lunedì 24 luglio 2017

#bancarellablogger a Pontremoli - La Ropolo c'era

Ciao a tutti, oggi sono qui per provare a raccontarvi l'incredibile esperienza vissuta nel weekend scorso quando, insieme alle mie socie, ho partecipato, in qualità di #bancarellablogger, alla serata conclusiva in cui è stato assegnato il 65° Premio Bancarella, a Pontremoli.


Il progetto bancarella blogger nasce a fine febbraio quando Amanda, libraia facente parte del direttivo dell'associazione librai indipendenti, ha contattato Laura La Libridinosa e le ha chiesto di formare una squadra che seguisse la manifestazione anche sui social e sui blog. Io sono stata inclusa in questo gruppo e non potrò mai ringraziarle abbastanza per la fiducia che hanno riposto in me, ne sono onorata e commossa.


In questi mesi abbiamo fatto diversi post, tra recensioni, interviste, spiegazioni sul premio ecc. e il 16 luglio c'è stata la premiazione. Saprete ormai tutti che il vincitore è stato Matteo Strukul con "I Medici. Una dinastia al potere", edito Newton Compton, a cui vanno i nostri complimenti.

Vorrei raccontarvi come ho vissuto io questi giorni, che sono stati magici e indimenticabili.

Sono partita da casa in compagnia della mia famiglia che mi ha accompagnata e ne ha approfittato per passare del tempo in un campeggio, al fresco e in piscina. Mi sono stati vicini lasciandomi però libera di vivere questo evento senza preoccupazioni, quindi non posso che ringraziarli per il sostegno!

Sono arrivata il sabato e dopo cinque minuti mi sembrava di essere in gita scolastica, insieme alle mie migliori amiche. Laura mi ha fatto le unghie e abbiamo chiacchierato senza sosta. Non solo con lei, con tutte, pure con Amanda che ho sempre visto come un capo e alla cui approvazione ho sempre ambito.
La cosa che più mi ha colpito, di nuovo, è questo senso di appartenenza, di comunione. Persone che ho visto dal vivo pochissime volte o, addirittura, per la prima volta; amiche però che ho sentito vicine come se ci incontrassimo ogni giorno. L'amicizia virtuale può esistere, ve lo assicuro! Ho trovato le sorelle che mi sono sempre mancate, delle complici. Abbiamo una grande passione comune e questa esperienza ci ha legate e unite in una maniera che fatico a spiegare. Laura, Stefania e Lea, Cristina, Deborah vi adoro!

Tornando al resoconto, sabato sera abbiamo cenato a Montereggio, il paese dei librai. E' un borgo stupendo, molto suggestivo, con le vie e le piazze intitolate agli editori. Abbiamo mangiato molto (pure troppo povera la mia dieta!), assaggiando anche i testaroli al pesto, piatto tipico locale, e concludendo la serata in terrazza a casa di un libraio sorseggiando vino e piluccando gorgonzola.
E' stato interessante osservare qualche dinamica interna alla Fondazione e all'associazione dei librai ed è cresciuta la mia ammirazione per Amanda e i suoi colleghi e per la passione che ci mettono.
Fin da questa serata ho riscontrato la considerazione che hanno avuto per noi. Ci hanno trattate come professioniste (sì, lo so, sono la prima a esserne stupita). Ci hanno ringraziate tantissimo (loro!) e siamo state incluse nella manifestazione proprio come parte integrante. Non sono neanche in grado di dirvi quanto questo è stato appagante, la mia paresi penso abbia raggiunto livelli critici di non ritorno.

Il giorno dopo abbiamo visitato Pontremoli che è un paese molto bello, ricco di storia e di scorci interessanti. La vista dal castello è stupenda. Abbiamo passato la giornata a prepararci all'evento della serata, sia psicologicamente che fisicamente.
Il cameratismo di nuovo era al massimo: trucco, parrucco, prove generali per il discorso della serata, siamo state frenetiche. Abbiamo riso e scherzato, sempre supportate dal nostro Sherpa, il compagno di Deborah che ci ha sostenute e accompagnate come un perfetto badante (hai un futuro, sappilo!).
E poi è arrivata la sera. Che emozione, a pensarci ho ancora le palpitazioni. La piazza era pronta, gli autori arrivati tutti tesi e sorridenti, uffici stampa, agenti, tecnici, librai, tutti insieme per gli ultimi preparativi. Abbiamo anche recuperato Anna Rita e Alberto Zuccalà (autore delle graforecensioni) e ci siamo sistemati in seconda fila, tutte pronte a salire sul palco.

Sì perché ognuna di noi ha presentato un autore, raccontando in meno di due minuti il libro. Dire che ero tesa è minimizzare, ero pietrificata, nonostante Dario Vergassola, che conduceva la serata, sia un grande artista e sappia gestire benissimo gli interventi.


Laura è salita per prima, ha raccontato del nostro progetto, invece io ho introdotto il libro di Cristina Caboni, che è una persona stupenda.
La serata poi è proseguita con lo spoglio dei voti e dopo tutto quanto con la cena. E' stata lunga, intensa, entusiasmante. Noi #bancarallablogger siamo piaciute, così ci è stato riferito, ma non potete immaginare quanto noi l'abbiamo apprezzato. Ci siamo sentite parte del progetto, ci hanno fatto sentire volute, apprezzate è tutto ciò davvero non ha prezzo.



