martedì 28 maggio 2019

Ci provo con - Recensione "Flow" di Kenendy Ryan e recensione di Ludovica "La sposa scomparsa" di Rosa Teruzzi

Buongiorno, secondo appuntamento per questa nuova rubrica mensile nata da una mia idea per buttarmi su nuovi autori. Per questo mese qui con me ci sarà anche Ludovica.

Rubrica a cadenza mensile in cui si legge un autore o un'autrice per la prima volta.

A me piace fare rubriche in compagnia, ovviamente senza nessun obbligo, così ho esteso l'invito alle mie amiche blogger. Se vi facesse piacere partecipare avete solo da dirlo.

Io ho letto:
Autrice: Kennedy Ryan
Titolo: Flow
Editore: Hope Edizioni
Data di pubblicazione: 22 ottobre 2018
Pagine: 129
Serie: Grip #0.5

Trama:
Tra 8 anni Marlon James sarà una delle migliori stelle nascenti nell’industria musicale.
Bristol Gray sarà la sua manager, tosta e pratica.
Ma quando si incontrano per la prima volta, lei è una studentessa universitaria che sta cercando di trovare la sua strada, e lui è un artista determinato a farsi strada nel mondo.
Venendo da mondi completamente diversi, tutto ciò che dovrebbe separarli li fa solamente avvicinare di più.
È un inizio bellissimo, ma come finirà la storia?
FLOW è il prequel che narra una settimana di giorni e notti magiche che perseguiteranno Grip & Bristol negli anni successivi. GRIP è il romanzo completo con la conclusione della loro storia.

Per questo mese ho scelto non solo un’autrice nuova, ma pure una casa editrice. Negli ultimi periodi mi sono avvicinata alla Hope Edizioni, sia per i commenti positivi delle mie amiche blogger che per la notizia dell’acquisizione della Reisz. Al Salone del libro poi ho fatto incetta di acquisti e soprattutto ho conosciuto le responsabili che mi hanno dato l’idea di persone squisite. Quindi ho voluto provarci anche con loro. 
 «Di che colore sei?», ripete senza che i suoi occhi lascino mai il mio viso. «Tu, Bristol, sei un dannato prisma».
Flow è una novella, il prequel di Grip (che per fortuna è già uscito). Racconta del primo incontro fra Bristol e Grip, la settimana in cui si sono conosciuti, scoperti, in cui hanno capito l’affinità che li unisce. 
Questa novella prepara per il prossimo romanzo, ma nello stesso tempo ha una sua storia a sé. È breve, ma non così tanto da essere sbrigativa o da non realizzare lo scopo, la preparazione al libro successivo.
 E questo è il mio tipo di ragazza ideale: quella passione totale, quella dedizione
smisurata. Non si incontra spesso gente come lei, e quando succede non si dimentica.
Vengono presentati i personaggi, anche quelli secondari. Bristol e Grip sono quelli meglio analizzati e mi sono piaciuti tantissimo. L’apparenza inganna e si intuisce che dietro alcuni loro atteggiamenti ci sono motivazioni profonde. 
Come coppia sono agli opposti: ricca lei e povero lui, bianca lei e nero lui, riservata lei e alla mano lui ecc. 
Però funzionano, perché nell’animo sono affini e già qui si capisce. Non è un colpo di fulmine ma un imparare a conoscersi, anche se la durata di tutto è una settimana soltanto. Credo che questo sia stato gestito benissimo, si capisce che potrebbe essere l’inizio di qualcosa di grande.

Veniamo da due mondi talmente lontani che dovrebbe esserci un oceano immenso
a separarci, pieno di tutte le differenze tra noi e di tutte le ragioni per cui non dovremmo mai incontrarci sulla terraferma.

Mi ha incuriosito tantissimo il personaggio di Rhyson, gemello di Bristol e migliore amico di Grip. Il suo passato, le sue scelte, i suoi tormenti sono la cosa che mi ha attratto di più. Anche se in Grip non sarà protagonista spero di sapere altro sul suo conto e magari di leggere prima o poi anche la sua storia. 
Un’altra cosa che mi ha profondamente colpita è l’attenzione alle questioni sociali, soprattutto sul razzismo. Viene fatto accenno da subito, ma si capisce che questo avrà un peso importante, perché ne costituisce l’identità personale. Ho trovato giusto il modo in cui è stato gestito. 
 «Non mi importa di che colore sia la ragazza. Mi piace il colore dell’intelligenza, la tonalità della simpatia, e l’essere sexy è la mia sfumatura preferita».
Parlando dello stile e della struttura sono soddisfatta. L’autrice ha un modo diretto, moderno, che è ben contestualizzato. I Pov in prima persona alternati permettono di immedesimarsi bene. 
La lettura di Flow è stata una preparazione a Grip, mi ha coinvolta molto, l’ho iniziato e finito in un pomeriggio. Breve, ma efficace. 
Sono soddisfatta sia dell’autrice che della casa editrice e non vedo l’ora di potermi dedicare a Grip.
Voto:











Ludovica ha letto:
Autrice: Rosa Teruzzi
Titolo: La sposa scomparsa
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 8 settembre 2016
Pagine: 171
Serie: #1 Le signore del delitto

Trama:
La prima indagine di Vittoria, Libera e Iole: le signore del delitto
Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera – quarantasei anni portati magnificamente – ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l’inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell'impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici – a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono – riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa, approdando a una verità tanto crudele quanto inaspettata.

