giovedì 23 maggio 2019

Recensione di Ludovica - Tu leggi? Io scelgo! - "Ogni storia è una storia d'amore" di Alessandro D'Avenia

Buongiorno lettori, oggi tocca a Ludovica, per questa rubrica che amo molto, nata dall'idea di Rosaria. Se vi facesse piacere partecipare fatemi un fischio.


La rubrica, a cadenza mensile, consiste nel leggere un libro recensito da un altro blog partecipante. A lei questa volta è capitata Stefania e ha scelto questo libro.

Autore: Alessandro D'Avenia
Titolo: Ogni storia è una storia d'amore
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 31 ottobre 2017
Pagine: 324

Trama:
L'amore salva? Quante volte ce lo siamo chiesti, avvertendo al tempo stesso l'urgenza della domanda e la difficoltà di dare una risposta definitiva? Ed è proprio l'interrogativo fondante che Alessandro D'Avenia si pone in apertura di queste pagine, invitandoci a incamminarci con lui alla ricerca di risposte. In questo libro straordinario incontriamo anzitutto una serie di donne, accomunate dal fatto di essere state compagne di vita di grandi artisti: muse, specchi della loro inquietudine e spesso scrittrici, pittrici e scultrici loro stesse, argini all'istinto di autodistruzione, devote assistenti, o invece avversarie, anime inquiete incapaci di trovare pace. Ascoltiamo la frustrazione di Fanny, che Keats magnificava in versi ma con la quale non seppe condividere nemmeno un giorno di quotidianità, ci commuove la caparbietà di Tess Gallagher, poetessa che di Raymond Carver amava tutto e riuscì a portare un po' di luce nei giorni della sua malattia, ci sconvolge la disperazione di Jeanne Modigliani, ammiriamo i segreti e amorevoli interventi di Alma Hitchcock, condividiamo l'energia quieta e solida di Edith Tolkien. Alessandro D'Avenia cerca di dipanare il gomitolo di tante diversissime storie d'amore, e di intrecciare il filo narrativo che le unisce, in un ordito ricco e cangiante. Per farlo, come un filomito, un "filosofo del mito", si rivolge all'archetipo di ogni storia d'amore: Euridice e Orfeo. Un mito che svolge la sua funzione di filo (e in greco antico per indicare "filo" e "racconto" si usavano due parole molto simili, mitos e mythos) perché contempla tutte le tappe di una storia d'amore, tra i due poli opposti del disamore (l'egoismo del poeta che alla donna preferisce il proprio canto) e dell'amore stesso (il sacrificio di sé in nome dell'altro). Ogni storia è una storia d'amore è così un libro che muove dalla meraviglia e sa restituire meraviglia al lettore. Perché ancora una volta D'Avenia ci incanta e ci sorprende, riuscendo nell'impresa di coniugare il godimento puro del racconto e il piacere della scoperta. E con slancio ricerca nella letteratura - le storie che alcuni uomini, nel tempo, hanno raccontato su se stessi e l'umanità a cui appartengono - risposte suggestive e potenti, ma anche concrete e vitali. Per poi offrirle in dono ai lettori, schiudendo uno spiraglio da cui lasciar filtrare bagliori di meraviglia nel nostro vivere quotidiano, per rinnovarlo completamente nella certezza che "noi siamo e diventiamo le storie che sappiamo ricordare e raccontare a noi stessi".
Questo mese ho dovuto scegliere tra i libri di Stefania Crepaldi, di cui seguo ogni cosa, perché come lo legge lei un autore, quello che riesce a tirare fuori lei da un libro, solo lei sa farlo, mi sono LETTA tutte le sue recensioni a cinque stelle e dopo un’accurata e difficile analisi, la mia scelta è caduta su Ogni storia è una storia d’amore, di Alessandro D’Avenia.



Mi sento di dover dire una cosa prima di cominciare. Ho letto tutto di lui, ho ascoltato tante (e tantissime volte!) sue interviste e suoi interventi fatti in atenei e scuole di ogni grado, sono andata a vederlo a teatro, a Roma, quando portava in giro il suo libro su Leopardi (dai tempi del liceo il mio Poeta del cuore). Lo stimo come autore, indimenticabile il suo Ciò che inferno non è, ma io per lui, al di là dell’autore che è diventato e delle cose profonde che dice, ho proprio una cotta umana, vera, reale, che poco ha a che fare con la letteratura.



Leggendo il libro su Leopardi, L’arte di essere fragile, mi chiesi molto spesso come avesse osato scrivere qualcosa su un autore come lui, nel 2016, indirizzarlo soprattutto a giovani moderni e riuscire comunque a fare breccia in tanti cuori. Non posso dare una risposta professionale, perché non sono assolutamente del mestiere, ma posso dire che con quel libro è andato a sviscerare mie fragilità che credevo ormai sopite per sempre!



Stesso effetto ha avuto questa sua nuova prova letteraria, in cui si è cimentato a parlare di AMORE,  ma non romanzandolo e mettendolo qua e là tra una pagina e l’altra, ha preso l’amore in senso assoluto e lo ha catapultato nelle storie d’amore di grandi scrittori o musicisti della nostra storia artistica. Il  fil rouge è un mito che, da sempre, mi ha fatto versare fiumi di lacrime: Orfeo ed Euridice.  Euridice che morì morsa da una vipera ed Orfeo che sfidò la morte per andarla a richiedere indietro ad Ade e Persefone. Il suo canto è talmente straziante che il re degli inferi e sua moglie non poterono negare un rifiuto a quella richiesta, con il solo ordine di non voltarsi indietro prima di essere uscito definitivamente. Orfeo lo fece, perché non resistette a non guardarla, e la perse nuovamente. Fino a che anche lui morì e poterono riabbracciarsi.



