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martedì 17 gennaio 2023

L'angolo vintage 2.0 - Recensione "La misura dell'uomo" di Marco Malvaldi

Buongiorno lettori, ecco oggi questa rubrica inventata da me (nel 2016) che è stata rivista e alla quale si sono aggiunte compagne di viaggio. L'idea sembra piaciuta (ha pure dato spunto ad altri), ne sono veramente felice

In cosa consiste la rubrica? Anche se la qualcuno pensa che a noi blogger i libri vengano sempre e solo regalati vi assicuro che non è così, noi ne compriamo e pure tanti! Se poi si è un po' compulsivi, tipo me e le mie socie, ci si ritrova ad avere intere pile di arretrati da leggere.
Quindi ogni mese sceglierò (magari facendomi aiutare con qualche sondaggio sui social) un libro comprato da un po' e non ancora letto e lo recensirò. Sarò in compagnia e pubblicherò ogni 17 del mese.

Per questo mese ho scelto questo.
Il libro:
Autore: Marco Malvaldi
Titolo: La misura dell'uomo
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 6 novembre 2018
Pagine: 300

Trama: 
A cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Marco Malvaldi gioca con la lingua, la scienza, la storia, il crimine e lo riporta in vita immaginando la sua multiforme intelligenza alle prese con le fragilità e la grandezza dei destini umani.
Ottobre 1493. Firenze è ancora in lutto per la morte di Lorenzo il Magnifico. Le caravelle di Colombo hanno dischiuso gli orizzonti del Nuovo Mondo. Il sistema finanziario contemporaneo si sta consolidando grazie alla diffusione delle lettere di credito. E Milano è nel pieno del suo rinascimento sotto la guida di Ludovico il Moro.
A chi si avventura nei cortili del Castello o lungo i Navigli capita di incontrare un uomo sulla quarantina, dalle lunghe vesti rosa, l’aria mite di chi è immerso nei propri pensieri. Vive nei locali attigui alla sua bottega con la madre e un giovinetto amatissimo ma dispettoso, non mangia carne, scrive al contrario e fatica a essere pagato da coloro cui offre i suoi servigi.
È Leonardo da Vinci: la sua fama già supera le Alpi giungendo fino alla Francia di re Carlo VIII, che ha inviato a Milano due ambasciatori per chiedere aiuto nella guerra contro gli Aragonesi ma affidando loro anche una missione segreta che riguarda proprio lui. Tutti, infatti, sanno che Leonardo ha un taccuino su cui scrive i suoi progetti più arditi – forse addirittura quello di un invincibile automa guerriero – e che conserva sotto la tunica, vicino al cuore.
Ma anche il Moro, spazientito per il ritardo con cui procede il grandioso progetto di statua equestre che gli ha commissionato, ha bisogno di Leonardo: un uomo è stato trovato senza vita in una corte del Castello, sul corpo non appaiono segni di violenza, eppure la sua morte desta gravi sospetti… Bisogna allontanare le ombre della peste e della superstizione, in fretta: e Leonardo non è nelle condizioni di negare aiuto al suo Signore.
Un romanzo straordinario, ricco di felicità inventiva, di saperi e perfino di ironia, un’indagine sull’uomo che più di ogni altro ha investigato ogni campo della creatività, un viaggio alla scoperta di qual è – oggi come allora – la misura di ognuno di noi.


lunedì 2 settembre 2019

L'estate sta finendo - Booktag

Come iniziare settembre nella giusta prospettiva? Raccontando la notra estate! Questo ha pensato Manuela quando ha ideato questo booktag, coinvolgendo anche noi.


N.B. L'immagine scelta è stata imposta gentilmente consigliata da Dolci, all'urlo di Vogliamo il manzo!