Ma bando ai sentimentalismi, all'inizio del progetto vi avevamo annunciato che noi #bancarellablogger avremmo effettuato una nostra votazione, lo Sbancarella. L'abbiamo fatta prima della serata del 16 e il nostro vincitore è stato Lorenzo Marone con Magari domani resto ed. Feltrinelli.

Poco più di un anno fa ho aperto il blog, mi sembrava la giusta evoluzione di questa passione che mi riempie le giornate. Mi auguravo di poter incontrare qualche autore, di partecipare a qualche evento, ma neanche nella migliore delle mie speranze avrei immaginato di far parte di questo. E' stato magico!
La cosa che più mi ha colpita è come noi, io, Laura, Stefania, Lea, Deborah, Cristina, ma anche Amanda e lo Sherpa, siamo diventati una squadra. Siete un'altra famiglia per me.
Questa esperienza è stata eccezionale, mi sono sentita apprezzata e credo che ve ne parlerò ancora per molto. Sono grata per questa opportunità ed estremamente felice di essere riuscita a parteciparvi.

detta anche La Popolo

venerdì 21 luglio 2017

Prossimamente - Spazio al self



Autore: S.M. May
Titolo: GABBIA PER UCCELLINI
Pagine: 275
Genere: legal-thriller, MM
Editore: Self-published
Uscita: 3 agosto 2017
Formato: e-book e cartaceo su Amazon – disponibile su Kindle Unlimited
Prezzo: 2,99 €

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Mai sottovalutare un acquazzone di primavera.

Quando Rey Morales, studente all’università di La Salle, Philadelphia, esce a festeggiare l’ultima vittoria della squadra di baseball, può solo aspettarsi una serata rilassante insieme ai compagni e tifosi, piena di musica e birra. Ma la pioggia continua a cadere incessante, e Julien, l'uomo più affascinante di tutto il locale, si offre di accompagnarlo sino al campus. 
Che c’è di male ad accettare quel passaggio? 
Al suo risveglio, Rey si ritrova senza vie di fuga e senza difese.




Un uccellino chiuso in gabbia,
con un padrone esigente che vuole prendersi cura di lui.
209 notti che valgono una vita.

Quando Matthew Forsyth, ambizioso sostituto procuratore della città, si vede assegnato il caso Morales, può solo pensare che sia iniziato uno dei periodi più fortunati della propria carriera. Niente di meglio che un processo facile e sensazionale, per garantirsi promozioni e successo.
Che c’è di male ad accettare quell’incarico?
Peccato che non sia così facile capire chi, tra la vittima e l’imputato, sia l’individuo più pericoloso in aula.



209 notti su cui manca una verità certa.
Due presunti colpevoli.
Un processo che nessuno vuole vincere davvero.
Una gabbia invisibile che imprigiona ancora.
E un’unica domanda: chi tiene davvero la chiave?

  
DISCLAIMER: questo non è un romanzo d’amore. Contiene scene esplicite e taluni episodi di violenza psicologica e sesso non consenziente che sono necessari per il contesto, anche se potrebbero risultare fastidiosi per lettori particolarmente sensibili. Lettura +18

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S.M. May vive nel nord-est d’Italia, cercando di trovare il giusto equilibrio tra lavoro, famiglia, letture e scrittura. Alcune cose le riescono bene, altre meno. Però tutte sono fatte con passione.
Potete scrivere a sm.may.books@gmail.com.


Pagina Autore
su Goodreads: https://www.goodreads.com/author/show/6981261.S_M_May
su Facebook: https://www.facebook.com/SM-May-114174848783076
su Amazon: https://www.amazon.com/author/smmaybooks


Altre pubblicazioni
GOOD REFERENCES e NUVOLE (Triskell Edizioni);
ADDIO E’ SOLO UNA PAROLA (Rizzoli);
la serie “Lara Haralds – The Strange Matchmaker” che comprende gli episodi CAMBIO GOMME, NEVE FRESCA, GHIACCIO SALATO e DOPPIO VELO (self-pub);
la serie “Secret Agreements”, di cui è uscito SECRET FUNDING, in versione italiana ed inglese (self/pub);
LE VIAGGIATRICI D’INVERNO (self/pub);
la serie “Devils & Partners”: A VOLTE LA MORTE MORDE (nell’antologia “Dreams Collection”, self/pub);
la serie “Oro” che comprende: IL SANGUE NON E’ ACQUA e ORO.




