giovedì 29 marzo 2018

Le recensioni irriverenti di Jules - #1 "Sei tu il mio per sempre" di Katy Evans

Buongiorno lettori, con molta emozione oggi vi presento una nuova rubrica


La mia amica Jules, che non ha un blog suo ma scrive per me divinamente, troppo spesso ogni tanto ama leggere quello che lei definisce Trash, letture che non piacciono e piene di errori, cliché ecc. Poi ne parla con noi (io e un'altra amica) e si sfoga. Detta così sembriamo un tantinello stronze e forse lo siamo ma lei per sopravvivere ha proprio bisogno ogni tanto di leggere qualcosa che proprio è da buttare. 
Io che sono ancora più infida di lei ho ben pensato di farci una rubrica e così è nata questa.

La rubrica avrà cadenza casuale e Jules darà il suo parere irriverente stroncando un libro che non le è piaciuto.

Piccola avvertenza: La recensione può contenere SPOILER, quindi attenzione! 

Autrice: Katy Evans
Titolo: Sei tu il mio per sempre
Editore: Fabbri Editore (Life)
Data di pubblicazione: 9 luglio 2015
Pagine: 315

Trama:
“Una notte è bastata. È sufficiente un suo sguardo e dimentico persino il mio nome. Sono attratta da lui come mai prima in vita mia. Lo voglio. Lo voglio senza paura. Senza riserve. Se solo sapessi che cosa vuole lui da me…” 
Brooke ha reinventato se stessa dopo la tragedia che le ha cambiato la vita, e ora lavora come fisioterapista. Quando la sua migliore amica la trascina a un combattimento clandestino di pugilato, basta uno sguardo di Remington Tate – l’enigmatico vincitore dell’incontro – a sconvolgere ogni sua certezza. Data la sua fama, quando Remington la invita nello spogliatoio Brooke pensa che si tratti solo di una notte di sesso. Invece il dolce viso di Brooke l’ha colpito con la stessa forza di un gancio che ti coglie alla sprovvista. Remy la vuole a ogni costo e, pur di averla accanto, la assume come fisioterapista. 
Brooke accetta subito, anche se non ha la minima idea di che cosa l’aspetta. Resistere alla bellezza e alla perfezione di quel corpo è impossibile. Resistere alla sensualità di quel le labbra e di quel sorriso sfrontato è totalmente inutile. Brooke non ha altra scelta che abbandonarsi a Remington, a quel piacere devastante che soltanto lui è capace di farle provare e all’amore incondizionato che pretende. Ma cosa succederà quando il lato oscuro di Remy prenderà il sopravvento? 

Sei tu il mio per sempre è nato come fenomeno della rete: 150.000 copie in un mese, migliaia di recensioni a 5 stelle su Amazon, lettrici entusiaste che pregavano l’autrice di continuare la storia di Brooke e Remy. Finché non è stato notato dagli editori, ed è diventato un bestseller in corso di pubblicazione in 8 Paesi.



Cara Chiara,
mi hai suggerito questo libro con un: “Sono curiosa di sapere cosa ne pensi”. Bene, non so se riuscirò ad esprimere i miei pensieri in maniera coerente, perché questo la lettura è stata destabilizzante fin dall’inizio, dalla primissima pagina.
Primo capitolo, dopo il titolo, la storia si apre così:
Brooke

Melanie mi urla nell’orecchio da mezz’ora […] 
Non sapevo che questo romanzo fosse nato come “fenomeno della rete”, altrimenti non avrei strabuzzato gli occhi leggendo la prima riga perché l’espediente di indicare il PoV (Point of View) in quel modo è uno dei marchi di fabbrica di certe fanfiction trash che mi capita di leggere su EFP. Proseguendo nella lettura, non ho certo avuto modo di ricredermi. Il mio primo commento, se ben ricordi (ti metterei gli screen della chat a conferma) , è stato: “Ma lei è per caso una ninfomane in crisi d’astinenza?”
La domanda era perfettamente legittima perché, già alla seconda pagina, alla protagonista si srotola la lingua fuori dalla bocca tipo red carpet non appena questo fico allucinante (testualmente) fa la sua comparsa. Leggendole mi è venuto da ridere e ho capito che non sarei mai riuscita a prendere sul serio un libro che utilizza un gergo tipico della scuola media (quando la frequentavo io). Davvero. Attualmente la parola fico la sento usare da mio figlio di sei anni (perché i bambini di oggi sono molto più avanti!) quando parla di qualcosa che gli è piaciuto molto.