L'idea era di raccontare la nostra estate librosa, quindi ho scelto i titoli letti in questo periodo.


giovedì 23 novembre 2017

Recensione "Negli occhi di chi guarda" di Marco Malvaldi

Autore: Marco Malvaldi
Titolo: Negli occhi di chi guarda
Editore: Sellerio
Data di pubblicazione: 12 ottobre 2017
Pagine: 274

Trama:
In un posto isolato e bellissimo della Maremma toscana, un’enorme tenuta tra le colline e il mare, si ritrova una compagnia di persone diverse tra di loro. È un appuntamento del destino, anche se non lo sanno. Si sta decidendo se vendere o no, a un gruppo finanziario cinese, la proprietà dove dimorano. E per ciascuno di loro, Poggio alle Ghiande è qualcosa di più che un semplice grande podere. I due proprietari, i gemelli Zeno e Alfredo Cavalcanti, sono divisi, pur senza aperta discordia; l’uno è un sofisticato collezionista d’arte che si è ritirato da decenni nella sua tenuta, l’altro è un broker di mondo i cui affari non vanno sempre a gonfie vele. La questione tocca in misura diversa i vari residenti che affittano i pochi alloggi nella tenuta. Quelli che invece sono ferocemente attaccati alla terra sono due famigli: il vecchio Raimondo, una specie di fattore misantropo che è stato lunghi anni in manicomio; e Piotr, un inquietante polacco fanatico religioso che fa il cameriere. Sono ospiti della villa anche Margherita, bella filologa chiamata a ordinare la collezione di Zeno, e Piergiorgio Pazzi, un genetista. Quest’ultimo incaricato di fare da esecutore di una singolarissima scommessa dalla quale dipenderà se vendere o meno. Una notte, un incendio improvviso divora il bosco di Poggio alle Ghiande e dentro il cerchio delle fiamme si ritrova il cadavere di Raimondo. E mentre sul vecchio fattore e su una certa opera di Ligabue scomparsa cominciano a circolare dicerie, un secondo omicidio toglie ogni dubbio sulla presenza di un assassino. Il mistero di quelle morti sta negli occhi di chi guarda.
Per Marco Malvaldi la cura dei personaggi riveste un ruolo fondamentale, non solo perché su di essi si impernia il gioco delle parti da commedia gialla dei suoi romanzi (l’umorismo), ma anche perché ognuno pur nella sua individualità viene a rappresentare un pezzo di mondo, un pezzo di costume, un pezzo di società (la satira). Così in questi misteri si respira una suspense un po’ da Agatha Christie – con un salotto di personaggi strani messi a interagire e ognuno con il suo mistero sospetto – e un’aria frizzante un po’ da Fruttero&Lucentini – con una satira di costume che non fa generalizzazioni ma dipinge tipi memorabili.



venerdì 28 ottobre 2016

Recensione "Odore di chiuso" di Marco Malvaldi

Ciao, oggi inizio a smaltire le recensioni arretrate, letture fatte durante le vacanze. Di questo libro avevo già pubblicato l'incipit (qui il post)

Autore: Marco Malvaldi
Titolo: Odore di chiuso
Editore: Sellerio editore Palermo
Data di pubblicazione: 20 gennaio 2011
Pagine: 198

Trama:
In un castello della Maremma toscana vicino alla Bolgheri di Giosue Carducci, arriva un venerdì di giugno del 1895 l’ingombrante e baffuto Pellegrino Artusi. Lo precede la fama del suo celebre La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, il brioso e colto manuale di cucina, primo del genere, con cui ha inventato la tradizione gastronomica italiana. Ma quella di gran cuoco è una notorietà che non gli giova del tutto al castello, dove dimora la famiglia del barone Romualdo Bonaiuti, gruppo tenacemente dedito al nulla. La formano i due figli maschi, Gaddo, dilettante poeta che spera sempre di incontrare Carducci, e Lapo, cacciatore di servette e contadine; la figlia Cecilia, di talento ma piegata a occupazioni donnesche; la vecchia baronessa Speranza che vigila su tutto dalla sua sedia a rotelle; la dama di compagnia che vorrebbe solo essere invisibile, e le due cugine zitelle. In più, la numerosa servitù, su cui spiccano la geniale cuoca, il maggiordomo Teodoro, e l’altera e procace cameriera Agatina. Contemporaneamente al cuoco letterato è giunto al castello il signor Ciceri, un fotografo: cosa sia venuto a fare al castello non è ben chiaro, come in verità anche l’Artusi. In questo umano e un po’ sospetto entourage, piomba gelido il delitto. Teodoro è trovato avvelenato e poco dopo una schioppettata ferisce gravemente il barone Romualdo. I sospetti seguono la strada più semplice, verso la povera Agatina. Sarà Pellegrino Artusi, grazie alla sua saggezza e alle sue originali letture, a dare al delegato di polizia le dritte per ritrovare la pista giusta.