Attraverso la loro storia, D’Avenia dà la voce a tante mogli ed amanti e compagne, comunque DONNE che hanno amato, che sono morte amando, che hanno amato sino alla morte, che hanno amato nonostante uomini narcisisti ed egoisti, che hanno vissuto più per la loro arte che per l’amore delle loro dilette, donne che hanno dato tutte loro stesse, che hanno vissuto all’ombra di uomini impossessati dal dio dell’Ars, ma comunque degne e felici di vivere loro accanto.



Nei libri di D’Avenia, ed in questo in particolare la cosa appare ancora più evidente, lui mette tutto se stesso e tutto quello che facendo con passione ed amore da sempre fa parte della sua vita: la letteratura, la musica, la poesia, la filosofia, la storia, Dio. Emblematico è il suo rapporto con Dio, non si può pensare a D’Avenia e non citare quello che Dio rappresenti per lui, perché lui anche in un contesto laico e lontano da Dio, riesce comunque a mettere come centro ed inizio di tutto il suo Dio.

Non ha paura D’Avenia di parlarne, di nominarlo, non ha paura di affrontare tutti gli “scettici” che lo colpiranno, lui va a testa alta ed arriva dove altri non avrebbero neanche provato.  Non teme di  parlare d’amore, neanche in contesti reali in cui spesso l’amore viene messo in secondo piano, avallato dall’ambizione, il caso, la fortuna, in cui poco abbia a che fare con il Sentimento in quanto tale. Non ha paura di niente, né di parlare di miti greci né di autori che il mondo da sempre crede “depressi”, non ha paura di ribaltare l’idea che abbiamo di Bach o di stritolare il cuore quando racconta di Silvia Plath e Ted Hughes.



Parla di letteratura come se parlasse di noccioline e patatine e forse il SEGRETO è proprio questo: solo conoscendo l’animo più umile e vero dei personaggi famosi, di scrittori, musicisti, poeti si può apprezzare la loro opera, che altro non è se non il frutto della loro essenza.



Come ogni saggio che si rispetti, ho dovuto e voluto intervallarne la lettura con altre, ma lo stile dell’autore, che non cade mai nella banalità o nella retorica, la sua capacità di tessere fili sempre più fitti e riuscire a trovarne con calma e senza fretta il capo, mi ha aiutato a ripartire subito e bene da dove lo avevo lasciato.



Aspetto con ansia qualsiasi altra cosa il professor D’Avenia abbia intenzione di scrivere, e quando scrivo qualsiasi intendo davvero qualsiasi cosa, sperando in un romanzo che parli di ragazzi, che in fondo è il mondo che conosce direttamente e che ama incondizionatamente ed è anche l’ambito in cui io lo preferisco.
Voto:



Le altre tappe



16 commenti:

  1. Hai fatto un'analisi del testo interessante, sei partita dagli esordi e dall'amore che provi per questo autore, intendo letterariamente, per arrivare a questo scritto/romanzo. Mi ha incuriosita molto e penso proprio che lo comprerò perché sono molto curiosa!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È bene mettere subito le cose in chiaro: lui lo adoro e quindi è normale che mi faccia influenzare positivamente da questa empatia che sento di avere. Ma se qualche suo libro non mi piacesse lo direi,magari con tristezza,ma lo direi!

      Elimina
  2. Ora dovrei cospargermi il capo di cenere: non ho ancora letto nulla dell'autore, anche se lo incrocio da anni e mi riprometto di recuperare questa lacuna. Una mia amica possiede tutti i suoi libri e più di una volta si è offerta di prestarmeli, ma non è mai arrivato il momento giusto.Come sempre la tua analisi è iper-convincente. Complimenti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io generalmente vado in ordine di pubblicazione,mi piace vedere anche la crescita di un autore,il lavoro che fa sulle sue creazioni. Quasi sempre è un andare sempre più in alto....

      Elimina
  3. Bianca come il latte rossa come il sangue l'ho adorato. Quello su Leopardi mi ha annoiata ma Leopardi non mi è mai piaciuto molto. Questo mi manca e per ora non mi interessa abbastanza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me il suo MIGLIORE è Ciò che inferno non è. Senza dubbio!

      Elimina
  4. Prima o poi, solo per te, darò un'altra opportunità a questo autore, che non mi era piaciuto per niente in Bianca come il latte rossa come il sangue

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciò che inferno non è DEVI leggerlo!!!!!!ti pregooooo

      Elimina
  5. DI Bianchini ho letto solo Bianca come il latte rossa come il sangue ma non mi era piaciuto molto quindi sono titubante a leggere altro di suo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di D’Avenia? Questo e quello su Leopardi sono due saggi,devono piacere! A me piace lui,quindi sto aspettando di leggere una proposta di matrimonio e poi sono a posto🥰

      Elimina
  6. Questo libro mi è piaciuto moltissimo, un saggio davvero ben scritto. La tua recensione è meravigliosa :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Silvia! Sono un po’ di parte,perché lo adoro,ed è uscita una recensione proprio di pancia 🥰

      Elimina
  7. questo è un autore che potrebbe servirmi per la rubrica Ci provo con, anche perchè ti vedo così entusiasta che non posso fare a meno di dirmi che potrebbe piacere anche a me!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dovresti leggere Ciò che inferno non è. Sono sicura che a te piacerebbe!

      Elimina
  8. Di questo autore ho letto "Bianca come il latte rossa come il sangue", mi piacque molto, questo mi piacerebbe leggerlo e spero di farlo presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio preferito resta Ciò che inferno non è. BELLISSIMO è dire poco

      Elimina