Buongiorno! In questi giorni vi sto tempestando di post, tra recensioni e rubriche. Ma ho gli arretrati da smaltire delle vacanze, che sono state veramente prolifiche per le letture, e volevo ampliare le mie rubriche. Questo periodo dell'anno per me poi è molto impegnativo e causa di stress, quindi il mio sfogo, libri e blog, diventa ancora più necessario. Spero di non annoiarvi troppo. Oggi allora vi lascio il mio pensiero sul secondo libro geograficamente sparpagliato, se vi ricordate ve ne ho già parlato di questa bellissima iniziativa nella recensione in questo post. Un'idea da tenere presente per il futuro, cosa ne dite?
Ricordo intanto il giveaway in corso, se non avete ancora commentato il post è qui.
Autore: Guillaume Musso
Titolo: Central Park
Editore: Bompiani
Data di pubblicazione: 17/09/2015
Pagine: 300
Trama:
New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure... Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.
Non ho fortuna con i libri geograficamente sparpagliati. E' un'idea così carina, mi piace così tanto che mi viene ancora di più il nervoso a pensarci.
Questo libro me l'hanno passato come thriller. Non sono convinta che sia così ma senza dubbio la suspense e i colpi di scena non mancano.
La trama sulla carta è accattivante. Svegliarsi a Central Park, ammanettata a uno sconosciuto, senza ricordarsi cosa è successo e perché. Non potersi fidare di nessuno e cercare di capire il motivo di tutto quello. Ad Alice, poliziotta francese trentottenne dal passato drammatico, succede proprio questo. Si sveglia in una panchina a Central Park, coperta di sangue non suo, senza telefono, documenti, niente. Ammanettata a Gabriel che è un perfetto sconosciuto. Ansia a pensarci. Solo che Alice è INSOPPORTABILE! L'ho scritto in maiuscolo perché secondo me l'autore ha cercato la definizione di personaggio più odioso del mondo e ha creato da quello Alice. E' saccente, permalosa, testarda, perfettina e saputella, e quando non spara sentenze si lamenta in continuazione. Insomma non l'ho sopportata mai, non ho provato né compassione né stima, solo fastidio. Per l'altro protagonista, Gabriel, ho provato apatia, in quanto è lagnoso e fintamente ironico.
Quindi i personaggi non sono per me il punto forte dell'autore. Ma per un thriller l'importante è la trama. Qui devo dire che l'idea c'è e un colpo di scena finale me l'ha fatta apprezzare molto. Però è esposta male. Ci sono tante, troppe descrizioni assolutamente non necessarie. Viene spiegato per filo e per segno ogni cosa che vedono, ogni alimento che mangiano, loro o altri, ogni edificio, ogni capo d'abbigliamento. Dettagli inutili che mi hanno annoiata tantissimo.
Voglio citare Druise che l'ha definito una guida lonely planet in stile thriller. Secondo me è l'espressione più azzeccata!
Ho faticato a leggerlo, davvero. Come accennato sopra alla fine c'è stato un colpo di scena che mi ha fatto rivalutare in positivo il giudizio. Peccato però che l'epilogo ha reso nulla questa cosa, facendolo di nuovo scendere.
Una critica inoltre devo farla per i refusi. Troppi, davvero. e la traduzione non così ottimale.
In sostanza un libro con una trama potenzialmente geniale, ma con un modo di scrivere che non rientra nei miei gusti. In realtà ho apprezzato questa lettura per tutti i commenti e le note scritte dalle precedenti candidate della lista, senza le quali credo l'avrei abbandonato.
Per me è il primo libro che leggo di questo autore, ma non credo di voler ripetere l'esperienza.
Voi lo conoscete? Avete letto questo libro? Siete d'accordo con me?
Quindi i personaggi non sono per me il punto forte dell'autore. Ma per un thriller l'importante è la trama. Qui devo dire che l'idea c'è e un colpo di scena finale me l'ha fatta apprezzare molto. Però è esposta male. Ci sono tante, troppe descrizioni assolutamente non necessarie. Viene spiegato per filo e per segno ogni cosa che vedono, ogni alimento che mangiano, loro o altri, ogni edificio, ogni capo d'abbigliamento. Dettagli inutili che mi hanno annoiata tantissimo.
Voglio citare Druise che l'ha definito una guida lonely planet in stile thriller. Secondo me è l'espressione più azzeccata!
Ho faticato a leggerlo, davvero. Come accennato sopra alla fine c'è stato un colpo di scena che mi ha fatto rivalutare in positivo il giudizio. Peccato però che l'epilogo ha reso nulla questa cosa, facendolo di nuovo scendere.
Una critica inoltre devo farla per i refusi. Troppi, davvero. e la traduzione non così ottimale.
In sostanza un libro con una trama potenzialmente geniale, ma con un modo di scrivere che non rientra nei miei gusti. In realtà ho apprezzato questa lettura per tutti i commenti e le note scritte dalle precedenti candidate della lista, senza le quali credo l'avrei abbandonato.
Per me è il primo libro che leggo di questo autore, ma non credo di voler ripetere l'esperienza.
Voi lo conoscete? Avete letto questo libro? Siete d'accordo con me?





