martedì 17 luglio 2018

Recensione "Non dire cazzo" di Francesca Rimondi

Autrice: Francesca Rimondi
Titolo: Non dire cazzo
Editore: Frassinelli
Data di pubblicazione: 26 giugno 2018
Pagine: 340

Trama:
«C'è un grosso equivoco dietro ciò che leggerete, che mi tocca molto da vicino in quanto Figlio Numero Uno, il cui unico ruolo nel romanzo è far sorridere il lettore con le proprie sfighe adolescenziali in mezzo alle tragedie-che-fannopiangere- però-sono-raccontate-con-leggerezza della vita di mia madre, tra cui il filone in perfetto stile 'Quasi Amici' di mio nonno in ospedale, che se lo leggesse so che si incazzerebbe più di me. Mi sento perciò in dovere di precisare alcune cose. Il primo punto è la sottile linea di demarcazione tra autobiografia e finzione letteraria che l'autrice si ostina a dichiarare evidente e scontata. Non vedo come sia possibile, dato che nemmeno io, personaggio partecipe in prima persona, mi accorgo della distinzione. Quindi la mia priorità assoluta è chiarire a tutti che ogni singolo episodio che riguarda me è, per utilizzare i termini da intellettualoide damsiana di mia madre, un espediente narrativo il cui fine è quello di evitare al lettore di tagliarsi le palle tra un monologo depresso di lei sola a lavorare a Clear Valley e un monologo depresso di lei sola a lavorare a Jesi.
Che poi non le mancavano gli espedienti narrativi per strappare due risate. La luna di miele in stile commedia-americana-con-Ben-Stiller dove la mettiamo? E tutti gli episodi della 'pisina'? Mio fratello, Numero Due, praticamente, è un fenomeno da baraccone; non appena crescerà e leggerà questo libro, nella migliore delle ipotesi scapperà di casa, nella peggiore diventerà un serial killer. Per non parlare della possibilità che questa invenzione di pura fantascienza - ci tengo a sottolinearlo - diventi famosa. Io sarei costretto a cambiare paese, per dire. Ma è un'ipotesi molto remota. Voglio dire, senza offesa eh mà, tu scrivi come Foster Wallace e dentro c'è tutto: c'è lo sfoggio del tuo bagaglio musicale con i continui occhiolini che strizzi al lettore, c'è persino la critica sociale attraverso le chat WhatsApp delle mamme... Però è una raccolta di post di Facebook, non può diventare famoso, cazzo, anche se va detto che come lettura da cesso è ottima.
L'unica cosa a cui devo stare attento è che nessuno sotto la soglia dei venticinque anni si impossessi di una copia. Nel frattempo, mi raccomando, in attesa della mia versione più veritiera (Non rompere il cazzo), non datele troppo retta.»

Dalla postfazione di Numero Uno

Prima di parlarvi di questo libro sono necessarie alcune premesse:
  • amo i miei figli, più di ogni altra cosa al mondo (capito Riky? Persino più di Loki, giuro!) ma non sono quella che si dice una madre che li idolatra;
  • non troverete post su facebook in cui mi dichiaro orgogliosa per esempio delle loro pagelle, piuttosto stupita. Non troverete neanche quelli in cui li ritengo superiori alla media o in cui mi vanto di loro. Ovvio che sono orgogliosa ma loro non sono perfetti e per questo li amo ancora di più;
  • tra le mie amiche blogger sono conosciuta come quella che si dimentica i figli, chiedete a loro. C'è una ragione ovviamente ma non stiamo lì a sottilizzare;
  • al lavoro io e una collega ci contendiamo il premio di peggiore madre per tutte le cazzate gli errori che combiniamo;
  • questo libro mi è stato proposto e io sono sempre sincera, chi l'ha fatto lo sa. Mi sono innamorata della mail di presentazione, non potevo non leggerlo con delle parole così, ma mi aspettavo un'altra cosa, un libro che parlasse di adolescenza;
  • ho letto la recensione di una collega blogger e le mie aspettative sono cambiate, pensavo di trovare una cosa tipo post di facebook, scorrevoli ma niente di più;
  • le mie aspettative, come è giusto che sia, sono state disattese in tutto leggendolo.
Ora vi racconto come è andata. L'ho cominciato e per le prime 30 pagine circa concordavo con la recensione della collega poi qualcosa è scattato, forse mi sono abituata allo stile così particolare, e ho cominciato a ridere così forte da farmi uscire le lacrime e farmi chiedere da mio marito se era tutto a posto o se ero solo scema. La seconda. A un certo punto ho smesso di ridere a ogni pagina perché le cose si fanno più profonde o semplicemente io ho disattivato il neurone idiota e ho cominciato a pensare. Fatto sta che mi ci è voluto tempo per finirlo, mi sono dovuta fermare spesso per metabolizzare e devo dire che questo libro mi ha fatta riflettere tantissimo. Mi sono trovata diversi volte con la mente nei concetti che l'autrice ha espresso fra le righe, a ciò che in realtà secondo me voleva far arrivare, riassumibile in questa sua frase:
Nessuno mi aveva avvertito. Nessuno mi ha detto che dopo i quaranta il tempo ti passa così, ad accudire vecchi e bambini, crescere tutti, cercare tracce nelle loro espressioni, vecchie e bambine, nel loro cercami, tutti che ti cercano e io che cerco loro. Forse avrei gentilmente rifiutato, «no grazie, ragazzi, non è roba per me».
È trapelato quel senso di inadeguatezza, quello sconforto nel renderti conto che il ruolo che ti hanno appiccicato non ti piace e non sei così capace a eseguirlo, che in qualche modo hai deluso le aspettative, tue e degli altri. E ti dispiace ma troppo in colpa non ti senti, perché non è giusto.
Quindi non è stata una lettura veloce, troppo da capire, da interpretare per poter andare veloce. Devo dire però che il procedere lentamente non mi è dispiaciuto, anzi mi ha tenuto buona compagnia.
Altro motivo che mi ha rallentata è lo stile dell'autrice, ragione anche della comparazione ai post facebook (secondo me non vera). È decisamente particolare, fatto principalmente da frasi brevi e dialoghi, pagine e pagine di dialoghi. Subito per me è stato destabilizzante, ma una volta abituata non è più stato un problema, anzi ho iniziato anche a parlare come Numero Due, per buona paze dei miei familiari.
Oltre alla forma inusuale Francesca Rimondi è un concentrato di ironia, ma di quella un po' cattiva, secondo me non fruibile da tutti. A me questo suo lato politicamente scorretto è piaciuto tantissimo, è quello che mi ha fatta ridere così tanto da trasformarmi in panda per il trucco sbavato.
L'autrice chiama le cose con il loro nome, senza paura di apparire sbagliata. Questo suo dire le cose senza filtri, facendo venir fuori sicuramente non un quadro idilliaco, sottolineando caratteristiche e difetti che sono anche miei, mi ha appagata tantissimo. È raro trovare un libro autobiografico così poco (proprio niente) encomiastico. Per me l'ironia, proprio questo tipo, è il punto di forza maggiore.

