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martedì 14 marzo 2017

Recensione "La carezza leggera delle primule" di Patrizia Emiltri - L'angolo vintage #4

Ciao a tutti, oggi vi parlo di questo libro che è stato scelto nel sondaggio per l'angolo vintage e libro  sparpagliato in viaggio, in questo post.

Il libro scelto quindi è stato "La carezza leggera delle primule" che domani partirà e viaggerà di casa in casa arricchendosi di note, commenti ecc. 
La mia rubrica L'angolo vintage ormai è trasformata anche in Libro sparpagliato in viaggio e io ne sono veramente tanto felice, è molto più divertente.

Autrice: Patrizia Emilitri
Titolo: La carezza leggera delle primule
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 7 ottobre 2014
Pagine: 255

Trama:
L'aria è gelida, a ricordare che l'inverno non è ancora finito. Un cielo plumbeo incornicia i pensieri di Claudia. Il sole sarebbe stato fuori luogo, nel giorno del funerale di sua madre. Lacrime, formalità, pratiche da sbrigare: il triste copione va in scena. Ma qualcosa di insolito accade quel pomeriggio stesso, quando Claudia riceve una strana busta accompagnata dalla lettera di una sconosciuta. La donna le affida un manoscritto inedito, una storia straordinaria di cui la ragazza, aspirante scrittrice, potrà servirsi per arrivare al successo. Clorinda è ricoverata in una casa di riposo. Ormai la sua vita è quasi tutta alle spalle, così almeno credono gli altri. Ma lei nasconde un segreto che è arrivato il momento di svelare. Una vicenda che ha radici molto lontane, nel giorno in cui Clorinda ha sfidato il proprio destino, scampando alla morte. Per farlo, si è servita di un vecchio quaderno di ricette appartenuto a una donna accusata di stregoneria, e ha attirato su di sé una terribile condanna. Ora, dopo tutti quegli anni, ha finalmente trovato la persona cui consegnare la propria storia. Qualcuno che condivide con lei molto più di quanto possa immaginare. Qualcuno che, come è stato per lei in passato, dovrà fare una scelta pericolosa. Una storia al confine tra realtà e sortilegio, un romanzo che racconta di donne al bivio tra ciò che è giusto e ciò che vogliono davvero.


Claudia ha appena perso sua madre. Questo avvenimento così triste la porta a farsi domande sulla sua vita, sulle sue scelte e a capire se è realmente soddisfatta. Una busta però sconvolge tutti pensieri della ragazza, perché da subito molte cose non le tornano. Ma, spinta dalla curiosità e dall'ambizione, decide di proseguire la lettura di quel manoscritto che le arriva a spezzoni e che in qualche modo sembra collegato con lei, con la sua famiglia.
Ci sono mille decisioni giuste da prendere in ogni situazione... e ce ne sono mille sbagliate.
Ho trovato l'idea di base di questo libro veramente originale. La storia si dipana in due periodi temporali, in realtà una parte viene raccontata e scoperta pian piano mentre l'altra è ai giorni nostri e la contiene.
La contrapposizione fra realtà molto razionale e racconto che ha dell'incredibile l'ho apprezzata. E secondo me è proprio un'idea particolare e nuova.

Ma non mi è piaciuto lo stile dell'autrice. E' retorico, ha un modo di esporre le cose che ti fa sentire piccolo. E' come se solo lei avesse in mano la verità. E per i miei gusti è estremamente noioso. Ho proprio faticato ad andare avanti, mi perdevo in continuazione, ho dovuto alternarlo ad altro perché non ce la facevo a seguirlo.
Conservo ancora nella memoria una citazione di Euripide che sentivo mia: "Io so che cosa è giusto, ma il mio istinto è più forte della mia volontà". Forse proprio perché era stato l'istinto a condurmi fin lì, fino al momento in cui avevo aperto quel maledetto quaderno, sebbene sapessi che la cosa giusta da fare sarebbe stata non aprirlo.
E poi ho avuto un odio profondo e viscerale per le due protagoniste. Saccenti, pompose, lagnose e insofferenti verso tutto. E, soprattutto, convinte di avere sempre la ragione in tasca. Persino nelle scelte fatti, discutibili, si giustificano e non è mai colpa loro.
La trama però è interessante e c'è una specie di mistero da risolvere. Io l'ho capito in fretta, ma il finale mi ha lo stesso stupita e mi è piaciuto molto. Ammetto che è valsa la pena leggere il libro solo per quello.

Secondo me questo è il classico caso di idea molto bella espressa in maniera sbagliata, ma leggendo i vari commenti al libro il mio pensiero è in minoranza.
Ora lo farò viaggiare e sono decisamente curiosa di sapere le opinioni delle altre e soprattutto di leggere poi i vari commenti lasciati.

Voi l'avete letto?


mercoledì 19 ottobre 2016

Recensione "Per sempre tuo" di Daniel Glattauer - L'angolo vintage #3 - Libro sparpagliato

Ciao a tutti, come state? Come procedono le vostre letture? Oggi io voglio parlarvi del libro che ha vinto il sondaggio posto con L'angolo vintage, in cui voi mi aiutate a scegliere la lettura da fare. L'idea di questa rubrica mi è venuta già prima di aprire il blog e sono contenta di potervi coinvolgere. In questi giorni però ho pensato di ampliarla. Se mi seguite dall'inizio saprete che ho partecipato al Libro sparpagliato, l'idea avuta dalle LGS, in particolare Laura 2.0, di fare una specie di catena di lettura, in cui ogni iscritto legge il libro, commentandolo con note a margine e breve giudizio finale e poi lo spedisce al prossimo della lista. Ho avuto il piacere di leggere due libri sparpagliati (recensioni qui e qui) e anche se le letture non mi hanno entusiasmata, l'idea è fantastica e mi è piaciuta moltissimo. Talmente tanto che, dietro permesso dell'ideatrice, ho deciso di proporla anche a voi! E visto che per L'angolo vintage  uso solo libri cartacei e che chiedo la vostra opinione ho pensato di iniziare proprio da questo. Quindi se volete partecipare al Libro sparpagliato dovete:

  • commentare questo post dicendomi che volete partecipare al libro sparpagliato;
  • mandarmi via mail (chiara.ropolo@virgilio.it) il vostro indirizzo o recapito al quale spedire il libro. Io lo invierò alla sola persona che deve spedirvelo;
  • essere fra i lettori fissi (follower, a destra);
  • se siete su facebook e vi fa piacere, dirmi il nome così da includervi nel gruppo del libro sparpagliato che andrò a creare, ma non è obbligatorio.

Spero che l'idea vi piaccia e che partecipiate, io ho adorato leggere i libri con tutte le annotazioni fatte dalle lettrici precedenti. Il libro viene spedito con piego di libri al costo di € 1,28.
Io questo l'ho letto pensando già all'iniziativa e l'ho commentato man mano, lasciando i vari commenti. Vi lascio allora il mio pensiero. 


Autore: Daniel Glattauer
Titolo: Per sempre tuo
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 7 novembre 2012
Pagine: 192

Trama:
Hannes Bergtaler entra nella vita di Judith, single fra i trenta e i quarant'anni, trafiggendole... un tallone al supermercato. Non passa molto tempo, ed ecco che Hannes spunta nel raffinato negozietto di lampade che Judith gestisce insieme alla giovane Bianca. Le regala fiori, organizza cene romantiche e in breve i due iniziano a frequentarsi assiduamente. All'inizio è tutto perfetto. Hannes, architetto di successo, non solo è il sogno di qualsiasi suocera, ma in un attimo conquista anche l'intera cerchia di amici di Judith. E lei è più che lusingata di essere messa su un piedistallo da un uomo che non sembra volere altro che adorarla. A poco a poco, però, Judith comincia a sentirsi sempre più oppressa dalle continue prove d'amore di Hannes, sempre più soffocata dalle sue attenzioni. Si sente chiusa in gabbia, sotto controllo. Tutti i suoi tentativi di escluderlo dalla propria vita falliscono. Lui la perseguita persino nei sogni, e quando lei si sveglia è di nuovo lì che l'aspetta... È Judith che non riesce a riconoscere l'uomo perfetto neanche quando ci sbatte contro, oppure Hannes ha davvero un lato oscuro? Una storia di amore e ossessione: Daniel Glattauer sfida nuovamente le leggi del genere romantico, questa volta aggiungendo un tocco di suspense.



Questo è il racconto di un'ossessione.  Solo che non si capisce bene chi sia la vittima ed è l'elemento geniale del libro. Fino alla fine continua a depistarti, non sai bene quale sia la verità. Sulla trama a parte questo e la sinossi non posso dirvi nulla, sarebbe spoiler. Anche perché la cosa importante è la caratterizzazione dei personaggi. Judith è la classica trentasettenne moderna, con un lavoro, un gruppo di amici e una famiglia con qualche problema di comunicazione. Ti ritrovi in lei oppure sembra la vicina di casa. E' normale, nel bene e nel male. Questo fatto mi ha fatta riflettere, perché tutto quello che le è successo poteva capitare anche a me. Hannes viene descritto quasi come noioso, anche lui non ha nulla che salta all'occhio subito. Questa scelta di caratteristiche comuni permane per tutto il libro e su tutti i personaggi, anche i secondari. Sono quasi stereotipati nella loro quotidianità. E' quindi ancora più scioccante ciò che riescono a fare.
Ecco la differenza rispetto a tutti quelli che le erano capitati finora: nel suo modo di amarla c'era un che di definitivo, una folle pretesa di eternità. Era serio nella sua dedizione, fedele nei gesti, sincero nelle esternazioni, concentrato su di lei. E per lei questo era... seducente come non mai.
Di questo autore avevo già letto e apprezzato "Le ho mai raccontato del vento del nord" e il suo seguito "La settima onda". Sono romanzi epistolari e con un qualcosa di filosofico, fanno riflettere sui rapporti di coppia ai nostri giorni e lo stile è colto, ricercato anche se essendo un dialogo molto diretto. Non sapevo bene quindi cosa aspettarmi da questo titolo, ma devo dire che lo stile dell'autore mi piace ancor di più. E' narrato in terza persona, facendo riferimento comunque a Judith, quindi molto diverso, ma più facile da leggere, almeno per me. Ho trovato il libro molto scorrevole e in più c'è un elemento che io apprezzo sempre: l'ironia. E' sempre presente, Judith stessa lo è molto e mi ha fatto apprezzare ancora di più il tutto, mi sono ritrovata spesso a sogghignare.
Il finale è un colpo di scena, io un po' me l'aspettavo ma mi ha stupito ugualmente, anche se l'ho trovato troppo frettoloso, qualche pagina in più secondo me ci sarebbe stata bene.
Non so inquadrare il libro in un genere specifico, non è un giallo o un thriller anche se c'è un segreto da svelare, non è assolutamente un romance anche se si basa su un rapporto di coppia. Non può essere definita una storia comune perché nonostante i personaggi lo siano, ciò che accade è fuori dall'ordinario. L'autore ha cambiato molte cose rispetto ai lavori precedenti ma si è confermato molto capace di catturare il lettore.
Io ve ne consiglio la lettura, si legge in fretta e mi ha lasciata con quel sorrisetto stampato in faccia tipico delle storie che soddisfano.
Oltretutto se vi fa piacere potete leggere la mia copia! Aspetto allora i vostri commenti e di cominciare questa iniziativa del Libro sparpagliato con voi!



sabato 10 settembre 2016

Recensione "Central Park" di Guillaume Musso

Buongiorno! In questi giorni vi sto tempestando di post, tra recensioni e rubriche. Ma ho gli arretrati da smaltire delle vacanze, che sono state veramente prolifiche per le letture, e volevo ampliare le mie rubriche. Questo periodo dell'anno per me poi è molto impegnativo e causa di stress, quindi il mio sfogo, libri e blog, diventa ancora più necessario. Spero di non annoiarvi troppo. Oggi allora vi lascio il mio pensiero sul secondo libro geograficamente sparpagliato, se vi ricordate ve ne ho già parlato di questa bellissima iniziativa nella recensione in questo post. Un'idea da tenere presente per il futuro, cosa ne dite? 
Ricordo intanto il giveaway in corso, se non avete ancora commentato il post è qui.


Autore: Guillaume Musso
Titolo: Central Park
Editore: Bompiani
Data di pubblicazione: 17/09/2015
Pagine: 300


Trama:
New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure... Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.




Non ho fortuna con i libri geograficamente sparpagliati. E' un'idea così carina, mi piace così tanto che mi viene ancora di più il nervoso a pensarci. 
Questo libro me l'hanno passato come thriller. Non sono convinta che sia così ma senza dubbio la suspense e i colpi di scena non mancano. 
La trama sulla carta è accattivante. Svegliarsi a Central Park, ammanettata a uno sconosciuto, senza ricordarsi cosa è successo e perché. Non potersi fidare di nessuno e cercare di capire il motivo di tutto quello. Ad Alice, poliziotta francese trentottenne dal passato drammatico, succede proprio questo. Si sveglia in una panchina a Central Park, coperta di sangue non suo, senza telefono, documenti, niente. Ammanettata a Gabriel che è un perfetto sconosciuto. Ansia a pensarci. Solo che Alice è  INSOPPORTABILE! L'ho scritto in maiuscolo perché secondo me l'autore ha cercato la definizione di personaggio più odioso del mondo e ha creato da quello Alice. E' saccente, permalosa, testarda, perfettina e saputella, e quando non spara sentenze si lamenta in continuazione. Insomma non l'ho sopportata mai, non ho provato né compassione né stima, solo fastidio. Per l'altro protagonista, Gabriel, ho provato apatia, in quanto è lagnoso e fintamente ironico.
Quindi i personaggi non sono per me il punto forte dell'autore. Ma per un thriller l'importante è la trama. Qui devo dire che l'idea c'è e un colpo di scena finale me l'ha fatta apprezzare molto. Però è esposta male. Ci sono tante, troppe descrizioni assolutamente non necessarie. Viene spiegato per filo e per segno ogni cosa che vedono, ogni alimento che mangiano, loro o altri, ogni edificio, ogni capo d'abbigliamento. Dettagli inutili che mi hanno annoiata tantissimo.
Voglio citare Druise che l'ha definito una guida lonely planet in stile thriller. Secondo me è l'espressione più azzeccata!
Ho faticato a leggerlo, davvero. Come accennato sopra alla fine c'è stato un colpo di scena che mi ha fatto rivalutare in positivo il giudizio. Peccato però che l'epilogo ha reso nulla questa cosa, facendolo di nuovo scendere.
Una critica inoltre devo farla per i refusi. Troppi, davvero. e la traduzione non così ottimale.
In sostanza un libro con una trama potenzialmente geniale, ma con un modo di scrivere che non rientra nei miei gusti. In realtà ho apprezzato questa lettura per tutti i commenti e le note scritte dalle precedenti candidate della lista, senza le quali credo l'avrei abbandonato.
Per me è il primo libro che leggo di questo autore, ma non credo di voler ripetere l'esperienza.
Voi lo conoscete? Avete letto questo libro? Siete d'accordo con me?




mercoledì 31 agosto 2016

Chi ben comincia #9

Ciao a tutti, siamo arrivati all'ultimo giorno di agosto, a me personalmente dispiace, adoro l'estate e settembre è un mese proprio intenso. Terminiamo il mese con la rubrica Chi ben comincia, ideata dal blog Il profumo dei libri.



REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato

- Aspettate i commenti


Sono rientrata dalle vacanze domenica sera e appena arrivata ho avuto una piacevolissima sorpresa: è arrivato il libro geograficamente sparpagliato che stavo aspettando. Come per L'armadio dei vestiti dimenticati (recensione qui), anche questo titolo passerà di mano in mano e tutte noi lasceremo commenti e note a margine. Un'iniziativa meravigliosa, speriamo che questo titolo sia nelle mie corde. Il libro è "Central Park" di Guillaume Musso, ed. Bompiani



