mercoledì 16 agosto 2017

Le #bancarellablogger diventano giurate!

Ma buongiorno! Siete tutti in vacanza? Io sì ma oggi voglio parlarvi di questa meravigliosa cosa.
Avevo già accennato sulla pagina facebook, ma oggi ci tengo a sboronare pure qui, sì perché le #bancarellablogger sono tornate alla riscossa! Tutto merito di Barbara Fiorio e il suo GSSP.
Il Gruppo di Supporto Scrittori Pigri è un laboratorio di scrittura online della durata di tre mesi, durante il quale i partecipanti lavorano a esercitazioni e romanzi su una piattaforma condivisa e protetta da password. È pensato per chi vuole mettersi alla prova con la scrittura narrativa, per chi cerca la propria voce o per chi ha semplicemente bisogno di una scusa per scrivere qualcosa ogni settimana.
Lei, convinta e consapevole, ha chiesto a noi #bancarellablogger di fare le giurate e quindi gioia e giubilo e tanta tanta riconoscenza a tutti. (Amanda prima o poi una statua la facciamo).

Con La Libridinosa abbiamo iniziato a guardare cos'è il GSSP, con La spacciatrice di libri invece abbiamo visto la gara degli incipit.
Oggi io vi parlerò del Forum:
Lo strumento più importante del GSSP è il forum.
Probabilmente, tra voi, ci sarà chi ha un buon livello di scrittura, chi invece parte dalle basi, chi ha già seguito corsi e laboratori, chi prova questa esperienza per la prima volta. Non storcete il naso e non scoraggiatevi: al contrario, posso assicurarvi che il confronto tra persone con capacità diverse offre insospettabili spunti di riflessione e rappresenta una grande ricchezza.
Sarete liberi di usare il forum come meglio crederete, e troverete indicazioni più specifiche all’interno del forum stesso.
Vi dico solo che:
1) se litigate con Tizio, Caio o Sbirulino perché vi ha detto che non gli piace quello che avete scritto, non ritengo stia a me dargli stilettate sulle nocche. Non gli è piaciuto, succede. L’importante è capire per quale motivo;
2) il forum è come una monarchia in cui la regnante galleggia nel proprio nirvana, spiluccando cioccolato e orsetti di gomma. Se ogni tanto ha la sensazione che qualcuno stia calpestando le aiuole per fare campagna elettorale o proselitismi di qualsivoglia fede o ideologia, è libera di trasformare certe grandi dichiarazioni in bolle di sapone. Per il resto: nirvana, cioccolato e orsetti di gomma;
3) ci saranno bolle di sapone anche per chi abusa dei puntini di sospensione, punti esclamativi e interrogativi e per chi usa troppe parole straniere. Abbiamo una lingua meravigliosa, impariamo a usare quella, intanto;
4) il forum non è visibile agli esterni perché è importante avere uno spazio dove poter postare esperimenti di scrittura tremendi senza che vengano associati al vostro nome, ed è per questo che ogni partecipante, al momento dell’iscrizione, sceglierà un nickname. Siate gentili, rispettate la privacy delle altre persone e limitatevi a pubblicare fuori dal forum solo quello che avete fatto voi. Però tenete a mente che, per quanto protetto, è comunque Internet;
5) se vi innamorate tra di voi e figliate, mi arrogo il diritto di decidere il nome del primogenito.

Io adoro Barbara, ihihih.

Le iscrizioni sono aperte sul sito www.scrittoripigri.com, dove si possono trovare anche molte altre informazioni.

Ci saranno due giurie:
La giuria popolare, costituita dalle persone che voteranno sulla pagina facebook a colpi di Mi piace;
La giuria professionale, formata da scrittori, editor, giornalisti, blogger letterari ed esperti di comunicazione, che sceglierà, a suo insindacabile giudizio, il testo a suo parere più interessante dal punto di vista narrativo.
Noi #bancarellablogger faremo parte di quest'ultima e siamo impazienti di leggere gli incipit!

Adesso vado a gongolare ancora un po' nell'attesa di adempiere al mio ruolo di giurata (professionale!) e vi do appuntamento il 18 agosto sul blog di Cristina, Leggere in silenzio.


lunedì 14 agosto 2017

Recensione "Una maschera sul cuore" di Simona Busto

Buongiorno a tutti, oggi vi parlo di questo libro, che ho fatto attendere tanto, chiedo ancora scusa.



Autrice: Simona Busto
Titolo: Una maschera sul cuore
Data di pubblicazione: 14 dicembre 2016
Pagine: 288

Trama:
Christian Lobianco è un giovane attore italo-americano che sta vedendo la propria carriera giungere a un prematuro tracollo. Per ovviare al problema accetta un ruolo impegnativo e drammatico, che potrebbe portarlo di nuovo sotto le luci della ribalta. Per spingerlo a entrare nel ruolo di un giovane operaio in tempo di crisi, il suo agente lo obbliga a recarsi a Milano, dove è meno facilmente riconoscibile, e rimboccarsi davvero le maniche nel reparto produttivo di una fabbrica.
Eva Castelli ha solo vent’anni, ma la vita l’ha già obbligata ad abbandonare qualsiasi sogno. Le resta una sola passione, quella per il canto, coltivata con fatica e sacrificio.
Entrambi indossano una maschera che cela sentimenti e aspirazioni. La passione che li infiamma sin dal primo sguardo minaccia di ridurre in cenere i travestimenti che li proteggono. 
Vale la pena scoprire il vero aspetto delle loro anime? Quando la maschera sarà svanita in una nuvola di fumo, scopriranno di potersi amare e o resteranno delusi dalle reciproche fragilità?
Nel grigio freddo della Milano invernale, due ragazzi impareranno a scoprirsi.

Pagina facebook dell'autrice: https://www.facebook.com/SimonaBustoAutrice/



Questo libro rientra nella categoria New Adult, che ogni tanto leggo con piacere. Ero quindi preparata a trovarmi di fronte a situazioni difficili e controverse. La sinossi inoltre è interessante, ho letto altro di simile.
Ho faticato a leggerlo. Come dicevo la trama mi ha incuriosito da subito ed è piacevole anche se presenta delle contraddizioni. Ad esempio Christian sembra aver vissuto in un'isola sperduta e non in America, oltretutto con un background di tutto rispetto. E poi, basta davvero solo cambiare tinta ai capelli? Se sei così famoso almeno un'impressione di riconoscimento la devi suscitare. 
Ma a questo si può soprassedere in fretta perché comunque è una lettura d'evasione e qualche licenza può prendersela.

