sabato 20 maggio 2017

Recensione "La fioraia del Giambellino" di Rosa Teruzzi

Autrice: Rosa Teruzzi
Titolo: La fioraia del Giambellino
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 18 maggio 2017
Pagine: 176

Trama:
Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?


Che bello tornare al casello, incontrare di nuovo le sue tre abitanti: Iole, Libera e Vittoria. Si perché questo libro è la prosecuzione de La sposa scomparsa (recensione), o meglio è un'altra storia sempre con protagoniste le nostre Miss Marple provette. 
Questa volta, visto il successo nella risoluzione del caso precedente, Libera cerca di scoprire chi è il padre di Manuela, che lo vuole accanto nel giorno delle sue nozze.
Stava per sposarsi e voleva conoscere suo padre. Stava per sposarsi e voleva conoscerlo.
Questa ricerca le smuove qualcosa dentro, anche perché lei stessa ha vissuto questa mancanza. In più nuovi sviluppi relativi all'omicidio di suo marito la sconvolgono non poco e pur di non pensare al passato si butta a capofitto nell'impresa di investigazione. Ha sempre come aiutante la madre Iole e ha sempre da litigare per questo con la figlia, Vittoria, poliziotta di mestiere che mal sopporta il nuovo hobby della madre e della nonna.
E' che mi sento impotente, ammise Libera. Mia figlia mi vuole fuori dalla sua vita, il bigliettino misterioso è lì che aspetta, ma io non so decidermi a mostrarlo a Gabriele. Ho paura che metta in crisi le mie certezze, i fondamenti su cui ho costruito tutti quesiti anni, dopo la morte di Saverio. Quindi sei in ceca di un diversivo?, l'ammonì la vocina. Forse solo di una dilazione.
Ho adorato tornare al casello da Libera, perché è lei la protagonista, di nuovo. Anche se sulla carta il suo personaggio non è perfetto e potrebbe far storcere il naso con tutte le sue insicurezze, sono riuscita a provare un'empatia incredibile nei suoi confronti. La penna dell'autrice mi ha fatto sentire la sua paura come se fosse mia e ho capito e giustificato tutti i suoi comportamenti. Di carattere io agisco di più però le fragilità di Libera sono umane e reali e forse se fossi nella sua situazione le proverei pure io.
Può esistere pace senza verità?
Iole in questo libro è stata fondamentale per me. La sua pazzia, il suo essere sopra le righe, la sua avversione alla biancheria mi hanno fatta sorridere molto e il suo carattere ha smorzato la parte introspettiva che è molto presente.
Invece Vittoria la detesto sempre più. Non so se è questa l'intenzione dell'autrice, ma da questo libro ne viene fuori come una bambina viziata e arrabbiata col mondo, però egoista e troppo intransigente. 
Sempre parlando di personaggi secondari ho apprezzato molto il maggior peso dato a Irene, la giornalista, secondo me ha ancora molto da svelare.
Spesso sono le verità taciute quelle che minano le indagini e permettono agli assassini di farla franca, si disse Libera. Dopo averlo letto in decine di romanzi gialli, ormai lo sapeva.
Per quanto riguarda la trama ho avuto come un'illuminazione all'inizio e ne ho intuito la fine, forse proprio per quell'empatia provata con Libera. Questo però non mi ha minimamente infastidita.
In conclusione Rosa Teruzzi ci ripropone Milano e i suoi personaggi e io devo dire che li ho apprezzati ancora di più della prima volta. L'unico inconveniente ora è aspettare la prossima uscita.
Voto:


8 commenti:

  1. Devo assolutamente leggere questa serie della Teruzzi anche perché possiedo il primo e sono troppo intrigata dalla storia. E poi amo Miss Marple e averne tre è troppo divertente ;D

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    1. Devi leggerla, è bella, si legge in fretta e secondo me ti conquisterà

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  2. Sembra proprio una lettura adatta all'estate che sta arrivando :)

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  3. non sono ancora riuscita a prendere il libro, ma spero di farlo quanto prima. il primo volume lo ammetto non mi ha entusiasmata proprio perchè non ho pienamente apprezzato il personaggio di Libera, a differenza di Iole che mi è piaciuta subito. sono molto curiosa di incontrarle nuovamente.

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    1. Questo a me è piaciuto più del primo e con Libera sono proprio entrata in sintonia, ma anche in quello prima. Iole è sempre tanto simpatica

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