venerdì 22 febbraio 2019

Lettura di gruppo "Sogni di mostri e divinità" di Laini Taylor - Recensioni

Buongiorno, oggi si conclude il gruppo di lettura di questa serie, La Chimera di Praga😭.Vorrei subito dire grazie alle partecipanti, perché è stato divertente e stimolante leggere questa serie insieme e i pareri discordanti mi hanno permesso di cogliere le diverse sfumature, grazie davvero.
Un sentito ringraziamento anche a Ludovica che mi assiste e accompagna sempre.


Il libro:
Autrice: Laini Taylor
Titolo: Sogni di mostri e divinità
Editore: Fazi Editore (Lain)
Data di pubblicazione: 14 luglio 2016
Pagine: 570
Serie: #3 La saga della Chimera di Praga

Trama:
La misteriosa Karou è una chimera unica nel suo genere: al contrario dei suoi simili, l’eroina della trilogia La chimera di Praga ha sembianze umane, impreziosite da meravigliosi capelli blu. È innamorata di Akiva, un angelo dalla bellezza eterea. Angeli e chimere sono però nemici naturali, in lotta da secoli. C’è solo un modo per ristabilire la pace: tentare un’alleanza fra le chimere e quegli angeli che, come Akiva, hanno deciso di ribellarsi al loro imperatore.
In questo terzo e conclusivo capitolo della saga entriamo subito nel vivo dell’azione: l’esercito degli angeli discende sulla Terra, in pieno giorno, in una Roma sfolgorante di sole, con uno stuolo di telecamere intente a riprendere e un pubblico sbalordito a osservare la scena. Nel frattempo, dopo il tradimento che ha portato la sua specie allo stremo, Karou sta ricostruendo l’esercito delle chimere e, grazie a un inganno ingegnoso, è ora alla guida della ribellione contro gli angeli. Il futuro della sua specie dipende da lei, ed è giunto il momento dello scontro finale. Riusciranno Karou e Akiva a realizzare il sogno di una realtà in cui i loro popoli smettano di distruggersi e in cui, forse, potrebbe esserci spazio per il loro amore?

Recensione La chimera di Praga
Recensione La città di sabbia


di Chiara

Tanto tempo fa un angelo e un diavolo premettero le mani sui rispettivi cuori. E diedero inizio all'apocalisse.
Io amo la Taylor, credo di averlo già fatto capire in precedenza. Amo il suo stile, così descrittivo (cosa che di solito non apprezzo), così elegnate, quasi onirico. Mi piace che non si faccia problemi a prendersi tutto il tempo necessario per spiegare le cose, per caratterizzare alla perfezione i vari personaggi, per far aumentare l'attesa del colpo di scena finale. Quindi ho iniziato questo libro piena di aspettative, i due precedenti li avevo adorati.
A lettura ultimata posso dire che mi è piaciuto, tanto, ma non come mi aspettavo.

La storia narrata inzia con una sensazione di tragedia, come se la speranza mancasse. Ma Karou è Speranza e quindi tutto può ancora succedere.
Ho adorato l'evolversi della storia, i picchi di speranza alternati a quelli di disperazione. Mi è piaciuto tantissimo il rapporto tra Karou e Akiva, la sua evoluzione. I due protagonisti hanno una maturazione che mi ha colpita, l'ho proprio apprezzata. 
 C'è il passato e c'è il futuro. Il presente non è mai più del singolo istante che separa l'uno dall'altro.
Dalla trama però mi aspettavo di più. Maggiore azione, battaglie, scontri. Mi è mancata la parte epica, in fondo siamo in mezzo a una guerra, ma gli scontri sono appena accennati. Questo per me è il difetto maggiore che ho riscontrato, non ho sentito quel trasporto che questo tipo di storia mi ha promesso sin dall'inizio. 

Un'altra cosa che non mi ha convinta è la spiegazione finale degli steliani. Qui per me è stata troppo sbrigativa, mi ha lasciata fredda oltre a essere un pochino confusa. Mi ha aiutata il fatto di aver appena letto La musa degli incubi, che richiama diverse cose, ma lo stesso mi ha lasciata perplessa.
Avrei preferito un maggiore approfondimento, magari anche nel corso del libro, non qualche spiegazione buttata lì quasi come una visione da parte di Eliza.

