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sabato 10 settembre 2016

Recensione "Central Park" di Guillaume Musso

Buongiorno! In questi giorni vi sto tempestando di post, tra recensioni e rubriche. Ma ho gli arretrati da smaltire delle vacanze, che sono state veramente prolifiche per le letture, e volevo ampliare le mie rubriche. Questo periodo dell'anno per me poi è molto impegnativo e causa di stress, quindi il mio sfogo, libri e blog, diventa ancora più necessario. Spero di non annoiarvi troppo. Oggi allora vi lascio il mio pensiero sul secondo libro geograficamente sparpagliato, se vi ricordate ve ne ho già parlato di questa bellissima iniziativa nella recensione in questo post. Un'idea da tenere presente per il futuro, cosa ne dite? 
Ricordo intanto il giveaway in corso, se non avete ancora commentato il post è qui.


Autore: Guillaume Musso
Titolo: Central Park
Editore: Bompiani
Data di pubblicazione: 17/09/2015
Pagine: 300


Trama:
New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure... Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.




Non ho fortuna con i libri geograficamente sparpagliati. E' un'idea così carina, mi piace così tanto che mi viene ancora di più il nervoso a pensarci. 
Questo libro me l'hanno passato come thriller. Non sono convinta che sia così ma senza dubbio la suspense e i colpi di scena non mancano. 
La trama sulla carta è accattivante. Svegliarsi a Central Park, ammanettata a uno sconosciuto, senza ricordarsi cosa è successo e perché. Non potersi fidare di nessuno e cercare di capire il motivo di tutto quello. Ad Alice, poliziotta francese trentottenne dal passato drammatico, succede proprio questo. Si sveglia in una panchina a Central Park, coperta di sangue non suo, senza telefono, documenti, niente. Ammanettata a Gabriel che è un perfetto sconosciuto. Ansia a pensarci. Solo che Alice è  INSOPPORTABILE! L'ho scritto in maiuscolo perché secondo me l'autore ha cercato la definizione di personaggio più odioso del mondo e ha creato da quello Alice. E' saccente, permalosa, testarda, perfettina e saputella, e quando non spara sentenze si lamenta in continuazione. Insomma non l'ho sopportata mai, non ho provato né compassione né stima, solo fastidio. Per l'altro protagonista, Gabriel, ho provato apatia, in quanto è lagnoso e fintamente ironico.
Quindi i personaggi non sono per me il punto forte dell'autore. Ma per un thriller l'importante è la trama. Qui devo dire che l'idea c'è e un colpo di scena finale me l'ha fatta apprezzare molto. Però è esposta male. Ci sono tante, troppe descrizioni assolutamente non necessarie. Viene spiegato per filo e per segno ogni cosa che vedono, ogni alimento che mangiano, loro o altri, ogni edificio, ogni capo d'abbigliamento. Dettagli inutili che mi hanno annoiata tantissimo.
Voglio citare Druise che l'ha definito una guida lonely planet in stile thriller. Secondo me è l'espressione più azzeccata!
Ho faticato a leggerlo, davvero. Come accennato sopra alla fine c'è stato un colpo di scena che mi ha fatto rivalutare in positivo il giudizio. Peccato però che l'epilogo ha reso nulla questa cosa, facendolo di nuovo scendere.
Una critica inoltre devo farla per i refusi. Troppi, davvero. e la traduzione non così ottimale.
In sostanza un libro con una trama potenzialmente geniale, ma con un modo di scrivere che non rientra nei miei gusti. In realtà ho apprezzato questa lettura per tutti i commenti e le note scritte dalle precedenti candidate della lista, senza le quali credo l'avrei abbandonato.
Per me è il primo libro che leggo di questo autore, ma non credo di voler ripetere l'esperienza.
Voi lo conoscete? Avete letto questo libro? Siete d'accordo con me?




mercoledì 31 agosto 2016

Chi ben comincia #9

Ciao a tutti, siamo arrivati all'ultimo giorno di agosto, a me personalmente dispiace, adoro l'estate e settembre è un mese proprio intenso. Terminiamo il mese con la rubrica Chi ben comincia, ideata dal blog Il profumo dei libri.



REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato

- Aspettate i commenti


Sono rientrata dalle vacanze domenica sera e appena arrivata ho avuto una piacevolissima sorpresa: è arrivato il libro geograficamente sparpagliato che stavo aspettando. Come per L'armadio dei vestiti dimenticati (recensione qui), anche questo titolo passerà di mano in mano e tutte noi lasceremo commenti e note a margine. Un'iniziativa meravigliosa, speriamo che questo titolo sia nelle mie corde. Il libro è "Central Park" di Guillaume Musso, ed. Bompiani



    All'inizio il soffio vivace e pungente del vento sul viso.
    Il fruscio leggero delle foglie. Il mormorio distante di un ruscello. Il cinguettio discreto degli uccelli. I primi raggi del sole che s'indovinano attraverso il velo delle palpebre ancora chiuse.
    Poi lo scricchiolio dei rami. L'odore della terra umida. Quello delle foglie in decomposizione. L'odore penetrante e selvatico del lichene grigio.
    Più lontano, un ronzio incerto, onirico, dissonante.
    Alice Schäfer aprì gli occhi con difficoltà. La luce del giorno nascente la accecava, la rugiada dell'alba le appiccicava i vestiti. Madida di sudore ghiacciato, batteva i denti. Aveva la gola secca e un forte sapore di cenere in bocca. Le sue articolazioni erano anchilosate, le membra rattrappite, la mente intorpidita. Quando si tirò su, si accorse di essere sdraiata su una ruvida panchina di legno grezzo. E, sbalordita, sentì pesarle addosso il corpo di un uomo massiccio e robusto, raggomitolato contro il suo fianco.



Cosa ve ne pare? Siete curiosi? Questo libro lo leggerò subito, devo far proseguire il suo viaggio, quindi a breve ci sarà la recensione. E' una trovata bellissima vero?