mercoledì 4 luglio 2018

Questa volta leggo... #6 - Recensione "Tu che sei di me la miglior parte" di Enrico Brizzi

Buongiorno oggi tocca a questa rubrica, ideata da me,  Dolci e Laura.


Ogni mese verrà scelto un argomento e troverete le recensioni sui vari blog partecipanti. Ognuno quindi avrà un titolo diverso, sarà una specie di catena di recensioni, tutte con un comun denominatore.

L'argomento di giugno è

Libro ambientato in Italia

Per questo argomento ho subito pensato all'ultimo libro di Enrico Brizzi, di cui la casa editrice Mondadori mi ha omaggiato di una copia digitale.

Autore: Enrico Brizzi
Titolo: Tu che sei di me la miglior parte
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 29 maggio 2018
Pagine: 543

Trama:
Bologna, anni Ottanta: Tommy Bandiera, orfano di padre, cresce con la mamma Alice e la famiglia di lei. I racconti dell'avventuroso zio Ianez, i giochi condivisi con gli amici Athos e Selva fra cortile e parrocchia, e le prime, timide, relazioni con le coetanee scandiscono le tappe della sua crescita sino alla sconvolgente apparizione del vero amore. L'impareggiabile Ester, però, fa battere il cuore anche al nuovo arrivato Raul, che di Tommy diventerà la guida e la nemesi, il modello irraggiungibile e il "peggiore amico" capace di scortarlo attraverso le prove iniziatiche tutt'altro che innocenti dell'adolescenza.
L'asimmetrico triangolo che li lega negli anni delle scuole superiori prenderà via via i colori di una tenera educazione sentimentale e di una conturbante lotta per trovare il proprio posto nel mondo; la meraviglia e la fatica del diventare grandi li metteranno di fronte a scelte non scontate e passi senza ritorno, tradimenti che li sprofonderanno nell'abisso della disperazione e inattese prove di lealtà capaci di riaccendere la fiducia, sino alla grande, incancellabile, avventura che vedrà i tre ragazzi protagonisti nell'estate dei diciott'anni.
Tu che sei di me la miglior parte non è solo un'eccezionale panoramica dell'Italia anni Ottanta e Novanta rischiarata dalla prodigiosa memoria mitopoietica dell'autore - ci sono le musicassette TDK e le festicciole delle medie, lo zaino Invicta e la Vespa, i concerti scolastici e le risse sulle gradinate degli stadi - ma s'impone come un maestoso, ironico e commovente romanzo di formazione, delicato come il fortunatissimo Jack Frusciante è uscito dal gruppo e potente quanto lo sperimentale Bastogne; i ragazzi protagonisti sono chiamati a fare i conti con l'amicizia e l'amore, la rabbia e la speranza, la scoperta del sesso e la tentazione delle sostanze proibite, la lontananza degli adulti e l'urgenza d'incamminarsi in prima persona verso un avvenire da conquistare un giorno alla volta.

Di Enrico Brizzi avevo letto solo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, e l'ho fatto quando il libro è stato pubblicato, giusto qualche anno fa ecco, e ne ho un ricordo bellissimo. Questo nuovo titolo ha avuto su di me un fascino magnetico, io dovevo leggerlo e così ho fatto. 
Questa però è stata la conferma che crescendo si cambia, perché la sensazione di essere travolta dalla storia, come capitato da ragazza, in questo caso non è successa.

Tu che sei di me la miglior parte mi ha catapultata nel viale dei ricordi della mia infanzia e adolescenza, lasciandomi in questo quasi senza fiato. La ricostruzione di quel periodo è da pelle d'oca.
L'autore ha più o meno la mia età e ho rivissuto esperienze e sensazioni che erano ormai ricordi sfuggevoli, a volte mi è sembrato di riprovare quelle emozioni, quasi persino assaporando sapori e odori. 
Un ritorno al mio passato, che mi ha fatta emozionare molto, rivivendo canzoni, film, modi di dire, tutto quanto.

Però poi è finita lì. Cerco di spiegarmi meglio e premetto che secondo me io non ho capito l'essenza di questo libro.
In tutto questo rimembrare e rievocare ero sempre in attesa di qualcosa, della svolta della storia, anzi della storia stessa. Ho avuto come l'impressione che non si arrivasse a niente, che mancasse il filo conduttore, il contenitore. 

Il libro racconta di Tommaso, prima bambino e poi ragazzino e delle sue esperienze. Basta. Una specie di resoconto della sua vita: i suoi familiari, i suoi studi, i suoi amici, il suo tempo libero, la sua passione per il calcio ecc.  Ma alla fine di tutto questo non mi è rimasto nulla. Ho conosciuto meglio Tommy, ho apprezzato alcune sue scelte, mi sono indignata in altre e mi sono rivista in altre ancora, ma finito questo basta. Una serie di aneddoti, che ho letto volentieri e che mi sono piaciuti, ma che non mi hanno lasciato nulla né mi hanno spinta a leggere in ogni momento.
Se avessi dovuto mollare il libro a metà non avrei patito, non avrei avuto il fastidio di non sapere cosa sarebbe successo.
La trama sfiora argomenti molto importanti, tra cui il bullismo, la violenza legata al calcio, il rapporto con la Chiesa, le varie dinamiche familiari, le differenze sociali... ma appunto li sfiora, ci passa accanto e non li approfondisce. Mantiene un tono quindi quasi allegro, lanciando frecciatine sottili ma lasciandole così, a depositare. Anche qui ho sentito la mancanza di un approfondimento.