Ho avuto tanti problemi con i personaggi. Non li ho trovati ben caratterizzati, non si capisce da cosa deriva la rabbia di Christian né l'abnegazione di Eva. E poi io odio i perfettini lagnosi, se leggete le mie recensioni lo sapete già.
 Eva è bellissima, ovviamente senza saperlo, piace a tutti, però non le manda a dire ma è anche remissiva. E' una figlia straordinaria, un'amica esemplare, una sorella unica, vado avanti? Secondo voi da 1 a 10 quanto l'ho odiata? Aggiungo anche che si lamenta in continuazione della sorte, i capi sono cattivissimi con lei, che ovviamente non sbaglia mai, anzi. Ah canta da dio e sul palco si trasforma, ma è timida e insicura.
Troppo confusa, troppo splendida in tutto, non è riuscita neanche a farmi pena.
Christian è ovviamente un adone, un po' stronzetto ma giusto, rabbioso ma sempre per colpa degli altri. Lui passa tutto il suo tempo a lamentarsi, davvero! Per la situazione, per la fidanzata, per l'agente, per Eva. E basta!
Ho avuto difficoltà anche con i personaggi secondari, tipo Federico (è impossibile che esistano persone così, direi per fortuna). Tutti con tratti contraddittori e mai approfonditi.

Per me entrare in sintonia con i protagonisti è fondamentale, forse per questo ho faticato così. Non ha aiutato lo stile dell'autrice che è molto corretto ma forzatamente ricercato, ne ha penalizzato la scorrevolezza.

Mi dispiace molto, io non sono proprio riuscita ad apprezzarlo, credo sia proprio una questione di gusto personale. Ha tutte le caratteristiche che io tollero poco.
Voto:



venerdì 11 agosto 2017

Recensione "Nyctophobia 2. Il cuore della notte" di Carlo Vicenzi

Buongiorno, tutti in vacanza? Io ci sono già stata e forse farò ancora qualche giorno, ma grazie alla programmazione dei post non chiuderò il blog.
Se ricordate qualche tempo fa ho partecipato al Blogtour del seguito di Nyctophobia di Carlo Vicenzi. (La recensione del primo qui, l'intervista all'autore qui.)
Oggi vi lascio il mio pensiero su questo particolarissimo libro.

Autore: Carlo Vicenzi
Titolo: Nyctophobia 2. Il cuore della notte
Editrice: Dunwich Edizioni
Data di pubblicazione: 3 luglio 2017
Pagine: 231
Serie: #2 Nyctophobia


Trama:
Sono passati anni da quando Eliana e la dottoressa hanno riportato la luce del sole. Ma il Buio, quell’entità viva e incomprensibile che aveva ridipinto il mondo a tinte abissali, ora è tornato e i suoi incubi sono a caccia.
Licia, la figlia adottiva di Eliana, bussa alla porta di Selene, l’unica ragazza che non ha paura di camminare sola durante la notte. Il Rifugio, la comunità fondata da Eliana nelle rovine di un vecchio castello, ha bisogno di lei e in fretta, perché il tramonto scende inesorabile e con esso torna l’Oscurità.



Cosa succederebbe se il Buio dovesse tornare? Cosa saresti disposto a fare, a sacrificare?
Aveva capito cosa stava succedendo. Lo sentiva dentro di sé, non nel midollo ma da qualche parte più in profondità. Il buio non era morto, l'Oscurità era tornata.
Dopo molti anni in cui il giorno si è alternato alla notte, una notte normale, il Buio, quell'entità a sé che sembra parli alle persone e spinga sulle coscienze, ha iniziato a farsi sentire e in maniera sempre più pressante e preoccupante. Licia (ve la ricordate nel finale del primo volume?) ha trovato Selene, una ragazza strana (si capirà poi il perché) e deve assolutamente tornare al Rifugio e tentare di salvare il mondo. Ma non sarà così semplice e soprattutto, sarà la scelta giusta?

Come per il precedente anche qui la nostra compagnia intraprende un viaggio, ma in questo caso, soprattutto all'inizio il tutto ha una connotazione molto più horror. La suspense è altissima, le creature ancora più raccapriccianti.

Ho provato ansia, tanta. Per mio gusto personale non impazzisco per l'horror e ho un pochino patito questo cambiamento. Ho faticato di più nella lettura, per questo sono stata meno veloce. Dovevo interrompermi per tirare il fiato.

Altro particolare che non mi è tanto piaciuto è la sensazione di sottofondo che ho provato. E' come se fosse tutto avvolto da una cappa di sconforto, mi sembrava di annegare.
Io credo che tutto ciò fosse voluto ma, anche qui per come sono io, per i miei gusti, l'ho trovato troppo pesante.
Detto questo sono però stata felicissima di averlo letto, anche se con molta calma e facendo diverse pause.
"Sta gridando, Licia", disse la ragazzina iniziando a singhiozzare. "Il Buio sta soffrendo."
Carlo Vicenzi scrive benissimo. Già nel primo mi aveva conquistata il suo stile e questa seconda lettura è stata una conferma, anzi secondo me è pure migliorato. E' elegante e ricercato senza essere retorico, ha una cura dei particolari per me fantastica. Descrive tutto il necessario senza esagerare.

Anche la caratterizzazione dei personaggi mi è piaciuta. Ho adorato Selene, un po' meno Licia. Ogni tanto la confondevo con Eliana, hanno diversi tratti comuni, ma per la madre adottiva ho avuto maggiore empatia. E poi qui c'è Abominio, un Cane Scricchiolante a cui non puoi non affezionarti.

La trama mi è piaciuta, alcune cose le ho intuite, altre sono state colpi di scena che mi hanno stupita. E' decisamente originale e non prevedibile. Ho apprezzato molto i vari interludi, gli stacchi temporali che hanno permesso di completare il quadro.
L'Oscurità non può essere uccisa, le aveva detto Barbara l'ultima notte del Rifugio.
Ma la cosa più straordinaria, di nuovo, è il finale. Ragazzi questo autore sì che li sa scrivere. Se per Nycto 1 avevo quasi le lacrime e non mi sarei aspettata un seguito mentre per questo lo esigo e ho ancora la mascella per terra. Anche se ripensandoci a freddo è più che perfetto!
Voto:



Cover Reveal "Devotion" di Estelle Hunt e Lidia Calvano


Oggi sveliamo la cover di Devotion, l'atteso nuovo romanzo che porta la firma a quattro mani di Estelle Hunt e Lidia Calvano. 
Le due talentuose autrici, dopo il successo ottenuto con Rehab, hanno ancora una volta unito le loro penne in una nuova, conturbante storia... 


Titolo: Devotion
Autrici: Estelle Hunt e Lidia Calvano
Grafica: Lovely Cover 
Data di uscita: Settembre 2017
Serie: Spin-off Rehab

TRAMA

C’era stato un tempo in cui tutto il mondo si riduceva a loro tre, i migliori amici mai esistiti sulla faccia della terra: Adam il ribelle, Ethan il generoso e Amber, la ragazza di cui entrambi si erano innamorati. Poi la vita aveva mescolato le carte, le strade si erano divise e Adam era rimasto escluso da tutto, dall’amicizia, dall’amore, dalla famiglia. 
Ora Adam sta tornando, per riprendersi quello che sente appartenergli di diritto. Ha reinventato la sua vita, è andato avanti grazie alla rabbia e all’ostinazione, partendo di nuovo dal nulla. È un uomo che non crede più in niente, che ha come unico punto fermo la passione mai sopita per quella ragazza dai capelli di fuoco. 
Ma il “ribelle” ha fatto i conti senza il suo vecchio amico, senza la donna in cui Amber si è trasformata e persino senza se stesso.
"Che cosa dobbiamo fare con lei?" avrebbe voluto chiedere all’amico saggio, al razionale, composto Ethan. In quel frangente, tuttavia, sapeva che la domanda corretta da porsi era: "Che cosa deciderà di fare lei, con noi?"
TEASER GRAFICO


IL ROMANZO
Devotion è uno spin-off di Rehab ma si può leggere autonomamente, in quanto riprende un personaggio secondario, Adam, ed è autoconclusivo. 

LE AUTRICI 
Estelle Hunt ha esordito nel 2015 con Emmeline, un romance storico, per poi pubblicare un contemporary romance nell'aprile del 2016, Ritrovarti ancora. La reciproca stima professionale e umana ha spinto l'autrice ad avviare un progetto a quattro mani con Lidia Calvano, che le ha portate a pubblicare nell'ottobre 2016 Rehab, un contemporary romance che ha ottenuto un notevole successo tra i lettori. 
Lidia Calvano ha pubblicato diversi romanzi brevi con la casa editrice Delos, prima di indirizzarsi verso il self-publishing. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La terza luna di Vegis, Le concubine del pianeta Zofar, La lezione del porcospino, Un puzzle a due pezzi. Nel gennaio 2017 pubblica RIP Rest In Peace, un contemporary romance con sfumature paranormal, e in aprile 2017 Devil's Twins, un thriller firmato insieme all'autrice Manuela Chiarottino.



giovedì 10 agosto 2017

Lettura di gruppo "Black Friars - Le soglie del buio" di Virginia De Winter - Capitoli 4-fine

Indovinate che giorno è? E' giovedììììììììììììììììììì e quindi Black Friars! Anche questa novella è giunta al termine quindi l'autrice dovrà sfornare qualcosa altrimenti come faremo?
In questi mesi di rilettura si è formato un bel gruppo e mi dispiacerebbe abbandonarlo, quindi restate sintonizzati a settembre ci inventeremo qualcosa.
Intanto oggi vi parlo della conclusione di questa novella, che tanto fa sospirare.


La presentazione la trovate qui;
La prima parte della novella qui.

Autrice: Virginia De Winter
Titolo: Black Friars. Le soglie del buio
Editore: Fazi (Lain)
Data di pubblicazione: 3 gennaio 2014
Pagine: 68
Serie: Black Friars #3.5

Trama:
Dopo la sconfitta del Presidio, la pace sembra tornata per le vie della Vecchia Capitale e nelle Nationes del Continente ma, quando la Principessa Sophia Blackmore intraprende un viaggio per Altieres, strane coincidenze le ricordano che altre insidie si muovono intorno a lei e la costringono a temere di nuovo per la propria sicurezza. Sogni e presagi la riportano ai giorni in cui forze oscure minacciavano la sua vita e le sorti del suo regno. Nella Vecchia Capitale, però, le vicende sembrano suggerire che, questa volta, il pericolo provenga dalla remota e selvaggia Nalvalle.


Premessa: Questo post contiene SPOILER! Non posso non raccontare cosa succede quindi se non siete ancora arrivati a questo punto fate attenzione.