    All'inizio il soffio vivace e pungente del vento sul viso.
    Il fruscio leggero delle foglie. Il mormorio distante di un ruscello. Il cinguettio discreto degli uccelli. I primi raggi del sole che s'indovinano attraverso il velo delle palpebre ancora chiuse.
    Poi lo scricchiolio dei rami. L'odore della terra umida. Quello delle foglie in decomposizione. L'odore penetrante e selvatico del lichene grigio.
    Più lontano, un ronzio incerto, onirico, dissonante.
    Alice Schäfer aprì gli occhi con difficoltà. La luce del giorno nascente la accecava, la rugiada dell'alba le appiccicava i vestiti. Madida di sudore ghiacciato, batteva i denti. Aveva la gola secca e un forte sapore di cenere in bocca. Le sue articolazioni erano anchilosate, le membra rattrappite, la mente intorpidita. Quando si tirò su, si accorse di essere sdraiata su una ruvida panchina di legno grezzo. E, sbalordita, sentì pesarle addosso il corpo di un uomo massiccio e robusto, raggomitolato contro il suo fianco.



Cosa ve ne pare? Siete curiosi? Questo libro lo leggerò subito, devo far proseguire il suo viaggio, quindi a breve ci sarà la recensione. E' una trovata bellissima vero?





lunedì 1 agosto 2016

Recensione "L'armadio dei vestiti dimenticati" di Riikka Pulkkinen

Bentrovati a tutti, è arrivato anche agosto! Fra un po' finalmente andrò in vacanza, sto provando a scegliere le letture, una sorta di TBR, ma come al solito in questo sono una frana, vedrò sul momento cosa scegliere. Voi avete già stilato una lista? Se volete scartare a priori un titolo vi lascio il mio commento a questo libro, dire che non mi è piaciuto è riduttivo.

Autrice: Rikka Pulkkinen
Titolo: L'armadio dei vestiti dimenticati
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 10 gennaio 2013
Pagine: 308

Trama:
La stanza è invasa dalla polvere e dalla luce. Sono passati anni, ma a casa della nonna Elsa non è cambiato nulla: la bambola, il cavallo a dondolo e poi il vecchio armadio. Ad Anna, sua nipote, basta aprirlo per tornare di colpo bambina, quando insieme alla nonna giocava a vestirsi da grande. Gli abiti ci sono ancora tutti e Anna li riconosce; stoffe che sanno di festa e di risate. Eppure c'è un vestito che la giovane non ricorda: ha la gonna ampia e un nastro alto in vita. Uno stile molto diverso da quello della nonna. Anna lo prova. Basta quel semplice gesto perché il suo mondo cambi per sempre. Quando sua nonna la vede con quell'abito, bella come non mai, capisce che è giunto il momento sfuggito tanto a lungo. Ora che le rimangono pochi giorni di vita, non può più mentire. Lo deve a sé stessa ma anche a sua nipote, deve dirle la verità. Deve confessare a chi appartiene quell'abito, deve pronunciare quel nome taciuto da anni, Eeva. Un nome che Anna non conosce. Il nome di una donna dimenticata nel silenzio, di cui non esistono nemmeno fotografie. Un nome che affonda le radici in un segreto forse incomprensibile. Spetta ad Anna capirlo. Ma per farlo deve tornare indietro a un tempo antico, a una storia di perdono, di tradimento e di bugie. Ma soprattutto alla storia di un amore unico come quelli che lega indissolubilmente una madre e una figlia, nel bene e nel male. Un amore in cui tutto, a volte, può essere perdonato.


