Buongiorno lettori, appuntamento con la rubrica nata da un'idea di Rosaria, gestita da me, Chicca e Dolci, che adoro sempre di più.
La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante.
L'ordine di scelta è casuale, abbiamo usato random.org e questa volta mi è capitata Alessia.
Tra i suoi libri ho scelto questo, che mi incuriosiva fin dalla sua uscita.
Il libro:
Autrice: Callie Hart
Titolo: Quicksilver
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 28 gennaio 2025
Pagine: 612
Serie: #1 Fae & Alchemy
Trama:
Saeris Fane, ventiquattro anni, è bravissima a mantenere segreti. Nessuno sa dei suoi strani poteri, né del fatto che ha passato la vita a rubare dalle cisterne della Regina Immortale. Ma in una terra dominata da un deserto spietato, non c'è nulla che non si farebbe per un bicchiere d'acqua. Prima o poi, però, ogni segreto viene alla luce. Quando Saeris si trova faccia a faccia con la morte in persona, riapre involontariamente un passaggio tra i regni e viene trasportata in una terra di ghiaccio e neve. I Fae sono sempre stati considerati creature mitiche, leggende, incubi... ma lì Saeris scoprirà che sono reali, e si ritroverà nel mezzo di un conflitto secolare che potrebbe costarle la vita. Prima umana a calcare le montagne ghiacciate di Yvelia in oltre mille anni, Saeris stringe un patto con Kingfisher, un affascinante guerriero Fae disposto a tutto pur di proteggere il suo popolo, perfino usare la magia alchemica della ragazza, e contro la sua stessa volontà.
Un’edizione stupenda e un mare di commenti accompagna questo libro, che mi ha incuriosito soprattutto grazie alle recensioni di un paio di amiche. A lettura ultimata posso dire che le critiche fatte in qualche modo sono fondate, ma che il libro per me si lascia leggere, pure con piacere.
Inizialmente ho faticato, lo ammetto. L’autrice, secondo me, non è esperta di come si scrive fantasy o almeno non come lo intendo io. C’è troppa confusione, non si capisce bene l’ambientazione e a un certo punto è solo incentrato sull’hate to love tra i due protagonisti, senza elaborare tutto il resto, che viene buttato lì e dato come visto, non so se mi sono spiegata.
Qualcosa però a un certo punto è scattato in me e, pur continuando a notare tutte le pecche soprattutto per quel che concerne la parte di ambientazione e di struttura del libro maggiormente nel contesto fantasy, ho avuto una specie di sblocco e mi sono appassionata alla storia.
L’idea mi è piaciuta e ancor di più i personaggi, pur con le carenze di cui sopra. Ammetto che pesca nei cliché soliti del genere, ma per me non è stato un gran problema. Ho avuto un debole da subito per un secondario, Carrion, molto più che per Kingfisher che sulla carta avrebbe tutto ciò che apprezzo (ma forse anche qui ne ho letti tanti tanti, sa un po’ di già troppo visto).
È un libro corposo, forse avrebbe potuto tagliare un po’ sulla parte amorosa, che è moooolto dettagliata, concentrandosi di più sul resto, ma comunque lo stile è scorrevole.
Alla fine non mi è dispiaciuto, certo che quando presenta personaggi o situazioni così a caso solo per far funzionare l’idea che deve raccontare un po’ sono rimasta spiazzata, ma il suo scopo di lettura di evasione lo svolge e credo che leggerò anche il seguito, appena uscito.





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