venerdì 24 marzo 2017

Recensione "Vietato leggere all'inferno" di Roberto Gerilli

Autore: Roberto Gerilli
Titolo: Vietato leggere all’inferno
Editore: Speechless Books
Data di uscita: 10 ottobre
Pagine: 412

Trama:
Mi chiamo Amleto Orciani e sono un libromane. Ho trentacinque anni e mi faccio dall’età di dodici, quando la lettura era ancora legale. Ho iniziato per scherzo con L’isola del tesoro e non ho più smesso. 
Leggere è la prima cosa a cui penso quando mi sveglio e l’ultima prima di andare a dormire. Sono talmente assuefatto da conoscere il significato di parole come paradosso, pennivendolo e opulenza. Insomma, uno sniffa-inchiostro senza speranza. 
Vivo vicino ad Ancona, lavoro come inserviente in un discount di bricolage e arrotondo spacciando romanzi alla gente della zona. La mia vita non è un granché, ma mi ci trovo. Il problema è che vorrei avere più soldi, per questo accetto di aiutare Eleonora. 
La ragazza è brava, ma così folle da voler cambiare il mondo dell’editoria da sola. Per seguirla mi tocca coinvolgere amici discutibili e incontrare gente che preferirebbe vedermi morto (il Bibliotecario ti dice niente?). Meno male che ho dalla mia Caterina, una camgirl con un secondo lavoro ancora meno presentabile del primo, però non sono sicuro mi possa salvare il culo, stavolta. Se ne esco vivo, giuro che smetto di leggere. Forse. 
Vietato leggere all’inferno racconta la mia storia. Non insegna qualcosa che vale la pena conoscere, non ci sono buoni sentimenti o altre cazzate ma per sballarsi con gli amici è perfetto. Provalo, e fammi sapere se funziona.


Mi chiamo Chiara e sono una libromane, una sniffa-inchiostro. E se vivessi una realtà come quella descritta in questo libro sarei fuorilegge.

E' un distopico, ma non aspettatevi (come erroneamente ho fatto io) una cosa alla Hunger Games. Siamo ad Ancona ai giorni nostri e la realtà è uguale alla nostra se non per il semplice fatto che leggere è illegale, una droga, e chi lo fa è considerato un tossico. Gli editori sono i nuovi spacciatori e se osi parlare un pochino più forbito sei guardato male e discriminato.


Studio tutti i programmi trash che vanno di moda e annoto ciò che può tornare utile per la chemioterapia mediatica a cui mi sottopongo. Un trattamento auto-inflitto per nascondere il cancro letterario che mi perseguita. 
Il protagonista, Amleto, viene contattato da Eleonora che vuole scrivere e distribuire un libro, ma non uno qualunque: quello che cambierà le cose, che porterà di nuovo l'editoria all'eccellenza, basata sui gusti dei lettori e non sui guadagni. Progetto utopico e pericoloso che porterà molte conseguenze.
Sono stanco di tutto questo, o forse solo di me stesso che mi riempio la bocca di belle parole e poi le ingoio trasformandole nell'ennesimo cumulo di merda che caratterizza la mia esistenza.
Il libro è scritto in prima persona e il protagonista parla direttamente al lettore. Il punto di forza è proprio Amleto. Lui è un anti-eroe, è egoista, immaturo, menefreghista, dalla battuta facile. L'ho adorato dalle prime righe, ho un debole per i personaggi imperfetti, soprattutto quando nel corso della storia maturano come lui, mantenendo però le caratteristiche proprie.
Portare a termine certe trattative è come fare l'inventario in un sexy shop, ci sono sempre cazzi che ti dimentichi di considerare.
Altra cosa particolare e da tenere presente è lo stile dell'autore: è sarcasmo puro. Io adoro l'ironia nella scrittura anche se spesso è eccessiva e mira a voler far ridere a tutti i costi. Qui è esagerata ma è proprio una caratteristica intrinseca. E fa ridere, o meglio sogghignare. Per tutta la lettura ho avuto quel mezzo sorriso stampato in faccia.
L'unico modo per sopportare la merda che ci piove addosso ogni giorno è ridere. Spegnere il cervello, liberare l'immaginazione e seguirla ovunque essa voglia condurci. Anche se si tratta di Pornoland. Chissà se siete d'ccordo. Io, intanto, rido.
All'inizio sono rimasta spiazzata. Come vi dicevo prima credevo di trovarmi di fronte a un distopico
"classico" e questo mi sembrava un manifesto contro l'editoria di oggi. In un certo senso lo è, ma la storia del romanzo c'è e regge bene. Ho apprezzato il fatto che non fosse solo una battuta sagace dietro l'altra per sparlare di tutto, dai lettori ai generi, ma che ci fosse proprio una struttura alla base, pure solida.

La trama quindi è incalzante e c'è molta suspense. Devo ammettere che il colpo di scena più grande l'avevo capito abbastanza presto, ma mi ha tenuta sulle pagine lo stesso. Il finale mi è piaciuto come conclusione anche se per me è stato un po' esagerato e veloce.
Leggere non serve solo a migliorare la propria cultura. Chissenefrega di quella. Non è fondamentale. Leggere serve a osservare in modo diverso le persone, le situazioni e il mondo che ci circonda. Niente è più sprecato di una mente ottusa, e senza lettura l'idiozia sta diventando l'unica possibilità.
In conclusione è un libro divertente che fa pensare, con molta adrenalina e personaggi simpatici e ben caratterizzati, lo consiglio proprio e ringrazio la casa editrice che me l'ha proposto e chiedo scusa per il ritardo nella lettura.

Come rimando al libro: la versione digitale è gratis, io ne approfitterei.
La mia assuefazione suggerisce: ineccepibile e mirabile.



10 commenti:

  1. L'ho preso qualche settimana fa! Sono molto curiosa *_*

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    1. uh curiosa anche io di sapere poi cosa ne pensi!

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  2. Appena ho terminato di leggere la tua recensione, ho preso il kindle e ho scaricato il libro. Credo che inizierò a leggerlo ora, mi hai totalmente incuriosito!!

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    1. ma che piacere mi fa! Tantissimo! Non vedo l'ora di sapere la tua opinione

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  3. Lo scarico ma non sono sicura che questa lettura faccia al caso mio, comunque provo a darci un'occhiata perché sembra così strano e intrigante...

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    1. è decisamente particolare, non proprio il tuo genere secondo me, ma è bello ogni tanto uscire dagli schemi

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  4. Ciao! Io ho letto questo libro un paio di mesi fa e sono totalmente d'accordo con la tua recensione.
    Ho adorato questa storia!

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    1. Grazie Emili, mi fa veramente piacere!

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  5. Richiama un pochino Fahrenheit 451 per cui già l'approvo XD

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    1. ha dei richiami, anche se un altro tipo di distopia e scrittura. Questo è molto ironico

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