venerdì 24 aprile 2020

Recensione "Il giro del mondo in 18 amori" di Marco Innocenti

Autore: Marco Innocenti
Titolo: Il giro del mondo in 18 amori
Editore: Avagliano
Data di pubblicazione: 17 ottobre 2019
Pagine: 119

Trama:
Diciotto storie d'amore, ambientate in diciotto città diverse: da Firenze a Buenos Aires, da Bordeaux a L'Avana, da Luanda a Bangkok. Sulle tracce di amori veri o presunti, vissuti o sognati, Marco Innocenti disegna un percorso sul filo della memoria e dell'immaginazione dove ogni racconto fa tappa in una città d'Italia, d'Europa e del mondo. Nel viaggio incontriamo anche alcuni personaggi noti: Arturo Bandini, l'alter ego di John Fante, che s'invaghisce della bella Camilla Lopez, in un bar di Los Angeles; Corto Maltese e Soledad, su una sperduta isola dei Caraibi; Peter Parker alias Spider-Man e Gwen Stacy, tra i grattacieli di New York. Al centro di tutto c'è una domanda: cosa sappiamo noi dell'amore? Una guida che non ha la pretesa di guidare e finisce con il confonderci ancora di più le idee, concedendoci però il privilegio di smarrirci racconto dopo racconto, città dopo città, nell'intricato dedalo che sono i sentimenti.

Siamo in quarantena, chiusi in casa, senza possibilità di uscire, figurarsi di viaggiare! La cosa migliore quindi è farlo attraverso i libri e nel mio kindle c'era proprio quello ideale, che aspettava la mia lettura già da troppo tempo. 
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L'idea di Innocenti è quella, bellissima secondo me, di toccare 18 città del mondo associandole a 18 amori diversi, reali o immaginari, di persone o personaggi immaginari. Ecco quindi la struttura del libro: 18 capitoli, 18 amori, 18 racconti in cui l'autore ci parla sia di amore che delle città in cui è ambientato, con un tocco di nostalgia che tutti noi in questo periodo ben conosciamo

Per me però, nonostante trovi l'idea geniale, non ha funzionato, perché alla fine non ho capito cosa Innocenti abbia voluto trasmettere, se non la condivisione di discutibili esperienze. 

Chi mi conosce sa che non sono bigotta e neanche femminista, ma queste pagine hanno tirato fuori questo in me. Le ho trovate assolutamente denigranti nei confronti delle ragazze in questione, che non sono prive di difetti, ma pur sempre persone. La superficialità con cui l'autore passa sopra argomenti delicati mi ha lasciata basita. Non si può, secondo me, parlare di Cuba, della fatica della sopravvivenza e di come è facile trovare una o più ragazze disposte ad accompagnare i turisti in poche righe e da un punto di vista unicamente della parte privilegiata, oppure tentare, sempre con poche parole, di giustificare il turismo sessuale asiatico (questi sono solo due esempi, ma quelli che più mi sono rimasti impressi). 
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La brevità dei racconti è un'altra cosa che mi ha lasciata stupita, in quanto ognuno non ha una storia con un inizio e una conclusione. È semplicemente il raccontare sterile di alcuni fatti, senza una struttura dietro, come se fossero stralci presi da un diario personale. Mi sono chiesta più volte cosa non capissi io di tutto questo, senza darmi risposta. 

Di positivo ci sono le varie citazioni, a libri, fumetti, canzoni. Le ho molto apprezzate così come le analogie fatte con le azioni raccontate. 

Ho anche apprezzato il viaggiare con la mente, in posti conosciuti e altri non ancora visitati e la malinconia che traspare dalle pagine l'ho provata anche io. 

Non sono però rimasta soddisfatta da questo libro, che forse avrebbe bisogno di più parole per spiegarsi meglio, ed è un peccato perché l'idea di viaggiare attraverso l'amore continuo a trovarla magnifica.
Voto: 


Ringrazio Angelozzi Comunicazione per la copia


4 commenti:

  1. Oh ma che delusione!
    Anch'io sinceramente la trovavo un'idea carina leggendo la trama e leggendo anche una recensione molto positiva, ma le tue parole mi fanno capire che devo proprio depennarlo. Mi piace leggere racconti diversi, ma ci deve essere almeno qualcosa in comune altrimenti ha tutto davvero poco senso, che peccato davvero

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  2. Io l'ho letto quando è uscito e devo dire che mi è piaciuto proprio perché i racconti sono brevi ma carichi di nostalgia,ben scritti, con un protagonista che desidera amare ma che spesso finisce con il soffrire, la sua delusione e il suo disincanto sono sempre poetici. Non c'entra a parer mio il maschilismo o il femminismo... è un punto di vista che tra l'altro mette in luce tutte le contraddizioni in cui i sentimenti ci fanno sprofondare. Comprese certe meschinità.

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    1. Forse non ho capito, o meglio l'autore non è riuscito a farmi capire questa poesia che dici tu. Almeno però io ci ho messo il nome, senza meschinità

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