Segnalazioni - Spazio al self



Titolo: Il mio mondo nei tuoi occhi
Autore: Giulia Borgato
Genere: Romance contemporaneo
Editore: Self publishing
E-book: Disponibile su tutti gli store on line
Prezzo: 1,99 euro
Cartaceo: Agosto 2017 

Sinossi: 
Quando vanno a rotoli sia il suo matrimonio che la sua relazione extraconiugale, Viviana decide di dare una svolta alla sua vita. Lascia famiglia, lavoro e amici, e si trasferisce a Bologna per inseguire un sogno. Nasce così il Cakes & Flowers, che gestisce con una nuova amica, Nicoletta. Ma cambiare cielo sarà stato sufficiente a dimenticare Fabrizio, il suo amante?
Sotto la serranda del negozio cominciano ad apparire dei biglietti anonimi, e lei non sa se sperare in un nuovo amore o in quello che crede perso per sempre. 
Tra il sublime sapore dei cupcake e il dolce profumo delle composizioni floreali, Viviana e Nicoletta vestiranno i panni delle romantiche e ironiche investigatrici, arrivando a svelare il mistero dietro al quale si cela la realizzazione di quel sogno tanto atteso e inseguito: la felicità.



Titolo: Ogni notte vengo da te 
Autore: Antonietta Mirra 
Genere: Paranormal Romance/Romanzo rosa 
Editore: Selfpublishing 
Pagine: 271 
Prezzo: eBook: 2,99 e gratis con Kindle Unlimited. Cartaceo: 10,40 
Data di uscita: 10 Maggio 2017 

TRAMA 
Alastair ed Helena non potrebbero essere più lontani e diversi eppure qualcosa li unisce, oltre la loro stessa volontà.
Un richiamo eterno ed insondabile.
Lui è impetuoso, tormentato, cruento e dannatamente distante, in tutti i sensi.
Lei è ingenua ma tenace, una sognatrice capace di cogliere il confine tra un desiderio languido e pressante e la tagliente verità. Ma quando anche l'ultimo barlume di razionalità sta crollando...
Cosa faresti se il tuo sogno più grande diventasse all'improvviso realtà?
Se potessi guardarlo, toccarlo e...
«Non puoi andartene. Sono nella tua testa, nel tuo cuore, nella tua carne. Mi hai lasciato entrare e adesso farò l’ultimo passo che mi legherà a te per sempre.» 

BIOGRAFIA 
Antonietta Mirra è laureata in Lingue e Letterature Straniere e lavora con i bambini. Le sue passioni sono leggere e scrivere ed è Amministratrice del Lit-Blog L’amica dei libri. Ama l’arte in tutte le sue forme, il cinema e il pianoforte. Tratti distintivi della sua personalità: passione e inquietudine. Dicono di lei: "una ragazza d'altri tempi", il mondo le va stretto, allora usa l'immaginazione. La sua vita è un incastro imperfetto tra sogni e visioni, la realtà è solo un equivoco. 

CONTATTI 

Estratto #1 
Fu uno sguardo furtivo quello che mi lanciò, quasi di nascosto, ma io lo colsi ugualmente e me ne spaventai. Il suo sguardo era nero come la notte, il suo viso di profilo sembrava lungo e imbronciato, i suoi occhi due piccole fessure che rendevano quell’occhiata sfuggente ma allo stesso tempo intensa. Fu un attimo e passò dritto senza voltarsi. 
Un attimo insignificante in cui i nostri sguardi si unirono e fu come se mi avesse lasciato qualcosa per sempre. 

Estratto #2 
La sua stessa esistenza mi entrò nel sangue come mai nulla aveva osato imporsi. Catturò la mia volontà e con essa giustificò la mia presenza in questo mondo. Con lei capii cosa ero venuto a fare su questa terra, a cosa serviva il mio respiro, cosa dovevano sorreggere le mie braccia, a cosa sarebbero andate incontro le mie gambe. Lei sola giustificava ogni mia azione, rivendicava tutti i torti e mi rendeva finalmente quella vendetta che avevo atteso da tempo. 

Estratto #3 
Ero combattuta come lo ero sempre stata da quando lo avevo incontrato e quello che avevo creduto soltanto un sogno, si era mostrato lentamente sempre più reale. Non potevo negare che lo sentivo, sentivo la sua presenza ma non potevo aspettarmi altro, se volevo conservare la mia sanità mentale. Mi mossi nuovamente consapevole che dovevo allontanarmi da quella stanza ma questa volta non fu un rumore a fermarmi, bensì qualcosa che mi strinse il braccio. Mi fermai di scatto, cercando di capire cosa stesse accadendo ma la stretta non diminuiva. Temevo quello a cui stavo pensando e nello stesso tempo non volevo crederci. Era buio e potevo vedere molto poco solo grazie alla flebile luce lunare. 
Poi, la sua voce.
 
«Non puoi andartene. Sono nella tua testa, nel tuo cuore, nella tua carne. Mi hai lasciato entrare e adesso farò l’ultimo passo che mi legherà a te per sempre.»




giovedì 20 luglio 2017

Recensione "Black Friars. L'Ordine della Croce" di Virginia De Winter

Buongiorno, è giovedììììììììììììììììì!
Sono ancora un po' scombussolata dal vortice di Pontremoli ma non potevo saltare l'appuntamento settimanale con Black Friars.
Ormai sapete già tutti del mio amore per questa serie, e anche della rilettura di gruppo fatta in collaborazione con Alice del blog New adult Italia. Ebbene sì, siamo giunte al termine anche di questo ultimo libro e oggi vi lascio il mio pensiero.

Autrice: Virginia De Winter
Titolo: Black Friars. L'ordine della Croce
Editore: Fazi Editore (Lain)
Data di pubblicazione: 11 luglio 2013
Pagine: 517

Trama:
La leggenda vuole che, quando anche il Settimo Cavaliere dell’Ordine della Croce si sarà risvegliato, avrà il compito di chiudere le porte di questo mondo perché sarà ormai distrutto dal male.
La Vecchia Capitale non ha pace. Scossa dai tumulti del Presidio, avvelenata dai malefici di Belladore de Lanchale, l’antica città dovrà ora affrontare un nemico senza eguali. L’ultima erede della dinastia Blackmore, garante della tregua con le creature del Presidio, è stata ritrovata, ma le malvagie entità accetteranno che sia proprio la giovane Sophia a custodire un armistizio suggellato dalla sua antenata migliaia di anni prima? Le forze del male hanno destato dal suo riposo l’Ordine della Croce e i cavalieri sono pronti a imbracciare le mitologiche spade per difendere il genere umano dalla minaccia delle nebbie demoniache. Intanto, ancora ignara del pericolo, Eloise Weiss è alle prese con il misterioso ritrovamento dello scheletro di uno studente dell’Università. Questa volta i suoi poteri di Evocatrice sono vani, ma grazie alle sole conoscenze mediche giunge a una verità inquietante: le ossa rinvenute sono le chiavi di uno scrigno che sigilla i segreti più oscuri della Vecchia Capitale, segreti di personaggi potenti disposti a tutto perché non siano svelati. Eppure, come in un labirinto di delitti e apparizioni dal passato, ogni filo di questa storia passionale e avvincente sembra destinato a ricongiungersi. Virginia de Winter chiude la serie culto Black Friars con una giostra di rocambolesche avventure cappa e spada, di potenti cavalieri e coraggiose eroine che rischieranno tutto per compiere il loro destino.

Recensione L'Ordine della Spada.
Recensione L'Ordine della Chiave.
Recensione L'Ordine della Penna.


Posso piangere? Sì perché è questa la sensazione che mi è rimasta girando l'ultima pagina. Non perché il finale sia tragico ma perché è finito. Già mi manca e ricomincerei da capo.
Questo è il libro conclusivo della serie, tutti i nodi vengono al pettine, tutte le questioni hanno un chiarimento.
L'ho trovato molto più tecnico e ricco di spiegazioni rispetto ai precedenti. Le descrizioni di luoghi e caratteri sono meno presenti, in favore di un aspetto più chiarificatore. Il termine che mi viene in mente per primo è politico, in quanto i sotterfugi vengono svelati e ci sono molte cose da capire.
Ma non è così diverso dai precedenti, non mancano le cose per me così fondamentali: ironia, passioni, mistero e quell'atmosferica gotica che tanto mi ha conquistata.
Come avrete già potuto constatare non sono così precisa nel definire un libro appartenente a un genere piuttosto che a un altro, ma qui c'è proprio un po' di tutto, dal fantasy al romance allo storico, c'è pure la parte mystery!
Virginia De Winter per me è un mistero, di solito io non reggo le descrizioni minuziose, le frasi troppo lunghe e complicate, le pagine e pagine di caratteristiche soprattutto di luoghi. Ma fin dalla prima volta che la lessi mi sono innamorata, adoro il suo stile. E' elegante, poetica, evocativa. Ha un dono, ti catapulta nella storia, ti fa vivere insieme agli attori tutte le avventure.
E vogliamo parlare della caratterizzazione dei personaggi? In pochissimi casi l'ho trovata così accurata, precisa, anche con quelli secondari o poco presenti. Vorrei leggere ancora pagine e pagine su di loro, mi piacerebbe tanto avere qualche spin-off, qualche novella, qualche altra scena tagliata, la lista della spesa... Sono sicura che in tanti saranno d'accordo con me.
Ricapitolando: ho apprezzato la storia, ha una sua conclusione, amo tantissimo lo stile dell'autrice, per i personaggi potrei scriverci un libro intero di apprezzamenti, cosa manca? Ah sì. Finalmente una gioia per Axel. E già per questo bisogna leggerlo.
Vi ho parlato poco del libro in sé ma ho già ampiamente esposto le mie considerazioni nei vari post del gruppo di lettura (Capitoli da 1 a 7 qui; Capitoli da 8 a 14 qui; Capitoli da 15 a 21 qui; Capitoli da 22 a 28 qui; Capitoli da 29 a 35 qui; Capitoli da 36 a 42 qui; Capitoli da 43 a 49 qui; Capitoli da 50 a fine qui).
Vi consiglio dal profondo la lettura di questa serie, merita veramente, io la rileggo sempre con tanto piacere e ogni volta scopro particolari nuovi e ritrovo sensazioni che auguro a tutti di provare. Grazie Virginia per avere creato la Vecchia Capitale, grazie soprattutto per Axel, per tutto. Leggete Black Friars, merita!
Voto:

Non pensate che il gruppo di lettura sia finito, dalla prossima settimana ci butteremo sulla novella Le soglie del buio (gratis in questi giorni, approfittatene!), quindi al prossimo giovedì!


