lunedì 23 gennaio 2023

Recensione di Ludovica - Tu leggi? Io scelgo! - "Le solite sospette" di John Niven

Buongiorno lettori, oggi tocca a Ludovica, per questa rubrica che amo molto, nata dall'idea di Rosaria e ora gestita da me e Chicca. Se vi facesse piacere partecipare fatemi un fischio.


La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante. 

Questa volta ha scelto tra le recensioni di Floriana del blog La biblioteca del libraio e ha scelto questo titolo.
 
Il libro:  
Autore: John Niven
Titolo: Le solite sospette
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 12 settembre 2017
Pagine: 346

Trama:
Quando Susan - a causa dei vizi nascosti del marito - si ritrova vedova e con la casa pignorata, insieme ad alcune amiche decide di compiere una rapina. Contro ogni probabilità, il colpo va a buon fine, e alle «cattive ragazze» non resta che raggiungere la Costa Azzurra, riciclare il denaro e sparire. Nulla che possa spaventarle, dopo tutto hanno piú di un motivo per riuscire nella loro impresa: andare in crociera e fuggire il brodino dell'ospizio.



Era da tantissimo che volevo leggere questo titolo, un po’ perché ne ho a lungo sentito parlare, e sempre con toni molto positivi ed intriganti ed un po’ perché la copertina faceva presagire una storia sopra le righe, quindi grazie a questa rubrica ed il blog da cui ho scelto, La biblioteca del libraio, ho avuto l’occasione, finalmente, di divertirmi un po’.

Avevo davvero bisogno di staccare la spina, lasciare ogni tipo di ansia e preoccupazione fuori dalla mia testa per qualche minuto, ora, giorno e sì, questo libro mi ha aiutato a raggiungere un invidiabile stato di grazia per un po’. Merito del libro, ma ancor più di questa divertente brigata, formata da quattro giovani donne che, pur di salvarsi da situazioni di vita precarie e dolorose, decidono di rapinare una banca.

 

Il primo stato d’animo che salta alla mente pensando a questo romanzo è senza dubbio la spiccata ironia, aiutato da uno stile pungente e satirico: le risate sono assicurate. In più di un’occasione sono stata guardata dai passanti con aria incuriosita ed anche un po’ stordita, ma vi assicuro che alcune scene sono così esilaranti che è impossibile trattenersi. Ma ad uno sguardo più approfondito ciò che mi ha colpito è l’attenzione che l’autore, invece, rivolge alla donna in generale, alle rinunce in ambito lavorativo per favorire l’impiego del marito, alla donna come oggetto da guardare e toccare a proprio piacimento, ma anche alla donna in particolare un po’ avanti con l’età. Oltre ad Ethel che ha più di ottant’anni, le altre tre donne, Julie, Susan e Jill, di anni ne hanno solo sessanta, ma l’autore è molto bravo ad analizzare fragilità emotive dovute ad un’età che avanza e che sembra non dover più riservare loro niente. Ed invece da una necessità, finanziaria, l’idea della rapina diventa anche un modo per mettersi alla prova, per trovare nella complicità femminile l’input per cercare soluzioni a problemi che sembrano non finire mai, diventa anche un modo per uscire da una forzata routine e darsi per un po’ alla pazza gioia, pur essendo loro delle ricercate.

Mi dispiace dirlo, perché mi sento un po’ malvagia, ma la maggior parte delle risate non è scaturita da queste quattro vecchiette e dalle numerose peripezie che si trovano ad affrontare per poter scappare intascando tutti quei soldi, quanto dal poliziotto Boscombe. È come se l’autore si fosse divertito a riversare su di lui ogni possibile, ed anche impossibile, incidente. Capitano tutte a  lui, in ogni luogo vada e qualsiasi cosa si appresti a fare pur di catturare quelle vecchie che continuano a sfuggirgli sotto il naso, lui non ha scampo: soccombe anche al destino!

 

Ciò che rende questo libro altamente leggibile è uno stile schietto, sincero, a volte un po’ scurrile, ma non fastidioso, scorrevole. I dialoghi sono pieni di brio e simpatia e questo aiuta a conoscere più a fondo le protagoniste, le loro storie, anche se tristi e drammatiche, i sentimenti che le hanno spinte a compiere un gesto così azzardato come svaligiare una banca.

Decisamente un libro da leggere tutto d’un fiato, per far tornare il sorriso in giornate buie e silenziose.

Voto: 4*

Le altre recensioni:




7 commenti:

  1. Ciao Chiara, ho letto questo romanzo qualche anno fa, ma lo ricordo ancora con molto piacere e concordo con tutto quello che hai scritto :-)

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  2. Ho iniziato ben due volte questo libro incuriosita dal pensiero di una mia amica. Alla fine non sono riuscita terminarlo, non so dirti precisamente perchè. Forse non mi ispirava tanto, forse era un momento no. Ormai non mi sforzo più di tanto a leggere libri che non mi chiamano, temo molto il blocco del lettore. Sono felice che invece a te sia piaciuto.

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  3. Condivido in tutto! Letto tutto d’un fiato!

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  4. ho riso tantissimo. non riuscivo a smettere. uno di quei libri toccasana che aiutano

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  5. Ho sentito tanto parlare di questa storia e sempre con note positive. Lo avevo già segnato devo solo decidermi a leggerlo.

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  6. bellissima recensione, mi erano mancate

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  7. Sono anni che giro intorno a questo libro ma ancora non mi sono decisa a iniziarlo. Più di una volta l'avevo adocchiato anche io per questa rubrica ma poi ho sempre ripiegato su altro ma a quanto pare devo proprio leggerlo!

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