domenica 17 gennaio 2021

L'angolo vintage 2.0 - Recensione "La città degli orsi" di Fredrik Backman

 Buongiorno lettori, torna puntuale questa rubrica inventata da me (nel 2016) che è stata rivista e alla quale si sono aggiunte compagne di viaggio. L'idea sembra piaciuta (ha pure dato spunto ad altri), ne sono veramente felice, questo mese potrete trovarla anche sui blog: La nostra passione non muore ma cambia colore - Le mie ossessioni librosi - La biblioteca del libraio - Libri al caffè


In cosa consiste la rubrica? Anche se la qualcuno pensa che a noi blogger i libri vengano sempre e solo regalati vi assicuro che non è così, noi ne compriamo e pure tanti! Se poi si è un po' compulsivi, tipo me e le mie socie, ci si ritrova ad avere intere pile di arretrati da leggere.
Quindi ogni mese sceglierò (magari facendomi aiutare con qualche sondaggio sui social) un libro comprato da un po' e non ancora letto e lo recensirò. Sarò in compagnia e pubblicherò ogni 17 del mese.

Per questo mese ho scelto questo libro, presente nella mia lista dei 15 vintage da recuperare nel 2021.

Il libro:
Autore: Fredrik Backman
Titolo: La città degli orsi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 12 giugno 2018
Pagine: 450

Trama:
"È l'inizio di marzo a Björnstad e non è ancora successo niente. È venerdì e tutti sono in attesa. Domani la squadra juniores del Björnstad Hockey giocherà la semifinale del massimo campionato nazionale giovanile. Quanto può essere importante?" Molto importante, decisivo. Perché Björnstad, la Città degli Orsi, è così piccola e sperduta in mezzo ai boschi che, se non fosse per il suo enorme lago ghiacciato capace di attirare la gioventù dei dintorni, sarebbe un luogo dimenticato da tutti. Ora gli abitanti stanno con il fiato sospeso in vista della semifinale, le speranze e i sogni sono sulle spalle di un gruppo di adolescenti. Una responsabilità enorme, anche troppo.
Nel momento di massima tensione le cose precipitano nel peggiore dei modi. La piccola comunità deve affrontare qualcosa di inaudito: una ragazzina è messa con le spalle al muro, l'eroe dell'hockey è accusato di una colpa orribile, il paese intero si scaglia compatto contro una famiglia. All'improvviso, la grande speranza che ha unito gli abitanti della Città degli Orsi si incrina lasciando emergere segreti e rivalità, in una corsa contro il tempo verso un fucile a due canne puntato contro una persona.
Con questo romanzo animato da un'intensa forza drammatica, Fredrik Backman abbandona i toni ironici dei suoi esordi e racconta una storia dove la solidarietà e l'amore combattono con l'ambizione e l'agonismo, una storia che a ogni pagina obbliga il lettore a chiedersi: Cosa farei se mi trovassi in questa situazione?


Ho comprato questo libro tempo fa, spinta da qualche recensione e dall'accenno all'hockey, sport che fa parte della mia quotidianità. Non avevo ben inquadrato che tipo di libro fosse (sulle prime credevo un thriller), semplicemente mi incuriosiva e sentivo una spinta ad averlo. Il mio istinto ha avuto ragione. 

Siamo a Björnstad, piccola cittadina svedese attorniata dal bosco, che ogni giorno sembra riconquistare un pezzo di terra. Questa è una città di hockey, è un piccolo centro in cui ogni persona è legata in qualche modo a questo sport che è vissuto in maniera differente da una semplice passione sportiva: è qualcosa che ha radici profonde nella tradizione ed è anche una speranza per il futuro. La squadra degli juniores, infatti, ha raggiunto vette inaspettate e insperate, una loro vittoria potrebbe portare miglioramenti alla città sotto molti aspetti: lavorativi, innovativi, di futuro insomma. Questo è reso possibile anche grazie a qualche eccellenza, primo fra tutti Kevin, un prodigio. Ma cosa succede quando capita qualcosa di veramente brutto? A chi credere? È giusto buttare via il futuro sulla base di supposizioni o comunque la morale deve prevalere sull'ambizione? 


