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martedì 8 giugno 2021

Recensione "Ombre sul Naviglio" di Rosa Teruzzi

Ringrazio la casa editrice per la copia

Autrice: Rosa Teruzzi
Titolo: Ombre sul Naviglio
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 6 maggio 2021
Pagine: 160
Serie: I delitti del casello #6

Trama:
Una nuova indagine della fioraia del Giambellino

Sul finire dell’estate più piovosa di sempre, un terzetto di rapinatori mascherati minaccia Milano e la Riviera romagnola. La polizia non riesce a venirne a capo: perché i tre indossano vistosi costumi ispirati ai personaggi delle favole? Perché il Gatto con gli Stivali, la Fata Turchina e Zorro prendono di mira modesti studi professionali, bar scalcinati e perfino un circolo ricreativo per pensionati? Il caso dà filo da torcere anche alle Miss Marple del Giambellino, e per Libera diventa una preziosa distrazione: ha appena saputo che Gabriele, l’uomo che ama da sempre, sta per sposarsi. La fioraia milanese avrà il coraggio di affrontare gli ostacoli che intralciano la loro relazione? O per lei è arrivato il momento di rinunciare al commissario e di aprirsi a un dolce e assiduo corteggiatore? Con il procedere dell’indagine, ai tormenti del suo cuore si aggiunge un’inaspettata, sconvolgente rivelazione. Perché la maschera di uno dei banditi nasconde un segreto che la riguarda da vicino…






venerdì 11 settembre 2020

Purché sia di serie - Recensione "Millennio di fuoco. Raivo" di Cecilia Randall e recensione di Ludovica di "Ultimo tango all'Ortica" di Rosa Teruzzi

Buongiorno, torna dopo la pausa estiva la rubrica sulle serie, nata da una mia idea e che ha come obiettivo di cercare di portarne a termine qualcuna delle millemila iniziate.

Appuntamento fisso quindi ogni 11 del mese per parlare di serie.
 
 
 
 
La rubrica quindi consiste nel leggere mensilmente un libro appartenente a una serie cominciata (quindi non il primo) e di parlarne sul blog, però con una recensione speciale in questo caso.
Infatti per invogliarmi ho pensato di cambiare un pochino il metodo, avvisando prima. Farò una cosa che normalmente aborro, cioè farò spoiler, sulla serie e sul libro letto. Più un delirio da fangirl, che richiama perciò i gruppi di lettura sui social, che una recensione vera e propria.

Appuntamento fisso anche per Ludovica, mia cara collaboratrice, quindi armatevi di pazienza perché le recensioni saranno due.

Per questa rubrica ho voluto concludere questa dilogia, che attendeva da un po'.
Il libro:
Autrice: Cecilia Randall
Titolo: Millennio di fuoco. Raivo
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 16 settembre 2014
Pagine: 452
Serie: #2 Millennio di fuoco

Trama:
Dopo tante battaglie e peripezie Seija, l'E­roina di Etten, è finalmente riuscita a fuggire dal castello di Raivo, l'umano convertito alla causa dei demoniaci vaivar, che tanta morte e distruzione ha seminato sul suo cammino. Eppure qualcosa in lei è cambiato per sempre. Conosce il motivo per cui Raivo ha voltato le spalle agli umani, accettando di trasformarsi nella creatura che guida gli eserciti dei demoni. Sa che lui, che il mondo adesso teme e chiama "il Traditore", è in realtà il primo a essere stato tradito, secoli prima, il giorno in cui una congiura di palazzo ha sterminato il suo popolo e ucciso la donna che amava. Quella donna identica a lei. Quella donna che lui non ha mai dimenticato. Per questo, adesso che ha perduto le tracce di Seija, è pronto a tutto per ritrovarla. Seija, nel frattempo, come un animale in gabbia, è tenuta lontana dai campi di battaglia, destinata a sposare il principe Lothar di Svevia e a ricompattare le fila degli umani. Ma forse le cose non sono come sembrano. Forse sia nell'alto consiglio degli umani sia in quello dei vaivar, agli ordini della terribile regina Ananta, ci sono forze che cospirano di nuovo per il proprio potere personale, indifferenti all'esito della guerra. Mentre un'attrazione inesorabile come il destino spinge Seija e Raivo alla resa dei conti, tra nemici, amici, traditori, fantasmi del passato e incubi del presente, gli eserciti di uomini e demoni si preparano allo scontro più sanguinoso. Chi vedrà l'alba del nuovo millennio? Dopo avere incantato e appassionato i lettori con Seija arriva Raivo, il secondo e ultimo capitolo di "Millennio di fuoco", la straordinaria saga di amore e morte creata dalla penna magica di una delle più amate autrici di fantasy in Italia.
 