Ci ho messo molto a finirlo per tutti questi motivi, oltre che per la mole non indifferente, ma non posso dire che non mi sia piaciuto. Lo stile dell'autore è ironico e d'impatto, ma io non sono riuscita a cogliere il significato del libro. 

Per me quindi è stata una lettura impegnativa, non brutta ma che non mi ha coinvolta come speravo.
Voto: 


Le altre tappe di questa rubrica


Appuntamento a settembre con questa rubrica, in agosto pausa estiva.


34 commenti:

  1. Devo leggerlo pure io. Vedremo. Anche se da Brizzi, dopo "il matrimonio di mio fratello", mi aspetto molto.
    Ciao da Lea

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    1. Spero che a te piaccia di più, verrò a leggerti. Ciao Lea

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  2. Di Brizzi non ho letto nulla e se devo essere sincera non mi ha mai attirato. Da una parte rivivere l'infanzia e l'adolescenza attraverso musica, oggetti ed altro mi piacerebbe, dall'altro mi sa che mi farebbe sentire vecchia e non so quale sensazione avrebbe la meglio

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    1. ho rivissuto quegli anni senza sentirmi vecchia, in questo è stato proprio bravissimo

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  3. Mmmmh non lo so, questa tua recensione mi lascia un po' perplessa...

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    1. Credo proprio di non averlo capito io

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  4. anche io come Erica non ho mai letto Brizzi. dubito che questo libro faccia per me, non lo sento nelle mie corde e la tua recensione mi sa che ha dato il colpo finale :D

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    1. se non lo senti tuo allora lascia perdere, oltretutto è impegnativo

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  5. Io come te ho amato Jack Frusciante e per i tuoi stessi motivi mi attira questo titolo. Ma ora...che fo? Intanto ci penso
    Bacci

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    1. Aspetta chi ti consiglia sempre, così decidi

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  6. Recensione sempre attenta e ben argomentata. Non so se lo leggerò, però non lo escludo

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    1. Grazia Maryella, ho faticato a farla così come a leggere il libro

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  7. Non ho mai letto niente di questo autore, anche se magari, prima o poi, proverò qualcosa di suo. Mi spiace che non si sia rivelato all'altezza delle tue aspettative e che sia stata una lettura che, a parte un giretto sul viale dei ricordi, non ti abbia lasciato nulla!

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    1. dispiace molto anche a me, il ricordo che avevo di Jack Frusciante era meraviglioso

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  8. Ciao Chiare! Nemmeno io ho letto nulla di quest'autore anche se Jack Frusciante è uscito dal gruppo me lo ricordo benissimo. All'epoca se ne parlò davvero molto...

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    1. Lo lessi proprio per il successo che aveva ottenuto, secondo me meritatissimo

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  9. Ho visto il film Jack Frusciante e non mi ha fatto impazzire quindi leggere il libro non mi ispirava, questa pubblicazione mi ha sfiorata appena perchè non so continua a non ispirarmi molto e dopo le tue parole ne sono ancora più sicura.

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    1. Non ho visto il film, né intendo farlo. Voglio conservare il ricordo bello della lettura

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  10. Ok il mio commento si è perso nell'etere... Brizzi non mi ispira. Ho qualche suo ebook, comprato in un momento di shopping compulsivo ma sono là e credo ci resteranno.

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    1. ha uno stile particolare che deve piacere. Forse io non ho capito bene questo o forse il ricordo di Jack Frusciante mi ha ingannata. Sicuramente scrive bene ma non mi ha coinvolta come speravo

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    1. e allora lascia perdere. Visto? Siamo generose

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  12. Io Jack Frusciante non l'ho mai letto. Brizzi l'ho scoperto con "Il matrimonio di mio fratello", regalatomi da un certo scrittore napoletano. Questo libro mi aspetta, buono buono, nella cassetta della tbr di agosto. Ti farò sapere!

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    1. sono veramente curiosa di sapere la tua opinione, anche per capire se è un problema mio (come credo)

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  13. E' un libro che mi incuriosisce parecchio. Lo metto in Wish List.

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  14. Come sai ho letto questo libro il mese scorso, era il mio primo incontro con Brizzi e l'ho apprezzato molto. La sua capacità di rievocare fatti e momenti di quel periodo storico è semplicemente stupenda ma effettivamente la trama è semplicissima e lineare: la vita di un ragazzo che nel bene e nel male cerca di emergere.

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    1. ricordo bene la tua recensione e mi dispiace non averlo saputo apprezzare di più

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  15. Ciao Chiara,
    purtroppo devo dire che questo libro non mi attira particolarmente. In questo periodo mi distacco un po' da tutto, sarà per la prossima!

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    1. Se non ti ispira passa oltre, fai bene

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  16. Non ho mai letto nulla di Brizzi. Se riesco a fare pace con il muro di libri ancora da leggo, forse, potrei farci un pensierino...

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  17. Ecco dove avevo sentito questo autore. Ho visto il film di Jack e non mi era dispiaciuto, dovrò aggiungere anche lui alla tbr...

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    1. non ho visto il film ma non lo voglio recuperare perché ho il ricordo bella della lettura fatta. Stesso motivo per cui non lo rileggerò

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