Commento ai capitoli da 4 alla fine

In questa seconda parte della novella si fa conoscenza con Orleanne, la Capitale Meridionale. Dopo aver tanto sentito raccontare di Altieres ecco che Sophia finalmente può conoscere la terra di cui è sovrana. La scrittura descrittiva e poetica dell'autrice ci accompagna nell'esplorazione e sembra proprio di essere lì a sentire profumi, a vedere scorci.
Naturalmente anche in tutto questo esplorare il pensiero fisso della principessa rimane lo stesso.
"Al ritorno", disse lei. "Dormirai con me questa notte?".
Gabriel e Sophia passeggiano per la città e si bloccano davanti a una villa.
"Questa", disse Gabriel, fermandosi davanti a una villa che occupava un intero isolato. "E' la casa in cui viveva mia madre".
Sappiamo poco della donna, se non che non è stata amata dal marito e che è stata uccisa durante la rivolta. Ma la principessa ha appena compiuto un rituale chiedendo il favore del Signore delle Soglie e, essendo lei un po' demone e un po' dea, non può non avere conseguenze particolari, soprattutto se fatto in maniera approssimativa. Infatti la ragazza si è scordata di chiudere le porte del regno degli spiriti e quindi mentre è nella casa comincia ad avere delle visioni.
Ma finché vede il ricordo di Gabriel e sua madre non c'è problema, quello sorge quando scorge la figura di Madrina Marta. Ve la ricordate la prediletta del Signore dei Cimiteri? Cosa potrà mai essere per lei una cosuccia come la morte?
Non si può stare tranquilli un attimo, era tutto finito con la chiusura degli abitanti del Presidio e per colpa di una piccola distrazione ecco che gli spiriti tornano. I due ragazzi, aiutati da Jerome e Alexandria riescono a uscire dalla casa infestata e decidono di andare al Cimitero degli Spiriti, per chiudere le porte.
Un Cimitero degli Spiriti, le spiegarono, ospitava coloro i cui corpi non potevano ricevere tradizionale sepoltura.
Ma ci stiamo ricordando di chi stiamo parlando? La principessina demone/dea. Pure pasticciona e che rischia la vita anche solo a respirare. Infatti per non smentirsi appena arrivata al Cimitero ecco che appare uno spirito e lei scopre di essere oltre la Prima Soglia della Morte. Lo spirito risulta essere Jean, ve la ricordate vero? Lei e Lucius? La loro storia è stata accennata nei libri precedenti, mi piacerebbe molto saperne di più. Comunque Jean la mette in guardia da Madrina Marta e le fa anche una confidenza. Le riferisce questo:
"Lady Sophia, nel mio cammino verso questo luogo ho incontrato uno spirito che mi ha pregato di portarti un messaggio. Ha detto: 'Prenditi cura di mio figlio. La casa della mia infanzia spetta a lui. Anche se non ho fatto in tempo a dirglielo, il testamento è dietro lo specchio della mia stanza da letto'".
Il figlio in questione intanto ha patito l'inferno vedendo la sua amata come morta e mi ha fatto moltissima tenerezza. Il suo cuore dovrebbe essere allenato a questo tipo di colpi ma l'amore non sente ragioni.
L'epilogo torna a casa Vandemberg e butta qualche briciola su possibili nuove novelle o spin-off. A oggi non si hanno notizie in merito, ma una ragazza può sempre sognare, vero?



Ormai avrete capito quanto io ami questa serie. Mi piacerebbe leggerne ancora e ancora. E ancora.

Grazie a Virginia De Winter per avere creato questo mondo magnifico e per la sua magica penna.
Grazie a Alice  per avermi accompagnata in questo viaggio e averlo fatto così bene, puntuale, precisa.
Grazie a tutti quanti presenti nel gruppo facebook. Mi avete allietato e non poco le giornate. Ormai per me non è giovedì se non inizio con voi.
Grazie anche perché tramite questo progetto ho trovato nuove amiche, che sento quotidianamente e di cui parliamo di tutto.
Oggi sono grata, l'avrete capito. Ma bisogna anche dirlo quando succede, quindi grazie!


mercoledì 9 agosto 2017

Recensione "Sempre e solo lei" di Claire Kingsley

Buongiorno, oggi vi parlo di questo libro edito da Quixote Edizioni, con la quale ho iniziato una collaborazione. La particolarità di questa nuova casa editrice è impegnarsi a portare a termine le serie e già solo per questo merita di essere sostenuta.

Autrice: Claire Kingsley
Titolo: Sempre e solo lei
Editore: Quixote Edizioni
Data di pubblicazione: 18 luglio 2017
Pagine: 262
Serie: #1 Serie Always

Trama:
Il migliore amico di Kylie, Braxton, è l’uomo più bello che abbia mai conosciuto, con un corpo tonico e un sorriso che fa cadere le mutandine di ogni donna che incontra.
Tranne Kylie. Forse.
Kylie non vede l’ora di smettere di uscire con le persone sbagliate e di trovare quella giusta. Sebbene Braxton le tolga il respiro, sa che con lui sarebbero solo problemi. È solo un altro playboy, e lei è stanca di giocare.
Ma Braxton non è l’uomo che pensa che sia.
La ragione per cui si comporta così male con le donne è semplice: nessuna di quelle con cui sta è realmente quella che vuole. Nessuna di loro è Kylie.
Braxton vorrebbe amare Kylie in ogni modo possibile, ma c’è sempre un ostacolo. Quindi rimane suo amico, guardandola frequentare uomini troppo stupidi per apprezzare quanto lei sia speciale, sempre preoccupato che il prossimo non lo sarà. Il prossimo sarà l’uomo che gliela porterà via per sempre.
Amare Kylie vorrebbe dire rischiare di rovinare per sempre loro amicizia, ma perderla potrebbe essere più di quanto Braxton sia in grado di sopportare.



Questo libro l'ho letto in vacanza e secondo me è l'ideale. Classica lettura d'evasione leggera e frizzante. Trama non originalissima ma che si lascia leggere ben più che volentieri.

Kylie, Braxton e Selene sono amici fin dall'infanzia, quando i gemelli (Braxton e Selene) hanno perso i genitori in un incidente e il padre di Kylie è diventato l'avvocato incaricato di seguire i loro interessi.
Sono un trio collaudato, si vogliono bene e ormai sono consolidati in abitudini, seguono delle regole non scritte, dettate dal continuo frequentarsi. Per esempio Kylie e Braxton non possono parlare dei relativi patners e Selene non può sopportare che suo fratello lanci sguardi ammirati alla sua amica. Perché Braxoton sarà anche un playboy accanito ma il suo cuore è già occupato. Pure la ragazza non è immune al fascino del suo amico, però non può vivere senza i suoi amici e quindi per non minare i rapporti finge indifferenza. Ma fingono così bene? E ce la faranno a resistere?

Come dicevo prima è una trama già sentita, l'amicizia che si trasforma in amore. Però io lo stesso tifavo per loro e in alcuni pezzi avrei preso a scrollate tutti e tre. Mi ha proprio coinvolta. 
E' scritto molto bene, è scorrevole e divertente. Ci sono diverse scene di sesso ma non è volgare. Il linguaggio usato è colorito, ma me non disturba, anzi.

I personaggi sono caratterizzati molto bene, tutti quanti anche i secondari. Mi piace molto come scrive questa autrice e i POV alternati aiutano a immedesimarsi benissimo.

Mi sarebbe piaciuto un maggior approfondimento della storia della madre di Kylie, butta lì dei particolari ma non hanno un'evoluzione. E' vero che questo è il primo libro di una serie quindi può darsi che ci sia in un seguito. 
Non lascia però in sospeso, ha un suo finale. Questa storia ha una conclusione e anche un epilogo ambientato mesi dopo. 
Il finale l'ho trovato troppo veloce, il perdono è stato immediato. Secondo me un po' di fatica in più per ottenerlo era meglio.