 
 


di Chiara
Recensione con qualche spoiler solo su Seija

giovedì 11 giugno 2020

Purché sia di serie - Recensione "La memoria del lago" di Rosa Teruzzi e recensione di Ludovica di "En garde! 2" di C.S.Pacat

Buongiorno, torna puntuale la rubrica sulle serie, nata da una mia idea e che ha come obiettivo di cercare di portarne a termine qualcuna delle millemila iniziate.

Appuntamento fisso quindi ogni 11 del mese per parlare di serie.



La rubrica quindi consiste nel leggere mensilmente un libro appartenente a una serie cominciata (quindi non il primo) e di parlarne sul blog, però con una recensione speciale in questo caso.
Infatti per invogliarmi ho pensato di cambiare un pochino il metodo, avvisando prima. Farò una cosa che normalmente aborro, cioè farò spoiler, sulla serie e sul libro letto. Più un delirio da fangirl, che richiama perciò i gruppi di lettura sui social, che una recensione vera e propria.

Appuntamento fisso anche per Ludovica, mia cara collaboratrice, quindi armatevi di pazienza perché le recensioni saranno due.

Ho approfittato di questa rubrica per leggere una nuova uscita che aspettavo da circa un anno, ringrazio la casa editrice per la copia digitale.
Il libro:
Autrice: Rosa Teruzzi
Titolo: La memoria del lago
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 28 maggio 2020
Pagine: 144
Serie: I delitti del casello #5

Trama:
La nuova avventura della fioraia del Giambellino e del suo eccentrico pool di apprendiste investigatrici.

In una tiepida sera di fine estate, un vecchio dossier di polizia, ingiallito dal tempo, arriva sul tavolo del laboratorio di Libera, la fioraia del Giambellino. Contiene i documenti di un dimenticato caso di cronaca - erano gli anni del dopoguerra, una giovane donna trovata morta sulla riva del lago di Como - rapidamente archiviato dalle autorità. Libera ne resta sgomenta: quella morte riguarda da vicino sua madre Iole e la sua misteriosa famiglia. Le carte contengono anche la testimonianza e i dubbi, trascurati dalla polizia, di un vecchio prete di montagna: la figlia di quella povera ragazza era davvero dell'uomo che l'aveva appena sposata? E perché Tarcisio Planetta, il contrabbandiere, l'aveva minacciata ad alta voce nell'osteria? E chi erano quegli "autorevoli" personaggi che hanno garantito per lui? Ce n'è abbastanza perché la fioraia milanese abbandoni i suoi bouquet matrimoniali e si improvvisi di nuovo detective. Insieme all'eccentrica Iole, cultrice dello yoga e del libero amore, e alla giovane cronista Irene, dotata di un fiuto infallibile, Libera si mette in cerca della verità, provando a scardinare i silenzi dei testimoni sopravvissuti. Alle Miss Marple del Giambellino, come le chiamano i giornali, non mancheranno certo la tenacia e l'arguzia, in un'indagine serrata tra Como, Lecco e le vie esclusive di Milano, per far affiorare il segreto che si nasconde sotto le acque del lago.


Recensione La sposa scomparsa 
Recensione La fioraia del Giambellino
Recensione Non si uccide per amore
Recensione Ultimo tango all'Ortica 



di Chiara
Recensione priva di spoiler

lunedì 15 luglio 2019

Questa volta leggo - Recensione di Ludovica di "Non si uccide per amore" di Rosa Teruzzi

Buongiorno, è il turno di Ludovica in questa rubrica, nata da una mia idea, in collaborazione con Dolci



Ogni mese verrà scelto un argomento e troverete le recensioni sui vari blog partecipanti. Ognuno quindi avrà un titolo diverso, sarà una specie di catena di recensioni, tutte con un comun denominatore.

L'argomento di luglio è

Un libro che leggeresti solo d'estate

Lei ha scelto di proseguire la serie delle tre donne del Giambellino, che amo molto anche io.

Autrice: Rosa Teruzzi
Titolo: Non si uccide per amore
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 29 marzo 2018
Pagine: 159
Serie: Le signore del delitto Vol.3

Trama:
La terza indagine di Vittoria, Libera e Iole: le signore del delitto.
Un biglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia camicia a quadri nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all’episodio più doloroso della sua vita. Quella camicia è del marito, ucciso vent’anni prima senza che mai sia stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Ma tanto tempo è passato: perché riaprire antiche ferite? Libera ha sempre cercato di dimenticare, piano piano ha messo su un’attività che funziona, se la cava abbastanza bene, altri uomini la sfiorano e la corteggiano. Eppure, quel buco nero della sua esistenza continua a visitare le sue notti insonni, tanto più che – ora lo vede bene – alcuni particolari, nell’archiviazione del caso, la convincono sempre meno. E così, dopo essersi improvvisata detective, nei romanzi precedenti, per risolvere i casi degli altri, questa volta Libera vuole trovare il coraggio per rivangare le vicende del suo passato. Con l’aiuto della madre, eccentrica insegnante di yoga dalla battuta facile e dai costumi spregiudicati, e di una giovane cronista di nera con un sesto senso per i misteri – e nonostante la vana opposizione della figlia poliziotta – Libera si spingerà dalla sua Milano fino in Calabria, per trovare una risposta alle domande che l’opprimono da vent’anni e per guardare in faccia l’amara verità. E per scoprire che forse il nemico si nasconde molto più vicino di quanto avesse mai immaginato.

martedì 11 giugno 2019

Purché sia di serie - Recensione "La direzione giusta alla curva sbagliata" di Elle Casey e "La fioraia del Giambellino" di Rosa Teruzzi

Buongiorno, oggi è l'11 e quindi torna la rubrica sulle serie, nata da una mia idea e che ha come obiettivo di cercare di portarne a termine qualcuna delle millemila iniziate.


Appuntamento fisso quindi ogni 11 del mese per parlare di serie.




La rubrica quindi consiste nel leggere mensilmente un libro appartenente a una serie cominciata (quindi non il primo) e di parlarne sul blog, però con una recensione speciale in questo caso.
Infatti per invogliarmi ho pensato di cambiare un pochino il metodo, avvisando prima. Farò una cosa che normalmente aborro, cioè farò spoiler, sulla serie e sul libro letto. Più un delirio da fangirl, che richiama perciò i gruppi di lettura sui social, che una recensione vera e propria.

Appuntamento fisso anche per Ludovica, mia cara collaboratrice, quindi armatevi di pazienza perché le recensioni saranno due.


Ho deciso di parlarvi del quarto libro (e spero ultimo) della serie de I ragazzi di Bourboun Street.

Autrice: Elle Casey
Titolo: La direzine giusta alla curva sbagliata
Editore: Amazon Crossing
Data di pubblicazione: 16 aprile 2019
Pagine: 366
Serie: #4 The Bourbon Street Boys

Trama:
Persa nei suoi pensieri, Tamika Cleary ha imboccato un senso unico e ha investito Thibault Delacroix. Mika però non ha tempo per un uomo che non guarda prima di attraversare, anche se ha una faccia niente male e un corpo favoloso. Sfortunatamente, il destino ha altri progetti per lei. Quando il suo datore di lavoro, un boss della mafia russa noto come “Il Ladro”, inizia a minacciarla, è costretta ad accettare l’aiuto di Thibault. È il titolare dell’agenzia di sicurezza Bourbon Street Boys ed è certo di poterla proteggere. Ma Mika non è capace di concedere la propria fiducia. Tanto meno a un uomo che più lei si sforza di respingere, più si ostina ad aiutarla.



Recensione #1 L'uomo giusto al numero sbagliato

martedì 28 maggio 2019

Ci provo con - Recensione "Flow" di Kenendy Ryan e recensione di Ludovica "La sposa scomparsa" di Rosa Teruzzi

Buongiorno, secondo appuntamento per questa nuova rubrica mensile nata da una mia idea per buttarmi su nuovi autori. Per questo mese qui con me ci sarà anche Ludovica.

Rubrica a cadenza mensile in cui si legge un autore o un'autrice per la prima volta.

A me piace fare rubriche in compagnia, ovviamente senza nessun obbligo, così ho esteso l'invito alle mie amiche blogger. Se vi facesse piacere partecipare avete solo da dirlo.