Da qui in poi assistiamo ad un inesorabile declino del buon gusto visto che, incredibile ma vero, la “storia” è in gran parte un susseguirsi di descrizioni di quanto lui, Remington (tra tutti i nomi assurdi che poteva avere a disposizione, doveva proprio chiamarlo come un’arma?), sia bellissimo/ forte/ grande/ sexy/ arrapante (questa la dovevo scrivere perché è un altro favoloso termine da adolescenti, a mio parere) e via discorrendo, alternate alle raccapriccianti disgustose fin troppo particolareggiate informazioni sulle reazioni fisiche di Brooke alla vista di questo “dio”.

Se riesco a trovare una certa logica nell’insistere sull’aspetto fisico di Remy (in ambito di fanfiction i bad boy fighi attirano consensi e visualizzazioni), proprio non riesco a spiegarmi perché indugiare tanto parlando di come reagisca il corpo di lei (magari è un problema mio: sono talmente schizzinosa che a sentir parlare di certe cose mi sembra di sentire la puzza e mi viene lo schifo). La scelta di narrare in prima persona è stata decisamente felice perché, in caso contrario, avrei cominciato a “leggere” con la voce dei documentari del Discovery Channel (o di Alberto Angela, a seconda dell’ispirazione). Perché? Semplicemente perché sembra di trovarsi davanti ad uno studio sui rituali di corteggiamento e accoppiamento nel regno animale, con la protagonista che si premura di informarci degli ormoni che entrano via via in circolazione e degli effetti che hanno su di lei. Una pagina sì e una no ci ritroviamo a sorbirci amenità come il sudore che le scivola fra i seni, i capezzoli che si induriscono e lo schifo assoluto il mio preferito (spero si colga l’ironia): sono tutta bagnata (sì, sì: lo so che non sono problemi di incontinenza, ma a me viene da pensare a quello, talmente tanto spesso ne parla).

Nelle pagine in cui non ci racconta di sé, abbiamo un elenco (ogni volta sempre lo stesso, salvo sporadiche variazioni) delle caratteristiche fisiche di Remy: i suoi occhi, i suoi capelli ma, soprattutto, i suoi muscoli (tutti inventariati, in caso ci sfuggisse qualcosa: bicipiti, tricipiti, deltoidi, quadricipiti e via discorrendo), le mani (grandi), le labbra carnose…
Quello che più mi ha dato fastidio di questa gestione dei personaggi è che ne vengono fuori dei ritratti appiattiti perché non viene mostrato quasi nient’altro se non il loro aspetto fisico. Brooke, in particolare, sembra un adolescente (volutamente al maschile) in piena tempesta ormonale: lei è puro istinto, puro desiderio, lo vuole in maniera completamente irrazionale e non riesce ad accettare che lui non si dimostri assatanato impaziente di saltarle addosso quanto lo è lei.

Qui, lo ammetto senza problemi, ho fatto una standing ovation per Remy: mentre lei lo supplica di “prenderla” (lo ama, ma prima deve essere lui a dirle la stessa cosa, ma è disposta a non sottilizzare, pur di essere accontentata), lui la frena, vuole andarci piano. Le fa ascoltare tante canzoni che possano dirle quello che lui non riesce ad esprimere.  Peccato che Brooke sia talmente obnubilata dagli ormoni e dal suo pensiero fisso di farselo che nemmeno se ne rende conto così (siamo alla mia scena preferita) gli lancia l’ultimatum: o lo facciamo o io me ne vado a dormire in camera mia. Lui le tiene galantemente la porta aperta per farla andare. Bravo Remy!

Un piccolo appunto: abbiamo oltrepassato la metà e, di una vera e propria trama, ancora non mi pare ci sia traccia.

Poco più avanti ecco, finalmente, il classico colpo di scena da fanfiction: lui le dice che prima di andare a letto insieme vuole che lei conosca tutto di lui (in pratica ti sta dicendo che ti ama, ma tu sei stupida e non lo capisci), compresi i suoi lati più oscuri. Lei ribadisce che non le importa, le va bene così com’è… allora lui le confessa di essere bipolare.
Gelo assoluto.
Lei non sa cosa voglia dire di preciso, ma continua ad avere il solito pensiero fisso e qualunque altra cosa non ha la benché minima importanza.
Bene. Ora, cattiva come sono, posso solo supporre che l’autrice si stia identificando con la sua protagonista. Oppure si è bevuta il cervello. Oppure essere bipolare le sembra un buon espediente, qualcosa che va di moda e che attira lettrici e le fa sognare.
Il disturbo bipolare non vuol dire “ora sono felice e tranquillo, magari fra un minuto mi girano e comincio a spaccare tutto”… non è una cosa che si cura con un’iniezione di sedativo e il sesso (come più o meno dice nel libro), ma, soprattutto, non è qualcosa che si possa curare solo con l’amore (come più o meno si evince dal finale), rinunciando alle medicine. Che razza di messaggio sta lasciando passare? L’autrice sta dicendo cose su cui non sembra essersi assolutamente documentata e non si rende conto del danno che può fare. Probabilmente non sa nemmeno cosa voglia dire dover fare una cura del genere: dubito sia plausibile imbottirsi di farmaci per poi andare a battersi sul ring, vincendo un incontro dopo l’altro.
D’altra parte i “fenomeni della rete” sono questi. Che squallore.