Dopo aver letto la prima avventura del BarLume (qui la recensione) e soprattutto dopo averlo sentito presentare i suoi libri (qui il resoconto), ho iniziato questo libro piena di aspettativa ma anche di timore, in quanto è un libro storico, io e questo genere non andiamo sempre d'accordo.
Sono molte, infatti, le cose ignote sulla persona in arrivo, e che sono state equamente suddivise tra i vari gruppi di indagine a passeggio sul prato. Il carattere. Il vestito. Ma, principalmente, l'aspetto; in fondo siamo alla fine del 1800, e le persone famose sono note principalmente per quello che fanno e che dicono, e non per le loro sembianze che, solitamente, sono ignorate o quasi. Bei tempi.
E' un giallo, con tutte le componenti giuste: luogo, periodo temporale ristretto, tutti i personaggi presenti nello stesso posto ecc, ma non può essere il maggiordomo il colpevole, perché lui è la vittima! Per la sua struttura mi ha ricordato i libri di Agatha Christie, anche il periodo storico ci azzecca. Non abbiamo Hercule Poirot ma Pellegrino Artusi, anche se i baffi ci sono!
Il mistero da risolvere è molto carino e originale e devo ammettere che, di nuovo, non ho indovinato il finale, anche se gli indizi c'erano tutti. Quando capita questo sono contenta, i finali troppo prevedibili nei gialli non mi garbano.
Il linguaggio forbito e adatto al momento storico non mi ha stancata, perché l'autore è riuscito ad essere ironico e divertente anche in questo frangente. Ho riso tanto, ma proprio tanto. E' narrato in terza persona ma sembra che si rivolga direttamente al lettore e non lesina battute e frecciatine. Ho apprezzato le prese in giro alla nobiltà incapace di fare alcunché, i personaggi di Lapo e e Gaddo ne rispecchiano tutti i vizi. Viene sottolineata anche la condizione femminile, non proprio ottimale, sia con Cecilia, lei piena di virtù che non può esprimere che con le zie zitelle o la baronessa madre. E anche la contrapposizione fra Nord e Sud, nell'Italia appena unificata molto netta. 
Mi sono piaciuti tanti i riferimenti culinari. Sono tantissimi infatti mentre leggevo ero sempre affamata.
Quindi, dopo aver chiuso il libro, la mente vagante si è subito appollaiata sul pensiero del pranzo: possono venire colera, tifo, inondazioni e collere divine, ma finché si pranza a mezzogiorno e si cena alle sette il mondo, per l'Artusi, è un posto dove non ci sono preoccupazioni tali da togliere il sonno.
Ha tanti elementi questo libro, ma sono ben amalgamati. Marco Malvaldi si conferma un bravissimo autore, che riesce a divertirmi e anche a stupirmi, persino con uno storico. Grazie Eva del consiglio che giro a tutti, leggetelo se non l'avete ancora fatto.




venerdì 16 settembre 2016

Giveaway - proclamazione vincitori

Oggi torno da voi perché ieri è scaduto il giveaway e stamattina ho prontamente fatto le estrazioni. Essendo la prima volta spero di aver fatto tutto giusto, mi sono affidata a Random.org (grazie Dany per l'aiuto!)

- Primo libro: "Un terremoto a Borgo Propizio" di Loredana Limone

.... rullo di tamburi
la vincitrice è il numero 11, Rosa!

- Secondo libro: "Mia suocera beve" di Diego De Silva

... and the winner is

numero 1 Eva!

- Terzo libro: "Odore di chiuso" di Marco Malvaldi

... questa volta tocca a 

numero 5 Stefania!

Ragazze controllate le mail così riesco a fare la spedizione in fretta. Sono soddisfatta di questo primo giveaway, spero sia piaciuto anche a voi. Intanto vi ricordo che con l'iniziativa Leggere italiano Blog tour, nel post qui potete trovare un altro giveaway sempre di un libro cartaceo e con dedica! E, come si dice, rimanete sintonizzati perché le sorprese non sono finite. 
Grazie a tutti per la partecipazione.


lunedì 5 settembre 2016

Giveaway... con dedica!

Buongiorno amici! Nonostante sia lunedì oggi sono molto contenta perché finalmente è arrivato il momento del giveaway! E' la prima volta per me e così ho pensato di proporvi questo: libri con dedica. Se mi avete seguito sapete che nel mese di luglio nel paese dove lavoro indicono un festival letterario. Quest'anno ho partecipato, anche attivamente che emozione, come raccontato nei post: qui per Diego De Silva e Marco Malvaldi e qui per Loredana Limone. In quelle occasioni ho fatto autografare e dedicare tre libri apposta per questo giveaway. Ringrazio la casa editrice Salani che mi ha inviato la copia di Loredana Limone. I titoli in palio sono i seguenti:

Autrice: Loredana Limone
Titolo: Un terremoto a Borgo Propizio
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 11 giugno 2015
Pagine: 387

Trama: 
A Borgo Propizio va in scena la vita che, si sa, è fatta di cose belle e di cose brutte. Cose belle, il borgo ne ha tante da sfoggiare da quando è risorto a nuova vita, con il Castelluccio restaurato e le imbellettate case del contado, ora affacciate sull’elegante pavé a coda di pavone della piazza del Municipio, e con l’elettrizzante fermento culturale che si respira già fuori della cinta muraria e che sicuramente fa rodere il fegato a fior di città d’arte. Ma un giorno qualcosa di molto brutto, un violento sisma, arriva inclemente a distruggere ampia parte del centro storico, gettando nella disperazione i propiziesi che tanto amano il loro paese. La villa del Comune sembra una scatola con il coperchio sfondato; il pavé è sprofondato quasi agli inferi; i lampioni, ora ciechi e senza luce, con le bocce frantumate, appaiono piegati alla catastrofe; le botteghe e le abitazioni sono squarciate, orribilmente. Felice Rondinella, appassionato sindaco, vive l’immane disastro come un fallimento personale, e Padre Tobia si sente troppo stanco per portare il peso della croce. Perché non si tratta solo del terremoto: al borgo i peccati sono diventati incontenibili e le confessioni scandalo allo stato puro. Non si capisce più nulla, tutto è sottosopra. L’unico fatto certo è che il professor Tranquillo Conforti, trovato a terra nella Viottola Scura, non ha avuto un infarto mentre scappava, spaventato dalle scosse, ma è stato ucciso. Un assassino a Borgo Propizio? La faccenda si complica…


Autore: Diego De Silva
Titolo: Mia suocera beve
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 2010
Pagine: 338

Trama:
Ti fa ridere proprio tanto, e non sempre sai perché. Certo, è simpatico, ma il punto è che ti pare scemo e geniale, leggero e profondo ogni volta che parla portandoti dove vuole. E trascinandoti in un vortice di pensieri bislacchi che vanno e vengono dalla sua testa alla tua con assoluta naturalezza, spiazzandoti. Alla fine gli vuoi bene davvero, a Vincenzo Malinconico, avvocato d'insuccesso: «un uomo che sposerei non una ma due volte, sbagliando tutt'e due», ha detto qualcuna. Dall'autore di Non avevo capito niente , un altro pirotecnico romanzo costruito intorno alle divagazioni di un personaggio irresistibile.

Se volete leggere come inizia potete guardare qui


Autore: Marco Malvaldi
Titolo: Odore di chiuso
Editore: Sellerio
Data di pubblicazione: 20 gennaio 2011
Pagine: 198

Trama:
Un giallo di ambientazione ottocentesca: il castello, i delitti, la nobiltà decaduta, il maggiordomo e, un italiano memorabile, il grande letterato gourmet, studioso di storia naturale, Pellegrino Artusi. Sarà proprio il cuoco baffuto con il suo acume a fiutare il colpevole del gelido delitto piombato nella dimora del barone Bonaiuti.


L'inizio lo potete trovare qui



Cosa ne dite? Tre bravissimi autori, tre titoli veramente interessanti vero? Adesso passiamo alle regole:
- Commentare il post qui sotto, specificando per quale libro si partecipa (tutti, uno o due come si vuole, la vincita però è di un libro massimo a testa) e lasciando un indirizzo mail nel quale essere contattati in caso di vincita;
- Iscriversi fra i lettori fissi del blog (cliccando il pulsante segui a destra);
- Mettere Mi piace sulla pagina facebook del blog;
- Condividere sui social.

Scadenza 15 settembre 2016


mercoledì 24 agosto 2016

Chi ben comincia #8

Ciao, oggi nuova puntata di questa rubrica ideata dal blog Il profumo dei libri.


REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato

- Aspettate i commenti


Oggi ho pensato di lasciarvi l'incipit di questo libro, che mi è stato consigliato e di un autore che ho avuto la fortuna di sentire dal vivo, che è simpatico e divertente quanto i suoi libri. "Odore di chiuso" di Marco Malvaldi, Sellerio editore. Spero che vi incuriosisca perché a breve sul blog ci sarà una sorpresa legata a questo.





L'aspetto della collina di San Carlo dipende principalmente dall'ora della giornata.
Di mattina, il sole si alza alle spalle del colle; e poiché il castello è stato costruito un po' sotto la sommità, i suoi raggi diretti non arrivano a penetrare nelle finestre delle camere dove riposano il settimo barone di Roccapendente, i suoi familiari e i suoi (solitamente molti) ospiti, che così possono tranquillamente dormire fino a tardi. 
Nel primo pomeriggio, i raggi solari puntano impietosamente sul castello, sui suoi giardini e sulla tenuta circostante, e costringono chiunque si trovi fuori a sopportare una calura micidiale, resa ancora più spietata dall'umidità delle vicine paludi; ma, a quell'ora, il barone e i suoi familiari solitamente si trovano all'interno del castello, nelle cui stanzone dai soffitti a volta si gode una frescura piacevole e confortante, che aiuta le menti a concentrarsi nel gioco delle carte, nella lettura e nel ricamo di difficili intarsi. Fuori, sotto il sole che picchia, rimangono solo i braccianti, il fattore e gli addetti alle stalle e al giardino, che d'altronde al caldo ci sono abituati.




Come vi sembra l'inizio? Mi sembra di vederlo il castello, immerso nella maremma. Questo libro è uno storico, quindi una sfida per me che di solito non li leggo. Però sono curiosa. E voi?



martedì 26 luglio 2016

Incontro con l'autore #2 - Diego De Silva e Marco Malvaldi 23 luglio 2016

Ciao a tutti, finalmente sono riuscita a mettere per scritto le magnifiche emozioni provate sabato scorso, spero ne sia venuto fuori un resoconto abbastanza capibile, è stata una giornata molta particolare e intensa e per me non è facile riuscire a trasmettere il marasma di emozioni che mi ha travolta.