Io ho letto:
Autrice: Kennedy Ryan
Titolo: Flow
Editore: Hope Edizioni
Data di pubblicazione: 22 ottobre 2018
Pagine: 129
Serie: Grip #0.5

Trama:
Tra 8 anni Marlon James sarà una delle migliori stelle nascenti nell’industria musicale.
Bristol Gray sarà la sua manager, tosta e pratica.
Ma quando si incontrano per la prima volta, lei è una studentessa universitaria che sta cercando di trovare la sua strada, e lui è un artista determinato a farsi strada nel mondo.
Venendo da mondi completamente diversi, tutto ciò che dovrebbe separarli li fa solamente avvicinare di più.
È un inizio bellissimo, ma come finirà la storia?
FLOW è il prequel che narra una settimana di giorni e notti magiche che perseguiteranno Grip & Bristol negli anni successivi. GRIP è il romanzo completo con la conclusione della loro storia.

mercoledì 22 maggio 2019

Recensione "Ultimo tango all'Ortica" di Rosa Teruzzi

Autrice: Rosa Teruzzi
Titolo: Ultimo tango all'Ortica
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 9 maggio 2019
Pagine: 141
Serie: Le signore del delitto #4

Trama:
È una sera umida di fine agosto, nella periferia di Milano. Sotto le luci intermittenti della balera dell’Ortica, tutti gli sguardi sono puntati sul corpo sinuoso di Katy, che danza un tango allacciata al suo cavaliere e che poi, appena la musica finisce, fugge via. Quella notte, fuori dal locale, viene trovato il cadavere di un giovane uomo, assassinato a colpi di pistola: era un ex di Katy, geloso e molesto, che la pedinava e la perseguitava. Chi l’ha ucciso? Forse la stessa Katy? Forse un altro spasimante? Per il delitto, la polizia arresta in realtà un personaggio insospettabile, il maggiordomo di una dama dell’alta società milanese. Le prove contro quell’uomo taciturno e devoto paiono schiaccianti. Sarà proprio la ricca signora ad assoldare Libera – la fioraia detective –, e la sua eccentrica madre Iole, perché trovino il vero colpevole dimostrando l’innocenza dello sventurato maggiordomo. Inizia così la quarta indagine delle Miss Marple del Giambellino, le stravaganti investigatrici dilettanti, questa volta impegnate a risolvere un caso che le riguarda molto da vicino e che le metterà addirittura in competizione con le forze di polizia.
Sullo sfondo di una Milano contemporanea che conserva il sapore di quella di un tempo, la romantica fioraia Libera e l’eterna hippie Iole riescono ancora una volta a sorprendere il lettore con le loro indagini, accompagnandoci in un giallo tenero e duro, dove ognuno ha un segreto e insieme un buon motivo per mentire.


venerdì 30 marzo 2018

Review Party "Non si uccide per amore" di Rosa Teruzzi

Avete partecipato al Blogtour di questo libro bellissimo? Oggi vi lasciamo la nostra opinione


Terzo libro per la squadra del Giambellino, composta da Iole, Libera e Vittoria. I primi due sono:

- La sposa scomparsa - Recensione
- La fioraia del Giambellino - Recensione

Autrice: Rosa Teruzzi
Titolo: Non si uccide per amore
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 29 marzo 2018
Pagine: 240

Trama:
La terza indagine di Vittoria, Libera e Iole: le signore del delitto.

Un biglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia camicia a quadri nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all’episodio più doloroso della sua vita. Quella camicia è del marito, ucciso vent’anni prima senza che mai sia stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Ma tanto tempo è passato: perché riaprire antiche ferite? Libera ha sempre cercato di dimenticare, piano piano ha messo su un’attività che funziona, se la cava abbastanza bene, altri uomini la sfiorano e la corteggiano. Eppure, quel buco nero della sua esistenza continua a visitare le sue notti insonni, tanto più che – ora lo vede bene – alcuni particolari, nell’archiviazione del caso, la convincono sempre meno. E così, dopo essersi improvvisata detective, nei romanzi precedenti, per risolvere i casi degli altri, questa volta Libera vuole trovare il coraggio per rivangare le vicende del suo passato. Con l’aiuto della madre, eccentrica insegnante di yoga dalla battuta facile e dai costumi spregiudicati, e di una giovane cronista di nera con un sesto senso per i misteri – e nonostante la vana opposizione della figlia poliziotta – Libera si spingerà dalla sua Milano fino in Calabria, per trovare una risposta alle domande che l’opprimono da vent’anni e per guardare in faccia l’amara verità. E per scoprire che forse il nemico si nasconde molto più vicino di quanto avesse mai immaginato.

sabato 24 marzo 2018

Blogtour "Non si uccide per amore" di Rosa Teruzzi - I personaggi: Libera


Buongiorno! Prosegue il Blogtour per l'attesissima uscita di questo libro, se vi siete persi le tappe precedenti qui trovate l'incipit e qui la tappa su Iole. Oggi tocca a me presentarvi una parte di questo libro, una di quelle fondamentali: Libera!

