venerdì 2 agosto 2019

Biblioteca vivente

Leggere mi piace talmente tanto che domenica scorsa mi sono trasformata in un libro vivente! 
A Torre Pellice (TO), città vicina a dove abito, ogni anno organizzano un festival letterario, Una Torre di libri. Nell’ambito di questo festival la Biblioteca Civica ha organizzato La Biblioteca vivente, che consiste nel scegliere alcuni libri e prestarli a chi fa richiesta per venti minuti. L’obiettivo è riuscire ad abbattere qualche pregiudizio, infatti il motto è: Non giudicare il libro dalla copertina.
L’idea originale è nata in Danimarca anni fa e ha regole precise che richiamano proprio la biblioteca tradizionale. C’è un catalogo con diversi titoli, bisogna prenotare la lettura, si prende in prestito il libro per 20 minuti, e lo si restituisce. I "libri" in realtà sono persone che raccontano un pezzo di sè, che provano in questo modo a far capire la propria condizione, a chiarire preconcetti spesso sbagliati, a fare chiarezza. Un modo, secondo me bellissimo, per avvicinare le persone a situazioni magari lontane.


I titoli quest’anno sono stati questi:
  • Ragazzo transessuale;
  • Ex dipendente da gioco d’azzardo;
  • Uomo col Parkinson;
  • Mamma di ragazzo autistico;
  • Donna in politica;
  • Donna nera. 

Io ero ovviamente il libro n.4, e ho portato la mia esperienza di madre, soprattutto perché il fatto che Riccardo sia autistico ha rivoluzionato completamente la mia vita e quella della mia famiglia e spesso la gente non ha idea di come sia difficile e diverso il quotidiano.

L’organizzazione è stata perfetta, sia nella preparazione precedente che durante la manifestazione. Il lavoro dietro è stato tanto e gestito veramente in maniera precisa. 


È stata un’esperienza intensa e bellissima, che mi ha riempito di soddisfazione, ma che mi ha stremata. Prima di partecipare immaginavo che l’impatto emotivo fosse forte, ma non credevo così tanto. Una cosa che mi ha fatto molto piacere è che passati i 20 minuti quasi tutte le persone che hanno scelto il mio libro mi hanno detto che il tempo è volato e che erano grate per il mio contributo. Non sono riuscita a dir loro che anche io l’ho apprezzato veramente, è stato un modo per condividere un’esperienza e per capire meglio anche come viene vista dal di fuori la mia condizione. È stato arricchente anche per me, oltre il beneficio di poterne parlare, in un ambiente comunque tutelato. Parlare di pregiudizi è importante, proprio per poterli smontare.

Devo ringraziare tantissimo Alessandra per avermi coinvolta, il regalo che mi ha fatto è grande. È un regalo per tutti, e vi consiglio con tutto il cuore di approfittarne se trovate questa manifestazione in giro, perché è un’esperienza unica, anche per un lettore.

Grazie!


 

18 commenti:

  1. Oh che bella iniziativa, a volte parlare con qualcuno che vive in prima persona problematiche al centro di un libro ti dà un diverso punto di vista sulla tua quotidianità.

    RispondiElimina
  2. Emozionante questo post. Bellissima l'iniziativa.
    Grazie per la condivisione.

    RispondiElimina
  3. Veramente una meravigliosa esperienza! Complimenti per l'impegno che ci hai messo 😊

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! Questa è stata una bellissima esperienza per me

      Elimina
  4. Una esperienza bellissima!

    RispondiElimina
  5. Chiara non conoscevo questa tipologia di Biblioteca Vivente, ma è stato assai curioso e interessante da leggere questo tuo post! Grazie per averlo condiviso coi lettori del tuo blog e con i lettori viventi che hanno partecipato ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per essere passata e per il commento, fa piacere

      Elimina
  6. Non avevo mai sentito di un'iniziativa di questo tipo prima e spero che arrivi anche dalle mie parti *-* ps. in foto sei bellerrima <3

    RispondiElimina
  7. Tu sei molto di più che una semplice blogger, è per questo che la gente ti adora!!! Me compresa 🥰🥰🥰

    RispondiElimina