Nel paese vicino al mio ogni anno organizzano un festival letterario ricco di incontri interessanti, Una Torre di libri. Quest'anno ho cercato il programma con maggiore interesse, avevo già in mente l'idea del blog e volevo cercare qualche autore conosciuto o almeno leggibile per me. Il primo nome che mi è saltato all'occhio è stato proprio Diego De Silva in quanto a gennaio avevo letto il suo "Terapia di coppia per amanti" grazie alla challange delle LGS, in quanto era il libro bonus di quella tappa (se volete sbirciare il mio pensiero su aNobii è qui). Il libro mi era piaciuto tantissimo, così come lo stile dell'autore, molto ironico proprio come piace a me. Pensavo quindi di andare a sentire la sua presentazione e magari rubargli una foto, oltre che l'autografo al libro. Invece venerdì (sì, proprio solo il giorno prima della presentazione) mi telefona la mia amica Francesca, che fa parte dell'organizzazione dell'evento.
 Mi chiede se mi fa piacere e me la sento di salire sul palco con il moderatore e di fare qualche domanda all'autore, così da avere anche una visone da parte dei lettori e non solo dagli addetti ai lavori. Col batticuore ho accettato, ero entusiasta, anche se spaventata a morte, non ho mai fatto niente di simile e non sapevo proprio come fare. Ho passato praticamente tutto il venerdì sera e il sabato mattina a rileggermi il libro, ho guardato le recensioni delle altre partecipanti alla challenge, anche quelle non troppo positive per farmi un'idea dell'opinione delle lettrici in generale e ho sperato che andasse tutto bene. Sabato pomeriggio è arrivato, e il tempo rispecchiava il mio scompiglio, infatti sulle nostre teste si è abbattuto un temporale di proporzioni epiche, pioggia, tuoni, lampi, vento e anche freddo, che io non ho provato minimamente perché in preda all'agitazione.
Arrivo sul luogo della presentazione e mezz'ora prima dell'inizio vengo informata che sul palco sarò sola e condurrò io in tutto. Ho preso a sfogliare il libro come un'ossessa poi per fortuna non ho avuto troppo tempo per pensarci ed è cominciata. Ci tengo a dire che Diego De Silva è una persona brillante, che sa parlare bene e sa tenere un pubblico. Ha fatto ridere la gente, partendo da una mia semplice domanda è riuscito a parlare e anche a lungo, ha affrontato molti temi anche impegnativi, è stata una chiacchierata veramente appassionante. 
Chi ha letto il libro sarà felice di sapere che a lui Viviana piace e anche molto e non condivide la mia opinione su di lei. Tra battutine e risate ci siamo dilungati sul rapporto di coppia, sulla fatica di preservarlo, sulle differenze tra uomo e donna e su quelle fra matrimonio e relazione. E' stato molto interessante, è una persona che sentirei parlare per ore. 
Non so dire come sia andata questa mia prima esperienza, mi hanno detto che sono stata brava, ma ero attorniata da persone che mi sostenevano: mia madre, le mie amiche, le mie colleghe (grandi le mie "groupies"). Ho sentito molto l'appoggio e l'incitamento da parte anche di chi non poteva essere presente e tutto questo sostenermi è la cosa che più mi ha riempito il cuore, grazie a tutte.
A fine presentazione c'era la coda per la firma copia, quindi almeno un pochino di curiosità siamo riusciti a trasmetterla, ne sono contenta perché questo libro è veramente interessante e merita di essere più conosciuto.
Subito dopo l'intervento di De Silva è salito sul palco Marco Malvaldi che presentava l'ultimo libro della serie del BarLume (qui la mia recensione del primo), presentato da Simone Sarasso.  E' stato molto divertente, ha raccontato aneddoti della sua famiglia che gli hanno ispirato personaggi e situazioni e ha fatto ridere molto. Io sono riuscita a rilassarmi e a godermi l'incontro e ho persino rubato una  foto con lui, mentre mi facevo firmare i libri.
E' stata un'esperienza bellissima, mi spiace non essere riuscita a prepararmi meglio, ma per essere la prima volta sono contenta già di non aver fatto scena muta sul palco. Mi è piaciuto molto chiacchierare con Diego De Silva, è una persona squisita e ha fatto in modo che l'intervista fosse piacevole e stimolante per entrambi.
Ringrazio ancora Francesca e Massimo per l'opportunità che mi hanno concesso. E soprattutto ringrazio chi mi è stato vicino con una parola, un gesto, un incoraggiamento. Ultimo pensiero a mio marito che ha portato i bambini al mare concedendomi un intero weekend solo per me e la mia passione.
Se siete arrivati fino a qui, vi chiedo scusa per la lunghezza del post, avevo tante cose da dire e non sono sicura di averle espresse al meglio, spero di non avervi annoiato.
Conoscete questi autori? Li avete incontrati? Vi piacerebbe farlo?



giovedì 7 luglio 2016

Recensione "La briscola in cinque" di Marco Malvaldi

Ciao a tutti, caldo? Dove abito io non dura mai molto, quindi cerco sempre di non lamentarmi troppo. Oggi vi propongo una nuova recensione, finalmente ho letto anche io questo libro!


Autore: Marco Malvaldi
Titolo: La briscola in cinque
Editore: Sellerio editore Palermo
Data di pubblicazione: 5 luglio 2007
Pagine: 163