Quando Chiara mi ha illustrato il suo nuovo progetto, ispirato da notti insonni e gorgoglii all’altezza dello stomaco, di recensire un autore “inesplorato”, di cui ancora non avevamo letto niente, ne sono stata più che contenta, perché facendo correre lo sguardo tra la pila dei libri non letti ho notato che ne sostavano alcuni di autori ancori non conosciuti, anche perché una mia “piccola” mania è di leggere l’opera omnia di un autore qualora tra noi scocchi il colpo di fulmine!

Sono contentissima di inaugurare questa rubrica Ci provo con...  con la Teruzzi, di cui ho sentito parlare in largo e in lungo, di cui ho letto alcune interviste. È stata la mia prima scelta, senza tentennamenti, e questa sua prima opera, La sposa scomparsa, non ha fatto che confermare tutte le voci positive che circolano sul suo conto, ma ancor più sui suoi scritti e sulle protagoniste, figlia madre e nonna, che da ora in poi sarà impossibile dimenticare, anzi, a dire il vero, il secondo di questa serie è già pronto sul comodino.

È un giallo questo? Se dovessi basarmi sul fatto che ci sia la presenza di poliziotti senz’altro sì, visto che la “figlia”, Vittoria, è una poliziotta, come lo era il padre, ucciso senza che dopo tanti anni si sappia il perché o il colpevole o se dovessi basarmi sul fatto che ci sia effettivamente un caso da risolvere, anche se avvenuto ventisei anni prima, sempre sì, ma se dovessi invece basarmi sul fatto che chi, in realtà, riesumerà e porterà alla conclusione un dramma andato nel dimenticatoio, saranno due donne, la madre, Libera, e la nonna, Iole, che niente hanno a che vedere con indagini o interrogatori ma che si basano solo su intuito e curiosità, allora sì, siamo davanti ad un giallo.

E che giallo! Proprio come ho cominciato ad apprezzarli anche io, che invece li detestavo, cioè scorrevoli, senza una grandissima quantità di elementi che la mia mente cancellava subito dopo, ma ricco di personaggi ben strutturati e sentimenti quanto basta per rendere il tutto credibile. Una scrittura flessuosa che si appoggia benissimo all’ambiente, un casello ferroviario dove queste donne vivono, una Milano estiva che di caldo e sole non ne vede da un po’, un’atmosfera magica che si respira nel laboratorio dove Libera confeziona i suoi famosi bouquet floreali.

Tre donne, Vittoria Libera e Iole, che in comune non hanno niente, a parte vivere nello stesso stabile, Vittoria è rigida nel suo dolore, la morte del padre quando aveva tre anni che l’ha lasciata orfana, non solo di lui, ma della verità che non è mai venuta fuori, Libera che è intrappolata nel suo senso di colpa per non aver cercato che quella verità avesse un nome, un compimento, una fine, Iole che invece, nel suo essere così libertina, che funge da ago in una bilancia immaginaria. Pur non volendo, e non sapendolo, è lei che riesce a far comunicare madre e figlia, è lei a dare l’input a che le due parlino e a che alcune vicende, non ultimo il caso che lei e Libera si troveranno a risolvere, prendano il via. Se non fosse così aleatoria nelle sue presenze la definirei un punto saldo nelle vite delle tre, ma la vera roccia credo sia Libera che, se solo si scrollasse di dosso i suoi dubbi e le sue paturnie mentali, riuscirebbe a ritrovare serenità e felicità ed anche amore, perché no?

Un libro che si legge da sé, che attraverso la riuscita descrizione dei personaggi, conquista subito il lettore e lo porta lontano, lo porta in una casa dove c’è solo bisogno di sorrisi e di leggerezza e di chiudere dei cerchi importanti!

Peccato che al mio, di matrimonio, non abbia proprio voluto un bouquet, non volevo sentirmi in imbarazzo entrando in chiesa con questo ciuffo tra le mani, ma se tornassi indietro andrei nel laboratorio di Libera e le direi di scegliere come solo lei sa fare, sentendo le persone, il “ciuffo” di fiori adatto a me!
Voto:

38 commenti:

  1. Ottima iniziativa e perfette recensioni, grazie mille

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  2. La Hope sta diventando una delle mie CE preferite non solo per i volumi ma per le addette che sono davvero disponibili. L'autrice letta da Chiara non la conosco ma sembra interessante. La Teruzzi invece la sento nominare spesso anche se non l'ho ancora letta

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    1. è anche grazie a te che ho scoperto questa CE, che per ora promette proprio bene

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    2. Come non hai letto la Teruzzi?ma la Ropolo è DITTATRICE solo con me?😭😭😭

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    3. Per ora non se n'è accorta :P

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    4. Devo rimediare! Ludovica però sai che tu sei speciale

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  3. @Chiara Altro libro sconosciuto: sono felice che non solo la lettura ma l'esperienza con la CE si stia rivelando positiva. Su FB ne vedo di ogni colore e devo dire che alcune cose non mi piacciono per niente. Prendo appunti.

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    1. Maryella anche per quello ci tenevo a dirlo, se ne sentono troppe (ne ho provate diverse) ed è giusto specificare anche quando si è soddisfatti

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  4. @Ludovica La Teruzzi non mi è nuova come nome perché ho letto varie recensioni di suoi libri e noto che è particolarmente apprezzata: il modo in cui parli del libro mi fa capire che potrebbe proprio fare al caso mio. Unica remora quella di iniziare l'ennesima serie.

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    1. Però sono autoconclusivi,quindi l’attesa consiste solo nel piacere di ritrovarti in posti conosciuti ed amati!!

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  5. @ Chiara la HOPE sta diventando una delle mie CE preferite oltre ai libri che pubblicano sono anche attente al loro pubblico, spero che continuino così!!Il libro/Novella lo conoscevo non l'ho ancora letto… devo recuperare con calma ..ma lo farò… prima o poi
    @Ludovica non ho mai letto nulla della Teruzzi e se non ricordo male Chiara ha recensito da poco l'ultimo libro… Non credo sia il mio genere.. ma mai dire mai..

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    1. Il “GIALLO” non è assolutamente il mio genere, ma mi sono piaciuti ed anche tanto!
      Prova e poi ci dirai😘

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  6. Sento parlare sempre piu' spesso della casa editrice Hope Edizioni. E il libro sembra davvero carino. Mi sembra che vada molto il genere "musicale".
    "La sposa scomparsa" volevo proprio leggerlo, che bello vedere che ti è piaciuto! 😍

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    1. Grazie Elena, anche per la partecipazione. Te li consiglio entrambi

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    2. A me La sposa scomparsa è piaciuto tanto! Ed ora leggerò pure quello della Ropolo

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  7. Ciao, che bella iniziativa per dar spazio a libri che sono nella lista di lettura da diverso tempo.
    "Flow" letto da te è una novità, mentre per "La sposa scomparsa" letto da Ludovica avevo sentito parlare sempre nel web.
    Vorrei partecipare alla rubrica. Cosa devo fare?
    Grazie Francesca.

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    1. Ciao Francesca, sono contenta che l'idea ti piaccia, se hai facebook mandami un messaggio (Chiara Ropolo), altrimenti scrivimi una mail chiara.ropolo@virgilio.it, così ti spiego bene

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    2. La Teruzzi mi ha conquistato dalle prime righe!!!

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  8. partiamo da Chiara, non conosco il libro (prequel) ma mi hai affascinata, sembra una storia che potrebbe fare per me quindi tra qualche tempo se non ho ancora letto nulla tu ricordamelo!

    Ludo riguardo la Teruzzi mi manca solo l'ultimo della serie e personalmente ho trovato che i suoi libri sono migliorati con il tempo. ho sempre preferito iole a libera, ma ho trovato una crescita in tutti i suoi personaggi e mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato

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  9. Flow mi ha incantato anche per come parla della musica. Mi ha fatto sentire l'amore del protagonista per un genere che nemmeno conoscevo e mi ha fatto "sentire" come il messaggio della musica sia importante. È una novella meravigliosa secondo me

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    1. Hai ragione, non ho parlato di questo nella recensione ma sono assolutamente d'accordo, non vedo l'ora di leggere Grip

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  10. Mi avete intrigata tanto entrambe ragazze! ❤️

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  11. Ottime recensioni!!! La prima purtroppo non mi intriga ma i romance non fanno proprio per me. La seconda invece mi ha attirato già dal titolo: TBR subito 😊

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  12. Anche per me la Terruzzi potrebbe essere la protagonista di uno dei prossimi Ci provo con: ne ho sentito solo parlare bene e la tua recensione conferma i pareri positivi.
    Non conosco la Ryan ma sembra proprio una storia di quelle che piacciono a me quindi me lo segno

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    1. brava Erica, segna. Qui al posto di debellare allunghiamo la lista!

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    2. La Teruzzi è una garanzia. Si legge da sé

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  13. per Flow non sono convinta, ma la Teruzzi devo proseguirla. Sono ferma al secondo ed è speciale. Può essere candidata per Purché sia di serie. Devo solo capire quando!

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