mercoledì 19 luglio 2017

Premio Bancarella - Le graforecensioni

Buon pomeriggio a tutti, oggi torno di nuovo in veste di #bancarellablogger. Come ormai saprete bene ho avuto l'onore di far parte del team di blogger che ha seguito l'evento e la scorsa domenica ero a Pontremoli per la serata della premiazione. Vi racconterò tutto presto, le emozioni sono state fortissime, è stata un'esperienza meravigliosa, fra le più intense che io abbia mai vissuto.
Oggi però voglio parlarvi di Alberto Zuccalà e delle sue Graforecensioni.
Io sono completamente incapace a disegnare, ma non riesco neanche a fare cosine semplici o stilizzate. I bambini dell'asilo fanno un lavoro migliore del mio, non sono solo negata molto di più!
Quindi quando guardo queste cose rimango a bocca aperta, perché per me è incredibile.
Alberto è bravissimo a disegnare ma anche a catturare l'essenza del libro stesso, io vi consiglio proprio di seguirlo, rimarrete ammirati come me. (Pagina facebook)


Alberto ha graforecensito anche i sei libri finalisti del Premio Bancarella 2017. Cliccando sotto la cover del libro rimanda al video su facebook.

































Bravissimo Alberto, le adoro! E a voi piacciono? 


Intervista con le vamp... blogger - #9 Il giardino delle farfalle

Buongiorno! Oggi è il 19 e come di consueto torna la rubrica fatta insieme a Dolci.




La rubrica ha cadenza mensile, il 19 e ogni mese risponderemo alle medesime domande, cambierà solo la lettura che potrete scegliere voi fra quelle proposte nel sondaggio in basso.

Questo mese ha vinto un libro che non avevo voglia di leggere, lo ammetto. L'aveva proposto la mia socia ma speravo proprio non uscisse. Ho iniziato a leggerlo per tempo e svogliata, ma devo dire che in due giorni l'ho finito, non riuscivo a staccarmi. Vi ringrazio quindi per la votazione precedente, senza di voi non l'avrei letto e ora lo sto consigliando al mondo.

Autrice: Dot Hutchison 
Titolo: Il giardino delle farfalle
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 15 giugno 2017
Pagine: 334

Trama:
Vicino a una villa isolata c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e... una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze... Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere...


L'intervista


D. A quale genere appartiene il libro?
R. E' un thriller e per una volta sono d'accordo con la fascetta, Un grande Thriller, di quelli con la T maiuscola.

D.Cosa pensi dei protagonisti?
R. Maya è ambigua e io l'ho amata da subito, tanto. Mi è piaciuta proprio per questo suo carattere confuso, non rientra nei canoni classici delle vittime, non si capisce bene se lo è oppure se invece sia una complice. Questa è la particolarità principale.
Il giardiniere è un sociopatico, di quelli che fanno più paura. 

D.Personaggio preferito?
R. Maya. L'ho adorata, mi ha conquistata subito. Sembra sempre nascondere qualcosa ma il suo essere così dura, quasi fredda mi è piaciuto, molto. E poi Felicia, una farfalla, adoro il suo caratterino!

D. Personaggio più odiato?
R. L'imbarazzo della scelta. Il Giardiniere ovviamente è il male, ma ho provato più paura che odio nei suoi confronti. L'odio sicuramente c'è stato per Avery, così come per Lorraine. Persone malate, in qualche modo anche vittime, ma che si sono trasformate in bulli, agendo con cattiveria. Nessuna pietà per loro.

D. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?
R. Angoscia, inquietudine, ansia. Dovevo sapere, dovevo finirlo. Ho avuto per tutto il tempo un nodo allo stomaco.


D. Punti di forza?
R. Il personaggio di Maya senza dubbio. Si capisce che mi è piaciuta? Poi il fatto che venga raccontato piano piano, a situazione conclusa. Infatti si svolge in un interrogatorio dove Maya racconta la sua storia ma quasi a singhiozzi. Ti lascia con una suspense incredibile. L'idea poi del giardino con le farfalle è agghiacciante ma originale.

D. Punti deboli?
R. L'unica cosa che non mi è piaciuta è un particolare nel finale. Non posso proprio dirlo, ma secondo me è esagerato, la coincidenza è troppa.

D. Come hai trovato lo stile del/della scrittore/scrittrice?
R. Accattivante. Non riuscivo a staccarmi. Ha saputo creare la giusta suspense.

D. E' facile entrare in empatia con il/la protagonista?
R. Io sì da subito con Maya. Con il Giardiniere per fortuna no, ma ha una sua coerenza.

D. Quale aggettivo lo descrive meglio?
R.  Agghiacciante, inquietante. 

D. Frase preferita?
R.  La bellezza perde il suo significato quando ce n'è troppa che ti circonda.

D. A chi lo consigli?
R. A chi vuole leggere un bel thriller, molto accattivante. Se non si lascia impressionare facilmente.

D. Quante stelline gli dai?
R. 4.5. Mi è piaciuto tantissimo. L'unica pecca è quella cosa sul finale, altrimenti sarebbe perfetto.

E adesso vi lascio il sondaggio per la scelta della prossima lettura, votate bene mi raccomando, sono sempre pronta a cambiare opinioni sulle aspettative. 

Chissà se a Dolci questo libro sarà piaciuto tanto quanto a me! Il suo post lo trovate qui.