Un libro leggero, che si legge in fretta, allegro e che fa sospirare. Con una cover che non scherza. Più di così?
Voto:



lunedì 7 agosto 2017

Review Party "Shadow Play" di Domino Finn

Buongiorno a tutti e buon lunedì, oggi esce questo meraviglioso libro, il secondo della saga Il fuorilegge della magia nera, e io ho avuto l'onore di leggerlo in anteprima, vi lascio il mio pensiero.


La serie è così composta:
1- Dead Man (Recensione)
2- Shadow Play
3- Heart Strings (Inedito in Italia)
4- Powder Trade (Inedito in Italia)
5- Fire Water (Inedito in Italia)

Autore: Domino Finn
Titolo: Shadow Play
Editore: Dunwich Edizioni
Genere: Urban Fantasy
Data di uscita: 7/8/2017
Pagine: 240
Prezzo: ebook € 3,99 cartaceo 12,90
Link di acquisto: ebook https://goo.gl/hH9bhc
Serie: Il Fuori della Magia Nera Vol. 2

Trama:
Mi chiamo Cisco Suarez e una settimana fa ero morto. 
Costretto da una maledizione a servire un’organizzazione avvolta dalle ombre, ho parecchio sangue sulle mie mani. Per fortuna ho anche un problema a rispettare le autorità, perciò non prendo più ordini e la prima cosa da fare sulla mia lista è abbattere quei bastardi. 
Se sono bravo in qualcosa, è cercare in posti bui. Ma ho anche delle ombre di mio. Dei fatti terribili continuano a tormentarmi e non sto parlando di un tipo di tormento metaforico. Sto parlando di fantasmi, di maghi... e di quell’entità dagli scintillanti occhi rossi. 
Questo dimostra che è vero quello che dicono: si raccoglie ciò che si semina. 
La resurrezione è sopravvalutata o cosa?


Inizio con una piccola premessa: questo è il secondo libro della serie e ovviamente la storia prosegue da dove ci aveva lasciati. Ma all'inizio riassume i fatti accaduti quindi se volete cominciarla da qui potete farlo. Io non lo consiglio mai perché amo andare di fila ma le cose fondamentali vengono spiegate.
Prepariamo lo scenario come si deve. Il mio nome è Cisco Suarez, negromante barra straordinario incantatore delle ombre. In genere vado in giro con un paio di jeans e una canottiera bianca. Lo so, state pensando che i maghi dovrebbero indossare delle vesti. O almeno un trench. Prima di tutto, preferisco il termine animista. Secondo poi, Miami è una città calda e umida. Rimani sul semplice e resti al fresco. E poi devo mostrare le mie qualità.
Quanto mi è mancato Cisco! Adoro questo ragazzo, tanto. Soprattutto perché ha la qualità che più apprezzo in un personaggio: l'ironia. E' narrato in prima persona e Cisco si rivolge direttamente al lettore (scelta che di solito non amo ma che in questo caso mi è piaciuta). Lui è sarcasmo allo stato pure, anche quando racconta cose raccapriccianti mi fa mantenere il sorriso.

E' un urban fantasy e siamo a Miami. Cisco è un negromante, lui preferisce animista, incantatore di ombre e fuorilegge. Infatti dovrebbe essere morto da dieci anni e non segue proprio la legge, non può. Oltretutto è tormentato da fantasmi e poltergeist di persone che non ricorda di aver ucciso quando era un servo zombie e sta cercando giustizia. Per sé, per quello che gli è capitato, ma soprattutto per la sua famiglia, sterminata per futili motivi, quelli economici.
E' forte anche la componente mystery, c'è qualcosa che sfugge e che lui deve scoprire, ma il fantasy prevale. In alcuni punti l'ho trovato persino difficile, quando spiega nel dettaglio la magia, un po' complicato e da qui il mezzo punto in meno. 

La trama è articolata e adrenalinica e tiene col fiato sospeso fino alla fine che, lasciatemelo dire, lascia di stucco. Non ci ero arrivata, lo ammetto, anche se avrei potuto. L'autore ha mostrato di avere una vena sadica a lasciarci così, avrei voluto entrare fisicamente nel libro e fare una strage.

La caratterizzazione dei personaggi è fatta veramente bene, per tutti, ma io amo Cisco. E' sfrontato, irriverente, simpatico, ironico, divertente e ha una sua morale. Spesso avrei voluto abbracciarlo. E' lui il punto di forza maggiore, è un protagonista fuori dal comune.

L'ambientazione soleggiata e allegra in tutto questo smorza un po' i toni cupi degli argomenti e ci sta benissimo. Avevo riscontrato la stessa cosa nella serie TV Dexter, la componete latina con le sue caratteristiche festaiole si contrappone agli aspetti lugubri.

Lo stile dell'autore, come ho detto prima, è quello che piace a me. In più i capitoli molto brevi fanno sì che il libro si legga ancor più velocemente.
La mia tipica fortuna. Non solo stavo investigando sul mio omicidio, ma dovevo tenere d'occhio un commissario cittadino, guardarmi le spalle da possibili assalti di poltergeist e ora c'era uno spettro antico che voleva servirmi. Avrei dovuto trovarmi un assistente personale perché cominciava a essere difficile star dietro a tutto.
Spero di non dover aspettare troppo per il seguito perché ora sono veramente incuriosita. Intanto se non l'avete ancora letta vi consiglio proprio tanto questa saga, è veramente una lettura particolare e Cisco non può non piacere.
Voto: 


sabato 5 agosto 2017

Chi ben comincia - "Dead man. Il fuorilegge della magia nera Vol.1" di Domino Finn

Buongiorno, vi state sciogliendo tutti? Siete già in vacanza? Io fra poco ripartirò, che bello. Oggi torna la rubrica Chi ben comincia e vi propongo l'incipit del primo libro di una serie molto bella e originale, Il fuorilegge della magia nera di Domino Finn. Ho letto questo libro appena uscito (recensione qui) e visto che lunedì uscirà il secondo ho pensato a una ripassatina. Pronti a conoscere Cisco Suarez?

