martedì 17 marzo 2026

L'angolo vintage 2.0 - Recensione "I guerrieri di Wyld" di Nicholas Eames

Buongiorno lettori, ecco oggi questa rubrica inventata da me (nel 2016) che è stata rivista e alla quale si sono aggiunte compagne di viaggio. L'idea sembra piaciuta (ha pure dato spunto ad altri), ne sono veramente felice

In cosa consiste la rubrica? Anche se la qualcuno pensa che a noi blogger i libri vengano sempre e solo regalati vi assicuro che non è così, noi ne compriamo e pure tanti! Se poi si è un po' compulsivi, tipo me e le mie socie, ci si ritrova ad avere intere pile di arretrati da leggere.
Quindi ogni mese sceglierò (magari facendomi aiutare con qualche sondaggio sui social) un libro comprato da un po' e non ancora letto e lo recensirò. Sarò in compagnia e pubblicherò ogni 17 del mese.

Per questo mese ho scelto questo titolo, pescato dalla mia personale 12 mesi challenge, ma ancora quella dello scorso anno, aiuto.
Il libro:
Autore: Nicholas Eames
Titolo: I guerrieri di Wyld
Editore: Nord
Data di pubblicazione: 8 febbraio 2018
Pagine: 480

Trama:
I giorni di gloria sono ormai finiti. Ma c’è un’ultima battaglia da combattere… «Un debutto eccezionale che vi farà ridere, piangere e trattenere il respiro. A questo libro non manca proprio nulla. » K. J. Parker «Un’avventura esuberante che vi terrà incollati alla sedia, con personaggi grandiosi, adorabili canaglie cui affezionarsi, creature fantastiche di ogni tipo e un malizioso senso dell’umorismo che mi ha fatto ridere per tutto il tempo. Meraviglioso. » John Gwynne «Una ventata d’aria fresca.» Bookworm Blues Ogni sera, Clay Cooper entra nella solita locanda. Ogni sera, qualcuno ricorda le imprese dei Saga, la leggendaria banda di mercenari che ha segnato un’epoca. Ogni sera, Clay ascolta i giovani parlare del coraggio di quei guerrieri, ignari del fatto che uno dei Saga è seduto proprio lì, accanto a loro. Ma a Clay non importa. Quei tempi sono finiti, ed è come se il suo passato non gli appartenesse più. Ma poi, una notte, alla sua porta bussa Gabe, il vecchio comandante della banda. Gabe è l’ombra del condottiero che fu, eppure nei suoi occhi arde ancora la fiamma della guerra. Ed è determinato a ritrovare la figlia, scappata di casa per andare a difendere la repubblica di Castia dall’invasione di una devastante orda di orchi e mostri. All'inizio, Clay non vuole essere coinvolto: ha la sua famiglia cui pensare. Tuttavia non può ignorare che quella minaccia incombe anche su di loro. Senza rinforzi, Castia è condannata e l'orda continuerà la sua marcia di morte. Ma i rinforzi non arriveranno, perché il solo modo per raggiungere Castia è superare il Wyld, un luogo infestato da pericoli e orrori inimmaginabili. Un luogo da cui nessuno è mai uscito vivo. Tranne i Saga. Loro sono gli unici ad averlo attraversato ed essere sopravvissuti per raccontarlo. Ha ragione Gabe, devono rimettere insieme la banda. Insieme, potrebbero essere l'ultima speranza dell'intera stirpe degli uomini…




Avevo questo libro in libreria da un po', l'avevo comprato subito appena uscito spinta dalle recensioni positive e dalla voglia di fantasy classico con una forte componente allegra. Forse ho fatto passare troppo tempo, oppure semplicemente la storia non mi ha conquistata del tutto, perché sì mi è piaciuto, ma molto meno di quanto pensassi.

Inizialmente ho proprio faticato con questo libro, mi annoiava, mi distraevo troppo facilmente. Secondo me il motivo è dato dalla poca rappresentazione del mondo in cui è ambientato. Ogni momento veniva citato un nuovo tipo di creatura che non conoscevo, non capivo e non contestualizzavo. 
Ho letto alcune recensioni che dicono che questa storia rimanda molto ai giochi di ruolo, D&D soprattutto, forse ecco io mi sono sentita spaesata perché non conosco le dinamiche e l'autore secondo me ha dato per scontata invece una certa esperienza.

Dopo essermi appunto trascinata il libro per un po', verso metà la storia prende il ritmo e mi ha coinvolta maggiormente. Ho apprezzato soprattutto il fatto che i protagonisti non siano giovani, ma che guardino ai tempi passati sia con nostalgia, ma anche con la consapevolezza di essere diversi. Questo retrogusto dolceamaro, malinconico senza essere eccessivamente triste, è una cosa che mi ha colpita molto.

Mi aspettavo una maggiore ironia, non mi sono divertita né peraltro ho sogghignato troppo, cosa che da come veniva presentato il libro mi aveva fatto optare per l'acquisto. L'ho trovato più un libro sul tempo che passa e non torna, con appunto un alone più nostalgico.

Non mi è dispiaciuto, ma comunque non sono così offesa dal fatto che la serie in italiano non sia proseguita, anche perché un finale comunque è presente.
Voto: 3.5*
Voi lo conoscete?
Passate a leggere anche le altre recensioni:
Grazie Chicca per la grafica


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