Io mi aspettavo, che so?, che le confessasse di essere stato in galera, di aver ucciso qualcuno in preda a un eccesso di rabbia, ma no. Niente. Doveva tirare fuori il disturbo mentale.   
Ovviamente, dopo questa travagliata confessione, finiscono a letto, per buona pace degli ormoni di Brooke. Il nostro “documentario” potrebbe anche chiudersi qui, ma a questo punto troviamo quel briciolo di trama, giusto per dare il contentino a chi cercava una storia che andasse oltre la superficialità che trasuda fin dalla prima pagina.   

Valutazione per questo porno horror? Uno e mezzo (il mezzo è per la scena della porta).
Scusa la prolissità.
Baci



  

Vi piace questa rubrica? Avete letto questo libro? Io sì e concordo con lei (qui la mia recensione).
Alla prossima, se sopravviviamo


28 commenti:

  1. Fantastica questa recensione!

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    1. Vero? Io adoro come scrive Jules

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    2. Continua, mi raccomando!

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    3. Certo! Le sto dicendo un sacco di titoli, amica io

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  2. adoro questa rubrica, adoro questa recensione, adoro il gatto nell'immagine in alto insomma adoro tutto.

    ho riso da morire, la lingua come un red carpet è un vero tocco d'artista! brava Jules! :D

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    1. l'immagine è opera di Laura, è sempre sul pezzo. Sono contenta che ti piaccia, è stato un esperimento. Mi sono divertita un sacco io

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  3. Sono caduta dalla sedia dal ridere! Ottima recensione! Come diavolo fa certa gente a dare 5* a sta roba io non lo capirò mai.
    Ottima recensione, ne voglio altre!
    Ps: ma solo io ho cantato tutta la sigla di Remi quando ho letto il nome del "fico allucinante" cioè con un nome così... mi passano tutte le fantasie 😵

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    1. I gusti sono gusti ed è giusto che siano differenti. Io non contesto chi da 5 a questo, lo faccio a chi non stronca mai nulla!
      Comunque anche io canticchiavo Dolce Remì.

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  4. Ciao Chiara! Ottima idea...mi piacciono queste recensioni ironiche sui cosiddetti "best seller della rete". Possibile che queste storie, oltre ad essere squallide, si assomiglino tutte? Aiuto...

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    1. Sai che io leggo con piacere i romance e che tutti hanno una struttura simile. Ma si può scrivere di questo genere con un certo stile e non parlando unicamente del fisico e di quanto vorresti saltargli addosso

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    2. Perchè,scusa,anche questo dovrebbe essere un romance?!?
      Mi sa che devo rivedere le mie aspettative sul genere. ��

      -Jules-

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    3. io parlavo dei romance in generale, ihihi

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    4. Anche l'ultimo che mi hai passato dovrebbe essere un romance...

      -Jules-

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  5. La prima e unica stella che io abbia mai assegnato sul blog! ^_^

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    1. anche tu nel club! Devo passare a leggerla

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  6. Lo lessi anch'io, quando fu pubblicato, proprio per la dicitura: "Fenomeno in rete!". Il risultato? Pessimo! L'ho bocciato anch'io! Non mi era mai capitato di leggere un romanzo più brutto e insulso di così. E mi spiace che Jules, come altri lettori, e come me, abbiano perso tempo prezioso :(

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    1. Sinceramente, non lo ritengo tempo perso: mi piace scrivere e letture di questo genere sono propedeutiche per imparare cosa non fare. ;-)


      -Jules-

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    2. Tranquilla Gresi, lei si diverte. A me invece ha fatto venire il nervoso

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  7. Non l' ho letto e penso proprio che non lo faro' mai, anche perché ho già dato leggendo il primo After....

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    1. Uh vero, pure quello. Glielo farò leggere a Jules

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  8. Sto ancora ridendo... non ho letto questo libro, ma molti simili sì... quindi mi veniva da ridere al pensiero di cosa avrebbe potuto dire sulle mie letture la tua amica...
    La recensione è bellissima e la scrittura di Jules è coinvolgente al massimo.
    Giuro però ora voglio leggere questo libro...

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    1. Manu i gusti sono gusti, ci sta che una cosa possa o meno piacere. Questo però, anche fra i romance e gli erotici, è tutt'altra cosa

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  9. Tu pensa che appena venne pubblicato ero curiosissima di leggerlo ma poi vedendo le infinite recensioni stroncatrici m'è passata la voglia....questa è l'ennesima prova che ho fatto bene! ^^

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