Autore: Domino Finn
Titolo: Dead man
Editore: Dunwich Edizioni
Data di pubblicazione: 3 agosto 2016
Pagine:263
Serie: Il fuorilegge della magia nera Vol.1

Trama:
Il mio nome è Cisco Suarez: negromante, incantatore di ombre, fuorilegge della magia nera. Sembra abbastanza fico, vero? Lo era, fino a quando non mi sono risvegliato mezzo morto in un cassonetto. 
Ho detto mezzo morto? Perché intendevo morto al 100%. Non faccio le cose a metà. 
Perciò eccomi qui, ancora vivo per una qualche ragione, in un altro giorno assolato a Miami. È un paradiso perfetto, se non fosse che mi sono immischiato in qualcosa di brutto. Ricercato dalla polizia, avvolto dal fetore della magia oscura, con creature dell’Altrove che sbucano da tutte le parti... per non parlare delle gang voodoo haitiane. Credetemi, è tutto molto divertente fino a quando non hai un cane zombie alle calcagna. 
Il mio nome è Cisco Suarez: negromante, incantatore di ombre, fuorilegge della magia nera… e sono totalmente fottuto.


REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti





CAPITOLO UNO



L’ultima volta che mi ero svegliato con i postumi di una sbronza del genere, ero nudo, bagnato fradicio e avvolto in una bandiera cubana.
Adesso almeno avevo i vestiti addosso. Nell’oscurità non riuscivo a vederli, ma potevo sentirli. Ero in grado di sentire anche altre cose. Un’emicrania pulsante. Abbastanza rigidità al petto da farmi soffrire a ogni respiro. Avvertivo dieci tipi di dolore diversi.
E c’era dell’altro. Il freddo, l’umidità e lo sporco. Le mosche mi ronzavano intorno al viso, volteggiando nel fetore di morte. Il mio braccio era viscido. Spostai il peso e qualcosa scricchiolò sotto di me. Mani e piedi premevano contro i confini stretti di una scatola.
Puzza di morte e decadimento. Okay. Una specie di bara gigante. Okay. Non sono un matematico ma le cose, sommate insieme, cominciavano a dare un risultato.
Nonostante le prove della mia morte apparente, non mi lasciai prendere dal panico. Vedete, sono un negromante (tra le altre cose) perciò so qualcosa sull’argomento. Non avrei saputo dirvi dove fossi e cosa fosse accaduto quel giorno per farmi arrivare lì, ma avevo il sospetto di essere ancora vivo. Anche se per un soffio.
Provai a mettermi a sedere. Un dolore lancinante mi attraversò il corpo fino a quando non mi rilassai di nuovo. Richiesta respinta.
Okay, era il caso di respirare profondamente. Mi concentrai fino a calmarmi, quindi riaprii gli occhi. Una striscia sottile di luce filtrava dall’alto, ma era troppo debole perché potesse illuminare l’interno.
Per fortuna conoscevo un trucco o due.
Fissai l’oscurità, più profondamente di prima. Non all’interno della bara o in 
qualunque 
posto fisico, ma in un luogo dentro di me. Le pupille cambiarono e le iridi da verdi diventarono nere. Un battito di palpebre dopo, ero in grado di vedere.
E voi che pensavate che essere negromanti significasse solo vestirsi di nero e farsi crescere i capelli. Mi dispiace smontarvi, ma non sono lo stereotipo vivente di un fan del death metal. Non indosso un trench e ho i capelli corti. Vivo a Miami, cazzo. Fa caldo ed è umido anche in inverno. Non ha senso beccarsi un colpo di calore per cercare di sembrare nordico a tutti i costi.
Non solo, ma Cisco Suarez (che poi sarei io) non è soltanto un negromante. È anche un incantatore di ombre. Era quella la magia che avevo appena utilizzato. L’oscurità intorno a me c’era ancora, ma adesso potevo vedere attraverso di essa.

Incuriositi? Avrete presto notizie del seguito.


giovedì 3 agosto 2017

Recensione "Il principe prigioniero" di C.S.Pacat

Buongiorno, la recensione di oggi non è stata semplice da scrivere e non credo di essere riuscita a esprimere le emozioni che questo libro ha suscitato in me.
Ho iniziato la lettura piena di scetticismo, perché quando un libro è troppo osannato mi puzza, storco il naso. Non so perché, mi disturba questa cosa, fatto sta che ero convinta che fosse un libro carino, scritto bene ma niente di più ma ovviamente volevo avere la mia opinione riguardo, mi sembra giusto. Oh come mi sono sbagliata!

Autrice: C.S.Pacat
Titolo: Il principe prigioniero
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 30 giugno 2017
Pagine: 300
Serie: #1 Captive Prince

Trama:
Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere. 
Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa.
Per il giovane condottiero, a quel punto, vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…


"Non hai ancora capito," disse il guardiano, abbandonando ogni forma di rispetto, "ma capirai. Capirai che quello che dicono nel palazzo, nelle taverne e nelle strade è vero. Sei uno schiavo. Non vali nulla. Il principe Damianos è morto."
Grazie Signora Pacat e grazie Triskell, in questo momento avete tutta la mia stima e la mia riconoscenza. Questo è un signor primo romanzo di una serie e la sua caratteristica è il fatto di essere una cosa totalmente nuova e fuori dagli schemi. 
E' un fantasy? Forse, l'ambientazione è inventata. 
E' uno storico? Non sono assolutamente un'esperta e spesso sbaglio ma credo ci siano similitudini con l'antica Grecia, comunque ha tratti da storico. 
E' un mm? I protagonisti sono due uomini, ma non ho mai letto un mm così. Il fatto che siano tutti e due maschi secondo me deriva dal fatto che al potere una volta salivano solo gli uomini; in questa società sono tutti bisessuali, hanno proprio un modo di porsi differente. Quindi io non lo catalogherei come mm o almeno non solo così. Se ci si aspetta questo si rimane delusi. 
E' un libro che parla di BDSM? Ecco questo no. Mi aspettavo pratiche kinky, ma non ci sono, assolutamente. Anche in questo caso se vi pensate di trovarci questo rimarrete delusi.
E' un libro violento e crudo. Alla base c'è la schiavitù e non è trattata coi guanti ma descritta in maniera realistica. Ma la prerogativa principale è la politica e i giochi di potere relativi. Tutto corre sul filo di quel che può essere utile, ogni parola ha un suo perché e può essere interpretata diversamente, è una continua lotta.
Ho sofferto, tanto. Mi sembrava di annaspare perché è un susseguirsi di prese di posizioni, a livello fisico e a parole.
C'è il sesso, ma poco, non mi verrebbe da definirlo erotico. Più che altro è usato come mezzo di sottomissione e, anche qui, per imporre il potere.
L'ho letto in vacanza e se non mi fossi imposta di rallentare e di leggerlo adagio e attentamente l'avrei finito in un pomeriggio, perché la storia prende tantissimo e lo stile ti cattura. (Una menzione anche per la cura impeccabile nella versione italiana, come accade sempre con questa casa editrice).
Era Vere, voluttuosa e decadente, il paese in cui il veleno aveva la dolcezza del miele.
Tasto dolente per molti è il world building. Ho letto alcuni commenti e l'opinione comune è che all'inizio sia confuso. Io non l'ho trovato così, anche se subito non spiega molto, ma secondo me la magistralità dell'autrice è anche quella di riuscire a dosare le cose piano piano, facendoti conquistare pezzi di verità poco alla volta. Per me quindi è persino meglio una descrizione così, anche se ora sono curiosa di saperne di più.