Vi dico ancora grazie per averlo votato, non l'avrei letto altrimenti. E mi ha travolta, per finirlo ho letto fino a tarda notte, non riuscivo a staccarmi. Vi ho incuriosito? Lo leggerete? Come sempre se avete qualche domanda che secondo voi deve essere presente, lasciatemi detto nei commenti.




Aspetto i commenti e i voti!


martedì 18 luglio 2017

Review Party "Schegge di ricordi" di Monica Lombardi

Oggi è il grande giorno, finalmente esce questo libro, che io ho avuto il privilegio di leggere in anteprima e di cui vi lascio il mio pensiero.


Abbiamo accompagnato l'uscita di questo romanzo tanto atteso con un blogtour, io ho intervistato Monica, se volete vedere il post lo trovate qui.

Autrice: Monica Lombardi
Titolo: Schegge di ricordi
Editore: Amazon Publishing
Data di pubblicazione: 18 luglio 2017
Pagine: 366
Serie: #2 Schegge

Trama:
È sopravvissuta. Ora vuole ricominciare a vivere.
Due donne, due amiche, Giulia e Livia, rapite una sera di novembre. Quando tornano alla loro vita, niente è più come prima. Livia, quella che è stata più a contatto con il mostro, di notte sogna la sua prigionia e di giorno non riesce a scrollarsi di dosso la sensazione che lui tornerà. E infatti il mostro si avvicina, più folle e spietato che mai. Con un solo obiettivo: insinuarsi per sempre nella mente di Livia.
Il commissario Claudio Sereni, a sua volta vittima di un insolito incidente di cui non ha memoria, dovrà riprendere le fila del caso del rapimento delle due amiche rimasto irrisolto. Attorno a lui orbitano il collega Emilio Arco e la sensitiva Ilaria Benni. Dovrà muoversi con decisione per stanare il mostro e allo stesso tempo con delicatezza per non spezzare la fragile corazza che Livia ha costruito intorno a sé, ai suoi ricordi e ai suoi sentimenti.
Con Schegge di ricordi Monica Lombardi torna a scavare nelle voragini della mente umana, in un thriller psicologico degno dei maestri del genere.



Che bello finalmente ho potuto leggere la storia di Livia! Vi assicuro che non vedevo l'ora. Schegge di verità ha avuto una sua conclusione ma mi ha instillato lo stesso il germe della curiosità nel finale. Quando poi Monica ha letto il prologo in occasione della mia giornata a Milano con lei, qui il post, il bisogno di sapere è schizzato alle stelle, aiutato anche dal blog tour.
Questa premessa per dirvi che nel momento in cui ho avuto il libro fra le mani l'ho iniziato e divorato.
Schegge di ricordi mi è piaciuto tantissimo, ancora più del primo. Non riuscivo a staccarmi dalla storia e in un lampo l'ho finito.
Aveva visto il mostro, aveva subìto il mostro. Ed era sopravvissuta.
Livia è una donna distrutta. Dopo tutto quello che ha passato ha paura di non riuscire più a vivere, si limita a sopravvivere giorno per giorno. Non riesce neppure a farsi aiutare, il suo rapporto con Giulia è incrinato, capisce il bisogno dell'amica di starle vicina ma non ce la fa proprio a gestire le emozioni che la travolgono. Cerca di tenersi impegnata, relega tutto ciò che prova in un angolo della mente, ha paura di rompersi e di esplodere. Non dorme, mangia a stento, sembra un fantasma. 
Non aiuta il fatto che uno dei rapitori sia riuscito a scappare e sembra che voglia ancora entrare nella sua vita. 
Ma Livia anche se non lo sa è forte e, aiutata dal commissario Claudio Sereni, riuscirà a scoprire di riuscire ancora a vivere e ad affrontare il mostro, sia quello fisico che sembra voglia di nuovo lei, che quello composto dai ricordi, che come schegge impazzite pretendono visibilità.
"Ho bisogno dei suoi ricordi, Livia" ammise. "Mi spiace. Per lei." Riunì le mani, incrociando le dita. "I miei ricordi non sono disponibili."
Prima di cominciare la lettura avevo un po' di timore per il personaggio di Livia. Sapendo già cosa le è capitato sapevo di trovare una donna spezzata, distrutta ma temevo che si piangesse addosso, ne avrebbe avuto tutti i motivi. Solo che io non sopporto quelli che si lamentano sempre e solo e non fanno nulla. Il personaggio di Livia potrebbe essere così, non mi sentirei di biasimarla se si autocommiserasse, ma la mia soglia di sopportazione rimarrebbe comunque bassa.
La tregua era finita. Il mostro era tornato.
Monica è una grandissima autrice, è riuscita a rendere reale e credibile Livia, la troviamo ammaccata, spezzata, proprio un fantasma, ma non è assolutamente una lagna. Io l'ho amata da subito, avrei voluto abbracciarla e scrollarla, e si capisce perfettamente ciò che prova. Si vivono le emozioni con lei, si soffre e si spera insieme. Ha saputo conquistarmi.
Ho adorato anche Claudio, un uomo burbero e tutto d'un pezzo. Impossibile non innamorarsi un po' di lui, è l'eroe che tutte noi vorremmo.
Ma secondo me il personaggio meglio caratterizzato è Mario, il mostro. E' vero che ho un debole per i cattivi, ma in questo caso mi sento obiettiva a dire che la caratterizzazione di questa persona psicotica è magistrale. Sono proprio entrata nella sua testa, capivo i suoi assurdi ragionamenti, è stato agghiacciante.
La trama è avvincente, c'è suspense in grandi quantità e ovviamente tanta azione, non può mancare. Fa davvero stare col fiato sospeso e il colpo di scena finale è geniale.
Ovviamente non manca il sentimento, mi è piaciuto anche il fatto che non sia esagerato, non sarebbe stato credibile altrimenti.

