Visualizzazione post con etichetta Longanesi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Longanesi. Mostra tutti i post

lunedì 29 giugno 2026

Recensione di Ludovica - Tu leggi? Io scelgo! - "Isola di neve" di Valentina D'Urbano

 Buongiorno lettori, oggi tocca a Ludovica, per questa rubrica che amo molto, nata dall'idea di Rosaria e ora gestita da me e Chicca. Se vi facesse piacere partecipare fatemi un fischio.


La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante. 

Questa volta ha scelto tra le recensioni di Francesca, e ha scelto questo titolo.
Il libro:
Autrice: Valentina D'Urbano
Titolo: Isola di neve
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 13 settembre 2018
Pagine: 509

Trama:
2004. A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile.
L’unico suo rifugio è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: Tempesta.
1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.
Sullo sfondo suggestivo e feroce di un’isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D’Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l’amore come due facce di una stessa medaglia.



giovedì 27 marzo 2025

Recensione di Ludovica - Tu leggi? Io scelgo! - "Non aspettare la notte" di Valentina D'Urbano

 Buongiorno lettori, oggi tocca a Ludovica, per questa rubrica che amo molto, nata dall'idea di Rosaria e ora gestita da me e Chicca. Se vi facesse piacere partecipare fatemi un fischio.


La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante. 

Questa volta ha scelto tra le recensioni di Erica, e ha scelto questo titolo.
Il libro:


Autrice: Valentina D'Urbano
Titolo: Non aspettare la notte
Editore: Longanesi/TEA
Data di pubblicazione: 25 agosto 2016
Pagine: 384

Trama:
Giugno 1994. Roma sta per affrontare un'altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Lì potrà riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrà continuare a nascondersi. Perché a soli vent'anni Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell'animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l'incidente d'auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno può nascondersi per sempre. A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché Tommaso ha una malattia degenerativa agli occhi e sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce. Ma non importa, perché Tommaso ha una Polaroid, con cui può immortalare anche le cose che sul momento non vede, così da poterle riguardare quando recupera la vista. In quelle foto, Angelica è bellissima, senza cicatrici, e Tommaso se ne innamora. E con il suo amore e la sua allegria la coinvolge, nonostante le ritrosie. Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge...



mercoledì 21 luglio 2021

5 blogger per un autore #4 - Donato Carrisi

Ecco oggi questa rubrica, a cui tengo molto anche per la splendida collaborazione con alcune blogger che ormai conosco da diverso tempo e che stimo molto, Daniela del blog Un libro per amico, Baba del blog Desperate Bookwife, Ombretta del blog Ombre di Carta e Chicca del blog Librintavola .

Appuntamento bimestrale in cui noi 5 bologger leggeremo un romanzo di un autore o autrice scelto di comune accordo di cui abbiamo voglia di approfondire la conoscenza oppure di scoprirlo.
 
Grazie a Ombretta per la grafica
 
Per questo appuntamento il nome scelto è: Donato Carrisi.
 
Per l'occasione ho scelto questo tra i diversi libri ancora da recuperare:
Autore: Donato Carrisi
Titolo: La ragazza nella nebbia
Editore: (TEA)
Data di pubblicazione: 23 novembre 2015
Pagine: 374

Trama:
La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l’auto dell’agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente.
Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato.
Eppure una cosa è certa: l’agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt’altra parte, lontano da Avechot.
Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico.
Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l’indagine grazie all’attenzione e alle pressioni del «pubblico a casa». Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera.
Questo è il suo gioco, e questa è la sua «firma». Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, sicuro dei propri metodi, per far sì che un crimine riceva ciò che realmente gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un’audience.
Sono passati due mesi da tutto questo, e l’agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì? Perché quell’incidente? Ma soprattutto, visto che è illeso, a chi appartiene il sangue che ha sui vestiti?



venerdì 15 novembre 2019

Questa volta leggo - Recensione di Ludovica di "Fiori sopra l'inferno" di Ilaria Tuti

Buongiorno, è il turno di Ludovica in questa rubrica, nata da una mia idea, in collaborazione con Dolci



Ogni mese verrà scelto un argomento e troverete le recensioni sui vari blog partecipanti. Ognuno quindi avrà un titolo diverso, sarà una specie di catena di recensioni, tutte con un comun denominatore.

L'argomento di novembre è

Un libro thriller

Ha scelto questo titolo:
Autrice: Ilaria Tuti
Titolo: Fiori sopra l'inferno
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 4 gennaio 2018
Pagine: 366

Trama:
«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell'orrido che conduce al torrente, tra le pozze d'acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l'esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l'inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l'inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall'età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l'indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura». 

lunedì 25 marzo 2019

Recensione "L'ipotesi del male" di Donato Carrisi - Questa volta leggo #13

Buongiorno, compie un anno questa rubrica, che amo tantissimo e a cui tengo molto, nata da una mia idea, alla quale si è aggiunta la collaborazione di Dolci.


Ogni mese verrà scelto un argomento e troverete le recensioni sui vari blog partecipanti. Ognuno quindi avrà un titolo diverso, sarà una specie di catena di recensioni, tutte con un comun denominatore.

L'argomento di marzo è

Un thriller

Dopo il romance dello scorso mese è giusto stemperare con questo genere e io ho subito pensato a Carrisi, di cui da poco ho letto Il suggeritore (recensione qui).