Trama:
La rivalsa dei pensionati. Da un cassonetto dell'immondizia in un parcheggio periferico, sporge il cadavere di una ragazza giovanissima. Siamo in un paese della costa intorno a Livorno, l'immaginaria Pineta, "diventata località balneare di moda a tutti gli effetti, e quindi la Pro Loco sta inesorabilmente estinguendo le categorie dei vecchietti rivoltandogli contro l'architettura del paese: dove c'era il bar con le bocce hanno messo un discopub all'aperto, in pineta al posto del parco giochi per i nipoti si è materializzata una palestra da body-building all'aperto, e non si trova più una panchina, solo rastrelliere per le moto". L'omicidio ha l'ovvio aspetto di un brutto affare tra droga e sesso, anche a causa della licenziosa condotta che teneva la vittima, viziata figlia di buona famiglia. E i sospetti cadono su due amici della ragazzina nel giro delle discoteche. Ma caso vuole che, per amor di maldicenza e per ammazzare il tempo, sul delitto cominci a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare il gruppo dei vecchietti del BarLume e il suo barista. In realtà è quest'ultimo il vero svogliato investigatore. I pensionati fanno da apparato all'indagine, la discutono, la spogliano, la raffinano, passandola a un comico setaccio di irriverenze. Sicché, sotto all'intrigo giallo, spunta la vita di una provincia ricca, civile, dai modi spicci e dallo spirito iperbolico, che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico modellato dalla televisione.






Un po’ di tempo fa mia cognata mi diede un libriccino dicendomi che a lei era piaciuto molto. In quel periodo avevo molte letture programmate e lo misi in libreria. Recentemente mi è tornato in mente e, complice anche Il Salone del libro e una figuraccia, mi ci sono buttata.
Posso dire che non me l’aspettavo così? Partivo forse prevenuta, credevo fosse noioso o esageratamente intellettuale, chissà poi perché. Invece questo libro ha la caratteristica che forse adoro di più in un libro: è ironico. Ho riso e sorriso con i quattro vecchietti e devo anche confessare che non ci ero arrivata alla soluzione del mistero. Perché questo libro è anche un giallo.
Siamo in Toscana, in un paese che d’estate si popola di turisti. C’è un bar e un barrista (non è un errore, è proprio chiamato così). C’è il nonno di Massimo, il barrista, e ci sono i suoi tre amici che passano le giornate a giocare a carte e a parlare e sparlare di tutto e di tutti. E qui subito interviene il mio cuore di fan di Fabrizio De André citando un pezzo di una canzone che mi è rimasto in testa per tutta la lettura e che spiega al meglio il gruppetto :”Li troverai là col tempo che fa estate e inverno, a stratracannare a stramaledire le donne il tempo ed il governo”.
Quindi i classici vecchietti da bar che si lamentano dei giovani d’oggi, che ricordano i bei tempi andati, quelli che quando ero giovane io…, mi hanno subito conquistata. Perché l’autore te li fa conoscere ma con ironia appunto, li prende in giro quando non ci pensa Massimo. Personaggio strano lui  che non sopporta nessuno e da consigli a tutti. Si lamenta ma poi li cerca.

Da allora, ogni tanto, quando la clientela e i presenti lo permettevano, giocava a briscola in cinque e si divertiva come uno scemo.

Io sono rimasta incantata da lui. Una mente perspicace dietro un carattere burbero. Un barista che si rifiuta di fare caffè e cappuccini. Ma per fortuna che c’è lui che pensa al caso, altrimenti lasciato in mano al Dottor Commissario Fusco chissà cosa ne sarebbe uscito.
La ragazza uccisa e il mistero che ruota attorno all’omicidio fa da completamento a questa bella storia, a questa immagine di un cantuccio d’Italia. Come ho detto non ci ero arrivata alla soluzione e anche questo mi è piaciuto.

Altra regola fondamentale, nel farsi gli affari di persone mai viste né conosciute, è la documentazione delle proprie asserzioni con precisi riferimenti a persone, o ancor meglio a parenti di persone, la cui competenza in materia sia assicurata da una qualsivoglia analogia con la persona in questione; ciò conferisce anche al più ardito sproloquio la struttura rassicurante di un sillogismo.

L’unica cosa che non è stata di mio gradimento è il dialetto. Mi piace sentir parlare con accento toscano, lo trovo simpatico, ma leggerlo mi ha affaticato e secondo me era troppo. C’è da considerare che io non leggo Camilleri per lo stesso motivo, credo sia un mio limite. Troppi pezzi in dialetto da tradurmi nella mente per far girare bene la frase e troppi modi di dire locali. Nonostante questo però continuerò la lettura delle avventure di questi vecchietti brontoloni, spero di abituarmi un po’.
Una lettura bella e divertente, ideale per l’estate secondo me, sia per il periodo in cui è ambientato che è appunto questo, sia per quella nota di mistero che accompagna spesso le letture estive. Grazie a chi me l’ha fatta leggere, cognata e amiche.