martedì 6 novembre 2018

Recensione "Il profumo dell'oro" di Lorena Bianchi - Questa volta leggo #9

Buongiorno, oggi inauguro per novembre la rubrica, che amo tantissimo, nata da una mia idea, di  Dolci e Laura.


Ogni mese verrà scelto un argomento e troverete le recensioni sui vari blog partecipanti. Ognuno quindi avrà un titolo diverso, sarà una specie di catena di recensioni, tutte con un comun denominatore.

L'argomento di novembre è

Un romanzo storico

Voi che mi seguite già sapete che non è propriamente il mio genere, anche se ne ho amati qualcuno. Ma sono contenta perché mi ha dato sia la possibilità di uscire dalla mia confort-zone sia perché avevo comprato questo libro tempo fa e non l'avevo ancora letto.
L'autrice è Lorena Bianchi alias Angela White che ho amato in altri suoi libri (recensioni qui) e la sua scrittura così ricca mi ha sempre fatto pensare ai romanzi storici. Questo titolo mi è stato fortemente consigliato da più persone, che ringrazio.

Autrice: Lorena Bianchi
Titolo:Il profumo dell'oro
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 28 gennaio 2016
Pagine: 427

Trama:
Fiamma ha diciott’anni, è impulsiva, determinata e negli occhi nasconde una forza che ancora non conosce. Insieme a Menico, apprendista di casa Giraldini, è cresciuta imparando l’arte di suo padre, messer Vincenzo, uno degli orafi più famosi di Roma. Ma un giorno i committenti dei Giraldini cominciano a preferire gli ori raffinati di Benvenuto Cellini. Fiamma, decisa a scoprire i segreti di quell’artigiano, corre alla bottega di Cellini. Lì conosce se stessa, il proprio corpo e una passione travolgente: nell’attimo in cui incontra gli occhi smeraldo dell’orafo Lorenzo de Luna capisce che non potrà più tornare indietro. Lorenzo le insegna un nuovo modo di forgiare i gioielli, incastonando nel metallo non solo le pietre preziose, ma anche i sentimenti e i desideri più nascosti.
L’intensità dei loro incontri, però, ben presto si interrompe. Fiamma ricomincia la sua vita dall’inizio e torna a lavorare l’oro, questa volta da sola; e ogni giorno, mentre perfeziona la sua arte, ricorda i tempi in cui Lorenzo la rendeva felice. È convinta dell’eternità dell’oro, ma anche di quella dell’amore…

Io e il romanzo storico abbiamo un rapporto complicato, nel senso che non lo cerco mai o quasi. Spesso mi annoiano le troppe descrizioni e trovo difficile trovare il giusto equilibrio tra parte storica e romanzata. Ovviamente ci sono le dovute eccezioni, tipo Ken Follett, e per fortuna ogni tanto mi lascio tentare da titoli acclamati e/o autori conosciuti, come è capitato in questo caso.

Ho comprato questo libro proprio per l'autrice, di cui amo moltissimo lo stile, oltre che per i molti pareri positivi. Lo storico è sicuramente il suo genere. Per questo tipo di genere la sua scrittura è perfetta: ricca, evocativa, elegante, ricercata. Per me non una lettura facile e veloce ma sicuramente appagante e molto curata.
Si percepisce il lavoro di ricerca in ogni dettaglio, dal modo proprio di esprimersi ai termini corretti. Ho respirato aria rinascimentale in ogni particolare. Mi è sembrato un prodotto di grande qualità, come raramente mi è capitato di trovare.
Un'orafa, si ripeté incredulo. Una donna con il cuore di un artista e le mani di un artigiano. Una chimera come quelle scolpite sui frontoni delle antiche are romane. Creature metà umane e metà... qualcos'altro. Nel mezzo di due cose senza essere né l'una né l'altra.
La protagonista è Fiamma, una diciottenne orfana di madre che il padre ha "viziato" permettendole di essere ciò che vuole, cioè un'orafa. Ovviamente vista l'epoca non è vista di buon occhio e ormai è zitella. L'incontro con Lorenzo, orafo anch'esso ed ebreo converso Aragonese le cambierà ogni prospettiva.
Sono una forte lettrice di romance e qui la storia d'amore è importantissima. Ma contro ogni previsione ho adorato maggiormente la parte storica rispetto a quella sentimentale.
Innanzitutto c'è un instant love poco credibile. Un amore di quella portata non può essere scaturito solamente da un incontro e dall'accettazione dell'altro per come è. Si innamorano subito e poi l'autrice dedica molto tempo a contrastare questo sentimento. E su questo per me sta la critica maggiore, non ne spiega il perché.
Lorenzo ha un passato difficile ma non viene chiarito né il motivo né cosa ciò ha cambiato in lui. Viene definito come dato di fatto. Inoltre la questione religiosa non è per nulla esplicata. Sono ignorante in merito la storia di quel periodo e due accenni in più su ciò che voleva dire essere ebreo ed ebreo converso, marrano, li avrei graditi. E pure nel finale il comportamento del personaggio maschile non ha motivazione (sono sibillina ma è un attimo fare spoiler).

Non ho provato quindi empatia con i protagonisti come coppia, avrei preferito una maggiore caratterizzazione anche della persona oltre che del ruolo ricoperto. Mi è mancata la parte introspettiva o forse io non sono così abituata a questo genere.

I personaggi secondari invece li ho trovati caratterizzati benissimo. Ho avuto un debole da subito per Michael, uno dei Lanzichenecchi venuti a invadere Roma nel 1527 (la descrizione di quella notte poi è da brividi). Lui in assoluto è il mio preferito anche perché molto ben definito, si capisce il perché delle sue azioni, sono coerenti.
"Dall'oro ai gioielli e dai gioielli all'oro"
Ma il protagonista principale, secondo me, è l'oro. Il metallo è alla base di tutto e di tutti i personaggi, ne determina scelte e ambizioni. Ha un ruolo fondamentale e viene quasi venerato. Ho adorato tantissimo questo particolare, l'accento posto alla sua importanza. Molto interessane anche scoprire il mestiere di orafo di allora, paragonabile a qualunque artista.

Un libro intenso, corposo e scritto divinamente. Un periodo storico ricostruito alla perfezione con un amore travolgente che non mi ha convinta del tutto ma è riuscito a coinvolgermi. Un'autrice che ancora una volta mi conferma la sua bravura.
Voto:


Le altre tappe del mese




24 commenti:

  1. Chiara che bellissima recensione. Mi sono appassionata alla stirst anche solo leggendo le tue parole. Non ho mai letto questo autrice ma mi hai fatto venire voglia di cominciare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dovresti proprio leggere questa autrice, davvero, è bravissima e il contesto storico in questo libro veramente curato

      Elimina
  2. Questo è esattamente lo “storico” da cui io rifuggo. Per me storico vuol dire storia pura, non amo le parti romanzate e se c’è una storia d’amore deve essere reale e attinente al periodo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà la storia reale e attinente al periodo c'è eccome, solo che non ha convinto me

      Elimina
  3. MI piace che ci sia una punta di emancipazione: una donna orafa in quel periodo. Peccato che poi l'emancipazione sfumi di fronte a due occhi verdi.
    Bacci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'emancipazione c'è ed è un punto fondamentale e ti assicuro che non sfuma davanti alla storia d'amore, anzi la amplifica, forse ho reso l'idea sbagliata nella recensione. Non mi ha convinto la storia d'amore ma la parte storica e di emancipazione sì

      Elimina
  4. Questo è un libro che non ho ancora letto e nonostante le perplessità che esprimi mi incuriosisce molto: il romance storico è un genere che mi piace anche se non tutti i libri mi convincono.
    Recensione sempre al top, complimenti <3

    RispondiElimina
  5. Io ho avuto l'impressione invece che la parte storia d'amore fosse secondaria e per certi aspetti messa per completare o accontentare lettrici meno abituate allo storico non romance. Sicuramente qui la fa la padrone l'arte orafa, i profumi, la bellezza dei gioielli, il periodo storico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, la fa da padrone la parte storica. Forse ho inteso male io la parte romance o avrei voluto fosse più ampia

      Elimina
  6. C'è stato un periodo che leggevo solo romanzi storici, ora ho bisogno di contemporaneità e li leggo molto meno. comunque bella la tua rece, comandante

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Dolci e leggere questa autrice è sempre un piacere

      Elimina
  7. Io non amo il romanzo storico (e tu lo sai bene), infatti se posso li evito. La tua recensione però mi è piaciuta tanto.

    RispondiElimina
  8. Non sembra malaccio, ma non fa proprio per me.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche per me non è il solito genere che leggo ma mi è piaciuto farlo

      Elimina
  9. A me piacciono molto i romanzi storici perché mi fanno sempre venir voglia di informarmi meglio sul periodo cui sono ambientati. Questo non lo conoscevo e me lo segno

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Leggilo Erica, spiega molto bene quel periodo!

      Elimina
  10. Molto bella la tua recensione, ma non sono pienamente convinta. Mmmh...

    RispondiElimina
  11. Complimenti per la recensione! Anch'io ho qualche problema con gli storici, perché in linea teorica ce ne sono anche diversi che mi ispirano ma poi scelgo sempre altro. Anche perché, tendenzialmente, gli storici tendono a non avere l'happy ending (che per me è praticamente fondamentale) o a essere comunque libri in cui si soffre molto. Però la citazione che hai postato mi incuriosisce davvero tanto, quindi inizierò a farci un pensierino! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. questo finisce bene, anche io a volte sono bloccata dalla sofferenza anche se poi mi capita di leggerne e apprezzarla. Siamo complicate noi lettrici

      Elimina
  12. A me invece gli storici piacciono tanto, prendo nota perché sembra una lettura interessante.

    RispondiElimina
  13. Ciao Chiara, non leggo molti storici, ma se proprio devo preferisco che siano ambientati nel 1800 che poi è il mio secolo preferito. Comunque prendo nota del titolo. ;-)
    Un saluto da Lea

    RispondiElimina