, Riccardo, Morgana, Ivano, Irma, Enrico, Laura ecc. 
Ma secondo me, oltre alla caratterizzazione dei personaggi, la componente che determina la forza di questo libro è lo stile di Alice. Ironia allo stato puro, un modo accattivante di presentarti le cose, descrivendole bene senza annoiare mai. Io l'ho letto in un momento in cui avevo proprio bisogno di ridere e il suo dovere l'ha svolto perfettamente!
E' veramente seccante essere sempre quella che deve dire ad alta voce ciò che un minimo di attenzione in più basterebbe a svelare. Ambasciator non porta pena. Sì, un cazzo.
Si ride molto in questo libro, anche se non mancano gli spunti di riflessione. Mi è tornato in mente il mio professore di italiano, GDP (sì, ha un suo acronimo), perché come Reale non insegnava soltanto il programma ministeriale, ma dava lezioni di vita. E per me come per Vani è stato fondamentale in quegli anni difficili già da soli senza altre complicazioni.
Gli adolescenti sono così stronzi. Devono sempre criticare per il gusto di criticare, anche quando non lo pensano davvero. Anche lei critica sempre tutto, però lo pensa eccome.
Non credo di avervi fatto capire che tipo di libro sia, ma fidatevi e leggetelo, davvero! E diffondete il verbo.
Voto:
(solo perché di più non esiste, ma meriterebbe altri rinoceronti)

E adesso chi è con me? Bisogna appostarsi e cercare tutte le presentazioni, consigliarlo a tutti, rincorrere, sollecitare e far bene gli stalker perché un anno è lungo e io voglio tipo adesso il nuovo libro. Anzi adesso è già troppo tardi. #escistocazzodiquartolibro


martedì 16 maggio 2017

Blogtour "Non ditelo allo scrittore" di Alice Basso


Buongiorno a tutti, tocca a me parlare di Alice Basso e dei suoi libri, che bello! Io adoro Vani e sono felicissima perché il 18 si avvicina!
Oggi affrontiamo l'argomento musica. Come ben saprete (e se per caso non lo sapete male! Dovete assolutamente recuperare), nel secondo libro, Scrivere è un mestiere pericoloso, Vani compone una canzone per Ivano. Ma forse non tutti sanno che per Alice la musica ha una certa importanza!

Ho fatto una chiacchierata sulle canzoni con quel vulcano che è Alice, ve la riporto:

