lunedì 11 febbraio 2019

Purché sia di serie - Recensione "Non è tutto oro" di Valeria Corciolani e "Il canto della rivolta" di Suzanne Collins

Buongiorno, oggi è l'11 e quindi torna la rubrica sulle serie, nata da una mia idea e che ha come obiettivo di cercare di portarne a termine qualcuna delle millemila iniziate.

Appuntamento fisso quindi ogni 11 del mese per parlare di serie.


La rubrica quindi consiste nel leggere mensilmente un libro appartenente a una serie cominciata (quindi non il primo) e di parlarne sul blog, però con una recensione speciale in questo caso.
Infatti per invogliarmi ho pensato di cambiare un pochino il metodo, avvisando prima. Farò una cosa che normalmente aborro, cioè farò spoiler, sulla serie e sul libro letto. Più un delirio da fangirl, che richiama perciò i gruppi di lettura sui social, che una recensione vera e propria.

Dallo scorso mese si è aggiunta anche Ludovica, mia cara collaboratrice, quindi armatevi di pazienza perché le recensioni saranno due.

Io ho letto:
Autrice: Valeria Corciolani
Titolo: Non è tutto oro
Editore: Amazon Publishing
Data di pubblicazione: 8 maggio 2018
Pagine: 317
Serie: La colf e l'ispettore Vol.2
Trama:
Tornano Alma, la colf dallo “sguardo” speciale, e Jules Rosset, l’ispettore spigoloso
È una vita tranquilla quella di Nestor “il Greco”, proprietario di un piccolo negozio antiquario a Chiavari. Finché una sera la giovane moglie Elena, troppo bella, troppo esuberante, troppo tutto, non ritorna più a casa. Il mattino dopo un pescatore aggancia con i suoi palamiti il corpo di una donna…
Toccherà all’ispettore Jules Rosset e all’efficiente Alma, suo insospettabile grimaldello di fiducia, riportare a galla la verità. Perché non è tutto oro quello che luccica. 
di Chiara
Recensione priva di spoiler
[...] "come si suol dire: non è tutto oro quello che luccica, e un asino resta un asino, anche se lo ricopri d'oro. [...]
Seconda storia avente per protagonisti Alma, la colf madre di quattro figli (due coppie di gemelli) con suocera a carico, e Jules, valdostano padre divorziato che tanto ama la montagna quanto sopporta poco il mare. Mare che stavolta diventa protagonista, come se fosse a sua volta un personaggio, con tutto il disappunto dell'ispettore.

Questo libro si può leggere anche da solo, ma secondo me risulta più godibile se prima viene letto Acqua passata, tutto è meglio definito. Io posso dire che se nel primo della seria la Corciolani mi aveva fatto apprezzare la sua storia, in Non è tutto oro è riuscita a conquistarmi ancora di più.

La parte relativa al caso viene svelata lentamente, senza fretta. L'autrice ti porta a scoprire il mistero insieme ai suoi protagonisti, lentamente e senza colpi di scena eclatanti. Un giallo soft se mi passate il termine, che affonda le ragioni nei sentimenti umani.
Sì perché non si possono buttare vite nel tritarifiuti così, solo perché si ha paura di crescere.
Ho trovato il libro molto introspettivo, come se avesse virato verso una piega più psicologica. Tutto, dalla descrizione dei vari personaggi, alle motivazioni, ha un'elaborazione personale e che poggia sulle emozioni. Questo particolare smorza un po' la parte gialla andando però ad aumentare l'empatia e l'immedesimazione. Ho adorato questo, mi sono trovata più volte a soffrire, sorridere, imprecare, sbottare, tutto insieme ai miei amati personaggi.

