lunedì 21 agosto 2023

Recensione "Il fulcro della guerra" di Maria Carla Mantovani

Ringrazio l'autrice per la copia digitale

Il libro:
Autrice: Maria Carla Mantovani
Titolo: Il fulcro della guerra
Editore: Self
Data di pubblicazione: 7 marzo 2020
Pagine: 432
Serie: Dilogia del Fulcro Vol.2

Trama
La guerra infuria nella galassia.

Dopo gli eventi de "Il fulcro dell'universo", Edith, Conrad e Ramia tentano di sopravvivere in uno scontro che coinvolgerà tutto l'universo conosciuto.
Mentre Ellebora avanza contro il pianeta degli Arevani, il Superiore Nath tenta di dare una discendenza all'ordine Zhi, a qualunque costo.

Amore, avventura e suspense vi accompagneranno nel finale di questa dilogia.





Devo delle enormi scuse a questa autrice: ho letto più di tre anni fa il primo libro di questa dilogia e poi puf, ho sempre rimandato la lettura del secondo, senza un buon motivo. Per fortuna ho rimediato al mio sbaglio, ne sono felice anche perché questo libro merita proprio.

Dopo tre anni ammetto che ricordavo poco de Il fulcro dell’universo, giusto il finale e qualcosa sui personaggi. L’autrice però secondo me ha fatto un ottimo lavoro all’inizio di questo, ricordando qua e là i particolari importanti da sapere, senza mai appesantire con un riassunto corposo (per i bravi lettori che leggono di seguito così non risulta noioso), ma facendo in modo che chi, come me, aveva perso nozioni necessarie, potesse recuperarle e farsele tornare in mente. Non è facile secondo me questo passaggio, fondamentale per le serie, lei ci è riuscita alla grande.

Il Fulcro della guerra riprende da dove ci aveva lasciati il precedente, con guerre in corso e che minacciano di scoppiare, con schieramenti non sempre limpidi a prima vista, ma soprattutto con personaggi che nel giro di poche pagine cambiano completamente assetto, passando da buoni a cattivi a nel mezzo.

La caratteristica principale del libro, della saga proprio, secondo me è proprio questo, il fatto che non si riesca, anzi non si possa, inquadrare un personaggio come buono o cattivo. Nel giro di poco la trama lo può stravolgere completamente e, soprattutto, l’autrice ti porta a vedere anche il punto di visto di quello che a prima vista è sbagliato, capendo magari le sue motivazioni e facendo così domande importanti sulla giustizia. Il rovescio della medaglia, per me, è stata la fatica a empatizzare.

Già nel primo libro questo meccanismo era attivo, in questo molto di più, è un continuo stravolgimento che, unito a importanti morali tipiche della fantascienza (quali bioetica, accettazione del diverso, importanza della tecnologia ecc.), crea un testo che oltre a intrattenere fa pure riflettere, cosa che approvo proprio.

La trama quindi è ricca sia di azione che di introspezione, ideale per chi come me ama questo genere. Non mancano comunque momenti più romantici, che però devo ammettere mi hanno coinvolta poco e ne avrei fatto pure a meno (di mio adoro il romance, ma negli altri generi non sempre data la trama ne sento la necessità, questo è uno di quei casi).

Maria Carla Mantovani scrive bene, il testo è scorrevole e curato, senza essere pretenzioso. Sicuramente leggerò altro di suo (magari riuscendo pure a non far passare anni), ha un sottofondo ironico che smorza un po’ i temi più pesanti, cosa che io apprezzo molto.

Consiglio questa dilogia sia a chi ama la fantascienza, sia a chi vuole cimentarsi con il genere, inoltre è qualcosa di italiano, curato e che funziona.
Voto: 4*

Vi ho incuriosito?

2 commenti: