mercoledì 22 febbraio 2017

Recensione "Prova a sfidarmi" di Rebecca Shea

Ciao a tutti, oggi vi parlo di questo libro che ha seguito l'iter dell'autopubblicazione tramite il sito Babelcube. Per me è una cosa bellissima, chissà se magari riusciremo ad avere anche qualche finale di serie interrotte...

Autrice: Rebecca Shea
Titolo: Prova a sfidarmi
Data di pubblicazione: 21 dicembre 2016
Pagine: 260
Serie: #1 Dare Me

Trama:
Cinque colleghi di lavoro.
Quattro drink.
Tre sguardi.
Due sorrisi fugaci.
Una sfida.
Una sfida che cambierà la mia vita.
Questo è tutto ciò che serve per farmi finire tra le braccia del misterioso Holt Hamilton.
Dietro ai suoi occhi azzurro chiaro si nasconde un segreto, uno che grida pericolo ma che mi attrae comunque.
Sono Saige Phillips.
Non mi tiro mai indietro davanti a una sfida.


Questo libro mi ha incuriosito da subito, è un romanzo erotico anche se ha contenuti abbastanza soft ed è molto scorrevole.


Saige è una ragazza fragile che sta cercando di costruirsi un futuro a Chicago. Dieci anni prima ha subito un forte shock e gli incubi la tormentano ancora. Ha iniziato a lavorare presso una grande azienda e prova una forte attrazione per il suo capo, Holt, e anche se sa che è sbagliato non riesce a resistergli. Complice una sfida, non riesce mai a tirarsi indietro, ottiene un appuntamento con lui e scopre che è un uomo adorabile, il suo ideale.
E' completamente diversa da come mi aspettavo. Alta e snella. Capelli scuri e carnagione chiara. Gentile e ambiziosa. Eccezionale e misteriosa. Squisita. E' la perfezione.

Per Holt il lavoro è tutto, deve riscattarsi da un'onta ereditata dal padre. O almeno lo è finché una ragazza dalle gambe lunghe non lo sfida, invitandolo a uscire. Lui sa che non dovrebbe frequentarla, ma è più forte di lui, l'attrazione fra i due è magnetica. Il suo problema è che presto quella fiamma si trasforma in qualcosa di più.

Holt Hamilton. L'uomo più sexy che abbia mai visto e il vicepresidente della Jackson-Hamilton Aviation - fondamentalmente il mio capo. Alto un metro e novanta, potrebbe essere il fratello gemello di Hanry Cavill. Con straordinari occhi azzurri e capelli scuri acconciati all'indietro, è la perfetta combinazione tra un uomo d'affare e un modello.
Sì, abbiamo la ragazzina ingenua e l'imprenditore miliardario, trito e ritrito. Ma non da per niente fastidio e soprattutto non mi è sembrato di rileggere cose già troppo viste.
Le pagine scorrono via velocemente, lo stile dell'autrice è decisamente fluido e i POV alternati fra i due protagonisti permettono di immedesimarsi bene nella storia.
"Non ti sfiderei mai a fare qualcosa che credo ti ferirebbe. Inoltre, ho imparato che hai molta difficoltà a dire di no a una sfida".
Il colpo di scena finale però è capibile dal prologo e spesso mi sono chiesta se quest'aura di mistero non fosse troppo esagerata.

I personaggi sono caratterizzati molto bene anche se ammetto che entrambi i protagonisti non mi sono stati simpatici per nulla. Saige è una ragazzina viziata, tutti le camminano intorno in punta di piedi per non urtarla e lei fa delle scenate accettabili solo dai bambini di tre anni. Si crede in diritto di offendersi per tutto solo per il suo passato; ha subito un trauma ma non è stato così pessimo in tutto. Ha parenti e amici che la amano, una casa in cui tornare e il lavoro dei suoi sogni. Un po' troppo volubile. 
Holt invece non mi è piaciuto per la troppa perfezione. So che questo è un limite mio, ma io quelli giusti, bravi, belli, buoni ecc proprio non li reggo, mi danno il prurito. A parte l'avvenenza, #quantohotèHolt è più che mai azzeccato, mi è sembrato un cucciolino indifeso. Due difettucci, anche solo caratteriali ecco, me l'avrebbero reso più godibile.
Tiro un respiro profondo e calmante, decidendo che è meglio non dire niente. A volte, non ci sono parole abbastanza adeguate per descrivere ciò che si prova. 
Invece i personaggi secondari li ho apprezzati tutti. Anche in poche righe l'autrice è riuscita a delineare personalità diverse, a modo loro tutte importanti. Li ho apprezzati tutti, Isaiah, Emery, Kinsley, Rowan, Jack, Joyce.

Un altro pregio da riconoscere all'autrice è che questo libro è autoconclusivo. Anche se viene indicato come il primo di una serie non lascia per niente in sospeso, ha una sua conclusione netta. Cosa rara soprattutto in questo genere.
Il mio corpo reagisce al suo tocco in modi che non mi sarei mai aspettata.
Ho scoperto un'autrice che mi piace molto, sicuramente se pubblicherà altro in italiano la leggerò. Un libro piacevole che, nonostante l'apparenza, si è rivelato diverso dai soliti.

Vi ispira? Cosa ne pensate degli autopubblicati?


6 commenti:

  1. Anche io ho letto questo libro e la cosa che mi ha disturbata di più è il linguaggio messo in bocca a Holt che faceva a pugni con la sua personalità. Per il resto, so che l'autrice è più avvezza al genere Erotico e al Dark.
    In generale non sono una fan di Babelcube, ma solo perché non c'è lavoro di editing: si passa dal libro originale, alla traduzione, alla pubblicazione senza spazi intermedi e la qualità ne risente. Anche in questo titolo ho trovato pecche di adattamento.

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    1. Hai ragione sul linguaggio di Holt, a volte questo l'ho notato anche io. Ma io ho proprio patito la sua personalità, ma è una questione di gusto personale.
      Babelcube e simili invece a me piacciono, di solito non noto grosse pecche e almeno così riesco a leggere titoli che altrimenti non potrei.
      Forse questa autrice con il Dark andrà meglio, se uscirà qualcosa lo leggerò

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  2. *Quelli giusti, bravi, belli, buoni ecc proprio non li reggo, mi danno il prurito* ahahahah mi fai troppo ridere. Concordo pienamente. Il dolce deve comunque avere un'aurea di mistero secondo me ;D Libro carino. Ci faccio un pensierino.
    Sto scoprendo adesso dell'esistenza di Babelcube *O*

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    1. Ma ormai tu mi conosci, sai che a me piacciono più incattiviti! Ihihih. Anche io è da poco che ho scoperto questa cosa, però mi piace molto!

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  3. Allora speriamo si pubblichi qualcosa sui personaggi secondari ;)

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    1. speriamo, ce ne sono alcuni che mi incuriosiscono molto

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