martedì 13 gennaio 2026

Recensione "Victorian Vigilante. Le infernali macchine del Dottor Morse" di Vittoria Corella e Federica Soprani - Tu leggi? Io scelgo!

Buongiorno lettori, appuntamento con la rubrica nata da un'idea di Rosaria, gestita da me, Chicca e Dolci, che adoro sempre di più.


La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante

L'ordine di scelta è casuale, abbiamo usato random.org e questa volta mi è capitata Francesca.
Tra i suoi libri ho scelto questo, che avevo comprato tempo fa e che era nella Dodici mesi challenge del 2025.

Il libro:
Autrici: Federica Soprani e Vittoria Corella
Titolo: Victorian Vigilante. Le infernali macchine del Dottor Morse
Editore: Neropress Edizioni
Data di pubblicazione: 15 dicembre 2016
Pagine: 236 
Serie: Victorian Vigilante parte 1

Trama:
1890. L’assetto europeo manifesta già i germi di una guerra mondiale e vede contrapposte due scuole di pensiero scientifiche: i Maniscalchi inglesi seguaci dell’Ergomeccatronica, che sfruttano esoscheletri potenziati per implementare le capacità di lavoratori e soldati, e i Senza Dio fautori della Meccagenetronica, localizzati nell’Europa dell’Est, che hanno sviluppato terrificanti ibridazioni uomo-macchina.
A Londra s’innesca una battaglia senza quartiere tra il misterioso vigilante mascherato Spettro di Nebbia, il Sergente Malachy Murphy e la spietata Baba Yaga, una donna meccanica alle dipendenze del Dottor Anton Morse, genio della Meccagenetronica dai loschi fini.
Nella lotta verranno coinvolti anche il giovane tagliatore di diamanti ebreo Mordecai Gerolamus, perseguitato da invisibili e inquietanti demoni, la giornalista d’assalto Catherine “Orlando” Swan e suo fratello Percy, direttore del Giornale.
Ognuno di loro avrà un fine da perseguire tra sogni segreti, deliri di onnipotenza, giustizia e protezione, tormenti interiori e solitudine in una continua evoluzione oltre il Bene e oltre il Male.



Con questo libro ho un po' faticato, lo ammetto subito. L'idea di base è intrigante, ma per me qualcosa non ha funzionato al meglio.

Ho trovato l'ambientazione, soprattutto per la componente Steampunk molto affascinante, cupa al punto giusto. Le macchine infernali del titolo e soprattutto la contrapposizione tra tra i Maniscalchi fautori della Ergomeccatronica, e i creatori della Meccanogenetronica, molto stimolante, anche se fin troppo dettagliata. 
Ecco io ho patito la ricchezza di descrizioni, l'abbondare di particolari, spesso non necessari alla storia ma appunto per creare la giusta ambientazione, un pochino pesanti. Le due autrici sanno scrivere correttamente, ma la dovizia di particolari e la ricerca di un lessico a tratti quasi onirico, aulico, hanno reso poco fluida la lettura, facendomi in buona sostanza annoiare un po'. Forse il fatto che il libro è scritto a quattro mani risente sul ritmo, che ho trovato spesso spezzato, come se non riuscissi a prendere il giro, non so se mi spiego.

I personaggi sono introdotti bene, tutti quanti. Dopo un po' di pagine sono anche riuscita a isolare quelli funzionali alla storia e la mia preferenza è andata allo Spettro della Nebbia, personaggio misterioso e affascinante, nonché eroe indiscusso.

Ammetto che ho patito un po' anche il finale, che mi è sembrata più una troncatura che altro. Mi ero appena addentrata nella storia, ho avuto un riscontro quasi da introduzione alla storia più che libro in sé e non mi ha fatto piacere.

Forse mi aspettavo un maggior coinvolgimento, obiettivamente non è un brutto libro e l'idea di base molto interessante, solo non fa per me e dubito che leggerò i seguiti, la curiosità non credo possa vincere.
Voto: 3*
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Le altre recensioni
Grazie a Chicca per la grafica

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