In Acqua passata la Corciolani si è concentrata di più su Alma, sulla sua famiglia, sulla sua vita. Stavolta è stato Jules a essere maggiormente ampliato, cosa che ho molto apprezzato. Questo montanaro spigoloso, capace di grande amore ma anche di codardia, intelligente e scaltro, che gode per una foto del figlio su WhatsApp, che è geloso ma anche compassionevole, che non si fa sconti e si riconosce tutti i difetti che ha. Avevo proprio bisogno di conoscerlo meglio, sono riuscita ad apprezzarlo molto. Merde de la vache putain (cit.)
Perdere l'occasione per essere felici è un peccato sempre, ma quando tutto scivola via, perché non fai nulla per trattenerlo, è terribile.
Lo stile dell'autrice mi è piaciuto ancora di più del precedente, sempre molto curato ed elegante che però stavolta non riesce a nascondere una traccia di ironia, che ne alleggerisce il contesto rendendolo più scorrevole. Mi è dispiaciuto però non trovare quel giochino, l'inizio del capitolo che coincide con l'ultima parola di quello precedente, credevo fosse una sua prerogativa.

Un libro che tiene compagnia, scritto egregiamente e con due protagonisti che insieme funzionano, una storia introspettiva che porta riflessioni ma che si mantiene leggera. Un ottimo proseguo di serie.
Voto:








******************** 
 Ludovica ha letto:
Autrice:Suzanne Collins
Titolo: Il canto della rivolta
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 16 aprile 2012
Pagine: 419
Serie: #3 Hunger Games

Trama:
Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno. Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.


di Ludovica

Il senso più profondo di questa rubrica, ideata dalla mente irrefrenabile della irrefrenabile Chiara Ropolo, credo, non sia solo dare la spinta a lettrici convulsive di terminare le milioni di serie che iniziano e che poi, a causa di un loro sovraccarico di letture o di ritardi sempre più frequenti da parte delle case editrici (o di semplice incostanza per quanto mi riguardi), non riescono a portare a termine, ma anche il senso che di compiuto si ha, quando si mette la parola FINE non solo ad un libro, ma ad una serie che si è amata, contestata, anche detestata, ma comunque finita.

Ci ho messo anni a convincermi a leggere Hunger Games, non sono bastati i consigli delle amiche lettrici e né tantomeno le recensioni che all’unanimità lo definivano un distopico imperdibile, il primo di tanti che hanno seguito, pari pari, il suo fortunato avvio, ma quando l’ho fatto, non più sulla scia del successo, sono dovuta giungere alla stessa conclusione dei molti. È un distopico imperdibile. Sia se si ami il genere, sia se, come me, stia imparando a conoscerlo, a sviscerarlo e ad amarlo.

« E poi cos’ero io, in realtà?
Una povera ragazza instabile con un certo talento per arco e frecce.
 Non una grande pensatrice, non il cervello della rivolta,
solo un viso strappato all’anonimato della plebaglia perché aveva attirato l’attenzione del Paese con le sue buffonate ai Giochi.»


In questa serie c’è davvero tutto quello che deve esserci, prima di tutto una tensione continua e sempre forte, dalla prima all’ultima pagina, una trama che si infittisce fino all’inverosimile, congiure che vengono ribaltate e la verità, questa grande incognita, che gioca a nascondino per tutto il tempo con la falsità.


I personaggi sono ben delineati, sia dal punto di vista caratteriale che psicologico, lo spessore che arrivano ad avere in questo terzo libro è stupefacente.
Katniss, che non è solo la Ghiandaia Imitatrice, l’iniziatrice di una rivolta che sta prendendo forma e sta sfociando in qualcosa di talmente grande che neanche lei poteva minimamente sospettare, rimane nei suoi racconti una ragazzina di 17 anni che si rimprovera per tutte le morti che ha causato, per non aver salvato Peeta, come aveva promesso a se stessa, ma non vede che impatto ha la sua naturalezza sulla gente. È talmente abituata a vedere le sue imperfezioni che non si rende conto di quello che gli altri vedono in lei, tanto che ha bisogno di occhi esterni, quelli infatuati di Gale, quelli innamorati di Peeta, quelli obiettivi di Haymitch, per vedere quanto bisogno abbia la gente di aggrapparsi alla sua persona per lottare contro uno Strapotere che li tiene prigionieri da settant’anni.



«Penso che tu non abbia ancora idea dell’effetto che puoi fare.
I compagni che abbiamo perduto non erano stupidi.
Sapevano quello che facevano.
Ti hanno seguita perché credevano che saresti davvero riuscita
ad uccidere Snow.»


Katniss a volte mi ha dato sui nervi, soprattutto nelle sue indecisioni in campo sentimentale (per tre libri ci siamo chiesti alla fine chi avrebbe scelto tra Peeta e Gale), ma per il resto l’ho trovato un personaggio ben studiato e molto passionale e sovvertivo e coraggioso, una perfetta protagonista femminile che non si piange addosso, che riconosce il bisogno che ha degli altri, che seppur farà di testa sua, e tutti lo sanno, comunque agirà per il bene comune e non per se stessa e basta.

In questo libro ho avuto un po’ paura per Peeta che, se negli altri due era risultato un personaggio in grado di sorprendermi, in questo, con tutte le violenze che subisce da parte del Potere, ha vacillato molto, ma data la resilienza che da sempre lo contraddistingue, riesce comunque a cavarsela dignitosamente e a combattersela con un Gale che diventa in questo volume un protagonista indiscusso. Con la sua forza, con la sua capacità strategica e con la conoscenza che di Katniss ha, totale ed in grado di prevenire mosse e parole, Gale risulta l’uomo ideale per Katniss e per la sua “sopravvivenza”.

Anche se per tutto il tempo in sottofondo c’è questo triangolo amoroso a fare da filo conduttore, l’amore non è mai al centro delle vicende, sì ci sono i personaggi con i loro sentimenti, a volte chiari e a volte molto più imperscrutabili, ma soprattutto c’è la vita all’interno dei 12, anzi 13 distretti, le vite strappate dal potere, la rivolta che emerge in persone come Gale che da sempre avevano intuito e combattuto le ingiustizie, c’è il dolore, la voglia di cambiare le cose. E Katniss è un personaggio così ben riuscito perché è una di loro, incarna perfettamente una qualsiasi ragazza di uno qualsiasi dei dodici distretti, che stanca di subire, decide di alzare il viso e lottare. Nonostante le sue insicurezze. Le sue paure. I suoi incubi. I dubbi che da sempre invadono la sua mente.

È un libro che ti tiene incollata dalla prima all’ultima pagina, che non ti fa respirare, che ti inquieta al solo pensiero che le mosse dei protagonisti siano studiate a tavolino per produrre audience, per sconvolgere gli animi, che facciano parte di un occhio esterno a loro che li osserva e può essere in grado di muovere i loro fili, proprio come se ci trovassimo ancora nell’assurdità degli Hunger Games!

È un libro che emoziona moltissimo, che fa piangere per tutte le perdite che inevitabilmente ci sono, anche se alcune avrei tanto voluto evitarle, che fa sorridere quando alla fine Katniss sarà in grado di fare una scelta per la sua sopravvivenza. Una scelta di vita. Una scelta per amore.

«So che tutto questo sarebbe accaduto.
Che quello di cui ho bisogno per sopravvivere non è il fuoco, acceso di odio e di rabbia.
Ho abbastanza fuoco di mio.
Quello di cui ho bisogno è il dente di leone che fiorisce a primavera.
 Il giallo brillante che significa rinascita anziché distruzione.
La promessa di una vita che continua, per quanto gravi siano le perdite che abbiamo subito.

Di una vita che può essere ancora bella.»
Voto:




Voi conoscete i libri? Li avete letti? Personalmente (Chiara) ho amato alla follia la serie di Hunger Games, letta prima di aprire il blog, ne ho amato molto anche il finale, secondo me perfetto così. Forse ha ragione Ludovica a darmi della sadica.

Ditemi, sono curiosa e passate dagli altri blog!

34 commenti:

  1. Il libro letto da Chiara non lo conosco. Il libro di Ludovica l’ho amato, però tra i tre è quello che mi ha appassionato meno, benché l’abbia trovato interessante sia per le tematiche sia per la trama, che finalmente porta alla conclusione.

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    1. Sarà che ieri l’ho letto di corsa,tutto insieme,e mi è sembrato il più bello,magari meno dinamico,ma comunque entusiasmante!

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    2. io ho amato HG e ti consiglio anche la Corciolani, brava brava

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  2. La Corciolani è su KU e ho già preso il primo della serie, spero al più presto di riuscire a iniziarlo. Per Hunger Games sono anch'io tra le ultime reiette che pur avendo sentito parlare in lungo e in largo di questa serie non si è ancora convinta a leggerne i libri. Giuro che se continuiamo così mi darò una testata al muro e la farò finita #listeinfinite #devotrovareilmododireincarnarmiperleggeretutto

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    1. Maryella,davvero,io li ho letti dopo secoli! E secondo me ne vale davvero la pena🙂

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    2. aiuto abbiamo bisogno di ore extra durante la giornata! Grazie Mariella

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  3. Ciao! Non conosco il primo romanzo. Per quanto riguarda Hunger Games, invece, sono decisamente d'accordo! Ci sono dei momenti nei quali è inevitabile soffrire, ma la conclusione mi è piaciuta molto, così come il messaggio che vuol dare l'autrice.

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    1. Anche a me è piaciuto tutto! Dai momenti ricchi di suspense a quelli più intimisti!

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    2. Silvia tu dovresti leggere la Corciolani, la adoreresti

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  4. Non ho letto nessuna delle due recensioni perché sono libri di serie ancora da leggere. Però per la Corciolani posso dire che non mi era piaciuto lo stile del primo e quindi sto rimandando la lettura dei successivi senza sentirmi troppo in colpa.

    Per la Collins, devo leggere il secondo a breve quindi non voglio farmi spoiler da sola.

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    1. Ok.... aspetto un tuo parere,allora!

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    2. Rosaria la mia recensione è priva di spoiler e leggibile e secondo me è più scorrevole del primo, te lo consiglio

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  5. la Crociolani è nella mia wl da quando ho letto la prima recensione di chiara e prima o poi la recupero di sicuro, riguardo Hunger Games bhe che dire amore puro per quella serie e sono in pieno concorde con Ludovica

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    1. A pensare che per tantissimo tempo mi sia proprio rifiutata di leggerla! Se ne parlava troppo! Ed invece....

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  6. Credo che prima o poi leggerò qualcosa della Corciolani! Mi incuriosisce! Hunger Games invece non mi ha mai incuriosito. Ho visto il primo film e mi è bastato XD

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    1. Si Debora,ho letto! Però il libro seppur simile,è diverso dal libro! Magari una piccola possibilità?😜

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    2. Scheggia te la consiglio proprio la Corciolani

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  7. Chiara devo leggere ancora questa autrice.
    Ludovica confesso di non aver letto la serie di Hunger Games

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  8. Hunger Games lo adoro, tutta la serie! Tra l'altro su Prime video di Amazon hanno appena caricato la seconda parte del terzo film, e penso proprio che me lo vedrò in questi giorni, è l'unico che mi manca per finire il re-watch di tutti i film :) Dei tre libri il mio preferito è il primo.
    La serie che ha letto Chiara l'ho vista spesso sul Kindle store, mi sembra interessante, da come ne parla sembra molto adatta per farne una fiction :)

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    1. Dei film ho visto solo il primo,ora dovrò ad ogni costo vedere gli altri due!😍

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    2. Oh sì, te li consiglio, a me sono piaciuti tantissimo! Però mi tenevo sempre a portata di mano la scatola di fazzoletti, perché io sono una "piangnona", sia quando leggo i libri sia quando guardo i film, di ogni genere :P

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    3. A chi lo dici! Vietato vedere film SENZA i fazzoletti!🤣

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    4. Saji hai ragione sarebbe una fiction perfetta!

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  9. Ho adorato anche io la serie di Hunger Games, anche se non sono più una ragazzina. Mi piace molto l'ambientazione distopica e anche la critica feroce alla società di adesso che già mette in scena drammi simili, anche se apparentemente meno cruenti.

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    1. Irene anche io l'ho adorato e anche io non sono così giovane

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  10. La serie della Corciolani non l'ho letta ancora, ma sembra molto interessante.
    Hunger Game l'ho letto un paio di anni fa, mi è piaciuto molto, mi mancana solo i film da recuperare e spero di farlo presto!!

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  11. Non conoscevo la Corciolani, ma Hunger Games è stato amore e sofferenza!

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