Invece il fatto che il finale sia aperto, non così netto, mi è piaciuto, perché comunque un senso di chiusura della storia l'ho avuto e lascia quella sensazione di speranza (lo so che ho scritto tante volte questa parola, è voluto) che tanto è importante nella storia. 
Non c'era niente al mondo che desiderasse di più che se non ricominciare dall'inizio e innamorarsi ancora di Karou
Confido che la Taylor scriva altre saghe, in qualche modo intersecate con questa e con quella di Strange the dreamer, adoro i vari richiami (tantissimi).
Un finale di saga dal quale mi aspettavo di più ma che mi è piaciuto, una storia decisamente originale e che secondo me merita proprio di essere letta.
Voto:














di Ludovica
Non è una premessa ma un’asserzione. A me il libro, nella sua totalità, con personaggi annessi e trama e stile e ritmo, è piaciuto. Non a livelli che lo rileggerei e trovando comunque più di un difetto, ma sarebbe una trilogia che suggerirei. A chi? A chi è pronto a soffrire tantissimo!

Andiamo con ordine. Dico e ripeto spesso che un conto è giudicare libro per libro una trilogia ed un conto è prenderla tutta insieme, in blocco come se fosse un unico volume (a me piacerebbe leggerlo così). Se dovessi giudicare solo questo terzo libro lo reputerei più che discreto, anche se troppo spesso mi sono trovata ad inveire contro l’autrice che girava, girava, girava quasi a vuoto, senza sapere dove tutte le sue chiacchiere dovessero andare a parare (in quel caso, lo confesso, mi sono appellata al secondo diritto del lettore di Pennac: quello di saltare le pagine). Se dovessi prendere tutta la trilogia insieme, sì, la consiglierei perché la fantasia della Taylor è infinita. Lei è riuscita a creare davvero un mondo a parte, un mondo parallelo, un mondo alternativo a quello umano. I suoi personaggi hanno spessore e sono descritti fin troppo minuziosamente, i suoi personaggi sono vivi e per assurdo, quasi mitologici. Insomma, seppur in questo terzo libro l’autrice si sia dilungata troppo, in alcune parti che potevano tranquillamente essere limate o eliminate, non posso che promuovere comunque la trilogia, per gli aspetti positivi che superano senza dubbio i negativi.

I personaggi della Taylor sono in continua evoluzione, ed uno tra tutti, quello di Liraz, la sorella di Akiva, che se parte come un Angelo vendicativo, si trova a diventare nel corso della trilogia un esempio di apertura ed obiettività. Il lavoro che lei fa dentro di sé la porta a comprendere cosa sia scattato nel cuore di suo fratello quando si è innamorato di una Chimera, la porta a vergognarsi delle morti che gravano sulla sua coscienza e sono dipinte sulle sue braccia. Il picco di umanità si trova in lei dopo la morte dell’altro fratello, è da quel momento che Liraz è disposta a rivedere tutte le sue credenze e metterle in discussione per un Bene superiore, la pace.

Kiri è un altro personaggio che la Taylor ha portato a diventare importante con piccoli e decisivi passi, con una umanità che poteva sembrare non appartenere al mondo delle Chimere, ma che invece in lui diventa spontanea e quasi necessaria. Liraz e Kiri insieme, più di Akiva e Karou, sono il simbolo di un cambiamento voluto, desiderato e partito proprio da questi ultimi.

Akiva e Karou, che restano i protagonisti indiscussi della vicenda, che mi hanno ispirato tenerezza e dispiacere (la Taylor ce la mette proprio tutta per rendere le cose difficili, anche quando sembra che tutto sia sistemato, arriva lei e li separa di nuovo, come se tutto quello che hanno passato per anni non fosse già sufficiente a dare prova del loro amore), confermano in questo volume quanto l’amore, quello vero ed intenso, debba alla fine vincere sempre. Sulle diversità. Sulla guerra. Sull’odio. Sugli ostacoli.

Una grande pecca di questo terzo volume, secondo me, è l’aver messo troppa carne a cuocere (in tutti i sensi!), vale a dire che alcuni capitoli sono inseriti ma non capisci assolutamente perché e cosa voglia farne l’autrice, e lo so che poi ogni personaggio assumerà un senso ed ogni vicenda si concretizzerà in un significato, ma durante la lettura questa lungaggine mi ha destabilizzato un po’.

Il ritmo è altalenante, cioè in alcuni capitoli non riesci proprio a fermarti, ti senti con l’acqua alla gola, non sai che fine faranno i tuoi beniamini, anzi senti che faranno una brutta fine, altri in cui arrivare alla fine della tappa è stato più difficoltoso. Però questa è una caratteristica dell’autrice, tanto è vero che è così per tutti i suoi libri, non solo per questo terzo, quindi va presa ed accettata per quello che è.
Il finale? Sarà che da poco sto imparando ad apprezzare i cerchi che non si chiudono, questi finali in cui tutto sembra possibile e plausibile, ma questo a me è andato bene così.
Voto:
meno (perché 3 e 3/4 non ce l'ho!)















24 commenti:

  1. A me lo stile della Taylor non dispiace del tutto, quest'ultimo libro è decisamente meglio del secondo di cui ho patito il ritmo lento. Ma onestamente un finale di questo tipo non l'ho apprezzato, troppe cose lasciate in sospeso e troppe svelate così di fretta (tipo gli steliani) io ho il sospetto che la Taylor stia scrivendo una "saga di gruppo" con dei personaggi da tutti i "mondi" per poi convogliarli tutti assieme nel libro finale per combattere i "nithilam".

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    1. A me è piaciuto più il secondo,ma anche questo era partito benissimo,ci sono delle scene indimenticabili e dei capitoli più che avvincenti,ma forse un po’ troppo lungo e lento😬

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    2. credo anche io che voglia fare una macroserie con tutte le serie dentro, è pure un'idea che mi piace un sacco

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    1. Io la trilogia la consiglio,ma bisogna prepararsi a soffrire😢

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    2. Ilaria te lo consiglio proprio

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  3. Sono felice che per voi la lettura sia stata piacevole. Complimenti per le recensioni

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    1. 🤣🤣🤣 a me è piaciuto,ma anche io ho trovato dei difetti!

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    2. Grazie Maryella speriamo che il prossimo ti piaccia di più

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  4. Grandi, belle e complete recensioni!
    Ludovica, io odio le storie con finali poco decisi, rimarco sempre se sono troppo aperti, ma qui ci sta.

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    1. Io ODIO i finali aperti,ma ultimamente sto scendendo a compromessi (ogni riferimento a Bianca Marconero NON è casuale!)

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  5. Felice che a voi sia piaciuto! Per quel che mi riguarda, invece, la saga ha perso mordente già dal secondo volume tanto che questo terzo libro me lo sono un po' trascinato. Concordo con Chiara per quanto riguarda gli Steliani, è un aspetto che ho rimarcato anche io nella mia recensione. Ma ciò che mi è mancato di più in assoluto è l'epica battaglia, ci sto ancora pensando :D

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    1. L'epica battaglia ci voleva proprio, cattiva Laini

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    2. Hai ragione: l’epica battaglia è mancata anche a me😖

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  6. io volevo il sangue! insomma volevo la battaglia con morti esemplari e invece niente di tutto ciò, ecco questo aspetto mi ha veramente delusa. sono contenta che voi abbiate apprezzato io purtroppo ho ancora molti dubbi in merit ma va bene così perchè in fondo mi sono molto divertita a partecipare a questo gdl! avanti con il prossimo!

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    1. Sangue e morte! Siamo cattivissime

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    2. Ma infatti a volte la differenza la fanno proprio le persone con cui i libri li leggi! E noi siamo una squadra fortissimaaaaa

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  7. Io credo di aver patito proprio lo stile della Taylor...

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    1. Menna non è il tuo e ci sta, giusto così

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    2. Si Manuela,pazienza! Ci ritroveremo nel prossimo Gdl!

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  8. Sono assolutamente in linea con le vostre recensioni. Chissà come saranno le sue prossime saghe :)

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    1. sono veramente tanto curiosa, già quella del sognatore in qualche maniera si collega

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    2. Io voglio leggere quanto prima Il sognatore!!🥰

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