giovedì 2 agosto 2018

Recensione "Dieci cose che avevo dimenticato" di Lucrezia Sarnari

Autrice: Lucrezia Sarnari
Titolo: Dieci cose che avevo dimenticato
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 26 giugno 2018
Pagine: 302

Trama:
Marta e Giò sono sorelle, e non potrebbero essere più diverse. Giò vive a Parigi, è libera, senza legami - tranne quello con la sua gatta che l'aspetta a casa la sera - e ha intrapreso una brillante carriera nella pubblicità. Marta invece ha scelto l'amore per il compagno e il figlio di tre anni: da Milano si è trasferita in provincia e lavora come speaker in una piccola radio. A volte ripensa al sogno di diventare fotografa che ha abbandonato per fare la mamma, ma sa che il coraggio e la determinazione della sorella, lei non riuscirebbe a trovarli. Un giorno, però, tutto viene messo in discussione: Giò e Marta ereditano la pasticceria di famiglia e fanno ritorno in Umbria, nel paese dei loro giochi di bambine. Lì, tra ulivi e buon vino, le giornate rallentano e, inaspettato, arriva il momento di capire se quello che hanno costruito le appaga davvero o se bisogna ripartire da zero. E poi c'è lui, uno che sa sempre trovare le parole giuste, e che sconvolgerà le vite di entrambe... Lucrezia Sarnari ci racconta di luoghi in cui il tempo ha ancora il valore di una volta e di donne che smettono di vivere in apnea per lasciarsi alle spalle tutto ciò che le fagocita. Ci ricorda che, anche oggi, in questo mondo che sembra non fermarsi mai, imparare a conoscersi ed essere felici è possibile.

Questo libro ha un cover bellissima, anche senza saper la trama viene voglia di leggerlo. Sa di estate, di freschezza, di leggerezza e, nonostante il libro si legga in un soffio, è apparenza. 
Mi aspettavo un libro femminile e allegro, ho trovato invece una storia profonda e riflessiva. Anche se le aspettative sono state disilluse, è stata proprio una lettura gratificante.
«La verità, anche quando è bruttissima, bambine mie, è la cosa più bella del mondo. L’unica che può regalarvi la felicità.» Questo ci diceva sempre nonna Caterina.
Marta e Giò sono due sorelle che da piccole erano molto legate. Le loro scelte di vita le hanno portate a intraprendere strade diverse: Marta è votata alla famiglia, Giò al lavoro. Entrambe però hanno annullato tutto il resto, dimenticandosi principalmente di loro stesse. Sono infelici, solo all'apparenza realizzate, ma con un'inquietudine profonda.
Sarà la morte della nonna, con il ritorno al paese d'origine in Umbria, Collestefano, a cambiare le loro vite, facendole riflettere sul presente e sul futuro.

Inizio subito col dirvi che secondo me questo non è un libro estivo, intanto perché è ambientato in pieno inverno, col freddo, e poi per il motivo scritto inizialmente: non è una storia di amicizia femminile, o sorellanza che sia, né assolutamente un romance, tantomeno un chick lit. È una storia profonda, di riflessione sulla vita e sulla donna, sulle responsabilità, le scelte, i sacrifici e le ingiustizie. Libro femminile ma assolutamente non frivolo, che fa riflettere molto. Non una lettura da ombrellone ecco.
Ma si può morire di rimpianto? Perché io sono accartocciata su tutto quello che non ho fatto, così concentrata che non riesco a spostare l’attenzione su ciò che posso ancora ottenere. Il rimpianto è un vizio di forma e io ne ho sempre sofferto. Sono una nostalgica nata, ho sempre lo sguardo rivolto all’indietro verso quella melanconia irrisolta che se non la combatti ti succhia la felicità. Il rimpianto se non lo curi ti condanna all’infelicità cronica e, per curarlo, l’unica via è afferrare le opportunità che la vita ti mette davanti. Ma io non l’ho mai fatto. Mai una volta in tutta la mia vita.
Mi è piaciuto molto il messaggio trasmesso, credo che sia importante per tutti non nascondersi dietro a un dito e ammettere che oggi ancora non c'è uguaglianza fra i sessi, che se una donna sceglie la carriera ad alti livelli, deve rinunciare a qualcosa. Non che non sia fattibile fare più cose insieme, semplicemente che non è possibile essere al top in tutto. Ma questo libro secondo me ricorda anche che non è necessario essere la migliore, non è obbligatorio rincorrere la perfezione. La tematica che più mi è cara è proprio questa e mi tocca da vicino in quanto donna, lavoratrice e mamma. Non deve essere una scusa per non impegnarsi ma si può anche volere non l'eccellenza e ogni tanto ricercare solo la soddisfazione personale. Essere un pochino egoisti insomma. 