Come ormai già saprete questo è il terzo libro di Rosa con le stesse protagoniste: Libera, Iole e Vittoria. Cristina ieri vi ha parlato della nonna sprint, dallo spirito libero, oggi invece voglio approfondire con voi un personaggio che mi ha coinvolta da subito e molto, anche se sulla carta non l'avrei detto.

sabato 20 maggio 2017

Recensione "La fioraia del Giambellino" di Rosa Teruzzi

Autrice: Rosa Teruzzi
Titolo: La fioraia del Giambellino
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 18 maggio 2017
Pagine: 176

Trama:
Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?


Che bello tornare al casello, incontrare di nuovo le sue tre abitanti: Iole, Libera e Vittoria. Si perché questo libro è la prosecuzione de La sposa scomparsa (recensione), o meglio è un'altra storia sempre con protagoniste le nostre Miss Marple provette. 
Questa volta, visto il successo nella risoluzione del caso precedente, Libera cerca di scoprire chi è il padre di Manuela, che lo vuole accanto nel giorno delle sue nozze.
Stava per sposarsi e voleva conoscere suo padre. Stava per sposarsi e voleva conoscerlo.
Questa ricerca le smuove qualcosa dentro, anche perché lei stessa ha vissuto questa mancanza. In più nuovi sviluppi relativi all'omicidio di suo marito la sconvolgono non poco e pur di non pensare al passato si butta a capofitto nell'impresa di investigazione. Ha sempre come aiutante la madre Iole e ha sempre da litigare per questo con la figlia, Vittoria, poliziotta di mestiere che mal sopporta il nuovo hobby della madre e della nonna.
E' che mi sento impotente, ammise Libera. Mia figlia mi vuole fuori dalla sua vita, il bigliettino misterioso è lì che aspetta, ma io non so decidermi a mostrarlo a Gabriele. Ho paura che metta in crisi le mie certezze, i fondamenti su cui ho costruito tutti quesiti anni, dopo la morte di Saverio. Quindi sei in ceca di un diversivo?, l'ammonì la vocina. Forse solo di una dilazione.
Ho adorato tornare al casello da Libera, perché è lei la protagonista, di nuovo. Anche se sulla carta il suo personaggio non è perfetto e potrebbe far storcere il naso con tutte le sue insicurezze, sono riuscita a provare un'empatia incredibile nei suoi confronti. La penna dell'autrice mi ha fatto sentire la sua paura come se fosse mia e ho capito e giustificato tutti i suoi comportamenti. Di carattere io agisco di più però le fragilità di Libera sono umane e reali e forse se fossi nella sua situazione le proverei pure io.
Può esistere pace senza verità?
Iole in questo libro è stata fondamentale per me. La sua pazzia, il suo essere sopra le righe, la sua avversione alla biancheria mi hanno fatta sorridere molto e il suo carattere ha smorzato la parte introspettiva che è molto presente.
Invece Vittoria la detesto sempre più. Non so se è questa l'intenzione dell'autrice, ma da questo libro ne viene fuori come una bambina viziata e arrabbiata col mondo, però egoista e troppo intransigente. 
Sempre parlando di personaggi secondari ho apprezzato molto il maggior peso dato a Irene, la giornalista, secondo me ha ancora molto da svelare.
Spesso sono le verità taciute quelle che minano le indagini e permettono agli assassini di farla franca, si disse Libera. Dopo averlo letto in decine di romanzi gialli, ormai lo sapeva.
Per quanto riguarda la trama ho avuto come un'illuminazione all'inizio e ne ho intuito la fine, forse proprio per quell'empatia provata con Libera. Questo però non mi ha minimamente infastidita.
In conclusione Rosa Teruzzi ci ripropone Milano e i suoi personaggi e io devo dire che li ho apprezzati ancora di più della prima volta. L'unico inconveniente ora è aspettare la prossima uscita.
Voto:


lunedì 12 settembre 2016

Recensione "La sposa scomparsa" di Rosa Teruzzi

Buongiorno a tutti! Oggi i miei bambini hanno iniziato la scuola quindi piano piano si torna alla normalità. Questo periodo per me è più impegnativo del solito ma riesco a leggere sempre molto, anzi forse persino di più, uso questo per scaricare.
Siete passati a commentare il giveaway? Avete ancora qualche giorno, il post è qui.
Oggi vi parlo di un libro che ho chiesto alla casa editrice Sonzogno, che ringrazio ancora, mi ispirava molto e non ha deluso le mie aspettative.