Mi sono dilungata un po' ma ci tenevo a farvi capire che questo libro merita davvero di essere letto, c'è azione, amicizia, amore, suspense, psicologia. Una storia che coinvolge, un'autrice che adoro sempre di più e che ogni volta riesce a conquistarmi.
Voto: 


lunedì 17 luglio 2017

Recensione "Da domani mi alzo presto" di Simona Toma

Autrice: Simona Toma
Titolo: Da domani mi alzo presto
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 9 maggio 2017
Pagine: 239

Trama:
Milano era per me quell'attimo beato e irripetibile nella vita in cui si spalanca davanti a te tutta la meraviglia del mondo… E poi, all'improvviso, mi sono ritrovata depressa in pigiama e spalmata sul divano dei miei.» Michela ha fatto il grande salto. Dalla sua Piccola Città del Sud è arrivata a Milano piena di entusiasmo e aspettative. L'ha amata da subito e, quando ha trovato impiego in una famosa agenzia pubblicitaria e anche un fidanzato, ha pensato che tutto quello che voleva era esattamente lì e in quel momento. Peccato che ora, dopo nove anni di vita nella metropoli, le tocchi fare ritorno al paesello, senza lavoro e senza fidanzato. A trentasei anni, quasi trentasette, è comprensibile che non l'abbia presa bene. E che si trascini dal letto al divano di casa dei suoi, fumando una sigaretta dietro l'altra e nutrendosi solo di Lexotan, non fa pensare che possa riprendersi in fretta dalla batosta. Per fortuna però ci sono l'inarrestabile cugina Giulia - l'unica in famiglia con uno stipendio fisso, quello che le passa l'ex marito - e una bimbetta di dieci anni sbucata un giorno sul pianerottolo. Sguardo vispo e parlantina sciolta, ma un fardello troppo grande per la sua età, Aurora vive sola con il papà, un bell'uomo schivo e dai modi un po' formali. Sarà lei a riscuotere Michela dal suo torpore e, con la saggezza dei dieci anni, a farle capire che la vita ti regala di continuo nuove occasioni. Basta saperle cogliere.


Che ridere. Bisogna dirlo, leggendo questo libro si ride, pure tanto. Già dal prologo ho capito che avrei avuto male alle mascelle, perché è ironia pura. (Se lo volete leggere potete trovarlo qui).
Lo so che l'inattività fisica, insieme al fumo, alcol e cattiva alimentazione sono la prima causa dell'insorgenza di tutta una serie di catastrofi sanitarie e io, modestamente, indulgo con piacere in tutti e quattro questi cattivi costumi, ma credo che fare sport sia contro natura. Se Dio ci avesse voluto più sportivi, non avrebbe inventato i divani e le serie tivù.
Ho letto questo libro dietro consiglio di un'amica che mi conosce bene, non avevo idea né del libro né dell'autrice, né avevo presente come fosse o di cosa parlasse. Ora posso dirlo: grazie Laura, davvero.
La storia parla di Michela, trentasei anni quasi trentasette, che nel medesimo giorno perde lavoro e fidanzato e quindi da Milano torna a Piccola Città, il paese di origine nel Sud. Torna proprio da mamma e papà, alla sua cameretta di quando era ragazza e si piange addosso. Non fa altro.
Basta storie, basta pensieri. D'ora in poi mi congelo i sentimenti, non voglio più sentire niente, castrazione emotiva totale: l'indifferenza è il sentimento del futuro, l'unica cosa che mi concederò di provare.
Devo ammettere con voi che io non sopporto tanto chi si autocommisera, le persone depresse che si sentono il mondo addosso e non fanno nulla per cambiare la situazione. Ma Simona Toma è talmente brava a scrivere che sono riuscita a entrare da subito in sintonia con Michela e a capirla perfettamente.
La società di oggi porta noi generazione di quasi quarantenni a voler a tutti i costi arrivare, accettando però qualunque tipo di compromesso, soprattutto in ambito lavorativo; ti fa perdere di vista i tuoi obiettivi, le tue aspirazioni, i tuoi desideri. Sempre di fretta, sempre in ritardo, mai contenti. Questo senso di insoddisfazione collettiva e nel contempo la mancanza di coraggio per distinguersi dalla massa è quello che mi è rimasto a fine lettura.
"Lo devi mollare, questo paracadute, perché è vero che ti impedisce di cadere, ma ti impedisce anche di volare".
E mi direte voi, dove sta la risata? E qui sta il genio dell'autrice. Perché mentre si legge il libro si ha l'impressione di avere fra le mani una storia leggera, con parti quasi comiche. Ma nello stesso momento in cui ti tieni la pancia per l'ennesima battuta di Giulia ti trovi pure a riflettere su tante cose, complice anche una bambina troppo matura. Le parti del diario di Aurora mi hanno quasi commossa.
L'unico appunto che mi viene da fare è sul finale. Ne ho adorato l'evolversi della storia  ma avrei preferito qualche pagina in più.
Come al solito non vi ho detto nulla della trama, ma fidatevi di me, vale proprio la pena leggere questo libro, io ora cercherò altro di questa autrice.
Voto:


venerdì 14 luglio 2017

Recensione "Quando tutto il mondo dorme" di J.A,Rock, Lisa Henry

Autrici: J.A. Rock e Lisa Henry
Titolo: Quando tutto il mondo dorme
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 28 aprile 2017
Pagine: 535

Trama:
Daniel Whitlock è terrorizzato all’idea di addormentarsi. E non senza motivo: è sonnambulo, e non ha coscienza o memoria delle proprie azioni. Incluso l’aver incendiato la casa di Kenny Cooper, con lui dentro, dopo che Kenny lo ha pestato brutalmente solo perché gay. Tornato nella piccola cittadina di Logan dopo aver scontato la sua pena in carcere, Daniel si isola in una casa nel bosco e ogni sera si incatena al letto.
Come gli altri abitanti di Logan, il poliziotto Joe Belman non crede all’assurda linea difensiva di Daniel. Ma dopo averlo salvato da un incendio di rappresaglia, scopre che il giovane potrebbe non essere quello che tutti pensano, ovvero un assassino, un bugiardo, un pazzo drogato. Bel si impegna a tenere sotto controllo Daniel ogni notte, per il bene della popolazione. Lo trova affascinante, ma cerca di ignorare questi sentimenti. 
Eppure, a mano a mano che Bel viene attirato nel mondo oscuro di Daniel, scopre che gli piace avere il controllo. E abbandonarsi a Bel dona a Daniel la sola pace che abbia mai conosciuto. Ma i demoni non lo lasciano stare, e avrà bisogno che il poliziotto li uccida una volta per tutte. Sempre che lui sia disposto a rischiare ogni cosa per stare al suo fianco.


Questo è un libro impegnativo, molto. E dai contenuti forti. Non solo per quanto riguarda il sesso, ma proprio per le tematiche, è un libro crudo. 
Daniel è sonnambulo, lo è sin da piccolo, e mentre dorme il suo subconscio gli fa fare cose strane che lui non riesce a gestire. Che si tratti di dipingere pareti o strappare tende, lui non ha alcun ricordo di quel che dice e quel che fa durante il sonno. E poi arriva la catastrofe, uccide un uomo.
"Succedono brutte cose quando dormo. Non riesco a impedirmi di farle".
Vive in un paesino della Carolina, un posto del Sud ottuso e pieno di gente piena di pregiudizi e poco colta. E' gay e questo è visto quasi come un reato. L'uomo che ha ucciso infatti, non era poi questa brava persona. L'aveva picchiato a sangue proprio per la sua omosessualità.
Il sonnambulismo comunque gli viene riconosciuto come attenuante e dopo pochi anni di carcere viene posto in libertà vigilata. 
Ma comunque Daniel sta male, non dorme mai molto, ha paura di quel che può fare ed è guardato male da tutto il paese, genitori compresi. Lui è il diverso, il mostro che uccide, quello che non segue le regole della società e la fa franca.
La pensa così anche Bel, poliziotto che ha vissuto sempre lì. Lui anche è gay, ma non dichiarato, vive la sua omosessualità di nascosto, quasi con vergogna. 
Ma pian piano inizia a conoscere Daniel e capisce che ha realmente un problema, non è finzione per evitare la galera e comincia a capire molte cose.
Dalla sinossi sembra un libro incentrato sul BDSM. In realtà non è così, vengono citate determinate pratiche per la condizione strana di Daniel, perché per lui il dolore è stancante, lo fa riposare meglio. Non aspettatevi però un libro solo di questo.
Daniel non desiderava il dolore perché pensava di meritarselo, o non solo per quel motivo. Voleva il dolore perché lo stancava. Non era un masochista, ma ne aveva bisogno.
E' comunque molto crudo e forte, come dicevo, sia per le scene di sesso che soprattutto per la violenza, anche quella psicologica.
Ho avuto un nervoso, una voglia di urlare, di prendermela con tutti, difficile da contenere. Alcuni persone sono così ottuse, guardano l'apparenza, idolatrano un violento mettendo sul rogo le persone più sensibili, che solo a pensarci fa male, anche se purtroppo è così.
E' un libro lento, da capire pian piano, con un'attenzione particolare alla caratterizzazione dei personaggi. La loro maturazione è enorme, si vive insieme ai protagonisti ogni emozione.
Non puoi scegliere chi aiutare.
E' anche difficile, proprio per la sua durezza. L'ho trovato struggente.
E' una bella storia, non adatta a chi cerca qualcosa di leggero, ma ideale a chi vuole una storia coinvolgente e intensa.
Voto: