martedì 27 luglio 2021

Review Party "Harrow la Nona" di Tamsyn Muir

 
Autrice: Tamsyn Muir
Titolo: Harrow la Nona
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 6 luglio 2021
Pagine: 540
Serie: #2 The Locked Tomb

Trama:
Harrowhark Nonagesimus, l'ultima necromante della Nona Casa, è stata ingaggiata dall'Imperatore per combattere una guerra che non si può vincere. Fianco a fianco con la rivale che più detesta, Harrow deve perfezionare le sue arti e diventare un angelo della non-morte. Ma si sente sempre peggio, la sua spada le dà la nausea e persino la mente minaccia di tradirla.
Chiusa nell'atmosfera gotica del Mithraeum dell'Imperatore con tre insegnanti poco amichevoli, inseguita dai fantasmi pazzi di un pianeta assassinato, Harrow deve affrontare due scomodi interrogativi: c'è qualcuno che sta provando a ucciderla? E, qualora ci riuscisse, l'universo sarebbe un posto migliore senza di lei?







Ho amato molto Gideon la Nona, il volume precedente a questo. Ma tantissimo proprio, è stata una delle letture migliori del 2020 (in generale degli ultimi anni), ne ho adorato storia, personaggi, stile, tutto. Il finale mi aveva lasciato con la bocca aperta e il bisogno quasi fisico di avere il seguito. Potete immaginare quindi la mia gioia quando ho saputo dell’uscita di Harrow; ho voluto però concedermi il tempo necessario per leggerlo e pure in versione cartacea, perché mi aspettavo qualcosa di grandioso. Devo ammettere che Harrow non è stato ciò che mi aspettavo (secondo me è impossibile da prevedere), ma sono contenta della scelta fatta (più tempo, cartaceo) e sono rimasta, di nuovo, a bocca aperta e con una voglia esagerata di stalkerare l’autrice, oltre che di avere SUBITO il seguito.

La prima cosa a cui pensi leggendo questo libro è che tipo di sostanze si cali l’autrice. A conclusione del libro speri che continui a prenderle perché, nella sua pazzia, è assolutamente geniale.

Dopo il finale da urlo (e giuro che ho proprio urlato) di Gideon un lettore normale si sarebbe aspettato che Harrow partisse da lì, che chiarisse qualcosa, che spiegasse o ci facesse capire le decisioni. Insomma che riprendesse la storia da dove l’aveva lasciata e sullo stesso binario. La Muir però non è un’autrice normale e, pur essendo cronologicamente consecutivo, cambia completamente registro. Ma proprio del tutto: ti porta a pensare di aver sbagliato libro o di non ricordare un tubo del precedente. Spiazza proprio del tutto, come se si stesse leggendo una storia parallela, che non possa convergere mai con l’altra.
Immagine originale


Ma il genio è anche questo. Arrivata al 20% (con calma eh) ho capito il perché alcune volte il Pov sia in seconda persona (sì seconda, giusto per disorientare ancora di più) e in altri in terza; circa a metà libro le mie congetture si potevano scrivere e rilegare e sarebbe venuto fuori quasi un libro, per dire quanto mi sia fatta film mentali su dove volesse andare a parare. Arrivata circa a pag.400, ho urlato: “Cazzo lo sapevo!”, senza considerare che in 140 pagine l’autrice avrebbe potuto stravolgere tutto, cosa che poi è ovviamente avvenuta.

Insomma non mi aspettavo un libro prevedibile, ma neanche il re delle montagne russe dei libri. La cosa però mi è piaciuta, moltissimo, perché a fine libro, nei deliri e nella pazzia ho finalmente scorto il filo conduttore e niente, la Muir avrà sempre la mia più totale ammirazione. Da idolatrare proprio, un altro livello.

Non vi ho detto niente della storia, avevo paura che mi uscisse il sangue dalle orecchie (chi ha letto il libro può capire), secondo me non si può raccontare, bisogna viverla. Questo è appunto un libro che non si può solamente leggere: si vive, ci si immerge nel fiume insieme ai vari personaggi, cercando di venire a capo di cose incomprensibili e apparentemente senza senso.

Oltre alla bravura dell’autrice nel creare questa storia (sono ancora in attesa del nome delle sostanze), lei ha pure uno stile che io adoro, di quelli che piacciono tanto a me: irreverente, sporco, politicamente scorretto, caustico, pungente. Mi sento anche di fare i complimenti alla traduttrice, credo che non sia stato per nulla semplice il suo lavoro e il risultato per me è eccezionale.

Se cercate una lettura di conforto, qualcosa che sappia di coerente, non dico prevedibile ma rassicurante, vi conviene non avvicinarvi neanche lontanamente a questo libro, che prende ogni piccola certezza costruita faticosamente con Gideon e la polverizza, come un attacco di thalergia su un osso da parte di una necromante (esempio a caso). Il risultato però è talmente geniale che merita lo sclero.
Voto: 5* 


Vi piacciono i libri che spiazzano?
Conoscete questa serie?







10 commenti:

  1. Dovrei farci un pensierino; ottima recensione, grazie

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  2. bella recensione Chiara, a me è piaciuto ma non così tanto... Probabilmente ho sbagliato anche il momento per leggerlo ma pazienza. Ora aspetto con ansia Alecto, vediamo dove vanno a finire tutte le mie congetture!!!

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    1. chilometri di liste di congetture! Voglio Alecto tipo ieri

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  3. Io sto aspettando il momento giusto per leggerlo

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    1. fai benissimo, perché bisogna essere concentrati su questo

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  4. Mamma mia che recensione. Qualcosa di travolgente le tue parole e da quanto leggo l'autrice.

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  5. Recensione trascinante di cui condivido ogni singola parola! Anch'io ho amato alla follia sia il volume precedente sia questo, e se il prossimo non viene pubblicato alla svelta prenderò lo spadone a due mani e ci infilzo qualcuno! Ilaria

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    1. Sì sì, sopportiamo la nausea e agiamo! Grazie Ilaria

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