Altro tema affrontato magistralmente è il rapporto fra le sorelle, secondo me un vero e proprio scorcio onesto di come potrebbe essere, senza fronzoli o abbellimenti, con l'amore alla base ma anche le invidie inevitabili. Ho solo un fratello ma mi ci sono ritrovata e l'ho trovato molto reale.
Le parlerò. Prima o poi lo farò. Non è facile mostrarsi fragili con mia sorella, così votata alla perfezione e al miglioramento. Non è facile parlare di fallimenti, di rinunce, della mediocrità che mi sento appiccicata addosso come i vestiti col sudore, d’estate.
Essendo così introspettivo è molto incentrato sulle due protagoniste, che sono caratterizzate benissimo. Ho adorato Giò per la sua ironia ma anche per la sua fragilità ben nascosta, mentre mi sono rivista in alcune cose di Marta, pur non ritrovandomi spesso nelle sue scelte.
I personaggi secondari invece sono solo accennati, forse per dare risalto alle sorelle, ma avrei preferito qualcosina in più, soprattutto su Anna (amica d'infanzia delle sorelle), che alla fine fa persino una comparsa come pov.
Sempre sui personaggi non ho amato la caratterizzazione di quelli maschili. Marco (amico d'infanzia e forse qualcosa di più) è troppo stereotipato mentre Fabio (marito di Marta) è inverosimile. Essendo però un libro girlpower non ha infierito troppo.

Mi è piaciuto l'accento posto all'ambientazione, quasi una dichiarazione d'amore all'Umbria. Mi è venuta voglia di visitarla, magari sorseggiando un buon bicchiere di vino.

La trama è scarna ma secondo me volutamente. La storia si concentra sulle riflessioni di Giò e Marta, anche se sull'accenno al passato della nonna avrei voluto saperne di più.
Ho amato moltissimo il finale, secondo me perfetto così. Non sento l'esigenza di un seguito anche se lo leggerei subito se ci fosse. 
Siamo solo due sorelle, due donne come tante. Piene di contraddizioni e fragilità, di umori e pulsioni. Due donne che ci stanno provando. Che hanno avuto la fortuna di poter riflettere sulle proprie vite, di tirare fuori i problemi, guardarli in faccia e affrontare i propri fantasmi. Siamo due donne che pretendono la loro felicità e per farlo sanno che devono prima fare i conti con i propri limiti e con le proprie virtù.
Lo stile dell'autrice è molto scorrevole e coinvolgente. Diretto, moderno, con qualche traccia di ironia che non guasta mai. 

Se siete in cerca di un libro femminile e molto intenso, che sappia coinvolgere ma anche far riflettere questo è quello che fa per voi.
Voto:

Ringrazio la casa editrice per la copia. Vi incuriosisce?


19 commenti:

  1. Mumble mumble.. La trama mi ispira molto...bella recensione .. 😁

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    1. Grazie Sabrina, secondo me è un libro che tu apprezzeresti

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  2. aspettavo questa tua recensione. sono stata incuriosita da questo libro dopo aver letto la trama, il rapporto tra due sorelle mi tocca da vicino e sono felice che tu abbia apprezzato la lettura anche se diversa da quello che ti aspettavi. ho gia segnato il libro!

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    1. a volte è proprio bello quando le aspettative vengono disattese

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  3. Bella recensione Chiara. Mi hai fatto venire voglia di leggerlo.
    Lea

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  4. Bellissima recensione: accurata e stimolante. Li metto in lista, mi piacciono tutte le tematiche su cui hai posto l'accento

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    1. Brava, sai poi la foto come viene a te?

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    2. Tanto ormai noi i libri li compriamo per fare le foto!

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    3. per non parlare delle razzie alle piante dei vicini...

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  6. Volevo già leggerlo, ora mi hai convinta del tutto!

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  7. Probabilmente non lo leggerò mai ma sono rimasta affascinata dalla sua profondità e dal fatto che sia molto riflessivo. Me lo segno.

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  8. Bene bene! Un agosto cominciato come si deve! :D

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    1. Un luglio finito egregiamente

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    2. ho sbagliato di poco, dai XD :**

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