Ho ricevuto questo libro grazie a una'iniziativa meravigliosa: Il libro geograficamente sparpagliato. Se mi conoscete un po' sapete che seguo i blog e le iniziative delle quattro Lettrici Geograficamente Sparpagliate (La libridinosaDesperate bookswifeUn libro per amicoLa biblioteca di Eliza). Hanno avuto la splendida idea di creare una specie di catena di lettura di libri. In ordine di iscrizione riceviamo il libro, lo commentiamo con note a margine e biglietti in fondo e lo inviamo alla successiva. La trovo un'idea proprio bella, permette di condividere non solo il libro, proprio tutti i contorni della lettura, commenti, sensazioni ecc. Questo libro in particolare mi incuriosiva molto, ultimamente gli scrittori nordici mi attraggono tantissimo. 
Inizio piena di speranza questo tomo e subito mi areno. Lo stile proprio non mi prende, fatico a stare concentrata, alterno fra tristezza e noia. Perché inizialmente tutto ruota intorno alla malattia di Elsa, che è terminale e sembra abbia i minuti contati. Parlare di malattia non è mai una cosa felice, ma c'è modo e modo di farlo, anche con tristezza. In questo caso arrivata a pagina 35 già non vedevo l'ora che morisse. Sono una brutta persona ma non ne potevo più, praticamente la trattavano già da morta e nei suoi confronti zero empatia. Il libro è pieno di protagonisti. Ci sono Elsa e su marito Martii, la figlia Eleoonora e la sua di figlia,  Anna. C'è poi anche Eeva che non fa parte della famiglia ma è collegata ad essa e pian piano la sua storia viene svelata.
Sebbene i vivi non sappiano nulla della morte, essa, da evento senza clamore qual è, si insinua nella loro vita. Il tempo rallenta, la realtà si rinchiude nelle mura della sofferenza, all'interno delle quali il morente e coloro che gli sono accanto celebrano i loro ferventi riti.
Credo che il libro sia una introspezione dei vari personaggi di fronte alla morte, un riguardare al passato per chiudere con esso. Dico credo perché non ne sono per nulla sicura. A fine libro posso dire di non averne affatto afferrato il significato, di non aver capito il messaggio che voleva comunicare. 
Lo stile, come dicevo prima, proprio non mi è piaciuto, non mi sono abituata man mano come è capitato con altri scrittori nordici. Mi ha annoiato sempre e pure tanto. Dopo poche pagine inevitabilmente mi perdevo, pensavo ad altro. Infatti ho pensato di mollarlo, poi però mi sono incaponita a finirlo, ne ho fatto una questione personale. Entravo in casa, mi fermavo sulla soglia e fissavo il libro, mi mancava solo la musichetta western in sottofondo.
E ho vinto, l'ho finito! Ero convinta che a la fine mi avrebbe fatto capire il senso del libro, o almeno che spiegasse qualcosa sulla storia o sui perché. Niente! Assolutamente niente. E' una non-fine. Semplicemente l'autrice ha messo fine alla mia agonia smettendo di scrivere, ma non è concluso. Verso il finale le storie si sono sovrapposte, c'è stata confusione dei personaggi, credo voluta per far capire che hanno avuto la stessa esperienza, ma ad un certo punto non capivo più nulla. Ho dovuto rileggere alcuni passaggi (sì, lo so, masochismo) per cercare di dare un senso a quanto scritto. Solo che un senso io non l'ho visto, ho solo trovato tante persone molto egoiste che vivono le esperienze pensando solo a sé stessi e facendosele scivolare addosso. 
Peccato perché l'argomento era interessante così come lo spunto di riflessione sul passato che condiziona il presente, sul perdono.
"Una volta ho pensato che Eeva amasse in maniera smisurata. Gliel'ho anche detto. Non sempre capivo i suoi sentimenti. Lei mi chiese:<Come si può amare moderatamente? E perché poi? Una cosa simile non esiste>. Io ritenevo che ognuno di noi dovesse fare in modo da non annullarsi in un'altra persona, da non vivere completamente la vita degli altri. Sono cose che si devono imparare per sopravvivere. Nessun altro deve rappresentare la condizione essenziale per la propria esistenza".
Ho faticato a finire questo libro come poche altre volte mi è capitato. L'unica cosa che mi ha salvato sono state le annotazioni fatte dalle lettrici precedenti nella lista, che mi hanno confortata. Ho apprezzato anche molto i segnalibri spediti insieme al libro e tutto il contorno. Ottima iniziativa, pessimo libro.
Mi piacerebbe a questo punto parlare con qualcuno che l'ha amato, anche per farmi spiegare tutta una serie di cose che non ho capito neanche a fine lettura. E' il classico caso secondo me adatto ad un gruppo di lettura, perché ho sentito il bisogno di parlarne per tutto il tempo.
Conoscevate questo titolo? L'avete letto? Lo farete?