A fine lettura posso dire che questo libro mi è piaciuto, tanto, tantissimo. Mi ha toccato corde che non credevo fossero presenti, mi ha fatto ridere e provare malinconia e mi ha colpito nel profondo. Continuo a parlarne con colleghe e amiche, continuo a pensarci.
Mi rendo conto che non è un titolo per tutti, che non può piacere a ogni annoiata casalinga cinquantenne (questa è una frecciata per Numero Uno), ma io, dopo un rodaggio iniziale, l'ho amato tantissimo e lo consiglierò a chi penso possa capirlo (collega sappi che non potrai esimerti).
Quindi grazie Francesca, anche perché ora mi sento meno pessima come madre. Grazie anche per il terrore che mi attanaglia perché fra poco avrò due Numeri in adolescenza. E perché ora guardo ai malanni dei miei genitori con angoscia. Ho solo una domanda però: cazzo sono i Camuni?
Voto:

Il libro del cazzo (soprannome sopraffino lo so) si è trasformato in cazzo che libro. Spero di avervi fatto capire qualcosa, soprattutto delle emozioni forti trasmesse. Vi ho incuriosito?

Piccola nota: libro ad alto altissimo contenuto di parolacce, come potete constatare può essere contagioso. 


20 commenti:

  1. Uaooo Chiara ti è piaciuto proprio! Mi aspettavo una recensione negativa e invece mi hai spiazzato. Diciamo che da ora in poi lo guarderò con meno scetticismo ma non lo leggerò per il momento. Buona giornata!

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    1. ero partita con preconcetti e mi ha spiazzata. Sicuramente non è un libro facile né adatto a tutti ma a me è proprio piaciuto

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  2. abbiamo parlato di questo libro anche in altri contesti. ne ho sentito parlare malissimo da qualcuno molto bene da te. come sempre queste tue recensione così smaccatamente emotive sono quelle che preferisco. dai il meglio di te. mi piace quello che tiri fuori con ironia ma soprattutto con sincerità. chissà che un giorno anche io non lo legga. :)

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    1. Grazie Chicca. L'unica cosa giusta da fare per farsi una propria opinione è leggerlo. Senza fermarsi però alle prime pagine perché, nel mio caso, ci ho messo un attimo a entrare in sintonia con lo stile

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  3. La postfazione la trovo straordinaria e da sola basterebbe a convincermi a leggere il libro, se poi ci mettiamo la tua straordinaria recensione, sono fregata! Lo leggerò ahahahhah
    Bravissima

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    1. tu anche potresti apprezzare questo libro, hai anche la "condizione" di vita giusta

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  4. Una recensione davvero bella soprattutto perchè tu hai il coraggio di metterci qualcosa di personale che le dà quel valore aggiunto. E poi... sul finale mi hai fatto troppo ridere XDD

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    1. Grazie Vale, mi fa tanto tanto piacere

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  5. Sono pronta! Se mi ha incuriosita la tua recensione? Tantissimo, non vedo l'ora di leggerlo e poter fare due chiacchiere e magari anche qualche risata..

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    1. non potevo non citarti e sono curiosa di sapere la tua opinione

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  6. Messo in WL, mi incuriosisce molto :)

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  7. No vabbé... me fai morì. Potrei leggere questo libro solo per conoscerti meglio, ma cazzo, m'hai fatto venire l'angoscia con tutte queste profondità!

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    1. nooooo, non angosciarti, piuttosto ridi un po'! Un bacio

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  8. Questa recensione mi è piaciuta proprio tanto che mi è venuta voglia di leggere presto questo libro 😉

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    1. Grazie Alessia, che piacere mi fanno le tue parole

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  9. Mi ero persa questa recensione ma che bella che è Chiara. Si vede quanto questo libro ti abbia colpito e in positivo. Sono daccordissimo che quando un libro ci attira ma leggiamo pareri contrastanti sia sempre meglio leggerlo e avere un'opinione propria perchè così cambia tutto quindi direi che hai fatto benissimo.

    p.s. secondo me invece sei una mamma bravissima

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    1. Grazie Susy, che belle parole, mi fanno veramente piacere

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  10. Ma sai che quasi quasi, dovesse capitarmi...potresti avermi fatto cambiare idea!

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    1. è un libro molto particolare ma che mi ha colpita tantissimo

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