Autore: Donato Carrisi
Titolo: L'ipotesi del male
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 29 aprile 2013
Pagine: 432
Serie: Mila Vasquez #2
Trama:
«Hai mai desiderato scomparire?»
C’è una sensazione che tutti, prima o poi, abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. Di fuggire da tutto. Di lasciarci ogni cosa alle spalle. Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un’ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Nessuno sa che fine fanno. E quasi tutti presto se ne dimenticano.
Mila Vasquez invece è circondata dai loro sguardi. Ogni volta che mette piede nell’ufficio persone scomparse – il Limbo – centinaia di occhi la fissano dalle pareti della stanza dei passi perduti, ricoperte di fotografie. Per lei, è impossibile dimenticare chi è svanito nel nulla. Anche perché la poliziotta ha i segni del buio sulla pelle, come fiori rossi che hanno radici nella sua anima. Forse per questo Mila è la migliore in ciò che fa: dare la caccia a quelli che il mondo ha dimenticato.
Ma se d’improvviso alcuni scomparsi tornassero con intenzioni oscure? Come una risacca, il buio restituisce prima gli oggetti di un’esistenza passata. E poi le persone. Sembrano identici a prima, questi scomparsi, ma il male li ha cambiati. Alla domanda su chi li ha presi, se ne aggiungono altre. Dove sono stati tutto questo tempo? E perché sono tornati? Mila capisce che per fermare l’armata delle ombre non servono gli indizi, non bastano le indagini.
Deve dare all’oscurità una forma, deve attribuirle un senso, deve formulare un’ipotesi convincente, solida, razionale... Un’ipotesi del male. Ma per verificarla non c’è che una soluzione: consegnarsi al buio. 

giovedì 3 gennaio 2019

Recensione "Il suggeritore" di Donato Carrisi - Questa volta leggo #11

Buongiorno, torna anche per il 2019 la rubrica, che amo tantissimo, nata da una mia idea, alla quale si è aggiunta la collaborazione di Dolci. La amo molto e nonostante qualche defezione continua a essere seguita e ha partecipazione, cosa di cui sono contenta e grata.


Ogni mese verrà scelto un argomento e troverete le recensioni sui vari blog partecipanti. Ognuno quindi avrà un titolo diverso, sarà una specie di catena di recensioni, tutte con un comun denominatore.

L'argomento di gennaio è

Un libro di un autore che non ho mai letto

Tre nomi mi si sono affacciati alla mente subito: Carrisi, Muzzopappa e Abercrombie, tre autori di cui ho comprato libri da un po' e di cui sono molto curiosa, con aspettative altissime. Essendo tre generi completamente diversi mi sono lasciata guidare da questo, dalla mia voglia di leggere un thriller.

Autore: Donato Carrisi
Titolo: Il suggeritore
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: settembre 2009
Pagine: 469
Serie: Mila Vasquez #1

Trama:
Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze, che li mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, l’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e il dottor Gavila. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo...
Una storia che non dà tregua, che esplora la zona grigia fra il bene e il male fino a cogliere l’ultimo segreto, il minimo sussurro.

lunedì 3 ottobre 2016

Incontro con l'autore - La libridinosa presenta Lorenzo Marone e recensione "La tentazione di essere felici"

Buongiorno, oggi è il primo lunedì di ottobre, un mese che mi piace molto, anche perché manda via settembre che proprio non mi va giù. 
Oggi voglio raccontarvi di giovedì sera. Sono andata a Boves (CN) perché nell'ambito della manifestazione Boves Letteraria, la mia amica blogger Laura Libridinosa ha presentato Lorenzo Marone. Forse molti di voi sanno che Laura è la stalker ufficiosa di Lorenzo (ormai lo chiamo anche io per nome ihihih), quindi questa serata è stata sentita fin dall'inizio.
Per sapere come si è svolta la serata vi lascio il link della Libridinosa, dettagliato e divertente come sempre, che racconta splendidamente come si sono svolte le cose, è qui.
Della serata però voglio raccontarvi le mie emozioni, che sono state intense. Mi sono sentita speciale. Gli organizzatori e gli autori (al plurale perché è venuta anche Alice Basso!) mi hanno trattata da VIP, mi hanno fatta sentire parte di loro, non semplice spettatrice, ma coinvolta. E' stato entusiasmante perché non ero solo Chiara che legge i libri, ma Chiara che è amica, che recensisce e fa parte della squadra. Ringrazio tanto Fabio Dutto, l'organizzatore dell'evento e tutti loro che mi hanno fatto vivere una sera da sogno, mi sono sentita importante.

L'altra cosa che volevo condividere con voi è l'arricchimento che mi ha procurato l'aprire questo blog. Sono qui anche grazie a Laura che mi ha prima spronata e poi aiutata e che ancora dispensa preziosi consigli. Lei è diventata presto una mia carissima amica, una delle migliori. Giovedì sera era la seconda volta che la vedevo "dal vivo", ma da subito ho avuto questa sensazione di complicità, è come se ci vedessimo tutti i giorni. L'affetto e la relazione virtuale che abbiamo è importante e forte e non trovo differenza con altre amiche, anzi! Sono stata fiera e onorata di essere presente in un momento tanto speciale e importante per lei, perché era giusto così, dovevo essere lì a sostenerla. 