Ma la cosa migliore di tutto? I personaggi, la loro caratterizzazione. Soprattutto per i protagonisti Damen e Laurent. Sono opposti, uno scuro, alto, possente dalla personalità irrequieta e irruenta. Tutto istinto e fisicità. L'altro freddo e distaccato, chiaro e diafano nell'aspetto. Tutto sotterfugi e parole dette mai a caso. Damen è giusto, ha una morale forte, è un guerriero. A Laurent sembra che tutto scivoli addosso, non si capisce niente di quello che pensa e che prova anche se per lui ogni azione, ogni parola è una guerra costante. Capite quando parlo di fatica?
Assomigliava a un giovane Dio a cui un sacerdote stava per offrire un sacrificio.
Non ne escono puliti, nessuno dei due. Entrambi sbagliano, soprattutto il biondino, e commettono azioni disdicevoli. E questo è uno degli aspetti che più ho apprezzato, davvero. L'imperfezione dei protagonisti, il non voler per forza farli rientrare nei buoni, ma lasciarli sempre con questo velo di ambiguità. 
Mi ha ricordato la mia amata Reisz. Ripeto però: in questo caso niente BDSM sia chiaro. Ma il personaggio di Søren è anche così, non lo si può definire un buono, ma qualcosa di molto complicato. Ecco Laurent è così. Tutti i personaggi sono costruiti in maniera complessa, bisogna scalfirli e questo primo libro non l'ha ancora fatto del tutto, me lo sento.

Se cercate quindi un libro dove le parti sono nette questo non fa per voi, così pure se amate le storie d'amore con il principe azzurro o simile. In questo primo capitolo manca proprio la storia d'amore. 
Per me quindi non è una lettura adatta a tutti, deve piacere molto la sua originalità e anche lo stile molto crudo e diretto. Ma se avete gusti simili ai miei non perdete tempo e leggetelo subito, perché dire che è bellissimo è riduttivo. Se poi però non vi dovesse piacere tranquilli, da me non partirà nessuna crociata. I gusti sono gusti, così come le impressioni che può lasciare un libro.
Io però posso solo contare i giorni che mancano all'uscita del prossimo, consumandomi le unghie e perché no, magari rileggendo pure questo per cogliere bene ogni piccolo particolare.
Si capisce che mi ha conquistata?
Voto:



mercoledì 2 agosto 2017

Recensione "La dolcezza può far male" di Daniela Volontè

Buongiorno, oggi vi parlo di questa autrice, che considero una tra le mie preferite e di cui ho letto praticamente tutto quello che ho trovato, compreso un self (bellissimo) non più in commercio.

Autrice: Daniela Volontè
Titolo: La dolcezza può far male
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 14 luglio 2017
Pagine: 202

Trama:
Jack Lang è uno scrittore di gialli di fama internazionale e non vuole mai comparire in pubblico. Dietro al suo pseudonimo si nasconde Gabriele Neri, un uomo la cui esistenza è stata stravolta dal diabete e dalla mancata accettazione della sua nuova condizione.
Cassandra Accorsi divide l’appartamento e il lavoro con la sua migliore amica, Elisa. È una web designer e il suo ufficio si trova tra il salotto e la cucina. Cassandra ha paura di viaggiare da sola e quando, per cause di forza maggiore, deve partire da Roma alla volta di Milano, accetta di condividere l’auto con una compagna di viaggio. Peccato che invece di una ragazza, sarà Gabriele a rispondere al suo annuncio.
Arrivati a Milano, dopo un viaggio disastroso, entrambi sono più che felici di dirsi addio, ma il destino ha deciso di rimescolare le carte, e per entrambi ha in serbo una sorpresa…



Sapete la prima cosa che ho pensato leggendo questo libro? Che chi ha odiato il finale di Io prima di te qui avrebbe trovato una rivalsa.
Non è un libro simile a quello, per niente, ma alla base c'è la stessa cosa: la malattia e il modo di affrontarla. Solo che qui (per fortuna) è molto meno grave e non drammatico.

Gabriele è un uomo che si sente finito perché la sua vita è dovuta cambiare all'improvviso e non per colpa sua. Si rende conto di non essere in fin di vita e di avere ancora moltissime opportunità ma è troppo deluso e offeso per accettarlo. Finché non incontra una fatina dai capelli rossi che pian piano si insinua nel suo mondo e gli fa capire i suoi errori.
Mi piace sentire la sua pelle accapponarsi in reazione a questo mio gesto. Azione e reazione, ecco cosa siamo.
I libri di Daniela Volontè sono dolci e molto possibili. Le sue storie riflettono la realtà e non hanno mai connotati strati o troppo esagerati.
Anche in questo caso è così e io me lo aspettavo. Per fortuna le aspettative non sono state deluse.
La trama quindi è tranquilla, pacata forse prevedibile ma così è la vita. Fa piacere leggerla, arrivarci pian piano senza fretta. E non è tutto rosa e fiori, non va sempre tutto bene perché anche questo capita.

