lunedì 5 giugno 2017

Recensione "Mio fratello rincorre i dinosauri" di Giacomo Mazzariol - Perché te lo dico io! #4

Buongiorno e buon inizio settimana. Finalmente torno con questa rubrica, in collaborazione con Lea del blog Due lettrici quasi perfette, che purtroppo ultimamente ho trascurato.


E' un'idea che è nata parlando della nostra passione comune: i libri di narrativa per ragazzi. Ogni volta una di noi consiglierà all'altra un titolo, spiegando il perché di quella scelta e ci sarà la recensione. La cadenza sarà del tutto casuale perché noi due in fondo ci sentiamo ancora adolescenti e quindi pubblicheremo quando ci pare e piace!

Lea mi ha consigliato questo libro dicendo:
Vi invito a leggere questo libro: una volta che sarà tra le vostre mani non ci sarà bisogno di altro. Parlerà da solo, con le voci dei suoi protagonisti, andremo a fare un viaggio a Castelfranco Veneto, andremo nei parcheggi vip, nelle scuole, nei campeggi al mare, al cinema e nel cuore di questa famiglia che senza fare proclami ribadisce, con ogni azione e parola, che la vera forza nasce dall'amore e dall'accettazione. E da un pizzico di sana ironia.

Autore: Giacomo Mazzariol
Titolo: Mio fratello rincorre i dinosauri
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 26 aprile 2016
Pagine: 176

Trama:
Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l'adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosí sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico. Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.
Insomma, è la storia di Giovanni, questa. Giovanni che ha tredici anni e un sorriso piú largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato». Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l'altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai piú di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche. Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.


Giovanni che va a prendere il gelato.
-        Cono o coppetta?
-        Cono!
-        Ma se il cono non lo mangi.
-        E Allora? Neanche la coppetta la mangio!
Questo libro per me è stato un pugno nello stomaco, ci ho messo tantissimo a leggerlo. Ma non perché sia crudo o particolarmente triste, anzi. Ha quasi un tono delicato, c'è una leggerezza data dall'età dell'autore che mantiene tutto il testo semplice.
Per me è stato d'impatto perché capisco fin troppo bene, vivo una situazione simile. Così mi sono trovata, con le lacrime e il sorriso sulle labbra, a centellinarmi questo piccolo gioiellino.
Giacomo Mazzariol ha un fratello Down. Quando gli comunicano che avrà finalmente un maschio con cui giocare, ma che sarà speciale lui se lo immagina come un supereroe. E Giovanni in realtà ha poteri speciali, è capace di vedere il mondo in maniera tutta sua e chi l'ha detto che sia quella sbagliata? Non segue le regole sociali classiche, magari mentre gioca a calcio si ferma improvvisamente per raccogliere una margherita e non capisce il perché tutti si arrabbino. E' capace però di tirarti fuori un sorriso sempre e di cogliere cose sulle quali troppo spesso non ci soffermiamo, come la sua immagine della guerra.
Sarebbe stato facile archiviare la cosa come una delle sue stramberie. Sarebbe stato facile pensare che non avesse capito la consegna. [...] La guerra è anche questo: andare a prendere il gelato da soli.
La parte in cui ho più sofferto è quella relativa all'adolescenza, quando Giacomo si vergogna. Lì ho patito tantissimo, proprio per Giacomo, perché anche quel sentimento è normale, ma fa male a tutti. 
Quello però che ho apprezzato è anche questo. Questo testo è privo di buonismo, non è il classico racconto che parla di diversità e di come è giusto accettarsi tutti per ciò che si è. Sì, dice anche quello, ma non è una retorica vuota. C'è sentimento, tanto e rabbia e delusione e sofferenza, ma anche gioia e affetto profondo. Si capisce da subito e si percepisce costantemente che è la sua storia, che non inventa nulla. E' scritto col cuore e con la pancia. Ed è scritto benissimo, mi sono stupita che un ragazzo così giovane sapesse scrivere così bene. E' semplice, diretto, ma molto accattivante!
Mi resi conto, quel giorno, che da troppo tempo avevo smesso di farmi domande. E che avevo smesso di farmi domande per paura delle risposte. Il mio equilibrio si basava sul non chiedere e sul non sapere. Sul non pensare
Il libro racconta anche di Giovanni, ma è soprattutto un resoconto della vita di Giacomo. Ovviamente quando in casa c'è un elemento che necessita di cure speciali, tutto ruota intorno a lui, è così fidatevi. Ma questo non deve essere per forza sempre un male. 
Grazie Giacomo, perché hai sottolineato e aiutato a capire che le fatiche, le difficoltà, l'accettazione non sono la sola cosa che succede: c'è anche gioia, affetto e scoperta di emozioni nuovi, di sensazioni che altrimenti non noteresti. E' un arricchirsi quotidianamente.
Sicuramente lo farò leggere a Federico, magari negli anni difficili, quelli delle medie. E lo consiglierò a tutti, anche solo per avere un'idea di cos'è la vita familiare con un membro speciale.
Voto:


Adesso vi consiglio inoltre di guardare il video qui sotto, girato da Giacomo e Giovanni e che ha dato origine a tutto.



Se volete arricchirvi, leggendo un libro semplice ma che rimane nel cuore, senza pretese, ve lo consiglio proprio.

E adesso mi raccomando passate qui da Lea a leggere il suo pensiero su "L'ora di pietra" di Margherita Oggero.

18 commenti:

  1. Ciao Chiara! Ho già sentito parlare tanto di questo romanzo...mi incuriosisce tanto, soprattutto perché è una storia vera!! Spero di recuperarlo presto :-)

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    1. Ciao Silvia, secondo me a te piacerà tantissimo. E si sente proprio che è una storia vera

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  2. CIao Chiara,
    bella questa rubrica e il libro che non conoscevo sembra interessante

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  3. Questo titolo lo appunto. Ho proprio voglia di una storia così speciale :)

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  4. Mi fa tanto piacere che tu lo abbia apprezzato, anche se forse quando l'ho scelto non ho pensato alle implicazioni personali. Hai trovato delle bellissime parole per descriverlo.
    un caro saluto da Lea

    P.S: Per la prossima volta avrei già un'ideuzza! ;-)

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    1. grazie Lea, mi ha fatto bene leggere questo libro, davvero! Anche io ho già un'idea

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  5. Letto tempo fa. Gran bel libro. SCritto con una certa leggerezza apre gli occhi su un mondo che non tutti conoscono ma di cui troppi hanno paura.
    Al fratello maggiore la paura passa mentre cresce l'amore e l'ammirazione per Giovanni ma a tante persone ancora oggi resta appiccicata perchè sa di "diverso", di estraneo.
    Leggessero anche loro il libro!

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    1. Ciao Patricia, hai espresso benissimo il sunto della situazione. Questo libro fa capire tante cose, mantenendo però la leggerezza che dicevi.

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  6. Questa mi pare proprio una bella lettura!

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  7. Ciao Chiara! Ho letto questo libro qualche mese fa, una storia dolcissima e speciale. Mi è rimasta nel cuore :)

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  8. ciao questo è un libro che voglio leggere.La tua recensione mi è piaciuta molto, mi ha colpito il cuore. Secondo me fa bene a tutti leggere questo libro.

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    1. bisognerebbe rendere questa lettura obbligatoria a scuola, davvero. Grazie mille

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  9. Ciao Chiara, questa tua recensione mi ha colpito! Non è lunga né particolarmente allegra, ma mi ha colpito la schiettezza con cui l'hai scritta... ogni tanto servono anche recensioni così! ;-) Andrò a cercarmi il libro e a leggerlo, grazie del consiglio libroso!! :-)

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    1. Grazie a te Lara, è un libro che merita proprio tanto

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