La serata è andata benissimo, c'era molta gente, tra cui un mio amico d'infanzia (che bello rivederlo) e Laura e Lorenzo sono stati bravissimi e molto professionali. Traspariva la loro complicità e si è parlato di felicità e dei libri meravigliosi che ha scritto Lorenzo. Ascoltarlo è bellissimo, mi ha incantata, sentire cosa significano i libri per lui è un'esperienza che auguro a tutti. Il tempo è volato, sono stata rapita dalla conversazione e, tramite facebook, è stata un'esperienza collettiva, mi è piaciuta tantissimo.
Prima di giovedì ho voluto leggere il libro La tentazione di essere felici, volevo essere preparata. La recensione l'ho preparata quindi prima di questa serata meravigliosa, non ne sono stata influenzata, non c'era bisogno, il libro parla da sé.
Dopo questo delirio di emozioni ecco il mio pensiero su un libro che mi ha trasmesso molto e a cui ogni tanto ritorno col pensiero.


Autore: Lorenzo Marone
Titolo: La tentazione di essere felici
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 8 gennaio 2015
Pagine: 268

Trama:
Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo da cinque e con due figli, Cesare è un uomo che ha deciso di fregarsene degli altri e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in faccia. Con la vita intrattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a una feroce ironia, forse per il timore che non tornino. Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con Marino, il vecchietto nevrotico del secondo piano, le poche chiacchiere scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio, e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera che arrotonda le entrate con attenzioni a pagamento per i vedovi del quartiere. 
Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia. Cesare capisce subito che in quella coppia c’è qualcosa che non va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta d’aiuto negli occhi tristi di Emma…
I segreti che Cesare scoprirà sulla sua vicina di casa, ma soprattutto su se stesso, sono la scintillante materia di questo formidabile romanzo, capace di disegnare un personaggio in cui convivono, con felice paradosso, il più feroce cinismo e la più profonda umanità.



C'è poco da fare, esco poche volte vincitore dalla lotta contro me stesso per diventare un po' meno scorbutico.
Chi mi segue sa che sono amica della stalker ufficiale di questo autore. Ma sa anche che non mi faccio condizionare da niente e nessuno nelle valutazioni e nelle recensioni, se un libro non mi piace lo dico. Infatti a questa amica in particolare ho stroncato qualche titolo (ancora credo sia offesa per Olivia) e quindi ho iniziato a leggere questo libro non preoccupata per lei, ma per me. Dopo La tristezza ha il sonno leggero avevo timore, perché mi è piaciuto veramente tanto e i confronti nascono spontanei. Oltretutto mi ci sono ritrovata come se fossero pensieri miei e ha avuto un effetto quasi terapeutico. La paura era di rimanere delusa, per le troppe aspettative. Paura totalmente infondata. Posso dire tranquillamente che ora comprendo Laura e le altre amiche che mi continuavano a parlare di Cesare. Non mi è solo piaciuto, mi ha conquistata in pieno, posso farlo rientrare nei libri più belli in assoluto che ho letto. Ho provato a rallentarne la lettura, senza riuscirci. In poco più di un giorno l'ho divorato, non riuscivo a smettere, non riuscivo a mollarlo. Senza dubbio lo rileggerò.
Uffa, non c'è niente di peggio di una persona socievole. Cosa c'è mai di tanto spassoso nel conoscere un nuovo individuo? Tanto siamo tutti uguali, chi più chi meno, un mucchio di difetti che passeggia per strada e incontra altri mucchi simili.
Il protagonista è appunto Cesare, il classico vecchietto rompiscatole e tremendo. E' vedovo e pieno di rimpianti, arrabbiato col mondo. Se ne frega di tutto e di tutti, compresa la sua famiglia. Ha tradito ripetutamente la moglie, che ha smesso subito di amare, non ha un buon rapporto con i figli e neanche col suo nipotino. Insomma non gli va bene niente, si lamenta di tutto. Ha vissuto una vita di cui adesso è pentito e che non ha scelto, ha lasciato che le cose succedessero. Ha sempre bramato ciò che non è riuscito ad ottenere, appunto per la loro natura irraggiungibile. Insomma non proprio un protagonista positivo. Io però l'ho amato dalla prima riga, proprio per i suoi difetti. Di mio amo i personaggi imperfetti e Cesare lo è. Poi è sarcastico, ha sempre la battuta pronta e ha ideali molto forti. Nel suo lamentarsi è simpatico perché non è lagnoso, non so se riesco a spiegarmi. Non da fastidio e fa sorridere. Perché lui vorrebbe essere insensibile ma non lo è. Vorrebbe essere arrabbiato con la moglie ma continua a parlarle e a raccontarle le cose anche se è morta da cinque anni e lui non l'ha amata come avrebbe dovuto. Vorrebbe fregarsene dei problemi dei figli, ma non ce la fa, non ci riesce a non intervenire e dire la sua. E anche con Federico, il nipote, alla fine riesce a fare il nonno come si deve. Tutto questo per merito di Emma, la nuova vicina di casa dagli occhi tristi, disperati. Un'anima sensibile e tormentata che risveglia in Cesare un istinto protettivo e lo sconvolge molto più di quanto ammetta.
Si crede di non aver bisogno di nessuno finché ci si accorge di non avere più nessuno. E quando succede, è un bel casino.
Ho amato tutti i personaggi. Marino, l'amico devoto anche se provato dalla vita, Eleonora, la gattara, Rossana, così bisognosa di affetto ed Emma. Avrei voluto abbracciarla, i suoi occhi (anche se solo immaginati) hanno scosso qualcosa anche in me.
Ma tu guarda un po' se alla mia età dovevo aggiungere un altro individuo al misero elenco di persone delle quali mi interessa. Ho sempre cercato di tenere sotto controllo la lista, così da non farla aumentare a dismisura. Più persone ami, meno dolore eviti.
Un romanzo che mi ha fatta ridere e piangere, soprattutto mi ha fatto riflettere tantissimo. Sulle aspettative, su ciò che vogliamo davvero, su quanto possiamo accontentarci e su quanto è importante trovare qualcosa che veramente ci dia soddisfazione. Su quanto sono fondamentali la famiglia e gli amici, sulle occasioni mancate e quelle colte. Sul fatto che a volte non si possa fare nulla per cambiare le cose. Sul fatto che invece a volte esprimere un sentimento cambia tutto. 
Mi piace la sensazione e le emozioni che mi ha lasciato.
Mi piace Cesare.
"Sono contento. O, almeno, combatto ogni giorno per esserlo."
Se non l'avete ancora letto per favore fatelo. Per voi, per non perdervi un capolavoro. Per conoscere Cesare che, scusami Laura, è diventato anche un po' mio.




