giovedì 30 aprile 2026

Recensione di Ludovica - Tu leggi? Io scelgo! - "La vita a volte capita" di Lorenzo Marone

Buongiorno lettori, oggi tocca a Ludovica, per questa rubrica che amo molto, nata dall'idea di Rosaria e ora gestita da me e Chicca. Se vi facesse piacere partecipare fatemi un fischio.


La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante. 

Questa volta ha scelto tra le recensioni di Chicca e ha scelto questo titolo.
Il libro:
Autore: Lorenzo Marone
Titolo: La vita a volte capita
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 5 novembre 2024
Pagine: 314

Trama:
Brontolone, cinico, bugiardo: Cesare Annunziata, vedovo ottantenne, non ha nessuna voglia di affrontare un agosto in città. Nel condominio al Vomero sono rimasti in pochi: c’è la dirimpettaia gattara, l’amico di una vita con cui gioca da anni la stessa partita a scacchi, e Lady Blonde, una ragazza che non stacca mai gli occhi dal cellulare. Ma soprattutto, a fargli compagnia, ci sono ricordi acquattati in ogni angolo, domande e dubbi che Cesare vorrebbe tanto togliersi di dosso. Forse nella vita avrebbe dovuto essere più accogliente? Avrebbe dovuto trovare il coraggio di lasciare la moglie? Passare più tempo con i figli? Insomma: se avesse sbagliato tutto? Finché un giorno, nel parco dove porta il cane, il vecchio nota una ragazza dai capelli spruzzati di viola. Si chiama Iris e ha negli occhi qualcosa di fragile. È l’inizio di una goffa amicizia, in cui Cesare trova inaspettato conforto. D’un tratto, ci sono persone di cui deve, e vuole, occuparsi. D’un tratto, non c’è più da pensare, ma da agire. Perché la vita a volte capita, e bisogna trovare il coraggio di afferrarla al volo.



Facile scegliere da questo blog, che seguo da anni, anche conoscendo la stima profonda che Mariarosaria nutre per alcuni autori, questo in particolare, Lorenzo Marone; un po’ meno facile tenere a bada le aspettative che avevo, non tanto su questo libro, quanto sul personaggio che dieci anni fa mi ha fatto metaforicamente innamorare di questo autore e cominciare a seguirlo attentamente.

 Ed invece, ritrovare lo sguardo burbero di Cesare Annunziata è stato un po’ come tornare a casa e avere la certezza che gli anni passano, e si sente di più il peso di rimpianti che non fanno dormire, ma che in fondo fanno solo capire chi si è sempre stati.

 Cesare Annunziata e i suoi modi bruschi, le sue scelte di vita discutibili, ma che comunque me lo hanno sempre fatto guardare con un misto di tenerezza e fastidio, le ho trovate in questo La vita a volte capita, proprio come è stato con La tentazione di essere felici, perché certi personaggi diventano così iconici che possono evolvere, modificarsi leggermente, ma in realtà in loro si cerca proprio quello che ce li ha fatti tenere nel cuore per tanto tempo.

Cesare in questo volume, dal titolo così significativo, che avrei potuto scegliere sullo scaffale di una libreria a scatola chiusa (una nota a parte meritano tutti i titoli di Marone: sempre lapidari e toccanti), diventa malinconico e si potrebbe, semplicisticamente, dire che sia proprio l’avanzare degli anni a spostare lo sguardo più sul passato che sul presente, ma in verità credo che un personaggio come lui, diventato famoso per la praticità e la leggerezza con cui ha sempre vissuto rapporti con tutti, a partire dalla moglie Caterina ed i figli, avesse proprio bisogno di fermarsi ed interrogarsi sul senso della propria vita. Ed è qui che, secondo me, Marone offre una possibilità di riscatto, anche se ripeto, Cesare lo si ama proprio a causa e nonostante il suo approccio alla vita, e lo fa attraverso un cane, quello che la figlia Sveva gli lascia per andare in vacanza, attraverso Federico, il nipote adolescente che vive con lo sguardo su un telefono e le orecchie coperte dalle cuffie, lo fa attraverso Iris, una ragazza che conosce per caso nel parco sotto casa.

No, Cesare non ha bisogno di essere più docile o più affabile, perché lui è diretto e se ne frega del giudizio della gente, ma forse aveva bisogno di ammorbidirsi un po’ con se stesso, aveva bisogno di smettere di guardarsi come l’uomo che non c’era mai stato per e con i figli o che aveva tradito la fiducia della moglie.

Forse Cesare aveva bisogno di una carezza sul viso, una parola gentile che lo consolasse nelle notti solitarie, a rigirarsi nel letto e ad interrogarsi su se stesso ed è quello che poi Marone è riuscito a fare su di me, attraverso un Cesare Annunziata, invecchiato sì, ma sempre fedele a se stesso. Un libro che va letto con attenzione, con lentezza e con un cuore aperto alla vita che sta giungendo al termine, ma che comunque “è la vita che a volte capita”. 

Voto: 4*
Le altre recensioni
Grazie Chicca per la grafica

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