Ho adorato la storia di Gabriele e Cassandra, ho provato empatia per entrambi, avrei voluto scuotere lo scrittore che si piange addosso e abbracciare la timida fatina.

L'ho letto in vacanza e ci ho messo pochissimo a finirlo. Ho ritrovato un'autrice che stimo e che non mi ha delusa. 
E' una storia semplice e delicata, godibilissima. Chi ama i romance non può non conoscere questa nostra bravissima autrice.
Voto:



martedì 1 agosto 2017

I pensierini - Luglio

Dopo il mese libroso vi lascio anche i miei pensierini, cioè il breve resoconto delle letture non recensite o non trattate con altre rubriche qui sul blog. Sono stata proprio fortunata questo mese, e voi?



"Ai piani bassi" di Margaret Powell
Non posso dire che sia un brutto libro, perché sarebbe falso. Non è di sicuro però il libro adatto a me. E' il racconto di una ragazzina negli anni Trenta, nata povera e mandata presto a servizio. Essendo narrato da lei è molto semplice e a tratti anche divertente. Fa notare sì le ingiustizie ma anche le cose belle proprie della sua classe sociale. Non è quindi un trattato sulle diseguaglianze ma il racconto di questa persona appartenente ai piani bassi.
Però a mio parere manca di trama, non c'è una storia da raccontare, un filo conduttore. E' proprio solo la sua vita. E io mi sono annoiata, tanto. Nonostante lo stile semplice e scorrevole, ho faticato a leggerlo, perché non sono mai entrata in sintonia né con la protagonista né con la storia. Non è brutto ma non fa proprio per me.
Voto:


"L'imprevisto" di Elle Kennedy
E siamo arrivati a Tucker, l’ultimo dei quattro amici rimasti. Aspettavo di leggere questo libro perché il terzo della serie, Il tradimento, getta la bomba proprio su Tucker e Sabrina. Un imprevisto proprio.
La loro storia mi è piaciuta un sacco anche perché non addolcisce la pillola sui problemi, non sottovaluta niente, fa vedere gioie e dolori delle conseguenze delle proprie scelte. Questo lato realistico per me è stato una nota decisamente positiva.
Lo stile dell’autrice è sempre lo stesso, ironico e divertente, volutamente leggero anche quando tratta temi importanti. Mi piace veramente molto e non ha mai perso lo smalto.
Un appunto però lo devo fare. Ho trovato diversi errori e non parlo di piccoli refusi, io quelli neanche li noto o non ci faccio troppo caso. Proprio errori grammaticali notevoli che mi hanno fatto storcere il naso. Alcuni ripetuti più volte. Credo che la traduzione non sia stata così accurata e che sia mancata una bella rilettura.
Questa però rimane una serie molto bella, grazie soprattutto all’autrice che è diventata una delle mie preferite. Nei ringraziamenti finali ha accennato a uno spin-off spero proprio tanto che venga pubblicato anche in italiano.
Voto:


"L'amore non esiste" di Jessica Clare
Jessica Clare in questo libro è tornata alla grande, col suo stile frizzante e allegro e la sua ironia. Cade mi è stato simpatico e mi ha fatto ridere. Alla fine l'ho adorato, mai più pensavo di farlo. E’ riuscita a presentare un personaggio così giusto e buono senza renderlo antipatico anche se qualche volta uno scrollone glielo avrei dato.
Kylie è simpatica e allegra, mi è piaciuta da subito, tanto. Il suo look stravagante, le sue forme abbondanti, il non voler essere di peso, il non portare rancore, non può non piacere.
La storia è interessante, ho apprezzato l’importanza del personaggio di Daphne, con tutti i suoi difetti, è necessaria alla storia e molto credibile.
Lo stile è tornato quello che ho imparato ad apprezzare nei primi libri, divertente e ironico. L’ho letto in vacanza e in un giorno l’ho finito, mi ha tenuta incollata alle pagine.
So che c’è ancora una novella, ma secondo me questo è il degno finale di una bella serie, che consiglio proprio. I milionari alla fine hanno conquistato anche me.
Voto:


"In amore e in guerra" di Miss Black
Questa autrice è l'ideale per staccare da un titolo all'altro, era da un po' che non la leggevo e ne ho approfittato per una challenge. Questo libro è meno breve del solito e ha un'altra caratteristica differente: più personaggi e coppie. Racconta di una squadra della polizia militare nelle Svetlands, che abbiamo già conosciuto.
E' sempre molto spinta, con tante scene di sesso, ma in questo caso l'accento principale è sulla storia sulla quale indagano, senza tralasciare le dinamiche personali. Adoro il fatto che i suoi personaggi siano sempre in qualche modo imperfetti e che alla fine ti faccia affezionare tanto a loro. Li ho adorati tutti, riesce a caratterizzarli in un modo tutto suo che mi conquista sempre.
Ho apprezzato anche il tema dell'omosessualità, soprattutto nel campo delle forze militari. A modo suo fa riflettere e del personaggio di Calo mi piacerebbe sentire ancora parlare in futuro. Trovo che migliori ogni volta anche nella forma.
Voto:



"Odio quindi amo" di Susan Elizabeth Phillips
Quanto amo questa autrice! Ma proprio tanto, per me leggerla è andare sul sicuro e anche questa volta è stato così, anzi oserei dire che questo è uno dei suoi libri più belli. Il segreto è nei personaggi. Riuscirebbe a farmi amare chiunque, ci riesce sempre. Anche la stronzetta popolare che ha tutto e tutti ai suoi piedi. Anche lo scrittore snob e con la puzza sotto il naso. Adorazione pura. E' in grado di caratterizzare così bene, di farti ridere e farti conoscere le sottigliezze, che alla fine non puoi credere di aver avuto pregiudizi. La sua penna è magica, scrive benissimo, ti inchioda al libro e non riesci a smettere di leggere. La storia è simpatica e diversa dal solito e il fascino del Sud è innegabile. Ma il punto di forza rimane la caratterizzazione dei personaggi, tutti anche i secondari. Se non la conoscete ancora dovete rimediare. Questo, la serie dei Chicago Stars, qualunque cosa, perché questa donna sforna solo capolavori. Romance, leggeri, ironici e scritti benissimo. Uh, ci scappa pure la riflessione eh.
Voto:


Conoscete qualcuno di questi titoli?