sabato 30 luglio 2022

5 blogger per un autore #10 - Margherita Oggero

Torna questa rubrica, a cui tengo molto anche per la splendida collaborazione con alcune blogger che ormai conosco da diverso tempo e che stimo molto, Daniela del blog Un libro per amico, Baba del blog Desperate Bookwife, Ombretta del blog Ombre di Carta e Chicca del blog Librintavola .

Appuntamento bimestrale in cui noi 5 bologger leggeremo un romanzo di un autore o autrice scelto di comune accordo di cui abbiamo voglia di approfondire la conoscenza oppure di scoprirlo.
 
Grazie a Ombretta per la grafica
 
Per questo appuntamento il nome scelto è: Margherita Oggero.
 
Finalmente ho recuperato questo libro, comprato durante la sua presentazione al Salone di Torino nel 2018:
Autrice: Margherita Oggero
Titolo: Non fa niente
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2017
Pagine: 244

Trama:
«Può esistere un amore di madre che non contempli l'esclusiva? La natura ha davvero leggi cosí rigide da non ammettere eccezioni?» Esther e Rosanna stipulano un patto, per qualcuno forse scandaloso, inaccettabile. Un patto che cambia per sempre le loro vite. Nel 1933, in uno dei momenti più cupi per l'Europa, Esther ha dovuto lasciare Berlino, il suo innamorato, la sua libertà, ogni promessa di futuro. Ora è una giovane donna colta, dall'intelligenza tormentata, la cui eleganza sconcerta l'arcigna suocera piemontese. Rosanna invece è cresciuta in mezzo alle risaie, non ha potuto studiare e la sua bellezza le ha giocato un brutto tiro trasformandola in fretta in una creatura determinata e sensuale, ansiosa di cambiare la sua esistenza. Cos'abbiano in comune due donne cosí, non ci vorrà molto a scoprirlo. Sono vive nonostante tutto, profondamente capaci di amare e d'insegnarsi qualcosa l'un l'altra. Un giorno Esther domanda a Rosanna di aiutarla ad avere un figlio, «come nella Bibbia fece Agar per Abramo e Sara». Il loro universo non esclude affatto gli uomini. Esther è legata al marito Riccardo da una complicità generosa e Rosanna ama Nicola con un'irruenza passionale, che trova negli assolo e nelle improvvisazioni jazz la sua colonna sonora. Intanto il mondo va avanti e le interroga senza risparmiarle: dalla guerra alla Torino postbellica che si avvia alla ricostruzione, passando per Bartali e Togliatti, gli anni delle rivolte studentesche e il terrorismo, fino alla caduta del muro di Berlino. I giorni si riempiono di cose da fare, giacche di pannofix, segreti condivisi, paure, entusiasmi, scommesse, Fiat 1100 che arrancano su autostrade pericolose appena costruite. È la vita che corre, la vita di due amiche che non saranno mai piú sole.


Adoro questa autrice, ho approfittato di questa rubrica per recuperare finalmente questo libro, acquistato più di tre anni fa a una presentazione che mi ha a dir poco entusiasmata.

Non fa niente, “Fa pa nen” in piemontese, o meglio nicevò come specifica nel libro l’autrice, è un modo di dire, ma anche un modo di vivere, che diverse persone nel dopoguerra hanno dovuto adottare.

Il libro racconta proprio le vicende di due donne, Esther e Rosanna, da quando si conoscono nel dopoguerra fino agli anni ‘90, racconta della loro amicizia straordinaria, pure nel senso di inusuale, e delle loro varie vicissitudini, con diversi cambi temporali anteriori per spiegare il perché di alcune scelte, facendo conoscere al lettore anche qualcosa del nazismo e del periodo bellico.

Non un racconto di storia, in quanto molto incentrato sulla vita delle due protagoniste, ma comunque un romanzo storico, in cui l’autrice è riuscita a ricreare senza troppi fronzoli l’aria che si respirava allora.

Esther è un’ebrea tedesca, una filosofa, colta e mondana, che si vede a poco poco sgretolare tutto davanti agli occhi e che per tutta una serie di vicissitudini si sposa con Riccardo, imprenditore di provincia piemontese. La vita in paese, nettamente diversa dalla vivacità di Berlino, sta stretta alla donna e come se non bastasse tutto ciò che ha subito, la sorte le vieta pure la gioia della gravidanza, sia per lei che per Riccardo, che tanto ama e la ama. Qui interviene Rosanna, la cui bellezza in passato l’ha solo penalizzata, che accetta un patto improbabile, dona loro un figlio. Da tutto questo, oltre ad Andrea, nascerà un legame tra le due donne che prevaricherà la mera amicizia, un affetto indissolubile e duraturo.

La Oggero sa il fatto suo nello scrivere, è veramente capace a ricreare le atmosfere. In questo libro, soprattutto all’inizio, ho proprio apprezzato questo suo raccontare senza esagerare, facendo però respirare l’aria giusta; sulla parte finale però secondo me è venuta fuori la sua vena da insegnante e ho trovato le nozioni come snocciolate per impararle, sempre legate al filone raccontato, ma meno vissute, più scolastiche, spesso anche sbrigative, come per ripassare gli avvenimenti e passare oltre.

Mi è piaciuta la storia, la contrapposizione tra città e provincia, tra proletariato e borghesia, il fatto che alla fine si cerca sempre ciò che non si ha, per poi tornare alle origini.

Ho apprezzato molto le protagoniste, inusuali senza dubbio anche se un po’ fredde. Ho faticato a provare empatia per loro, nonostante tutto.

Mi aspettavo più coinvolgimento, fino a metà libro c’è stato, per poi perdersi un po’.

Una storia interessante e diversa dal solito, anche se non così coinvolgente.
Voto: 3.5*


Conoscete questa autrice?
Passate a leggere anche gli altri blog
 
 Per settembre leggeremo Maurizio De Giovanni

 

4 commenti: