sabato 17 ottobre 2020

L'angolo vintage 2.0 - Recensione di Ludovica "Acqua Passata" di Valeria Corciolani

  Buongiorno lettori, torna puntuale questa rubrica inventata da me che è stata rivista e alla quale si sono aggiunte compagne di viaggio, compresa Ludovica a cui presto questo spazio. 


In cosa consiste la rubrica? Anche se la qualcuno pensa che a noi blogger i libri vengano sempre e solo regalati vi assicuro che non è così, noi ne compriamo e pure tanti! Se poi si è un po' compulsivi, tipo me e le mie socie, ci si ritrova ad avere intere pile di arretrati da leggere.
Quindi ogni mese sceglierò (magari facendomi aiutare con qualche sondaggio sui social) un libro comprato da un po' e non ancora letto e lo recensirò. Sarò in compagnia e pubblicherò ogni 17 del mese.

Per questo mese l'unica ad aver letto un libro vintage è proprio Ludovica, quindi troverete solo questa recensione:

Autrice: Valeria Corciolani
Titolo: Acqua Passata
Editore: Amazon Publishing
Data di pubblicazione: 18 aprile 2017
Pagine: 332
Serie: La colf e l'ispettore Vol.1

Trama:
Una colf dai fianchi robusti e dalla mente sottile capace di leggere la realtà più lucidamente di Sherlock Holmes.
Chiavari. In un vicolo della placida cittadina ligure, uno sconosciuto viene rinvenuto in fin di vita. Poche ore dopo, Alma Boero, quarantenne dallo sguardo acuto, poche parole e selvatica fierezza, trova il cadavere di una giovane editor nel palazzo dove lavora come colf.
A indagare sui casi è l’ispettore Jules Rosset, che resta presto folgorato dalle intuizioni della giunonica colf e dalla sua capacità di fotografare le persone scandagliandole attraverso le loro abitudini, la loro spazzatura, il loro modo di sistemare i calzini e dalle piccole e grandi manie che ogni essere umano custodisce gelosamente.
Quando alle indagini si aggiunge un nuovo mistero, Rosset capisce di avere per le mani uno strumento impareggiabile per sbrogliare la matassa di quegli eventi all’apparenza slegati tra loro e per evitare le reticenze investigative del questore: una colf insospettabile, discreta e affidabile, che può infilarsi nelle pieghe più intime delle vite altrui. Ma Alma – quattro figli, una suocera e un ex marito – è uno strumento tutt’altro che facile da usare.

Letto un po’ per scommessa, un po’ perché sono dei mesi che cerco di fare pulizia (in senso buono, eh!) tra i libri acquistati e lasciati a prendere polvere in libreria, un po’ perché avevo letto delle recensioni anche molto positive, un po’ perché, con la vecchiaia, mi sto appassionando al giallo (e chi l’avrebbe mai detto?).


Cosa ho trovato? Prima di tutto una scrittura di quelle che piacciono a me: ricercata, accurata, esaustiva, ma anche ironica, disincantata, con un retrogusto filosofico che non appesantisce ma regala momenti di riflessione.

Ho trovato una scrittrice che tutto sa e tutto elargisce, non c’è una minima incertezza nella trama o incongruenze nei personaggi. Sono descritti minuziosamente luoghi (mi sono innamorata della Liguria!), fatti e misfatti, si entra non solo nella vita dei protagonisti, Alma (la colf) e Jules (l’ispettore), ma anche dei loro familiari, di figli con problemi di crescita a carico, di suocere che con uno sguardo ti fanno l’identikit perfetto, si entra nella mente di tutti i personaggi che entrano a far parte delle indagini. Tutti, proprio tutti.

 

L’estrema cura che la scrittrice utilizza per rendere noti i fatti, per assecondare le diverse psicologie dei personaggi, ci dà la misura di quanto il progetto editoriale che è alla base di tutto il lavoro sia consistente e particolareggiato.

 

Al centro della serie, arrivata al quinto libro, ma con un sesto che andrà a chiuderla in primavera, i protagonisti, coloro che, seppur diversissimi tra loro, o invece proprio per questo, muovono le fila di ogni discorso. Jules, un ispettore tutto d’un pezzo, che anche attraverso il suo fisico, spigoloso e dinoccolato, dice a gran voce quanto sia solitario e schivo il suo carattere, che cerca di risolvere i casi che gli capitano sottomano, in una Liguria che non è la sua regione e in una Chiavari di cui non accetta ancora il clima marino, servendosi di ogni mezzo. Dove per mezzo intende anche una colf conosciuta per caso durante le sue prime indagini, una colf di cui lui riesce subito a captare uno sguardo più che attento, uno sguardo che va oltre gli oggetti che si conservano, oltre le parole che si pronunciano.

 

Perché questo è un po’ il super potere della nostra Alma, ma è anche la parte che lei detesta più di se stessa. Odia questa sua necessità di dover andare dentro le cose e non sapersi accontentare della superficie. Vorrebbe non seguire quel suo ispettore spilungone, che pure l’ha fatta dopo tanti anni sentire di nuovo viva, ma non ce la fa: si fa coinvolgere, deve sapere, deve dire quello che ha visto, sentito, odorato.

 

Jules ed Alma, che anche a guardarli non potrebbero essere più diversi, sono, invece, perfetti insieme. Non sentimentalmente parlando, anche se io arriverò all’ultima riga dell’ultimo romanzo sperando che l’uno nell’altra possano trovare quello che non cercano ma che potrebbero avere, però no, intendo solo come coppia di amici, di due che si parlano (e si capiscono) con alzate di sopracciglia e sventolii di mani.

 

Non so cosa mi aspettassi all’inizio di questo viaggio, ma so che ho trovato qualcosa che mi ha fatto sorridere, mi ha fatto fermare a pensare, mi ha fatto interrogare su tanti meccanismi che ci circondano ma di cui non riusciamo a darci spiegazioni.

Merito tutto, ovviamente, da attribuirsi al deus ex machina, Valeria Corciolani, che con delicatezza, ma anche senza fare sconti a nessuna coscienza, muove i fili e si destreggia benissimo nelle menti altrui.

 

Bellissimo libro, che tutti, ma proprio tutti, dovrebbero leggere.

Voto:


6 commenti:

  1. Vabbè cosaceevo dirti. Recensione meravigliosa

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    1. Stavolta è più colpa tua che della Comandante! Mi piace tantissimo la Corciolani. Si è capito?

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  2. Dico sempre che voglio recuperare questa autrice... Ce la farò?

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  3. Ho segnato questo libro in tbr da troppo tempo... Mi sa che è ora di leggerlo! Grazie, Chiara, per la tua recensione!

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  4. Ciao Ludovica! Amo i gialli e la Liguria è la mia seconda casa... quindi mi segno questo romanzo!

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