Chiara: Parlami un po' della tua attività musicale, dai, siamo curiosi!
Alice: Allora allora. Parlare della mia attività musicale mi fa sempre ridere. Cioè, tu che mi conosci sai che mi fa ridere parlare praticamente di tutto, ma - credimi - parlare di questo mi fa ridere in modo particolare. Perché, ovviamente, io non sono una vera musicista. E quando durante un'intervista o una presentazione arriva il momento in cui sento dire "Alice, tu sei anche una musicista..." inizio immediatamente a visualizzare, nell'ordine: il mio professore di sassofono degli anni Novanta che si mette le mani nei capelli; un paio di amiche diplomate in musica che si alzano di scatto dallo sgabello del piano e se ne vanno sconsolate; gli avventori tipici dei locali medi nei quali suono di solito con le mie band (un pugno di tizi che ci fosse stata la tv avrebbero guardato la partita, ma stasera c'è un concerto, quindi sentiamoci 'sto concerto. Per dire il pubblico di nicchia). 
Chiara: *ride e pensa al professore e ride di nuovo*
Alice: Ho studiato musica come una persona seria per tutta la mia adolescenza, questo sì, con i miei bravi esami da Conservatorio. Nove fisso in dettato melodico, tre in setticlavio. (Chiaramente adesso, a vent'anni di distanza, se va bene mi ricordo che erano faccende che riguardavano dei pentagrammi.) Studiavo sassofono, che è uno strumento meraviglioso, perché riesce ad evocare fumose atmosfere noir d'inizio secolo e allo stesso tempo a distruggerti la voglia di vivere, se lo studi appunto secondo i programmi ministeriali. Per capirci: passi il tempo a esercitarti suonando gighe e minuetti. Col sax. Per farti la tecnica, capisci. Poi se sei fortunato passi a qualche rudimento di improvvisazione, di jazz... oppure, se sei me, a quel punto hai finito il liceo, vai fare l'università fuori casa, vivi in collegio, e in collegio il sax smetti di suonarlo, perché non vuoi finire ammazzato dagli altri 200 inquilini che devono studiare al di là dei muri fatti di biscottino Plasmon.
Chiara: Alice in collegio, pensa al libro che ne verrebbe fuori... Però per fortuna non ha desistito.
Alice: Però a stare senza suonare non ci riuscivo, così ho adottato la chitarra dismessa di un ex fidanzato e ho imparato a suonarla abbastanza da poter continuare a scrivere canzoni (cosa che prima, a casa, facevo con il piano). Cantarci su non era un problema nemmeno prima, perché suonare il sax ti insegna anche a cantare. E così, per qualche anno, diciamo dai 20 ai 25, scrivere canzoni è stata la mia attività artistica preferita: forse non più che scrivere romanzi, ma di sicuro alla pari - e di certo in quel periodo ho scritto molte più canzoni che libri.
Chiara: Grazie ex fidanzato! Che sensazioni ti fa provare scrivere canzoni? 
Alice: Scrivere canzoni è un piacere tutto particolare. Chi ama scrivere - scrivere prosa, intendo - conosce il gusto del cercare la frase giusta, l'immagine precisa, il ritmo di un dialogo. Scrivere canzoni è tutto questo ma con due sfide in più: il vincolo della metrica e il vincolo della lunghezza. Azzeccare un verso che fila in buon italiano ma che si adagia anche bene sulla melodia è una soddisfazione pazzesca! A me poi è sempre piaciuto scrivere in inglese - sfida ulteriore. (Perché in inglese? La migliore risposta me la diede una volta una mia amica di diciannove anni, che scriveva anche lei: "Credo mi faccia sentire meno vulnerabile". A meno che non ti debba esibire davanti a un pubblico anglofono, eh eh). Fatto sta che, per farla breve, il gusto speciale dello scrivere testi non me lo sono mai dimenticato.
Chiara: L'idea della canzone di Ivano è nata per caso o era un tuo pensiero da tanto?
Alice: Quando ho iniziato a scrivere le storie di una ghostwriter, che per mestiere scrive qualsiasi cosa, di qualsiasi genere, con qualsiasi linguaggio e codice, già sapevo che sarebbe stato un sacco stimolante infilarci anche lo scrivere canzoni. A dirla tutta ho aspettato il secondo libro, per farlo, per non mettere troppa carne al fuoco. Ma non vedevo l'ora :)
Chiara: Suoni in una band? 
Alice: Al momento suono in due band. Una si chiama Spare Wheels: ridiamo tantissimo, mangiamo un sacco di hamburger, arrangiamo in acustico classici del rock, oppure facciamo pezzi nostri. Nostri per il momento vuol dire miei, perché anche se ultimamente ho un po' rallentato la produzione di canzoni a favore di quella di romanzi (ah ah, mi sento una parolaia on demand...) qualcosa qua e là ci scappa sempre. L'altra band si chiama Soundscape 2.0 ed è costituita interamente di ragazze. Da ragazze tredici anni più giovani di me. E' un incentivo costante a mantenere la pelle idratata, la forma fisica, e anche a studiare, perché come tutte le ragazze giovani e motivate le Soundscape studiano un casino e io devo stare al passo (anzi, dopo aver finito qui, ricordami che vado a ripassare cosa cavolo è il setticlavio). Con le Soundscape ho anche messo in musica la canzone che si trova nel secondo libro ("Scrivere è un mestiere pericoloso"): "Il gioco dell'Inferno e Paradiso". Me la immaginavo suonata dalla band di Morgana, e la band di Morgana me la immaginavo con un sound molto vicino a quello delle Soundscape, così gliel'ho proposto e, pronti!, canzone fatta. Divertentissimo. Il mio allora-fidanzato-ora-marito, che è un musicista (lui sì: suona in una band metal chiamata Airborn, che ha un sacco di fan soprattutto in Germania) ci ha registrate, mixate e tutte quelle cose là per farne un file professionale, e Garzanti l'ha pure diffusa. Volete sentirla? E' qui :)


E siccome ci siamo divertite così tanto stiamo iniziando a mettere le mani anche sulla canzone che sarà presente nel terzo libro. Perché sì, ci sarà eccome, una canzone anche nel terzo libro. Potevo rinunciare a una roba che mi piace così tanto fare? :)
Chiara: Assolutamente no! Non vedo l'ora di sentire anche quella nuova! 

E' venuta un po' lunghetta questa chiacchierata, ma io ho riso tantissimo e dalle risposte si capisce l'importanza della musica e delle canzoni negli scritti di Alice.

E ora... GIVEAWAY


Regole di partecipazione

Coloro che parteciperanno attivamente, commentando tutti i post del Blogtour, avranno la possibilità di aggiudicarsi una delle tre copie del nuovo romanzo di Alice Basso, Non ditelo allo scrittore. Riterremo valida la partecipazione solo di coloro che avranno seguito tutte le regole specificate sopra e che avranno commentato TUTTE le tappe del Tour entro le ore 12 di sabato 20 maggio. Nel pomeriggio del 20 maggio procederemo con l'estrazione dei vincitori tramite il sito Random.org . I vincitori saranno contattati da noi via mail per concordare la spedizione e annunciati con un post sulle pagine Facebook dei blog organizzatori (quindi domenica 20 occhio a Facebook!).


Cosa state aspettando?