Questo libro affronta tematiche veramente profonde e non dà una risposta univoca, cosa che mi è piaciuta moltissimo. L'autore racconta il comportamento di persone, di una città intera, di fronte alla scelta fra cosa è giusto e cosa è meglio. Detta così sembra scontato, ma (e qui di nuovo ho apprezzato molto) le persone hanno opinioni e vissuti diversi, punti di vista differenti e soprattutto motivazioni personali. Pur avendo io un'idea precisa di che cosa mi sarebbe piaciuto capitasse, ho apprezzato moltissimo l'assenza di retorica, la voglia di raccontare ogni sfaccettatura. Un esempio, secondario rispetto al resto, è dato dalla madre di Filip, un giocatore degli juniores. Credo mi sarei comportata così anche io, nonostante tutto, in assenza di colpe gravi avrei scelto il bene di mio figlio, in maniera egoistica. 

La città degli orsi è un libro complesso, difficile, che scava dentro e fa scaturire profonde riflessioni sulle persone, sulla famiglia, sull'amicizia, sulla società e sullo sport. Non si può divorare, bisogna viverlo piano piano. A livello di trama non è così ricco, la sinossi è praticamente tutto ciò che accade, perché è incentrato sulla psicologia dei vari personaggi che sono molti. La narrazione quindi è lenta, ma necessaria per acquisire ogni dettaglio. 

È una storia introspettiva, che segue molti fili, complessa e importante. L'autore si prende tutto il tempo necessario per far entrare il lettore nel contesto, ambientazione e abitudini. I personaggi, che come dicevo su sono tanti, sono descritti benissimo e io non ho mai fatto confusione. Tra tutti il mio preferito è stato Benji, perché la sua lealtà mi ha colpita nel profondo. Mi ha fatto riflettere inoltre che fra tutte le persone citate, i più coraggiosi sono stati due ragazzi di 15 anni, messaggio che l'autore ha voluto far pervenire. 

Questo libro ha avuto un impatto fortissimo su di me anche perché, come ormai saprete, nella mia vita l'hockey è molto importante. La città degli orsi è un libro che parla tantissimo di hockey, nonostante le partite giocate siano solo due. È una storia che affronta tutto il mondo di questo sport così particolare e che esige così tanta dedizione. Ho apprezzato non poco la riflessione a 360° su cosa vuol dire sia giocare a hockey che essere una città di hockey, su sponsor, direttori sportivi, spettatori ultras, aspettative varie, genitori invadenti, allenatori che sono venerati ma poi buttati via quando non servono più, sul fatto che davvero solo uno su mille può farcela, ma quando si scopre un talento così si sente persino profumo di ciliegi fioriti

Vivo in un paesino che ha una tradizione fortissima per questo sport, sono responsabile di categoria di mio figlio, ho vissuto queste pagine con una consapevolezza diversa e spero di averne tratto beneficio, di ricordarmi sempre che sono ragazzini e non prodotti, che la loro passione non deve diventare la loro condanna, che questo sport può dare tantissimo, ma può anche essere stravolto. 

Il finale mi è piaciuto e conclude la storia, facendo anche qualche spoiler sul futuro, ma so che esiste un seguito, che ora ovviamente voglio leggere. 
La città degli orsi è un libro intenso, introspettivo, complesso, assolutamente da leggere
Voto: 4.5*



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12 commenti:

  1. Non conosco questo libro, grazie per la recensione

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  2. Questo proprio non lo conoscevo. Sembra davvero molto interessante!

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  3. Lo voglio!!! È adatto anche ai ragazzi o è troppo "adulto"?

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    1. Daniela ti ho pensata leggendolo. Non è un libro crudo, ma è molto lento e introspettivo, secondo me non è adatto ai ragazzi

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  4. Lo sai che mi hai incuriosita tanto? L'ho messo in lista

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  5. Ciao Chiara! Io non conosco il mondo dell'hockey, ma la vicenda raccontata mi sembra coinvolgente :-)

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  6. Mai sentito parlare di questo libro e dalla tua recensione sembra proprio da leggere!

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