lunedì 26 settembre 2016

Mini recensioni serie Investigatrice Alice Allevi di Alessia Gazzola

Buon lunedì lettori, questa settimana sono emozionata perché giovedì avrò una serata librosa, con presentazioni, incontri speciali e molto altro. Ve ne parlerò, promesso. E farò foto.
Tornando a noi oggi esce il nuovo libro di Alessia Gazzola della serie che narra le (dis)avventure di Alice Allevi, intitolato "Un po' di follia in primavera", edito Longanesi. In attesa di reperire questo nuovo capitolo e soprattutto di vedere domani sera la serie TV tratta da questi libri, vi lascio un mini-pensiero sui libri precedenti, per spolverare un po' la storia.



Autrice: Alessia Gazzola
Titolo: L'allieva
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 27 gennaio 2011
Pagine: 378
Serie: #1 Investigatrice Alice Allevi

Trama:
Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po’ distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l’istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall’affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all’omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta.
Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un’aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.


Questo libro racconta la storia di Alice, giovane aspirante medico legale. E’ difficile inquadrarlo in un genere specifico: è un giallo perché c’è un omicidio da risolvere; è un chick-lit perché Alice è un vulcano moderno e gliene capitano di tutti i colori (spesso viene in mente Bridget Jones); è un romance perché non manca la (ovviamente travagliata) storia d’amore. In questo primo libro impariamo a conoscere proprio lei, con i suoi modi stravaganti e distratti, che la mettono sempre nei guai. Simpatica, leale, sfortunata non manca di far ridere con le sue figuracce e di far provare una certa empatia per i suoi innumerevoli guai. Poi c’è Arthur, figlio del capo (supremo), bello e distante che le fa provare emozioni intense anche se lascia sempre la sensazione che sia inavvicinabile. Un libro scorrevole, bello e divertente, il primo di una serie che merita attenzione.



Autrice: Alessia Gazzola
Titolo: Un segreto non è per sempre
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 19 aprile 2012
Pagine: 416
Serie: #2 Investigatrice Alice Allevi

Trama:
Mi chiamo Alice Allevi e ho un grande amore: la medicina legale. Il più classico degli amori non corrisposti, purtroppo. Ho imparato a fare le autopsie senza combinare troppi guai, però la morte ha ancora tanti segreti per me. Ma nessun segreto dura per sempre. Tuttavia, il segreto che nascondeva il grande scrittore Konrad Azais, anziano ed eccentrico, è davvero impenetrabile. E quella che doveva essere una semplice perizia su di lui si è trasformata in un’indagine su un suicidio sospetto.
Soltanto Clara, la nipote quindicenne di Konrad, sa la verità. Ma la ragazza, straordinariamente sensibile e intelligente, ha deciso di fare del silenzio la sua religione. Non mi resta che studiare le prove, perché so che la soluzione è lì, da qualche parte. Ma studiare è impossibile quando si ha un cuore tormentato. Il mio Arthur è lontano, a Parigi o in giro per il mondo per il suo lavoro di reporter. Claudio, invece, il mio giovane superiore, il medico legale più brillante che conosca, è pericolosamente vicino a me. Mi chiamo Alice Allevi e gli amori non corrisposti, quasi più delle autopsie, sono la mia specialità.


Di questo libro ho apprezzato soprattutto una cosa, un personaggio: Claudio. Uno dei vari capi di Alice, viene portato in evidenza in maniera eccelsa, con tutti i suoi difetti. E si fa amare proprio per la sua autenticità: arrogante, capace, superbo e vanitoso, ma onesto e sincero fino a far male, gira intorno ad Alice e anche se non è proprio un triangolo, movimenta un po’ la storia. Arthur dal canto suo è sempre più distante, anche fisicamente. La parte investigativa poi è più marcata, con un mistero da risolvere poco scontato. Rispetto al primo ha perso un po’ quella patina divertente con le figuracce di Alice che alleggerivano la lettura, ma forse è anche la crescita naturale di un personaggio. Il finale lancia l’input per il libro successivo, scelta che personalmente non apprezzo molto.



Autrice: Alessia Gazzola
Titolo: Sindrome da cuore in sospeso
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 8 novembre 2012
Pagine: 144
Serie: #0.5 Investigatrice Alice Allevi

Trama:
Alice Allevi ha un grosso problema. Si è appena resa conto di non voler più diventare un medico, ma non ha il coraggio di confessarlo a nessuno, e non sa cosa fare del suo futuro. Ma siccome la vita è sorprendente, sarà l’omicidio di una persona vicina alla sua famiglia a far scoprire ad Alice la sua vocazione: la medicina legale.
Forse c’entra il suo intuito, che la induce a ficcanasare dove non dovrebbe, mettendo a rischio le indagini. Forse c’entra l’arrivo della sua nuova coinquilina Yukino, una studentessa giapponese che parla come un cartone animato e che stravolge le abitudini, non solo culinarie, di Alice. Forse c’entra nonna Amalia che, con saggezza mista a battute fulminanti, sa come districarsi fra i pettegolezzi di paese.
Una cosa è certa: Alice non lo ammetterebbe mai, ma se sceglierà quella specializzazione, è soprattutto per rivedere Claudio Conforti, il giovane medico legale che ha conosciuto durante il sopralluogo. Vestito in maniera impeccabile, sorriso affilato come un bisturi, occhi travolgenti. Arrogante, sprezzante e... Irresistibile.


Prequel de L’allieva racconta il perché Alice ha scelto proprio la carriera di medico legale nonostante non sia proprio portata. Poco più lungo di un racconto si legge d’un fiato e si conoscono meglio i personaggi di Alice, Claudio e la mitica e simpaticissima nonna Amalia. Una chicca in più per capire meglio i vari personaggi della serie.



Autrice: Alessia Gazzola
Titolo: Le ossa della principessa
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 16 gennaio 2014
Pagine: 360
Serie: #3 Investigatrice Alice Allevi

Trama:
Benvenuti nel grande Santuario delle Umiliazioni. Ossia l’istituto di medicina legale dove Alice Allevi fa di tutto per rovinare la propria carriera di specializzanda. Se è vero che gli amori non corrisposti sono i più strazianti, quello di Alice per la medicina legale li batte tutti.
Sembrava quasi che la sua tormentata esistenza in Istituto le avesse concesso una tregua, quanto bastava per provare a mettere ordine nella sua sempre più disastrata vita amorosa, ma ovviamente non era così. Ambra Negri della Valle, la bellissima, brillante, insopportabile e perfetta Ape Regina, è scomparsa. Difficile immaginare una collega più carogna di lei, sempre pronta a mettere Alice in cattiva luce con i superiori, come se non ci pensasse lei stessa a infilarsi nei guai, con tutti i pasticci che riesce a combinare. Per non parlare della storia di Ambra con Claudio Conforti, medico legale affermato e tanto splendido quanto perfido, il sogno proibito di ogni specializzanda... E forse anche di Alice.
Ma per quanto detesti Ambra, Alice non arriverebbe mai ad augurarle la morte. Così, quando dalla procura chiamano lei e Claudio chiedendo di andare a identificare un cadavere appena ritrovato in un campo, Alice teme il peggio. Non appena giunta sulla scena del ritrovamento, però, mille domande le si affollano in mente: a chi appartengono quelle povere ossa? E cosa ci fa una coroncina da principessa accanto al corpo?


Come far riscattare un personaggio presentato come negativo, o anche come a volte l’apparenza inganna. In questo capitolo Ambra, nemica giurata di Alice e rivale sia sul lavoro che per il cuore di Claudio, è scomparsa. Proprio indagando sulla sua scomparsa Alice scopre che non è tutto oro quel che luccica. Di questo libro è molto ben descritta la parte relativa alla Palestina, anche qui con un caso da risolvere, e pure Alice cambia pian piano. Cresce, matura e finalmente prende decisioni per sé. La parte più divertente del suo personaggio non c’è quasi più e mi spiace, anche se ho apprezzato molto sia la parte investigativa che quella amorosa.



Autrice: Alessia Gazzola
Titolo: Una lunga estate crudele
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 29 gennaio 2015
Pagine: 320
Serie: #4 Investigatrice Alice Allevi



Trama:

Alice Allevi, giovane specializzanda in medicina legale, ha ormai imparato a resistere a tutto. O quasi a tutto. Da brava allieva, resiste alle pressioni dei superiori, che le hanno affidato la supervisione di una specializzanda… proprio a lei, che fatica a supervisionare se stessa! E lo dimostra anche la sua tortuosa vita sentimentale. Alice, infatti, soffre ancora della sindrome da cuore in sospeso che la tiene in bilico tra due uomini tanto affascinanti quanto agli opposti: Arthur, diventato l’Innominabile dopo troppe sofferenze, e Claudio, il medico legale più rampante dell’istituto, bello e incorreggibile, autentico diavolo tentatore. E infine, Alice resiste, o ci prova, all’istinto di lanciarsi in fantasiose teorie investigative ogni volta che, in segreto, collabora alle indagini del commissario Calligaris. Il quale invece dimostra di nutrire in lei più fiducia di quanta ne abbia Alice stessa. Ma è difficile far fronte a tutto questo insieme quando, nell’estate più rovente da quando vive a Roma, Alice incappa in un caso che minaccia di coinvolgerla fin troppo. Il ritrovamento dello scheletro di un giovane attore teatrale, che si credeva fosse scomparso anni prima e che invece è stato ucciso, è solo il primo atto di un’indagine intricata e complessa. Alice dovrà fare così i conti con una galleria di personaggi che, all’apparenza limpidi e sinceri, dietro le quinte nascondono segreti inconfessabili. Alice lo sa: nessun segreto è per sempre. E chi non impara a tenere a bada i propri segreti finisce col lasciarsene dominare… fino al più tragico e crudele dei finali.



Torna Alice con i suoi dubbi esistenziali e torna un caso da risolvere. Questa volta lo scenario è un teatro e i protagonisti sono attori più o meno famosi. Forse questo libro è quello che mi è piaciuto meno della serie, che comunque continua ad appassionarmi. Alice è più introversa, insicura, prova piacere solo ad investigare col suo ispettore Calligaris, che in lei ha trovato una complice, tutto il resto sembra che le scivoli addosso. Il mistero all’inizio è intrigante, ho apprezzato molto i riferimenti a Shakespeare, poi però perde mordente e alla fine è anche un po’ scontato. Ma la cosa che ho patito di più è stata trovare come una patina di malinconia su tutto il racconto, ho avuto sempre una sensazione di tristezza. L’Alice simile a Bridget Jones del primo libro è totalmente scomparsa, sostituita da una musona che non sa bene quello che vuole. L’unico che si salva a mio parere è Claudio, sempre fedele a sé stesso, coerente. Mi è piaciuto molto il capitolo finale, anche se avevo intuito l’esito, presentarlo così l’ho trovato originale e molto realistico. Adesso però aspetto con ansia l’evolversi di questa storia, tutt’altro che finita e spero di ritrovare l’allegria dei primi libri, il sorriso che scappa quasi ogni pagina.





Allora cosa ne pensate? Conoscete l'autrice? La serie? Siete curiosi di vedere la serie TV?


mercoledì 20 luglio 2016

Recensione "Casa Rossa" di Francesca Marciano - L'angolo vintage #1

Buon mercoledì a tutti. Oggi al posto della rubrica Chi ben comincia vi lascio la recensione del libro che ha vinto il sondaggio della prima puntata de L'angolo vintage. Anche se la lettura in particolare non mi ha entusiasmata, l'idea della rubrica mi è piaciuta molto e spero anche a voi.

Titolo: Casa rossa
Autrice: Francesca Marciano
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 24 gennaio 2003
Pagine: 400


Trama:

Sono schegge, frammenti, quelli tra cui si muove Alina Strada mentre si prepara a lasciare per sempre Casa Rossa, la masseria nella campagna pugliese appartenuta alla sua famiglia per oltre sessant'anni. Sono le schegge e i frammenti abbandonati lì dalle quattro donne che hanno amato o odiato quella casa, scegliendola come rifugio oppure vivendola come prigione. E tocca proprio a lei, ad Alina, la più giovane della famiglia, sfidare il silenzio e l'oblio, cercare di ricostituire il quadro, dando voce a quelle domande che per decenni sono rimaste in sospeso.
Le domande su Renée, la nonna, una tunisina bellissima e sfuggente il cui corpo nudo ancora vive nel ritratto tracciato dal marito, sebbene nascosto sotto la vernice rossa del patio. Le domande su Alba, la madre, che attraversa gli anni '50 e '60 - gli anni ingordi e frenetici del «miracolo» - pervasa da un'irrequieta, egoistica brama di vivere e travolge chiunque le stia accanto. Le domande su Isabella, la sorella maggiore, sulle sue scelte di vita e di lotta a fianco dei terroristi, sul suo prepotente desiderio di spingersi sempre oltre, di superare i confini, anche a rischio dell'autodistruzione. E poi ancora le domande su Alina stessa, sul percorso della propria vita, sui sogni realizzati e su quelli infranti, sulle fragili alleanze e sui feroci scontri con la madre e la sorella.






Una casa, anzi una masseria in un paesino della Puglia, immersa nel verde e circondata dagli ulivi. Questa è Casa Rossa, ma in realtà è molto di più. Racchiude la storia della famiglia Strada, la vita delle quattro donne legate a quel luogo. Questo libro abbraccia un secolo di storia, narrato dalle protagoniste: Renée, la nonna tunisina così fuori posto in Puglia; Alba, mamma inquieta e smaniosa di vivere;  Isabella, sorella maggiore così ancorata nelle sue convinzioni; infine Alina, la narratrice di tutto, colei a cui è stato affidato l'incarico di smantellare tutto, ricordi compresi, di sbaraccare Casa Rossa per i nuovi proprietari. E tramite lei la storia della famiglia, e i vari conflitti, vengono alla luce.

"Ci si innamora di un posto allo stesso modo in cui ci si innamora di una persona. Si soffrono le stesse gelosie", mi aveva detto una volta. "Ti convinci di essere l'unica persona al mondo in grado di capirne la bellezza. E' destino, ti dici, siamo fatti l'uno per l'altro. Non appena sono entrato là dentro, è stato un colpo di fulmine".

Questo libro ha una trama che mi è piaciuta subito, nella mia vita ho fatto molti traslochi e la malinconia che traspare quando si chiude una casa mi ha sempre affascinato. E' una svolta, è mettere un punto ad un periodo trascorso, bello o brutto che sia. In più in questo libro c'è un secolo intero e tre generazioni di donne intrecciate, con tutto quel che ne deriva. Mi ha ricordato per certi versi La casa degli spiriti, proprio per la sua struttura.
Però l'autrice non è riuscita a conquistarmi. Ho sofferto proprio il suo stile, troppo descrittivo e prolisso. Ho faticato a leggerlo, mi distraevo e annoiavo continuamente e non ho provato empatia, ma neanche simpatia, per nessun personaggio. L'avrei mollato volentieri e mi dispiace perché l'idea alla base del libro e l'ambientazione sono ottime.
Sono sicura però che a chi apprezza le descrizioni minuziose può piacere e molto. A mia madre ad esempio un libro così piacerebbe senza dubbio. Così come a chi ama le saghe familiari. A dispetto delle aspettative non è il libro che fa per me.
Avete già letto questa autrice? Cosa ne pensate? Io intanto vado a pensare a un nuovo argomento per il prossimo angolo vintage.




sabato 2 luglio 2016

L'angolo vintage #1

Buon sabato a tutti e ben trovati! Oggi sono qui per proporvi una mia idea per una nuova rubrica, spero non sia già stata utilizzata, io non l'ho vista.
Vi capita mai di guardare la vostra pila di libri da leggere e di non saper decidere? Io accumulo senza ritegno, fra cartacei e e-book, e poi spesso non riesco a leggerli subito così sono piena di titoli non proprio attuali da leggere. Ecco allora la mia idea. Mensilmente vi verranno proposti tre titoli non recenti, da votare in un sondaggio a lato nel sidebar. Dopo due settimane leggerò e recensirò il libro che vincerà la sfida.


Per questa prima puntata ho pensato di "sfruttarvi" per scegliere un obiettivo per la challange delle lettrici geograficamente sparpagliate: un libro con più di due donne protagoniste. Spulciando fra i miei titoli in attesa ne ho individuati tre che corrispondono a quanto richiesto:


Titolo: Casa rossa
Autrice: Francesca Marciano
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 24 gennaio 2003
Pagine: 400

Trama:
Sono schegge, frammenti, quelli tra cui si muove Alina Strada mentre si prepara a lasciare per sempre Casa Rossa, la masseria nella campagna pugliese appartenuta alla sua famiglia per oltre sessant'anni. Sono le schegge e i frammenti abbandonati lì dalle quattro donne che hanno amato o odiato quella casa, scegliendola come rifugio oppure vivendola come prigione. E tocca proprio a lei, ad Alina, la più giovane della famiglia, sfidare il silenzio e l'oblio, cercare di ricostituire il quadro, dando voce a quelle domande che per decenni sono rimaste in sospeso.
Le domande su Renée, la nonna, una tunisina bellissima e sfuggente il cui corpo nudo ancora vive nel ritratto tracciato dal marito, sebbene nascosto sotto la vernice rossa del patio. Le domande su Alba, la madre, che attraversa gli anni '50 e '60 - gli anni ingordi e frenetici del «miracolo» - pervasa da un'irrequieta, egoistica brama di vivere e travolge chiunque le stia accanto. Le domande su Isabella, la sorella maggiore, sulle sue scelte di vita e di lotta a fianco dei terroristi, sul suo prepotente desiderio di spingersi sempre oltre, di superare i confini, anche a rischio dell'autodistruzione. E poi ancora le domande su Alina stessa, sul percorso della propria vita, sui sogni realizzati e su quelli infranti, sulle fragili alleanze e sui feroci scontri con la madre e la sorella.


Titolo: Il club erotico del martedì
Autrice: Lisa Beth Kovetz
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 2 luglio 2009
Pagine: 312

Trama:
Aimee, Margot, Brooke e Lux lavorano nello studio legale Warwick & Warwick di NewYork. Una è una moglie incinta trascurata dal marito, l'altra è una cinquantenne in carriera senza amici, la terza appartiene a una famiglia ricca, infine Lux è la segretaria giovane e bella e perciò oggetto di mille cattiverie: donne diversissime tra loro per stile di vita ed estrazione sociale, hanno in comune la passione per la letteratura e si ritrovano nella pausa pranzo per leggere insieme i loro nuovi componimenti, inevitabilmente di argomento sentimentale ed erotico. Ma questa piccante consuetudine non è che la scintilla che porterà quattro caratteri forti a un confronto con i problemi e le esperienze di vita altrui, fino a che scopriranno, dopo qualche scontro anche molto aspro, l'importanza e la profondità del loro legame.


Titolo: Non tutti gli uomini preferiscono le altre
Autrice: Jane Green
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 28 febbraio 2003
Pagine: 279

Trama:
Tasha è una trentenne brillante, carina, intelligente e con un buon lavoro, ma non riesce a trovare un uomo con cui dividere il proprio futuro. Tutti scappano o, peggio, la tradiscono. Tasha condivide le sue disavventure con tre amiche che affrontano le stesse situazioni. Finché un giorno i sogni sembrano finalmente diventare realtà.






Allora, cosa vi sembra? Li conoscete? Vi va di aiutarmi a scegliere?








lunedì 20 giugno 2016

Recensione "La tristezza ha il sonno leggero" di Lorenzo Marone

Ciao, ecco qui la mia prima recensione. Questo libro come potete immaginare mi è stato imposto eh suggerito vivamente, ma è stato un'ottimo consiglio! Posso dire tranquillamente di capire il perché questo autore piaccia così tanto, lascia il segno. Se non lo conoscete ancora fatelo, non ve ne pentirete.

Autore: Lorenzo Marone
Titolo: La tristezza ha il sonno leggero
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 7 marzo 2016
Pagine: 384


Trama: 
Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezzo e svariati fratelli. È uno di quei figli cresciuti un po’ qua e un po’ là, in bilico tra due famiglie e ancora in cerca di se stesso. Sulla soglia dei quarant’anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, così trattenuto che nella sua vita, attraversata in punta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nel¬lo stomaco, somatizzando tutto.Finché un giorno la moglie Matilde, con cui ha cercato per anni di avere un bambino, lo lascia.
Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l’appuntamento con il suo destino.
Circondato da un carosello di personaggi mai banali, Erri deciderà di affrontare, una per una, le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto. Imparerà così che per essere felici dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che, se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene, a volte è indispensabile ribellarci. Anche a chi ci ama.
Sarà pronto, ora, a prendere la decisione più difficile della sua esistenza?








È buffa questa cosa che facciamo pagare agli altri le colpe dei nostri genitori. Ognuno se ne va in giro con un mucchietto di dolore incapsulato dall’infanzia, alla ricerca della persona giusta cui restituire un po’ di torti subiti.

Prima di iniziare questa recensione ci tengo a fare una premessa: io ho quasi quarant’anni (più o meno l’età di Erri e dell’autore), ho i genitori separati che a loro volta si sono risposati e ho un fratello che agli occhi di tutti i parenti è praticamente perfetto, in odore di santità. Leggendo qua e là opinioni su questo libro la cosa più diffusa è stata la sensazione di aver provato le stesse emozioni del protagonista. Io ho anche qualche vissuto simile e mi sono immedesimata in maniera totale, certe cose le ho proprio rivissute. È stata quasi una terapia.
La storia è quella di Erri, quarantenne con un lavoro che non ama, una famiglia allargata particolare e con molti problemi, un matrimonio alla deriva e un figlio che non arriva. Per una serie di eventi, tutte decisioni non prese da lui, la sua quotidianità viene stravolta e lui si ritrova con le macerie di una vita creata per compiacere, per il bisogno di essere accettato, e tutti i sogni persi per strada.

Diciamocelo: se c’è una cosa che fa proprio paura è la felicità. Non sai mai quando arriva.
E, soprattutto, quando se ne va.

Tutta la trama si svolge nel tempo di una cena, con continui rimandi al passato e a situazioni vissute, persone conosciute, posti visitati. L’autore è molto bravo a mantenerti sul tema, a introdurre aneddoti e scorci che fanno capire il perché di certe situazioni o di atteggiamenti.
Mi è piaciuto tantissimo, mi sono sentita coinvolta dalla prima all’ultima riga. Ho avuto il magone per buona parte del tempo, ho provato rabbia e comprensione, compassione e dispiacere, ma spesso mi sono ritrovata col sorriso sulle labbra, forse un po’ amaro ma presente. In certi momenti mi è sembrato di avere un libro di aforismi, non credo di aver mai sottolineato tanto.
È un libro per riflettere, la storia di Erri è lo spunto per guardare alla mia generazione, i figli del divorzio, del benessere e della ricerca costante di arrivare, di apparire. Io sono figlia ma anche madre e ho pensato tanto ai valori per me importanti, come Erri primo fra tutti la felicità dei miei figli. Non importa se il lavoro che andremo a fare darà sbocchi importanti, se si può è sempre meglio inseguire i propri sogni. E soprattutto averne il coraggio. Il nocciolo del libro è il coraggio, anzi la mancanza di esso. La paura di non farcela, di non arrivare e di deludere. Di non essere accettati per come si è, di arrivare sempre dopo gli altri. Di essere un mezzo figlio, un mezzo uomo.

La prima cosa che direi a un figlio, una volta adulto, sarebbe: “Fai il possibile perché ciò che ti piace non diventi un passatempo da coltivare solo nel fine settimana. È la via più diretta per trasformarsi in un infelice”.

Il libro è tutto questo e molto altro, ci sono un sacco di personaggi che ruotano attorno a Erri, tutti molto importanti. Sono molto ben descritti e in certi passaggi mi sembrava di vederli, di interagire con loro. Credo che potrei parlarne per giorni interi.
Io ho deciso di leggerlo un po’ perché altrimenti perdevo il saluto di una nuova amica, ma soprattutto perché ho avuto il piacere di sentirne la presentazione al Salone del libro. Sono rimasta incantata e sono letteralmente corsa a comprarlo e farmelo autografare. Credo che in Erri ci sia molto di Lorenzo, come c’è molto di Chiara e di tante persone che l’hanno letto. Io sono pienamente soddisfatta di questo libro, che ha superato le mie già altissime aspettative.
Se non l’avete ancora fatto leggetelo, entra nel cuore.