Buongiorno lettori, oggi tocca a Ludovica, per questa rubrica che amo molto, nata dall'idea di Rosaria e ora gestita da me e Chicca. Se vi facesse piacere partecipare fatemi un fischio.
La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante.
Questa volta ha scelto tra le recensioni di
Chicca e ha scelto questo titolo.
Il libro:
Autore: Lorenzo Marone
Titolo: La vita a volte capita
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 5 novembre 2024
Pagine: 314
Trama:
Brontolone, cinico, bugiardo: Cesare Annunziata, vedovo ottantenne, non ha nessuna voglia di affrontare un agosto in città. Nel condominio al Vomero sono rimasti in pochi: c’è la dirimpettaia gattara, l’amico di una vita con cui gioca da anni la stessa partita a scacchi, e Lady Blonde, una ragazza che non stacca mai gli occhi dal cellulare. Ma soprattutto, a fargli compagnia, ci sono ricordi acquattati in ogni angolo, domande e dubbi che Cesare vorrebbe tanto togliersi di dosso. Forse nella vita avrebbe dovuto essere più accogliente? Avrebbe dovuto trovare il coraggio di lasciare la moglie? Passare più tempo con i figli? Insomma: se avesse sbagliato tutto? Finché un giorno, nel parco dove porta il cane, il vecchio nota una ragazza dai capelli spruzzati di viola. Si chiama Iris e ha negli occhi qualcosa di fragile. È l’inizio di una goffa amicizia, in cui Cesare trova inaspettato conforto. D’un tratto, ci sono persone di cui deve, e vuole, occuparsi. D’un tratto, non c’è più da pensare, ma da agire. Perché la vita a volte capita, e bisogna trovare il coraggio di afferrarla al volo.

Facile scegliere da
questo blog, che seguo da anni, anche conoscendo la stima profonda che
Mariarosaria nutre per alcuni autori, questo in particolare, Lorenzo Marone; un
po’ meno facile tenere a bada le aspettative che avevo, non tanto su questo
libro, quanto sul personaggio che dieci anni fa mi ha fatto metaforicamente
innamorare di questo autore e cominciare a seguirlo attentamente.
Ed invece, ritrovare
lo sguardo burbero di Cesare Annunziata è stato un po’ come tornare a casa e
avere la certezza che gli anni passano, e si sente di più il peso di rimpianti
che non fanno dormire, ma che in fondo fanno solo capire chi si è sempre stati.
Cesare Annunziata
e i suoi modi bruschi, le sue scelte di vita discutibili, ma che comunque me lo
hanno sempre fatto guardare con un misto di tenerezza e fastidio, le ho trovate
in questo La vita a volte capita, proprio come è stato con La
tentazione di essere felici, perché certi personaggi diventano così iconici
che possono evolvere, modificarsi leggermente, ma in realtà in loro si cerca
proprio quello che ce li ha fatti tenere nel cuore per tanto tempo.
Cesare in questo
volume, dal titolo così significativo, che avrei potuto scegliere sullo
scaffale di una libreria a scatola chiusa (una nota a parte meritano tutti i
titoli di Marone: sempre lapidari e toccanti), diventa malinconico e si
potrebbe, semplicisticamente, dire che sia proprio l’avanzare degli anni a
spostare lo sguardo più sul passato che sul presente, ma in verità credo che un
personaggio come lui, diventato famoso per la praticità e la leggerezza con cui
ha sempre vissuto rapporti con tutti, a partire dalla moglie Caterina ed i
figli, avesse proprio bisogno di fermarsi ed interrogarsi sul senso della
propria vita. Ed è qui che, secondo me, Marone offre una possibilità di
riscatto, anche se ripeto, Cesare lo si ama proprio a causa e nonostante il suo
approccio alla vita, e lo fa attraverso un cane, quello che la figlia Sveva gli
lascia per andare in vacanza, attraverso Federico, il nipote adolescente che
vive con lo sguardo su un telefono e le orecchie coperte dalle cuffie, lo fa
attraverso Iris, una ragazza che conosce per caso nel parco sotto casa.
No, Cesare non ha
bisogno di essere più docile o più affabile, perché lui è diretto e se ne frega
del giudizio della gente, ma forse aveva bisogno di ammorbidirsi un po’ con se
stesso, aveva bisogno di smettere di guardarsi come l’uomo che non c’era mai stato
per e con i figli o che aveva tradito la fiducia della moglie.
Forse Cesare aveva
bisogno di una carezza sul viso, una parola gentile che lo consolasse nelle
notti solitarie, a rigirarsi nel letto e ad interrogarsi su se stesso ed è
quello che poi Marone è riuscito a fare su di me, attraverso un Cesare
Annunziata, invecchiato sì, ma sempre fedele a se stesso. Un libro che va letto
con attenzione, con lentezza e con un cuore aperto alla vita che sta giungendo
al termine, ma che comunque “è la vita che a volte capita”.
Voto: 4*
Grazie Chicca per la grafica
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