Autrice: Rosa Teruzzi
Titolo: La sposa scomparsa
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 8 settembre 2016
Pagine: 171

Trama:
Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera – quarantasei anni portati magnificamente – ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l’inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell’impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici – a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono – riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa, approdando a una verità tanto crudele quanto inaspettata.


Ho voluto leggere questo libro spinta da un particolare: il casello ferroviario. Mi capita sempre quando vedo un casello riconvertito a casa di immaginarmi come dev'essere viverci. Mi ha sempre dato l'impressione di un punto fermo nel corso di un viaggio, fin da piccola ci fantasticavo sopra.
Libera, con la figlia Vittoria e la mamma Iole ci vive e ci lavora. Infatti ha creato un atelier in cui confeziona bouquet da sposa e sta iniziando ad avere un discreto successo.
Siamo a Milano, durante un'estate particolarmente piovosa e fredda. Io vivo in provincia di Torino quindi capisco cosa significa. Quel clima umido, uggioso che fa rabbia a luglio. Viene descritta Milano vista con gli occhi di chi ci vive e nonostante tutto la ama ancora. Una città sempre di corsa ma piena di scorci inaspettati. Di solito non sopporto molto le descrizioni, soprattutto quelle relative ai luoghi ma devo dire che qui le ho apprezzate. Non sono eccessive e sono fondamentali nel contesto.
Il punto di forza di questo libro sono i personaggi: Le tre donne, tre generazioni a confronto che si scontrano e cercano di convivere. La protagonista principale è Libera, che nonostante il nome si sente bloccata. E' piena di sensi di colpa e di dubbi. Ha perso il marito tragicamente e ha vissuto questo fatto non affrontando la questione. Non ha un compagno e neanche un amante, ha un rapporto complicato con la figlia che teme possa lasciarla, cammina sulle uova. Non vive. L'unica cosa che da sfogo alle sue emozioni è la creazione dei bouquet. Lì ci mette l'anima. 
Sua mamma Iole è una sessantottina che non ha filtri, dice e fa ogni cosa che le passa per la testa. Porta allegria alla casa, anche se a volte è una figura ingombrante che mette tutti in imbarazzo. Io l'ho adorata.
Vittoria invece ha venticinque anni e un lavoro in polizia, come il padre, è dura e arrabbiata con la vita. Non si trova più bene in quella casa ma continua a viverci, intrappolata nelle relazioni familiari. E' difficile da capire e da interpretare e mi è sembrata la più problematica e anche quella più misteriosa. La convivenza fra loro tre è difficile e non priva di scontri, ma l'affetto che provano riesce in qualche modo a mitigare il tutto. Diverse volte le loro interazioni mi hanno fatta sia riflettere che sorridere.
Libera osservava, come una spettatrice a teatro, quella commedia che conosceva così bene: sua mamma, la sfacciata, e sua figlia, la sfinge, che si tenevano testa reciprocamente: due autentiche femmine alfa, ognuna a suo modo.
La trama è anche importante, è un giallo e c'è un omicidio da risolvere anche se sono passati 26 anni. Infatti la madre della ragazza scomparsa tempo fa vuole l'aiuto di Vittoria per la riapertura del caso, ma si imbatte in Libera che, spinta da empatia e solidarietà come madre si lascia coinvolgere e, con l'aiuto di Iole, inizia ad indagare, provetta Jessica Fletcher. Quindi si trovano in situazioni anche buffe sempre sul filo con il rapporto con Vittoria.
La formica e la cicala, pensò Libera delle sue donne: peccato che la cicala abbia quasi settant'anni e la formica venticinque.
L'autrice ha un'esperienza con la cronaca nera e si percepisce. E' competente e sa di cosa parla, è sempre tutto molto credibile. Lo stile però è quello dei romanzi, scorrevole e curato. Si legge velocemente ed è molto piacevole.
La verità, quando arriva, può essere crudele ma è più crudele non conoscere la verità.
La storia ha un suo finale, per me inaspettato, però la storia delle tre protagoniste non è conclusa, quindi fa ben sperare in un futuro libro in cui Libera, Iole e Vittoria saranno di nuovo in ballo. E devo dire che io non vedo l'ora.
Cosa ne pensate? La cover è molto azzeccata e vi incuriosisce come ha fatto con me?